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Raices

By Alex Haley

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| Others | 9789030102632

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Book Description

127 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Radici

    un capolavoro! Inizialmente è un po' lento, ma con il passare dei capitoli comincia a diventare molto interessante.. ti affezioni a tutti i personaggi.. Omoro, Binta, Kunta, Bell, Kissy, Cicken Giorge, Malizy, Pompey, Sarah, Mingo.. e tutti gli altri ...(continue)

    un capolavoro! Inizialmente è un po' lento, ma con il passare dei capitoli comincia a diventare molto interessante.. ti affezioni a tutti i personaggi.. Omoro, Binta, Kunta, Bell, Kissy, Cicken Giorge, Malizy, Pompey, Sarah, Mingo.. e tutti gli altri.. mi è sembrato di vivere insieme a loro, a patire le loro sofferenze e le loro felicità.. e finendolo mi si spezza quasi il cuore per ciò che hanno dovuto passare ma per fortuna finisce bene e lo scrittore, protagonista finale della storia ha fatto un bel regalo ai loro antenati e specie a se stesso!!!

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    Arieel 92 [scambio ebook] said on Jun 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Letto tanto, tantissimo tempo fa e ricordo l'amaro che mi ha lasciato, l'impotenza di reazione dei protagonisti, forse dovrò riprenderlo in mano e rileggerlo.

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    Rodarilo said on Jun 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E' la prima volta che leggo un romanzo che parla della tratta degli schiavi e devo dire che l'impatto è stato molto forte, soprattutto quando descrive il viaggio nella stiva di una nave per arrivare in America e poi i tentativi di fuga di Kunta Kinte ...(continue)

    E' la prima volta che leggo un romanzo che parla della tratta degli schiavi e devo dire che l'impatto è stato molto forte, soprattutto quando descrive il viaggio nella stiva di una nave per arrivare in America e poi i tentativi di fuga di Kunta Kinte.
    Tuttavia ho trovato lo stile piuttosto piatto, per questo non posso dare più di quattro stelline.

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    Abc said on May 11, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Uno dei primi libri non per ragazzi che ho letto e comunque avevo sui dieci anni, naturalmente all'epoca mi faceva respirare le atmosfere, i sapori i colori del profondo sud schiavista e mi intrigavano addirittura le vicende passionalmente sanguigne ...(continue)

    Uno dei primi libri non per ragazzi che ho letto e comunque avevo sui dieci anni, naturalmente all'epoca mi faceva respirare le atmosfere, i sapori i colori del profondo sud schiavista e mi intrigavano addirittura le vicende passionalmente sanguigne dei protagonisti.
    Oggi posso al massimo apprezzare le capacità professionali dell'editor che ha guidato la stesura, resta un ricordo dell'infanzia come un giocattolo rimastoci chissà come ancora in possesso da quei tempi.

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    pablo71 said on Jan 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Schiavismo, deportazione, razzismo. L' odissea di una famiglia di schiavi raccontata nei minimi particolari, dal primo ragazzo africano deportato dal Gambia a 17 anni, al giornalista che negli anni 60 decise di capire da dove veniva, che storia avess ...(continue)

    Schiavismo, deportazione, razzismo. L' odissea di una famiglia di schiavi raccontata nei minimi particolari, dal primo ragazzo africano deportato dal Gambia a 17 anni, al giornalista che negli anni 60 decise di capire da dove veniva, che storia avesse alle spalle, attraversando sette generazioni. Nasce così un libro intenso, orribile nella crudezza della tragedia ivi raccontata, vero.
    Per non dimenticare di cosa siamo capaci, nel bene e nel male. Anche se soprattutto in quest ultimo.

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    Paintedeyes said on Nov 23, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Vincitore del Premio Bancarella del 1978, è la storia straordinariamente bella e commovente della famiglia dell'Autore – un nero americano del Tennessee - che la nonna materna gli raccontava quando era bambino, andando a ritroso di ben sette generazi ...(continue)

    Vincitore del Premio Bancarella del 1978, è la storia straordinariamente bella e commovente della famiglia dell'Autore – un nero americano del Tennessee - che la nonna materna gli raccontava quando era bambino, andando a ritroso di ben sette generazioni. Il suo capostipite è Kunta Kinte un africano dell'ex Gambia, tempra irriducibile e figura mitica, che nella seconda metà del Settecento viene catturato, trasportato in America e ridotto in schiavitù nelle piantagioni. Mai domo, tenta ripetutamente e vanamente la fuga fino al matrimonio (che giunge in età avanzata) dal quale nasce una figlia, Kizzy, a cui il protagonista racconta la propria vicenda umana e le peripezie della sua vita, impegnandola a tramandarle ai figli, ai nipoti, ai pronipoti ecc. per preservare le proprie origini e fare in modo che non cadassero nell'oblio. Una ricostruzione minuziosa alla quale l'Autore giunge dopo un'ostinata ricerca nel proprio passato, un racconto che trabocca in ogni pagina di una forza ribelle e invincibile e di un'istintiva resistenza all'oppressione. Un capolavoro letterario ed un inno alla libertà degli uomini e dei popoli.

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    Salvatore Palma said on Nov 7, 2013 | Add your feedback

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