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Rashōmon e altri racconti

Di

Editore: UTET

4.0
(249)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 293 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Portoghese , Olandese

Isbn-10: 8802038864 | Isbn-13: 9788802038865 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Keiko Ghio

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/06/29/rashomon-e-altri-racconti-ryunosuke-akutagawa/


    “Passarono alcuni minuti. Ad un tratto, colpito da una certa inquietudine, aprii gli occhi e guardandomi attorno vidi la ragazza accanto a me, spostata dal posto di fronte senza che me ne fossi acc ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/06/29/rashomon-e-altri-racconti-ryunosuke-akutagawa/

    “Passarono alcuni minuti. Ad un tratto, colpito da una certa inquietudine, aprii gli occhi e guardandomi attorno vidi la ragazza accanto a me, spostata dal posto di fronte senza che me ne fossi accorto, che cercava di aprire il finestrino con insistenza. Ma il finestrino pesante faceva resistenza. Quelle guance tutte screpolare diventarono ancora più rosse e ai miei occhi arrivava incessantemente il rumore del naso, con cui continuava a tirare su, insieme al respiro affannato. Certo, provai un po’ di compassione per lei. Si vedeva chiaramente che il treno stava per entrare in un altro tunnel dal fatto che su entrambi i lati le montagne si facevano sempre più vicine ai finestrini, con le loro erbe secche che spiccavano nel tramonto. Tuttavia la ragazza insisteva nel cercare di aprire il finestrino chiuso e non riuscii a capirne la ragione. Mi parve che si trattasse di un suo semplice capriccio. Perciò continuavo ad avere antipatia per lei e guardavo con indifferenza l’ostinazione con cui le sue mani piene di geloni affrontavano l’impedimento, come se stessi pregando che la sua fatica non venisse mai ricompensata”.
    (Ryunosuke Akutagawa, “Rashōmon e altri racconti”)

    Il Giappone è una frontiera letteraria che ancora devo varcare e forse per questo, l’altro giorno, a caccia di qualcosa da leggere nella biblioteca del mio paese, mi sono incuriosito e ho preso “Rashōmon e altri racconti” di Ryunosuke Akutagawa, che non avevo mai sentito neanche nominare. Devo dire che nella scelta ha pesato il titolo del libro, che mi ha fatto subito pensare al film “Rashōmon” di Akira Kurosawa, che ancora non ho visto. Non ho elementi, quindi, per dirvi quanto del film rispecchi i racconti di Akutagawa, ma indagando sul web ho scoperto, come sospettato, che il grande cineasta ha tratto spunto proprio da due racconti contenuti nel volume che ho appena finito di leggere.
    Akutagawa è stata una piacevole scoperta, leggendo i suoi brevi racconti ho intuito perché Kurosawa abbia potuto apprezzarlo. Le storie narrate dall’autore sono, per la maggior parte, molto brevi, concentrate in poche pagine, senza troppi voli pindarici. La scrittura (la traduzione, almeno) è secca, Akutagawa non fa sfoggio di lunghi periodi o espressioni altisonanti, ma riesce, attraverso i dialoghi o le rapide descrizioni psicologiche dei personaggi, a farci sentire i dilemmi e le scelte, spesso dolorose, che sono costretti a prendere. Ho scoperto che l’autore morì suicida a trentacinque anni e indubbiamente nei suoi scritti traspare una visione dell’esistenza abbastanza tragica, sebbene non patetica. La necessità di vivere nelle ristrettezze economiche, l’egoismo come molla di molte azioni umane, il tema del dissidio tra arte e vita, l’amore per la letteratura, i rapporti familiari, le gelosie passionali, tanti sono i temi trattati in questi racconti. I protagonisti sono variegati, alcuni dei quali rimandano all’autore stesso in maniera abbastanza palese, almeno a giudicare dalle note biografiche che ho potuto leggere.
    In attesa di vedermi il film di Kurosawa, vi consiglio, nel caso volesse anche voi iniziare a leggere qualcosa di nipponico, questo libro con i racconti di Akutagawa, che per me è stata una piacevole scoperta.

    ha scritto il 

  • 5

    Japanese to the nth degree

    I love Japanese culture, their history, spiritual beliefs, and sense of reality/surreality. These aspects are readily captured here and more. It is clear to the western reader that the stories are also infused with western myth and sensibilities. The intermingling of the two and the superb style ...continua

    I love Japanese culture, their history, spiritual beliefs, and sense of reality/surreality. These aspects are readily captured here and more. It is clear to the western reader that the stories are also infused with western myth and sensibilities. The intermingling of the two and the superb style of writing is pure genius. Love love love this collection of short stories!

    ha scritto il 

  • 3

    Prima di tutto ci tengo a ringraziare colui che mi ha prestato questo libro(mi permetto di farlo perché so che è qui e che mi legge :P :D), è stata per me una lettura davvero piacevole, anche se mi aspettavo decisamente di più.
    Anch’io ho qualcosa da ridire su questa edizione della TEA, l’i ...continua

    Prima di tutto ci tengo a ringraziare colui che mi ha prestato questo libro(mi permetto di farlo perché so che è qui e che mi legge :P :D), è stata per me una lettura davvero piacevole, anche se mi aspettavo decisamente di più.
    Anch’io ho qualcosa da ridire su questa edizione della TEA, l’introduzione fredda e impersonale di Mauro Scalisi e la traduzione approssimativa di Keiko Ghio non rendono assolutamente giustizia all’intera opera, meglio ripiegare su altre edizioni(la copertina però è molto suggestiva, questo lo devo ammettere…diamo a Cesare quel che è di Cesare :P).
    Diciotto racconti ricchi di fascino e scorrevoli da leggere, ma non tutti della stessa, come dire, qualità, alcuni sono dei veri capolavori(“la principessa di Rokunomiya” per esempio), mentre altri sono decisamente mediocri(“Il carrello” per esempio, che a me non è piaciuto affatto).
    Quelli che mi hanno maggiormente colpito sono il poetico “Nel bosco”, il fantastici e satirici “Toshishun”(una parabola di vita questo racconto) e “Nel paese dei Kappa” e il significativo “Gesù di Nanchino”, scritto da Akutagawa dopo la sua conversione al cristianesimo.
    Non è stata l’esperienza esaltante che mi aspettavo, ma non è stata nemmeno una delusione totale, è una raccolta suggestiva che appaga tutti quei lettori(come me) amanti della cultura orientale e curiosi di conoscere un mondo che, nonostante cinema e animazione, è ancora per buona parte a noi sconosciuto.
    Una lettura da assumere a piccole dosi, un po’ alla volta e soprattutto da affrontare solo se si è dei veri appassionati.
    I diciotto racconti presenti nella raccolta:
    Rashomon****
    Il Naso**
    Il fazzoletto***
    Rapporto di Ryosai Ogata***
    Il filo del ragno***
    La scena dell’inferno***
    I mandarini***
    Il ballo**
    L’autunno***
    Gesù di Nanchino*****
    Toshishun*****
    Nel bosco****
    Il carrello**
    La Principessa di Rokunomiya****
    Un pugno di terra***
    Mezza vita di Shinsuke Daidoji**
    Casa Genkaku***
    Nel paese dei Kappa****

    ha scritto il 

  • 3

    La prima cosa da dire è che la traduzione è piuttosto elementare e l'apparato critico praticamente inesistente. Vi sono riferimenti alla storia giapponese e all'epoca in cui visse l'autore (soprattutto ne "Nel paese dei kappa") ma possono capirli solo coloro che conoscono la materia. Qualche nota ...continua

    La prima cosa da dire è che la traduzione è piuttosto elementare e l'apparato critico praticamente inesistente. Vi sono riferimenti alla storia giapponese e all'epoca in cui visse l'autore (soprattutto ne "Nel paese dei kappa") ma possono capirli solo coloro che conoscono la materia. Qualche nota in più era necessaria.
    I racconti sono di vario genere: narrazione fantastiche, o storiche, oppure realistiche quasi minimaliste.
    Anche il tono è mutevole: alcuni sono drammatici, altri ironici e satirici.
    L'elemento centrale è la rappresentazione dei limiti e delle debolezze dell'uomo. L'autore stesso si inserisce in questa umanità imperfetta in "Mezza vita di Shinsuke Daidoji", autobiografico sebbene non dichiarato esplicitamente.
    Altro aspetto spesso presente è la critica sottile ai suoi connazionali e al suo paese, dei quali denota la ristrettezza di vedute e una certa ipocrisia di fondo.
    Una lettura adatta solo a chi conosce la storia e la letteratura giapponese ed è interessato ad approfondirla.

    ha scritto il 

  • 5

    Rashomon è uno di quei racconti che assomigliano alla luce di un faro. La luce gira e non illumina mai la stessa scena. La verità non esiste, esistono solo punti di vista.
    Una rivelazione e una sorpresa. Indimenticabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Una bella raccolta, con qualche difetto e qualche perla...

    Dopo averne sentito parlare bene per molto tempo, mi sono fatto prestare questa raccolta di racconti di Akutagawa e devo dire che ne sono uscito più che soddisfatto... :)


    Quasi una ventina di racconti brevi (10-20 pagine) di medio/buon livello con (come quasi sempre nel caso di raccolte di ...continua

    Dopo averne sentito parlare bene per molto tempo, mi sono fatto prestare questa raccolta di racconti di Akutagawa e devo dire che ne sono uscito più che soddisfatto... :)

    Quasi una ventina di racconti brevi (10-20 pagine) di medio/buon livello con (come quasi sempre nel caso di raccolte di racconti) qualche storia un po' insipida e "di non grande ispirazione" ma pure con qualche perla di alto livello, come nel caso de Il filo del ragno e Nel paese dei Kappa, ma soprattutto con Toshishun e La scena dell'inferno (che non stonerebbe in una raccolta tematica horror di buon livello), i racconti, a mio avviso, migliori della raccolta!

    Avevo letto diverse critiche "spietate" all'editing e soprattutto alla traduzione dei vari racconti ma devo dire che, a parte due racconti in cui la traduzione è effettivamente di basso livello (Rashomon e Un pugno di terra), per il resto non è fatta poi così male e gli errori sono più o meno quelli che si trovano ormai in tutte le edizioni italiane (congiuntivi, qualche typo & Co.), famose o meno che siano...

    Una lettura piacevole che mi sento di consigliare a chi sia un minimo interessato al 'pianeta Giappone'! :)

    ha scritto il 

  • 3

    una scuola diversa

    raccolta di racconti molto diversi tra loro, alcuni malinconici, altri socialmente impegnati, alcuni che invece appaiono incompiuti. uno stile abbastanza asciutto e poco incline alla retorica.

    ha scritto il 

  • 3

    La vita degli altri

    Racconti di vita: che siano veri o meno, sono tutti impregnati di una certa aura pessimistica ma reale, che seppur cruda non crea angoscia esistenziale, anzi, fa riflettere sull'essenza delle cose, delle persone e degli eventi. Il mondo è questo, questi siamo noi, spetta ad ognuno degli esseri um ...continua

    Racconti di vita: che siano veri o meno, sono tutti impregnati di una certa aura pessimistica ma reale, che seppur cruda non crea angoscia esistenziale, anzi, fa riflettere sull'essenza delle cose, delle persone e degli eventi. Il mondo è questo, questi siamo noi, spetta ad ognuno degli esseri umani la decisione di cambiarlo o meno partendo da se stessi.
    Molto più ironico e divertente (se non fosse per la realtà che aleggia sempre intorno ai personaggi come le nuvole in cielo) il racconto sui Kappa!
    Concordo col criticare questa edizione piena di errori (ma li rileggono i libri prima di mandarli in stampa?!? >__<).

    ha scritto il 

  • 2

    Sinceramente non mi è piaciuto.Tutti i racconti sono pregni di pessimismo e sicuramente rispecchiano ciò che l'autore voleva comunicare, ma rappresentano una realtà difficile da comprendere per chi non è a conoscenza dei vari aspetti della cultura giapponese.Tra i racconti della raccolta ho appre ...continua

    Sinceramente non mi è piaciuto.Tutti i racconti sono pregni di pessimismo e sicuramente rispecchiano ciò che l'autore voleva comunicare, ma rappresentano una realtà difficile da comprendere per chi non è a conoscenza dei vari aspetti della cultura giapponese.Tra i racconti della raccolta ho apprezzato "Nel paese dei Kappa".

    ha scritto il