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Rashōmon e altri racconti

By Ryunosuke Akutagawa

(21)

| Hardcover | 9788802038865

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24 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/06/29/rashomon-… “Passarono alcuni minuti. Ad un tratto, colpito da una certa inquietudine, aprii gli occhi e guardandomi attorno vidi la ragazza accanto a me, spostata dal ...(continue)

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/06/29/rashomon-…

    “Passarono alcuni minuti. Ad un tratto, colpito da una certa inquietudine, aprii gli occhi e guardandomi attorno vidi la ragazza accanto a me, spostata dal posto di fronte senza che me ne fossi accorto, che cercava di aprire il finestrino con insistenza. Ma il finestrino pesante faceva resistenza. Quelle guance tutte screpolare diventarono ancora più rosse e ai miei occhi arrivava incessantemente il rumore del naso, con cui continuava a tirare su, insieme al respiro affannato. Certo, provai un po’ di compassione per lei. Si vedeva chiaramente che il treno stava per entrare in un altro tunnel dal fatto che su entrambi i lati le montagne si facevano sempre più vicine ai finestrini, con le loro erbe secche che spiccavano nel tramonto. Tuttavia la ragazza insisteva nel cercare di aprire il finestrino chiuso e non riuscii a capirne la ragione. Mi parve che si trattasse di un suo semplice capriccio. Perciò continuavo ad avere antipatia per lei e guardavo con indifferenza l’ostinazione con cui le sue mani piene di geloni affrontavano l’impedimento, come se stessi pregando che la sua fatica non venisse mai ricompensata”.
    (Ryunosuke Akutagawa, “Rashōmon e altri racconti”)

    Il Giappone è una frontiera letteraria che ancora devo varcare e forse per questo, l’altro giorno, a caccia di qualcosa da leggere nella biblioteca del mio paese, mi sono incuriosito e ho preso “Rashōmon e altri racconti” di Ryunosuke Akutagawa, che non avevo mai sentito neanche nominare. Devo dire che nella scelta ha pesato il titolo del libro, che mi ha fatto subito pensare al film “Rashōmon” di Akira Kurosawa, che ancora non ho visto. Non ho elementi, quindi, per dirvi quanto del film rispecchi i racconti di Akutagawa, ma indagando sul web ho scoperto, come sospettato, che il grande cineasta ha tratto spunto proprio da due racconti contenuti nel volume che ho appena finito di leggere.
    Akutagawa è stata una piacevole scoperta, leggendo i suoi brevi racconti ho intuito perché Kurosawa abbia potuto apprezzarlo. Le storie narrate dall’autore sono, per la maggior parte, molto brevi, concentrate in poche pagine, senza troppi voli pindarici. La scrittura (la traduzione, almeno) è secca, Akutagawa non fa sfoggio di lunghi periodi o espressioni altisonanti, ma riesce, attraverso i dialoghi o le rapide descrizioni psicologiche dei personaggi, a farci sentire i dilemmi e le scelte, spesso dolorose, che sono costretti a prendere. Ho scoperto che l’autore morì suicida a trentacinque anni e indubbiamente nei suoi scritti traspare una visione dell’esistenza abbastanza tragica, sebbene non patetica. La necessità di vivere nelle ristrettezze economiche, l’egoismo come molla di molte azioni umane, il tema del dissidio tra arte e vita, l’amore per la letteratura, i rapporti familiari, le gelosie passionali, tanti sono i temi trattati in questi racconti. I protagonisti sono variegati, alcuni dei quali rimandano all’autore stesso in maniera abbastanza palese, almeno a giudicare dalle note biografiche che ho potuto leggere.
    In attesa di vedermi il film di Kurosawa, vi consiglio, nel caso volesse anche voi iniziare a leggere qualcosa di nipponico, questo libro con i racconti di Akutagawa, che per me è stata una piacevole scoperta.

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    Sisifo77 said on Jun 29, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Japanese to the nth degree

    I love Japanese culture, their history, spiritual beliefs, and sense of reality/surreality. These aspects are readily captured here and more. It is clear to the western reader that the stories are also infused with western myth and sensibilities. The ...(continue)

    I love Japanese culture, their history, spiritual beliefs, and sense of reality/surreality. These aspects are readily captured here and more. It is clear to the western reader that the stories are also infused with western myth and sensibilities. The intermingling of the two and the superb style of writing is pure genius. Love love love this collection of short stories!

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    Leah said on Oct 17, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Prima di tutto ci tengo a ringraziare colui che mi ha prestato questo libro(mi permetto di farlo perché so che è qui e che mi legge :P :D), è stata per me una lettura davvero piacevole, anche se mi aspettavo decisamente di più.
    Anch’io ho qualcosa d ...(continue)

    Prima di tutto ci tengo a ringraziare colui che mi ha prestato questo libro(mi permetto di farlo perché so che è qui e che mi legge :P :D), è stata per me una lettura davvero piacevole, anche se mi aspettavo decisamente di più.
    Anch’io ho qualcosa da ridire su questa edizione della TEA, l’introduzione fredda e impersonale di Mauro Scalisi e la traduzione approssimativa di Keiko Ghio non rendono assolutamente giustizia all’intera opera, meglio ripiegare su altre edizioni(la copertina però è molto suggestiva, questo lo devo ammettere…diamo a Cesare quel che è di Cesare :P).
    Diciotto racconti ricchi di fascino e scorrevoli da leggere, ma non tutti della stessa, come dire, qualità, alcuni sono dei veri capolavori(“la principessa di Rokunomiya” per esempio), mentre altri sono decisamente mediocri(“Il carrello” per esempio, che a me non è piaciuto affatto).
    Quelli che mi hanno maggiormente colpito sono il poetico “Nel bosco”, il fantastici e satirici “Toshishun”(una parabola di vita questo racconto) e “Nel paese dei Kappa” e il significativo “Gesù di Nanchino”, scritto da Akutagawa dopo la sua conversione al cristianesimo.
    Non è stata l’esperienza esaltante che mi aspettavo, ma non è stata nemmeno una delusione totale, è una raccolta suggestiva che appaga tutti quei lettori(come me) amanti della cultura orientale e curiosi di conoscere un mondo che, nonostante cinema e animazione, è ancora per buona parte a noi sconosciuto.
    Una lettura da assumere a piccole dosi, un po’ alla volta e soprattutto da affrontare solo se si è dei veri appassionati.
    I diciotto racconti presenti nella raccolta:
    Rashomon****
    Il Naso**
    Il fazzoletto***
    Rapporto di Ryosai Ogata***
    Il filo del ragno***
    La scena dell’inferno***
    I mandarini***
    Il ballo**
    L’autunno***
    Gesù di Nanchino*****
    Toshishun*****
    Nel bosco****
    Il carrello**
    La Principessa di Rokunomiya****
    Un pugno di terra***
    Mezza vita di Shinsuke Daidoji**
    Casa Genkaku***
    Nel paese dei Kappa****

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    Banshee said on Sep 26, 2011 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    La prima cosa da dire è che la traduzione è piuttosto elementare e l'apparato critico praticamente inesistente. Vi sono riferimenti alla storia giapponese e all'epoca in cui visse l'autore (soprattutto ne "Nel paese dei kappa") ma possono capirli sol ...(continue)

    La prima cosa da dire è che la traduzione è piuttosto elementare e l'apparato critico praticamente inesistente. Vi sono riferimenti alla storia giapponese e all'epoca in cui visse l'autore (soprattutto ne "Nel paese dei kappa") ma possono capirli solo coloro che conoscono la materia. Qualche nota in più era necessaria.
    I racconti sono di vario genere: narrazione fantastiche, o storiche, oppure realistiche quasi minimaliste.
    Anche il tono è mutevole: alcuni sono drammatici, altri ironici e satirici.
    L'elemento centrale è la rappresentazione dei limiti e delle debolezze dell'uomo. L'autore stesso si inserisce in questa umanità imperfetta in "Mezza vita di Shinsuke Daidoji", autobiografico sebbene non dichiarato esplicitamente.
    Altro aspetto spesso presente è la critica sottile ai suoi connazionali e al suo paese, dei quali denota la ristrettezza di vedute e una certa ipocrisia di fondo.
    Una lettura adatta solo a chi conosce la storia e la letteratura giapponese ed è interessato ad approfondirla.

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    Ariano Geta said on Sep 12, 2011 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Gran libro de relatos cortos, maneja con maestría desde el histórico al onírico. Totalmente recomendable.

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    Rata almizclera said on Apr 24, 2011 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Rashomon è uno di quei racconti che assomigliano alla luce di un faro. La luce gira e non illumina mai la stessa scena. La verità non esiste, esistono solo punti di vista.
    Una rivelazione e una sorpresa. Indimenticabile.

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    Neve* said on Mar 17, 2011 | Add your feedback

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