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Ragnatele d'inganni

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai (Romanzi e racconti 510)

3.9
(36)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 254 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8860737303 | Isbn-13: 9788860737304 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Laura Talluri

Disponibile anche come: Altri

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Descrizione del libro
Durante una passeggiata prima dell'ora del tè nei boschi nei dintorni di Badger's Drift, Emily Simpson, un'anziana zitella, si sofferma a osservare qualcosa che per lei sarebbe stato meglio non vedere: la sua involontaria curiosità le costerà la vita. Incaricato delle indagini è l'ispettore capo della contea di Midsomer, Tom Barnaby. Sollecitato dalla migliore amica della vittima e con l'aiuto del solerte e ironico sergente Troy, Barnaby inizialmente segue una serie di false piste che lo conducono in un vicolo cieco. Ci vorrà purtroppo un altro efferato delitto per far luce sulle reticenze, le menzogne, i ricatti e il risentimento che legano i personaggi coinvolti nella vicenda. Ed è solo dipanando questa ragnatela d'inganni che si arriverà alla sorprendente verità.
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  • 4

    C’è sempre qualcuno che mente

    È un libro che volevo leggere da tanto, essendo una fan della serie tv L’ispettore Barnaby.
    Leggere questo giallo, mi ha catapultata nella serie tv, tra gli attori e gli splendidi paesaggi di campagna, di una puntata che, tra l’altro, avevo già visto ed è tra le mie preferite, anche se non ...continua

    È un libro che volevo leggere da tanto, essendo una fan della serie tv L’ispettore Barnaby.
    Leggere questo giallo, mi ha catapultata nella serie tv, tra gli attori e gli splendidi paesaggi di campagna, di una puntata che, tra l’altro, avevo già visto ed è tra le mie preferite, anche se non ne ricordavo, con esattezza, il titolo.
    È un giallo classico, alla Agatha Christie, fatto di interrogatori e indizi. L’ambientazione della piccola comunità rurale di Bradger’s Drift, nella quale i legami fra i trecento abitanti che la costituiscono sono più intricati e meno stretti di come appaiano, funziona dall’inizio alla fine del romanzo, mantenendo viva l’attenzione del lettore, mentre lo fa immergere in un paesaggio rurale incantevole.
    L’ispettore capo Barnaby è aiutato dal giovane e inesperto sergente Troy, il quale ha scelto la carriera nella polizia più per la parte attiva, fatta di inseguimenti fra i campi e corse in auto a sirene spiegate, che per la raccolta, porta a porta, delle deposizioni.
    Barnaby è simpatico e professionale, con problemi di stomaco e una famiglia composta in maggioranza da donne di carattere che, però, lo rassicurano e gli rendono gradito il ritorno a fine giornata. Se le ascoltasse di più, risolverebbe anche prima i suoi casi, perché loro hanno sempre un grande intuito e una serenità nel rielaborare le vicende criminali, pur essendo impegnate in tutt'altre attività e in vari hobby ricreativi.
    Le sue indagini non riescono mai ad essere totalmente fuori dalla porta di casa. Lui pensa sempre ai casi da risolvere e la lotta per acciuffare i cattivi non la vede come una possibile vittoria sul crimine, poiché di cattivi ce ne sono sempre tanti e smascherare le loro bugie diventa sempre più complicato.
    Nonostante le cittadine in cui indaga siano, quasi esclusivamente, costituite da arzille vecchiette, ci sono sempre pettegolezzi, retroscena inaspettati e soprattutto efferati ed irrisolvibili enigmi. Le indagini di Barnaby non sono mai noiose, ma sempre complesse e ricche di colpi di scena e di dettagli da ricostruire e Caroline Graham non se ne lascia sfuggire nessuno. Nemmeno in Ragnatele d’inganni.

    ha scritto il 

  • 4

    La trama non é eccezionale però mi sono piaciuti i personaggi e soprattutto l' ambientazione che mi ricorda le atmosfere dei gialli di Miss Marple. Peccato per i numerosi errori di traduzione e soprattutto l' uso del voi nei dialoghi.

    ha scritto il 

  • 3

    Tranquilli assassinii country

    Ci arrivo dopo almeno una trentina di episodi della fiction televisiva (non entusiasmante, ma guardabile). Difficile, quindi, esprimere un giudizio freddo e rigoroso. Il libro l’ho trovato godibile, di gusto un po’ troppo inglese, ma, se stai al gioco, ti diverti.
    Una frase del libraio mi ...continua

    Ci arrivo dopo almeno una trentina di episodi della fiction televisiva (non entusiasmante, ma guardabile). Difficile, quindi, esprimere un giudizio freddo e rigoroso. Il libro l’ho trovato godibile, di gusto un po’ troppo inglese, ma, se stai al gioco, ti diverti.
    Una frase del libraio mi aveva fatto rizzare il pelo. Dirò subito “no” a quella corrente di pensiero: leggendo verrà anche spontaneo (meno se si è seguito la fiction TV), ma definire Tom Barnaby “il Maigret Inglese” è superficiale classificazione e, ... (continua qui: http://oscarmontani.blogspot.it/2012/05/il-gufo-giallo-44.html )

    ha scritto il 

  • 4

    Tranquilli assassinii campestri

    No, so che leggendo viene spontaneo, ma paragonare e, magari, definire Tom Barnaby il Maigret Inglese suona quantomai frettoloso, superficiale e, direi, giornalistico. Tanto più che, non di rado, non è il personaggio che fa la storia (poliziesca) ma i vizi e le passioni – spesso abnormi – che no ...continua

    No, so che leggendo viene spontaneo, ma paragonare e, magari, definire Tom Barnaby il Maigret Inglese suona quantomai frettoloso, superficiale e, direi, giornalistico. Tanto più che, non di rado, non è il personaggio che fa la storia (poliziesca) ma i vizi e le passioni – spesso abnormi – che non di rado albergano come dormienti parassiti maligni nell'animo umano. Ed è sufficiente un'inconsueta e malsana somma di circostanze in un momento o periodo della nostra vita per attivarle, farle crescere e sordamente scatenarle fino alle conseguenze più aberranti che possono sfociare nel delitto. I moventi – si sa – sono sempre i soliti: amori difficili e/o impossibili, denaro, sesso, frustrazione... questo perché – come dice il poeta Ungaretti – l’uomo è un “monotono universo” e il male rischia di essere “banale”.
    Se guardiamo i metodi, quelli di Jules Maigret sono più che altro psicologici e, per così dire, ambientali: nei romanzi di Simenon, poco o nulla si parla, per esempio, di impronte digitali o di altri metodi “scientifici” tanto affascinanti al giorno d’oggi. Le sue tecniche d’indagine consistono nel conoscere (e far seguire dai fidi Janvier e Lucas) le persone coinvolte nel nella vicenda e cercare di ricostruire, appunto, l’ambiente dove questa è accaduta. Maigret e le sue tecniche investigative son figlie dei suoi tempi: già quelli di Barnaby son diversi, senz’altro più vicini a noi. Sono tipicamente police procedural: si ascoltano i testimoni, si ricostruiscono le loro azioni, se ne vagliano gli alibi, si ipotizzano i possibili moventi e, a seconda del logico risultato che ne scaturisce, s'individua il colpevole. Elementare Watson, elementare! Eppur così non è, perché, se lo fosse, l'intero caso si ridurrebbe a una pura sfida logica, risolvibile quasi con un buon programma di computer. E le passioni di cui sopra dove le mettiamo? Suonerebbe anche un pochino contraddittorio: se il delitto nasce da distorte passioni come può, successivamente concretizzarsi in una sequela di misteri che è possibile svelare soltanto con tecniche meramente logiche? Ci deve essere sempre quel quid più o meno recondito da cui tutto si è originato e che logico non è affatto. Sue tracce l'assassino (o gli assassini) deve pur averle lasciate; ed è qui che la logica si ferma e agisce il segugio che conosce l'animo umano e che da fatti e testimonianze apparentemente senza importanza e/o slegati, con sovente un guizzo d'intuito sa mettere insieme, correlare e capire e dare un senso al tutto. Accanto alla Psicologia sembra agire, discreta, anche la Filosofia. Ed è proprio questo il modo d'indagare di Tom Barnaby, l'ispettore che la serie televisiva trasmessa su La7 ci ha fatto conoscere ed apprezzare. Questo suo modo di operare - procedura standard e intuito - dà un tocco di realismo ai romanzi di Caroline Graham; questo dal titolo originale The Killings at Badger's Drift è dell'87. Il personaggio è ben delineato: ha una moglie, Joyce, e una figlia , Cully, anche loro dai tratti psicologici ben delineati; è una famiglia dei giorni nostri, ben lontana dal cliché anni Trenta/Sessanta della sig.ra Maigret.
    Nota innovativa e originale è l'ambiente dove han luogo gli eventi delittuosi e le relative inchieste dell'Ispettore Barnaby: non più la metropoli tentacolare con i suoi quartieri malfamati isolati e violenti, non bande di malviventi, ma queti villaggi di campagna dove l'esistenza di ciascuno sembra snocciorlarsi tranquilla nella quotidianità dei giorni. E invece, tra quelle figure, quelle saghe, quei destini si possono tessere Ragnatele d'inganni che con sagacia e tenacia l'Ispettore Capo Tom Barnaby saprà puntualmente dipanare.

    ha scritto il 

  • 4

    7 pieno!

    Il corpo senza vita di Emily Simpson fu ritrovato steso a terra davanti al caminetto, nel salotto di casa sua, Beehive Cottage.
    Fu il postino a trovarla così. Non ricevendo risposta alla porta guardò in casa attraverso una delle finestre e andò di corsa a chiamare Lucy Bellringer, amica del ...continua

    Il corpo senza vita di Emily Simpson fu ritrovato steso a terra davanti al caminetto, nel salotto di casa sua, Beehive Cottage.
    Fu il postino a trovarla così. Non ricevendo risposta alla porta guardò in casa attraverso una delle finestre e andò di corsa a chiamare Lucy Bellringer, amica della signorina Simpson e l’unica in possesso di una copia delle chiavi del cottage. La signorina Bellringer chiamò il medico, il dottor Lessiter che ne constatò la morte dichiarando che si era trattato di un collasso cardiaco, probabilmente dovuto ad una brutta caduta.
    Ma Lucy Bellringer non credeva che la verità fosse questa. La sua amica, nonostante l’età, godeva di ottima salute, e poi c’erano molte cose strane che non la convincevano, fu per questo che decise di andare dalla polizia e riportare i suoi sospetti all’ispettore Tom Barnaby. “Era sua ferma convinzione, basata su trent’anni di osservazioni e di esperienze, che nessuno agiva mai in maniera contraria al proprio carattere…Tuttavia la signorina Simpson, l’ultimo giorno della sua vita, aveva fatto alcune cose strane e chi la conosceva bene fin dall’infanzia diceva che erano in contrasto con le sue abitudini. Oltre a essere strano, questo fatto era anche interessante.” Così l’ispettore Barnaby decise di occuparsene.

    Un tipo strano Barnaby. “Un uomo grosso e pesante, spesso molto brusco e con un’aria di bonario paternalismo.” Questo pensa di lui il sergente Gavin Troy che collabora al caso. Questa strana coppia inizia a muoversi nell’alta borghesia di Badger’s Dift, dove le case hanno tutte dei nomi poetici (Tye House, Holly Cottage…), anche se in questo posto di poetico non c’è niente, dove tutti si conoscono, molti si odiano e l’ipocrisia regna sovrana. E’ scavando fra le vite dei protagonisti, ascoltando le loro storie e osservandone i movimenti che Barnaby forse riuscirà a risalire alla verità.

    Ragnatele d’inganni di Caroline Graham è un romanzo pubblicato per la prima volta nel 1987. E’ il primo di sette romanzi con protagonista l’ispettore Tom Barnaby, nel 1989 ha ricevuto il Mistery Riders of America Macavity Award, premio spettante al miglior romanzo mistery di debutto. Da questi romanzi è stata tratta anche una serie tv attualmente ancora in onda e probabilmente è proprio questo che ha spinto la Baldini Castoldi Dalai a ristamparlo permettendo a chi come me non conosceva Caroline Graham di apprezzarla.
    Lo stile narrativo, le ambientazioni realistiche, l’ottima caratterizzazione dei personaggi e il metodo investigativo del protagonista ricordano un po’ i romanzi di Agatha Christie (anche se in questo caso si tratta di storie abbastanza contemporanee) ed Elizabeth George, due scrittrici che amo molto.
    Barnaby procede con cautela, esamina le varie prove, interroga i sospettati e quando la sera torna a casa da sua moglie Joyce (rigorosamente dopo l’ora di cena perché Joyce è una pessima cuoca) rielabora le informazioni raccolte durante il giorno parlandone con lei, più per riflessione personale che per confidenza.
    Mi è piaciuto molto questo romanzo. E’ stata una lettura rilassante ma che comunque costringe ad aguzzare l’ingegno perché non è facile dare un volto all’assassino. Consigliatissimo a chi come me ama il giallo classico e le atmosfere old english.

    ha scritto il 

  • 5

    Ragnatele d'Inganni é il primo romanzo di una serie che vedono protagonista l'Ispettore Barnaby, alle prese con degli omicidi da risolvere affiancato dal sergente Troy.
    Da questi libri é stata tratto il telefilm L'Ispettore Barnaby che va in onda il sabato sera su La7.
    Naturalmente no ...continua

    Ragnatele d'Inganni é il primo romanzo di una serie che vedono protagonista l'Ispettore Barnaby, alle prese con degli omicidi da risolvere affiancato dal sergente Troy.
    Da questi libri é stata tratto il telefilm L'Ispettore Barnaby che va in onda il sabato sera su La7.
    Naturalmente non mi occuperò di mostrare le differenze tra i due prodotti ma commenterò solo ed eslusivamente il libro.
    L'ambientazione é Bradger's Drift, siamo nella campagna inglese ma se vi aspettate descrizioni bucoliche vi sbagliate perché in realtà l'atmosfera é cupa e cruda.
    Barnaby é un'ispettore burbero, taciturno, coscienzioso, curioso e scorbutico al lavoro ma quando torna a casa dalla sua mogliettina diventa un uomo innamorato, premuroso e accondiscendente. Troy invece, é cinico, troppo sicuro di sé, e fa di tutto per mettersi in mostra con Barbaby, il quale non lo sopporta. Una coppia più imporbabile non si può.
    Il mistero é incredibilmente intricato, coinvolgente, mai banale, ben ritmato e con una soluzione stupefacente. Scritto in maniera scorrevole e caratterizzazione dei vari personaggi molto particolare. Incredibile cosa può accadere nella tranquilla campagna inglese!
    Per la risoluzione del caso non vi aspettate tecniche da CSI perché il romanzo é stato pubblicato un pò di anni fa. Barbaby si avvarrà solo del suo acume, intelligenza e degli anni di esperienza in polizia.
    Per chi ama Agatha Christie, vi consiglio di provare quest'autrice perché non ve ne pentirete.

    ha scritto il