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Ragionevoli dubbi

Di

Editore: Sellerio (La memoria ; 690)

4.0
(4588)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 299 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8838921466 | Isbn-13: 9788838921469 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , CD audio , eBook

Genere: Fiction & Literature , Law , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
«Oltre alle regole scritte – quelle del codice e delle sentenze che lo interpretano –, nei processi, nelle aule dei tribunali c’è una serie di regole non scritte. Queste ultime vengono rispettate con molta più attenzione e cautela. E fra queste ce n’è una che più o meno dice: un avvocato non difende un cliente buttando a mare un collega. Non si fa, e basta. Normalmente chi viola queste regole, in un modo o nell’altro, la paga. O perlomeno qualcuno cerca di fargliela pagare».
L’avvocato Guido Guerrieri deve correre questo rischio. C’è un uomo in carcere che si dichiara innocente, condannato in primo grado per traffico di droga. Le circostanze sono schiaccianti e lui stesso, in un primo momento, aveva confessato. Ma c’è però la possibilità che sia finito in una trappola orchestrata dall’avvocato di primo grado. Un maledetto imbroglio, dunque, che Guerrieri è restio a caricarsi, e non solo perché tutte le apparenze sono contro. Il detenuto non è una faccia nuova: ai tempi del movimento studentesco lo chiamavano Fabio Raybàn, picchiatore fascista ossessione dell’adolescenza di Guido. C’è anche una situazione personale ambigua che coinvolge l’avvocato in ogni senso: la fine forse di un amore, l’inizio pericolosissimo di un altro, e in ciascuno di questi incroci sembra materializzarsi lui, il detenuto che si proclama disperatamente innocente. Si moltiplicano da ogni lato ragionevoli dubbi.
Il meccanismo preciso degli intrecci ha la felicità e la facilità di introdurre il lettore nelle pieghe più avventurose e reali, legali, pratiche e umane, del sistema del processo e dell’inchiesta giudiziaria. Ma forse è il personaggio di Guerrieri la ragione di un fascino speciale: eroe riluttante e senza moralismo, malinconico e dotato di un naturale, soffice umorismo autoironico, «un personaggio meravigliosamente convincente» secondo la definizione del «Times».
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  • 3

    Guido Guerrieri, l'avvocato più celebre dell'Italia letteraria, è alle prese con un nuovo caso: un uomo in carcere che si proclama innocente, condannato in primo grado per traffico di droga.
    «Oltre alle regole scritte – quelle del codice e delle sentenze che lo interpretano –, nei processi, ...continua

    Guido Guerrieri, l'avvocato più celebre dell'Italia letteraria, è alle prese con un nuovo caso: un uomo in carcere che si proclama innocente, condannato in primo grado per traffico di droga.
    «Oltre alle regole scritte – quelle del codice e delle sentenze che lo interpretano –, nei processi, nelle aule dei tribunali c’è una serie di regole non scritte. Queste ultime vengono rispettate con molta più attenzione e cautela. E fra queste ce n’è una che più o meno dice: un avvocato non difende un cliente buttando a mare un collega. Non si fa, e basta. Normalmente chi viola queste regole, in un modo o nell’altro, la paga. O perlomeno qualcuno cerca di fargliela pagare».
    L’avvocato Guido Guerrieri deve correre questo rischio. C’è un uomo in carcere che si dichiara innocente, condannato in primo grado per traffico di droga. Le circostanze sono schiaccianti e lui stesso, in un primo momento, aveva confessato. Ma c’è però la possibilità che sia finito in una trappola orchestrata dall’avvocato di primo grado. Un maledetto imbroglio, dunque, che Guerrieri è restio a caricarsi, e non solo perché tutte le apparenze sono contro. Il detenuto non è una faccia nuova: ai tempi del movimento studentesco lo chiamavano Fabio Raybàn, picchiatore fascista ossessione dell’adolescenza di Guido. C’è anche una situazione personale ambigua che coinvolge l’avvocato in ogni senso: la fine forse di un amore, l’inizio pericolosissimo di un altro, e in ciascuno di questi incroci sembra materializzarsi lui, il detenuto che si proclama disperatamente innocente. Si moltiplicano da ogni lato ragionevoli dubbi.
    Non ho letto molto di questo autore, però questo libro lo definirei un giallo ‘tiepido’, che focalizza l’attenzione più sugli aspetti processuali e giuridici che ci sono dietro un caso di difesa, che di vera e propria azione da legal-thriller, con colpi di scena e quant’altro. C’è spazio anche per l’amore, che non manca in ogni romanzo che si rispetti. Insomma, piacevole, ma non speciale.

    ha scritto il 

  • 3

    Ragionevoli i miei dubbi?

    Carofiglio ha uno splendido e originale modo di scrivere e io sono un grande fan della scrittura in prima persona. I due precedenti romanzi mi hanno appassionato. In questo ho trovato alcune forzature che non rendono merito della piacevolezza della scrittura e delle citazioni (formidabili): perch ...continua

    Carofiglio ha uno splendido e originale modo di scrivere e io sono un grande fan della scrittura in prima persona. I due precedenti romanzi mi hanno appassionato. In questo ho trovato alcune forzature che non rendono merito della piacevolezza della scrittura e delle citazioni (formidabili): perchè costruire un personaggio complesso ed una relazione orginale con Margherita per foi farla scomparire in tre pagine senza nessuna analisi, senza elaborazione? Per far posto ai dubbi etici di una relazione clandestina con Natsu? Molto forzato e quindi poso credibile. Per uno che ti spiega come dormisse su una sedia fuori dalla camera dei genitori è assolutamente fuori percorso. L'ho trovato un espediente letterario di basso livello che lascia l'amaro in bocca. Per il resto sempre una piacevolissima lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Citare o meno un collega avvocato a dispetto delle consuetudini?
    Difendere o meno la persona che venticinque anni prima ci ha turbato l'adolescenza?
    Andare o meno al di là della possibile ragionevolezza per lasciare spazio a una remota possibilità?
    Questi alcuni dei dubbi dell'a ...continua

    Citare o meno un collega avvocato a dispetto delle consuetudini?
    Difendere o meno la persona che venticinque anni prima ci ha turbato l'adolescenza?
    Andare o meno al di là della possibile ragionevolezza per lasciare spazio a una remota possibilità?
    Questi alcuni dei dubbi dell'avvocato Guerrieri nel terzo romanzo della serie di Carofiglio, di cui apprezzo sempre lo stile e le scelte musicali e letterarie citate.

    ha scritto il 

  • 2

    La pistola è di plastica ma può sparare, l’ha prodotta Tokyo con una stampante 3D, quindi adesso è indagato anche Tokyo, e di riflesso anche Praga, ma Praga non aspettava altro che andare sotto processo, ora che, secondo gli ultimi dati che mi ha mandato, sono più di 150 milioni le persone che la ...continua

    La pistola è di plastica ma può sparare, l’ha prodotta Tokyo con una stampante 3D, quindi adesso è indagato anche Tokyo, e di riflesso anche Praga, ma Praga non aspettava altro che andare sotto processo, ora che, secondo gli ultimi dati che mi ha mandato, sono più di 150 milioni le persone che la seguirebbero in capo al mondo pur di scoparsela anche solo una volta.

    ha scritto il 

  • 2

    Decisamente deludente rispetto ale aspettative forse eccessive.
    La trama è prevedibile e scontata, sia nello svolgimento, sia nella conclusione.
    Lo stile è piuttosto piatto e gli esperimenti di stream of consciousness, tolti dalla penna di Joyce, risultano maldestri, posticci e fastid ...continua

    Decisamente deludente rispetto ale aspettative forse eccessive.
    La trama è prevedibile e scontata, sia nello svolgimento, sia nella conclusione.
    Lo stile è piuttosto piatto e gli esperimenti di stream of consciousness, tolti dalla penna di Joyce, risultano maldestri, posticci e fastidiosi.
    Inspiegabilmente sopravvalutato.

    ha scritto il 

  • 5

    "Oltre alle regole scritte, quelle del codice e delle sentenze che lo interpretano c'è una serie di regole non scritte. Queste ultime vengono rispettate con molta più attenzione e cautela. E fra queste ce n'è una che più o meno dice: un avvocato non difende un cliente buttando a mare un collega. ...continua

    "Oltre alle regole scritte, quelle del codice e delle sentenze che lo interpretano c'è una serie di regole non scritte. Queste ultime vengono rispettate con molta più attenzione e cautela. E fra queste ce n'è una che più o meno dice: un avvocato non difende un cliente buttando a mare un collega. Non si fa, e basta. Normalmente chi viola queste regole, in un modo o nell'altro, la paga. O perlomeno qualcuno cerca di fargliela pagare". L'avvocato Guido Guerrieri deve correre questo rischio. C'è un uomo in carcere che si dichiara innocente, condannato in primo grado per traffico di droga. Le circostanze sono schiaccianti e lui stesso, in un primo momento, aveva confessato. Ma c'è però la possibilità che sia finito in una trappola orchestrata dall'avvocato di primo grado. Un maledetto imbroglio, dunque, che Guerrieri è restio a caricarsi, e non solo perché tutte le apparenze sono contro. Il detenuto non è una faccia nuova: ai tempi del movimento studentesco lo chiamavano Fabio Raybàn, picchiatore fascista ossessione dell'adolescenza di Guido. C'è anche una situazione personale ambigua che coinvolge l'avvocato: la fine forse di un amore, l'inizio pericolosissimo di un altro, e in ciascuno di questi incroci sembra materializzarsi lui, il detenuto che si proclama disperatamente innocente.

    ha scritto il 

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