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Rapporto dalla città assediata

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca, 267)

4.7
(28)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 269 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845909662 | Isbn-13: 9788845909665 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Iosif Brodskij , Pietro Marchesani

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Purché non un angelo


    "Se dopo che saremo morti vorranno trasformarci in una fiammella avvizzita che cammina lungo i sentieri del vento - occorre ribellarsi. Che farsene d'un eterno riposo nel grembo dell'aria, all'ombra di una aureola gialla, tra il borbottio di cori bidimensionali? Bisogn ...continua

    Purché non un angelo

    "Se dopo che saremo morti vorranno trasformarci in una fiammella avvizzita che cammina lungo i sentieri del vento - occorre ribellarsi. Che farsene d'un eterno riposo nel grembo dell'aria, all'ombra di una aureola gialla, tra il borbottio di cori bidimensionali? Bisogna entrare in una pietra, in un albero, nell'acqua, nelle fessure di un cancello. Meglio essere lo scricchiolio di un pavimento che una perfezione spaventosamente diafana"

    Gli gnomi

    "Gli gnomi crescono nel bosco. Hanno un odore particolare e la barba bianca. Compaiono uno alla volta. Se riuscissimo a prenderne una manciata, seccarli e appenderli agli alberi - forse potremmo vivere tranquilli"

    La casa

    La casa sulle stagioni dell'anno
    la casa di bimbi animali e mele
    riquadro di spazio vuoto
    sotto una stella assente

    la casa era il cannocchiale dell'infanzia
    la casa era l'epidermide della commozione
    la guancia della sorella
    il ramo dell'albero

    la guancia l'ha soffiata via la fiamma
    il ramo l'ha cancellato un proiettile
    sulla cenere friabile del nido
    la canzone dei fanti senza tetto

    la casa è il cubo dell'infanzia
    la casa è il dado della commozione

    l'ala della sorella arsa

    la foglia dell'albero morto

    ha scritto il 

  • 5

    da «Il Signor Cogito»

    Il Signor Cogito tiene tra le braccia
    la calda anfora della sua testa

    il resto del corpo è nascosto
    solo il tatto lo vede

    osserva la testa addormentata
    estranea ma colma di tenerezza

    ancora una volta
    constata sorpreso
    che esiste qualcuno al di fu ...continua

    Il Signor Cogito tiene tra le braccia
    la calda anfora della sua testa

    il resto del corpo è nascosto
    solo il tatto lo vede

    osserva la testa addormentata
    estranea ma colma di tenerezza

    ancora una volta
    constata sorpreso
    che esiste qualcuno al di fuori di lui
    impenetrabile come una pietra

    con confini
    che si aprono
    solo per un attimo
    poi il mare lo rigetta
    sulla sponda rocciosa

    con sangue proprio
    un sogno estraneo
    corazzato della propria pelle

    il Signor Cogito allontana
    con delicatezza
    la testa addormentata
    per non lasciare
    sulla guancia
    le impronte delle dita

    e se ne va
    solo
    nella calce delle lenzuola

    ha scritto il 

  • 4

    permettimi di sederti accanto […]
    un po’ berremo
    e un po’ filosoferemo
    e forse entrambi
    che siamo fatti di sangue e di illusione
    ci libereremo alla fine
    dell’opprimente leggerezza dell’apparenza
    (La parabola di re Mida, p. 35)

    ha scritto il 

  • 0

    La voce

    Vado al mare
    per udire quella voce
    fra un colpo e l'altro dell'onda

    ma la voce non c'è
    c'è solo la senile garrulità dell'acqua
    il nulla salato
    l'ala d'un bianco uccello
    rinsecchita sulla pietra

    vado nel bosco
    dove dura ininter ...continua

    La voce

    Vado al mare
    per udire quella voce
    fra un colpo e l'altro dell'onda

    ma la voce non c'è
    c'è solo la senile garrulità dell'acqua
    il nulla salato
    l'ala d'un bianco uccello
    rinsecchita sulla pietra

    vado nel bosco
    dove dura ininterrotto
    il fruscio d'una enorme clessidra
    che trasmuta foglie in terra nera
    terra nera in foglie
    potenti mandibole d'insetti
    divorano il silenzio della terra

    vado nei campi
    lastre verdi e gialle
    fissate con spilli d'esistenze d'insetti
    risuonano a ogni tocco di vento

    dov'è quella voce
    dovrebbe farsi udire
    quando per un attimo tacerà
    l'instancabile monologo della terra

    niente solo sussurri
    schiocchi scoppi

    torno a casa
    e l'esperienza assume
    forma di alternativa
    o il mondo è muto
    o io sono sordo

    forse però
    siamo entrambi
    segnati da una infermità

    dobbiamo perciò
    prenderci sottobraccio
    andare avanti
    verso nuovi orizzonti
    verso gole contratte
    da cui fuoriesce
    un incomprensibile borbottio.

    ha scritto il 

  • 4

    Le sedie


    "Chi avrebbe mai immaginato che un caldo collo sarebbe diventato un bracciolo e che gambe desiderose di fuga e di gioia potessero irrigidirsi in quattro semplici trampoli. Un tempo le sedie erano animali belli, fiorivori. Ma si sono lasciate addomesticare con troppa facilità e ora ...continua

    Le sedie

    "Chi avrebbe mai immaginato che un caldo collo sarebbe diventato un bracciolo e che gambe desiderose di fuga e di gioia potessero irrigidirsi in quattro semplici trampoli. Un tempo le sedie erano animali belli, fiorivori. Ma si sono lasciate addomesticare con troppa facilità e ora sono la più spregevole specie di quadrupedi. Hanno perduto tenacia e coraggio. Sono soltanto pazienti. Non hanno calpestato nessuno, non hanno portato via al galoppo nessuno. Sono sicuramente coscienti di avere sprecato la vita.
    La disperazione delle sedie si manifesta nei loro scricchiolii".

    ha scritto il 

  • 5

    Lettera a Ryszard Krynicki

    Ben poco rimarrà Ryszard ben poco davvero
    della poesia di questo secolo folle sì Rilke Eliot
    qualche altro insigne sciamano che seppe il segreto
    di incantare parole d'una forma refrattaria al tempo senza cui
    non c'è frase degna di memoria ...continua

    Lettera a Ryszard Krynicki

    Ben poco rimarrà Ryszard ben poco davvero
    della poesia di questo secolo folle sì Rilke Eliot
    qualche altro insigne sciamano che seppe il segreto
    di incantare parole d'una forma refrattaria al tempo senza cui
    non c'è frase degna di memoria e la lingua è come sabbia

    i nostri quaderni di scuola sinceramente tormentati
    segnati da sudore lacrime sangue saranno
    per l'eterna correttrice come il testo d'una canzone privo di note
    nobilmente reale fin troppo evidente

    con fretta eccessiva abbiamo creduto che la bellezza non salvi
    che conduca sventati di sogno in sogno alla morte
    nessuno di noi ha saputo destare la driade del pioppo
    leggere la grafia delle nuvole
    perciò l'unicorno non seguirà le nostre orme
    non risusciteremo la nave nella baia il pavone la rosa
    c'è rimasta la nudità e stiamo nudi in piedi
    dal lato destro il migliore del trittico
    Il Giudizio Universale

    ci siamo coricati sulle magre spalle i problemi pubblici
    la lotta contro tirannia menzogna le trascrizioni della sofferenza
    con avversari però - ammettilo - miserabilmente meschini
    valeva dunque la pena di abbassare la sacra lingua
    al bla-bla della tribuna alla nera schiuma dei giornali?

    c'è così poca gioia - figlia degli dèi - nei nostri versi Ryszard
    troppo pochi luminosi crepuscoli specchi ghirlande slanci
    null'altro che cupe salmodie balbettio di animule
    urne di ceneri in un giardino arso

    quanta forza occorre per sussurrare
    nell'orto degli ulivi malgrado la sorte
    verdetti della storia iniquità umana - tacita notte

    quanta forza occorre per far sprizzare
    battendo alla cieca disperazione contro disperazione
    una scintilla di luce una parola di conciliazione

    perché eterno duri il cerchio del ballo sull'erba folta
    il giorno benedetto della nascita d'un bimbo e ogni inizio
    i doni dell'aria della terra e del fuoco e dell'acqua

    io non lo so - Amico mio - perciò
    ti mando nella notte questi enigmi di civetta
    un cordiale abbraccio
    l'inchino della mia ombra

    http://www.flickr.com/photos/nadiadagaro/8518872914/in/photostream

    ha scritto il 

  • 5

    Resoconto dal paradiso

    "In paradiso la settimana lavorativa è di trenta ore
    gli stipendi sono più alti i prezzi in continuo calo
    il lavoro manuale non affatica (per la minore forza di gravità)
    tagliare la legna è come lo scrivere a macchina
    il sistema sociale è stabile e i governi ragionevoli
    ...continua

    "In paradiso la settimana lavorativa è di trenta ore
    gli stipendi sono più alti i prezzi in continuo calo
    il lavoro manuale non affatica (per la minore forza di gravità)
    tagliare la legna è come lo scrivere a macchina
    il sistema sociale è stabile e i governi ragionevoli
    davvero in paradiso si sta meglio che in qualsiasi altro paese

    All’inizio le cose dovevano essere diverse –
    cerchi luminosi cori e gradi di astrazione -
    ma non si è riusciti a separare esattamente
    il corpo dall’anima e questa veniva qui
    con una stilla di grasso e filo di muscolo
    se ne dovettero trarre le conclusioni
    mescolare un granello d’assoluto a un granello d’argilla
    ancora una deviazione dalla dottrina l’ultima deviazione
    solo Giovanni l’aveva previsto: risorgerete col corpo

    sono in pochi a vedere Dio
    c’è solo per quelli fatti di puro pneuma
    gli altri ascoltano i bollettini su miracoli e diluvi
    col tempo tutti vedranno Dio
    quando ciò avverrà non lo sa nessuno

    Per ora il sabato a mezzogiorno
    le sirene ululano dolcemente
    e dalle fabbriche escono i proletari celesti
    sotto il braccio portano goffamente le loro ali come violini"

    Null'altro ritengo opportuno aggiungere a questa magnificenza.
    Null'altro.

    ha scritto il 

  • 5

    "Una ragazza bionda si è chinata su una poesia. Con una matita affilata come un bisturi trasferisce le parole su un foglio bianco e le trasforma in trattini, accenti, cesure. Il lamento del poeta caduto in combattimento ha ora l'aspetto di una salamandra smangiucchiata dalle formiche.
    Quand ...continua

    "Una ragazza bionda si è chinata su una poesia. Con una matita affilata come un bisturi trasferisce le parole su un foglio bianco e le trasforma in trattini, accenti, cesure. Il lamento del poeta caduto in combattimento ha ora l'aspetto di una salamandra smangiucchiata dalle formiche.
    Quando lo trasportavamo sotto il fuoco, credevo che il suo corpo ancora caldo sarebbe risorto nella parola. Ora, vedendo la morte delle parole, so che non c'è limite alla decomposizione. Di noi resteranno lettere sparse nella terra nera. Accenti sul nulla e sulla polvere."

    Splendido

    (Grazie ad angiolina, che mi ha permesso di scoprirlo)

    ha scritto il 

  • 5

    un puro capolavoro

    a tratti si può toccare con mano il cielo
    vedere le cose prendere la forma ideale
    capire l'umanità oltre la profondità di un mare
    nuotare nell'aria
    c.

    ha scritto il 

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