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Rasputin

La vera storia del contadino che segnò la fine di un impero

Di

Editore: Mondadori

3.9
(98)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 535 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804478950 | Isbn-13: 9788804478959 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Dalla Fontana L. A.

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , History

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Descrizione del libro
Avventuriero, angelo nero, influente consigliere politico e spirituale deiRomanov, santone con poteri taumaturgici e tragica vittima di una congiura dipalazzo, Rasputin resta sen'altro una delle figure più misteriose eaffascinanti della storia russa. L'autore ne ricostruisce la figura e lastoria alla luce di inediti e straordinari documenti riscoperti negli archivisovietici.
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  • 4

    Ma chi era costui veramente? come ha fatto ad attirare a se i Romanov? Domande che non avranno mai risposta. Sicuramente si parla di una terra e di un periodo, lontani da noi come cultura.

    ha scritto il 

  • 4

    Capita spesso di doversi liberare la casa di libri per far posto ad altri. Buttarli dispiace. La biblioteca di San Donato li raccoglie e li rivende alla cifra quasi simbolica di un euro. Un modo per non sovraccaricare gli scaffali della bilioteca ma per dare ai libri una nuova possibilità.
    E' cos ...continua

    Capita spesso di doversi liberare la casa di libri per far posto ad altri. Buttarli dispiace. La biblioteca di San Donato li raccoglie e li rivende alla cifra quasi simbolica di un euro. Un modo per non sovraccaricare gli scaffali della bilioteca ma per dare ai libri una nuova possibilità. E' così che mi è capitato per le mani questo librone su Rasputin. Il soggetto mi incuriosiva ma non sapevo se avrei trovato la voglia di investirci il tempo necessario per oltre 500 pagine. Ho cominciato a leggerlo e l'ho finito velocemente. E' scritto da un importante drammaturgo russo che al tema ha dedicato una approfondita ricerca trovando anche documenti inediti. Un testo serio - non una biografia romanzata - con continui riferimenti a lettere (degli zar e di altri personaggi della corte), rapporti di polizia, testimonianze in un'inchiesta svolta da una commissione dopo la rivoluzione, ma anche appassionante (si sente il drammaturgo).

    Si racconta di un'epoca così lontana dall'attuale, la Russia di prima della rivoluzione, ma per molti versi ho riconosciuto tanti aspetti contemporanei. La figura del guaritore (Di Bella, Vannoni): Rasputin ha conquistato i favori dello zar e della zarina come guaritore dell'erede. Un po' di bunga bunga. E soprattutto il cerchio magico, che poi è forse un intreccio di cerchi. Qui c'è il cerchio magico dello zar di cui fa parte la zarina (ma anche Rasputin), poi il cerchio magico della zarina in cui Rasputin ha un ruolo centrale. Ma c'è anche il cerchio magico attorno a Rasputin, composto di discepoli, di succubi, di arrivisti.

    ha scritto il 

  • 5

    Premessa: la maggior parte dei testi su Rasputin sono delle schifezze sensazionalistiche che si contraddicono l'una con l'altra. Prendiamo ad esempio il folle per Cristo Mitja; nelle nove biografie che ho letto passa dall'essere un focomelico che si esprime per urla munito di interprete fino a d ...continua

    Premessa: la maggior parte dei testi su Rasputin sono delle schifezze sensazionalistiche che si contraddicono l'una con l'altra. Prendiamo ad esempio il folle per Cristo Mitja; nelle nove biografie che ho letto passa dall'essere un focomelico che si esprime per urla munito di interprete fino a diventare un nano nella fantasiosa biografia di Maria Rasputin (nel cui volume viene riportata erroneamente perfino la data di nascita del padre).

    Questa è una delle poche piacevoli eccezioni, piacevole anche perché mette a confronto tutte le dicerie che si sono accumulate sul monaco nero. Se Yusupov (che in Lost Splendour lo paragona ad un satiro) ed altri suoi detrattori si soffermavano ad esaltare le sue caratteristiche negative fino ad inventarne di sana pianta qui è possibile ammirare anche le testimonianze di persone che sono state più a stretto contatto con Rasputin senza interessi a screditarlo.

    Radzinsky merita ogni lode, anche quando si lancia in speculazioni lo fa citando fonti e mettendole sotto il naso del lettore. L'unico consiglio che ho riguardo questo testo? L'edizione Inglese è superiore e contiene più foto, se non avete problemi con la lingua procuratevi quella.

    Se è vero che sotto lo strato di spazzatura e menzogne che si sono accumulate sulla figura di Rasputin forse non sarà mai possibile sapere la verità è pur vero che questo lavoro è un ottimo tentativo di ripulitura.

    ha scritto il 

  • 3

    Rasputin

    Ottimo libro. Biografia completa e di facile lettura di un personaggio inquietante come Rasputin, il quale ad onor del vero e' proprio un tipico soggetto da romanzo, tanto misteriosa ed intensa la sua vita. voto 7 e mezzo/10

    ha scritto il 

  • 5

    Una delle biografie più appassionanti che abbia mai letto. A dire il vero di biografico non c'è molto. Quel che si trova riguarda quasi esclusivamente gli anni pietroburghesi del guaritore siberiano. Tuttavia è proprio grazie al "pedinamento" che Radzinskji compie sulle tracce di questo misterio ...continua

    Una delle biografie più appassionanti che abbia mai letto. A dire il vero di biografico non c'è molto. Quel che si trova riguarda quasi esclusivamente gli anni pietroburghesi del guaritore siberiano. Tuttavia è proprio grazie al "pedinamento" che Radzinskji compie sulle tracce di questo misterioso "folle di Cristo", che si apre uno squarcio sulla San Pietroburgo dei primi '900. Una città che sembra una via di mezzo tra la Pompei romana del 70 d.c.in attesa del disastro e la Parigi esoterica del '700,tutta trame e allegre relazioni. Grazie al ritrovamento di un importante Dossier nel 1996, molti nomi dimenticati riprendono vita. Misteriosi volti in fotografie sbiadite si rianimano, si compenetrano,sfiorano il percorso della storia russa e ne cadono inesorabilmente vittime. Maghi,spie,avvelenatori tibetani,baronesse infoiate,vescovi dissoluti,terroriste deformi,primi ministri folli. Un grand guignol tendenza Barnum in una cornice rosa "Armony". Un continente che scivola dolcemente verso la catastrofe mentre ai piani alti è in corso la più bizzarra di tutte le guerre: quella tra politici e generali contro un contadino e la sua corte di donnette in estasi. Surreale. Diabolico. Ridicolo. Ed è tutta storia. In generale credo che il fascino dei fatti raccontati e l'agile esposizione compensino largamente lo stile non sempre rigoroso ed asettico di lavori un po' più accademici.

    ha scritto il 

  • 4

    Bella biografia, molto avvincente, per chi come me è affascinata da questo misterioso personaggio.
    E' scritto in modo un pò "teatrale", non saprei spiegarlo meglio...e comunque una volta che ci si abitua, la lettura scorre fluida.
    Dopo aver letto questo libro ho un pò rivalutato la figura del ...continua

    Bella biografia, molto avvincente, per chi come me è affascinata da questo misterioso personaggio. E' scritto in modo un pò "teatrale", non saprei spiegarlo meglio...e comunque una volta che ci si abitua, la lettura scorre fluida. Dopo aver letto questo libro ho un pò rivalutato la figura del monaco pazzo, o meglio, questo libro mi ha fatto porre delle domande: era davvero una figura così malvagia? E' davvero lui la causa della rovina dei Romanov? Domande che purtroppo non trovano risposta neppure dopo aver letto la biografia, ma che senza dubbio aiutano a vedere le cose da un altro punto di vista.

    ha scritto il 

  • 3

    Non ho idea se sia storicamente accurato o meno, però a me ha divertito moltissimo l'idea di un deficiente erotomane che influenza pesantemente i destini di un paese; come se in italia facessero redigere la finanziaria a mamma Orsola (che tra l'altro anche io mi sento una forza dentro che non so ...continua

    Non ho idea se sia storicamente accurato o meno, però a me ha divertito moltissimo l'idea di un deficiente erotomane che influenza pesantemente i destini di un paese; come se in italia facessero redigere la finanziaria a mamma Orsola (che tra l'altro anche io mi sento una forza dentro che non so nemmeno io come) o direttamente guidare il paese ad un erotomane tendenzialmente senile...no, vabbe', lasciamo stare quello che potrebbe accadere in italia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    "Rasputin" di Radzinskij mi è piaciuto tantissimo. Racconta con grande realismo intrighi e complotti alla corte imperiale russa nei primi anni del Novecento (meno di cento anni fa!), quando lo Stato più grande del mondo era praticamente governato dall'imperatrice, dalla sua amante e da un contadi ...continua

    "Rasputin" di Radzinskij mi è piaciuto tantissimo. Racconta con grande realismo intrighi e complotti alla corte imperiale russa nei primi anni del Novecento (meno di cento anni fa!), quando lo Stato più grande del mondo era praticamente governato dall'imperatrice, dalla sua amante e da un contadino!

    Grigorij Efimovič Rasputin nacque a Pokrovskoe, nella Siberia occidentale, tra il 1864 e il 1869 in una famiglia contadina. Si sposò con Praskovja ed ebbe due figlie, Matrena e Varvara, ed un figlio. Appassionato di misticismo, incontrò durante un viaggio il futuro vescovo di Toblosk e, dopo una discussione con lui, decise di intraprendere un pellegrinaggio nei monasteri russi. Iniziò a vivere come un monaco e a guarire gli ammalati.

    Divenuto famoso, fu invitato a corte dal vescovo e dalla principesse Anastasja e Milica del Montenegro. Il primo cercava un aiuto all’interno del Sinodo che potesse comprendere le esigenze del popolo russo e ottenere degli spunti su come rendere le pratiche religiose più vicine ai contadini (che l’imperatrice considerava i veri depositari dell’animo russo), molti dei quali aderivano a sette (come quella dei flagellanti) e non avevano mai abbandonato le pratiche pagane. Le principesse montenegrine volevano invece avvicinarsi alla famiglia imperiale (Anastasja era l’amante del principe Nikolaj Nikolaevič, cugino dell’imperatore Nikolaj Aleksandrovič e capo delle forze armate) introducendo una persona che avrebbe impressionato l’imperatrice Aleksandra Fjodorovna. Avevano già tentato di farlo facendole conoscere il religioso francese Philippe, il quale, però, nonostante numerosi sortilegi non riuscì ad assicurare un erede alla famiglia imperiale. Quando nacque Aleksej Nikolaevič e si scoprì che era emofiliaco, Philippe, poco prima di morire, sostenne che si sarebbe reincarnato in un altro uomo di origini russe che avrebbe risolto tutti i problemi della famiglia imperiale. Rasputin arrivò poco dopo (1905) e faceva il caso della zarina, provata dalle perdite nella guerra russo-giapponese e intimorita per la precaria salute del figlio, avuto dopo quattro femmine. Riusciva a curare lo zarevič ed era idolatrato dall’imperatrice. Le principesse montenegrine si alterarono con lui quando seppero che si presentava a corte senza di loro e capirono che non sarebbe servito loro per ottenere a Nikolaj Nikolaevič una posizione migliore, forse quella di imperatore visto che da più parti lo zar era giudicato un inetto.

    Rasputin era talmente abile che intuiva i pensieri della zarina e la rassicurava dicendole che era la volontà di Dio. Si formò così un circolo di seguaci attorno a Rasputin e all’imperatrice, di cui facevano parte Anja Aleksandrovna Vyrubova (dama di corte ed amante della zarina, donna molto astuta, che sicuramente dubitava di Rasputin ma fingeva di essergli fedele per acquisire la benevolenza della zarina), Akilina Laptinskaja, una grassa contadina che svolgeva la mansione di segretaria di Rasputin, la generalessa Olga Vladimirovna Lohtina, moglie di un consigliere di stato effettivo e donna di primo piano del bel mondo pietroburghese, che per molto tempo ospitò Raputin presso la sua casa e a causa del quale si separò dal marito e visse mendicando, Marja Evgeneevna Golovina (detta Munja), nipote della principessa Olga Valerianovna, innamorata del principe Feliks Jusupov, Vera Dzanumova, moglie di un ricco mercante ed Aleksandra Aleksandrovna Poistol’kors (suo marito Aleksandr Pistol’kors era figlio della zia di Munja, Olga Golovina, sposata con il granduca Pavel), sorella di Anja Aleksandrovna Vyrubova.

    Per amministrare le immense ricchezze conferitegli sotto forma di elemosine e beneficenze, Rasputin si avvaleva di uomini fidati, tra cui Ivan Manasevič-Manujlov, ebreo, giornalista, agente dei servizi segreti, di Aron Simanovič, suo consulente finanziario, giocatore d’azzardo e usuraio con precedenti penali, Aleksej Frolovič Filippov, banchiere e suo editore e il principe Mihail Andronikov, omosessuale pettegolo e amico di Belekij, che intendeva inserirsi nell’amministrazione del governo passando per Rasputin, consentendo alla sua amica Natalja Cervinskaja di vendicarsi del ministro della guerra Suhomlinov, che aveva lasciato sua sorella per stare con una donna molto più giovane. Le risorse amministrate da costoro passavano spesso per le mani della Vyrubova e della Laptinskaja, le quali ne trattenevano una parte per scopi personali, cosa che consentì alla prima di realizzare un ospedale durante la prima guerra mondiale, che le diede molta notorietà. Era inoltre la prima persona a cui molti si rivolgevano, dietro pagamento, per chiedere favori come raccomandazioni, impieghi,trasferimenti, pensioni… attraverso Rasputin, all’imperatrice. Anche i segretari erano soliti sottrarre alle casse di Rasputin una parte delle donazioni.

    Fu vittima di un attentato da parte di una contadina, ma riuscì a salvarsi.

    Quando l’impero austro-ungarico annesse la Serbia e il Montenegro Rasputin si oppose all’intervento dell’esercito, per cui tutte le forze politiche erano d’accordo. L’imperatrice, sempre d’accordo con Rasputin, mostrò la sua opinione contraria al marito, il quale non intervenne. Le principesse montenegrine furono sdegnate. Queste ultime pagarono il personale di servizio a corte per riferire le malefatte di Rasputin, che violava le cameriere e si introduceva nelle stanze dello zarevič e delle granduchesse. Tale rapporto fu discusso nella Duma. L’imperatrice chiese l’intervento del primo ministro Stolypin affinché Rasputin non fosse più denigrato, ma questi non fece nulla. Venne così assassinato pochi giorni dopo. Rasputin e Anja Aleksandrovna Vyrubova consigliarono allo zar il futuro primo ministro, quello degli interni e dell’economia.

    Ottennero l’affossamento delle indagini contro di lui assicurando il trasferimento del vescovo che si occupava delle stesse. Grazie all’intervento della zarina i due sacerdoti che avevano sottratto delle lettere che Rasputin aveva scritto a lei e alle figlie furono confinati in Siberia.

    Rasputin acquisiva sempre maggiore potere e si diede alla bella vita. Poteva condurre un tenore di vita dissipato, girava con la carrozza delle Golovin, frequentando prostitute e partecipando a feste con zingari, in occasione delle quali si ubriacava molto frequentemente. Disponeva di molte ricchezze, a differenza dei primi tempi, anche perché l’avara imperatrice non gli faceva mai regali e non lo pagava.

    Rasputin passava le vacanze con la famiglia imperiale e l’accompagnava nelle occasioni ufficiali.

    Rasputin sosteneva che i suoi rapporti sessuali con le donne consentivano loro di liberarsi dalla lussuria. I rapporti con le donne sposate servivano principalmente per consentire a quelle che avevano un matrimonio infelice di comprendere cosa significasse amare. Si concludevano con preghiere.

    Rasputin era osteggiato dalla Duma, che comprese lo strapotere che aveva acquisito nel corso del tempo, dalla granduchessa Elizaveta Fjodorovna, sorella dell’imperatrice, da Zinajda Jusupova, una delle donne più ricche della Russia, discendente dei re mongoli, e dal figlio Feliks (erede della fortuna destinata al fratello che, innamoratosi di una donna sposata, morì a duello, duello che Feliks nascose alla potente madre per ottenere l’eredità; sposò la nipote dell’imperatore sebbene fosse omosessuale, come un cognato e un fratello dello zar, ed avesse intrattenuto una relazione con Dimitrij Pavlovič, fidanzato con la granduchessa Olga Nikolaevna, figlia dell’imperatore, fidanzamento rotto dalla zarina), dalle principesse montenegrine, dal clero, che lo reputava un truffatore e da tutta la stampa internazionale, che non perdeva occasione per denigrarlo. Anche la polizia segreta fu incaricata di sorvegliarlo. Riferiva nei suoi rapporti le frequentazioni di Rasputin con prostitute e le sue gozzoviglie, sempre nascoste dalla zarina, la quale sosteneva che un tale sant’uomo non poteva essere compreso. Anja Aleksandrovna Vyrubova testimoniò sempre a favore di Rasputin sostenendo che tutto ciò che gli veniva imputato era falso.

    Rasputin si oppose all’entrata della Russia nella prima guerra mondiale perché la zarina aveva paura di uno scontro con la Germania. Questa volta però non riuscì a convincere il marito. La Russia entrò in guerra, ma riuscì comunque ad estromettere Nikolaj Nikolaevič dalla carica di comandante dell’esercito, facendola assumere al marito. Essendo tedesca e contraria all’entrata in guerra della Russia, l’imperatrice era accusata di spionaggio.

    Col marito al fronte, l’Imperatrice assunse a pieno titolo il comando della Russia. Nel settembre del 1915 destituì dall'incarico di ministro degli interni il principe Scerbatov, ostile a Rasputin, e nominò, in accordo con la Vyrubova, Hvostov, un estremista di destra, antisemita, al suo posto. Nominò Belekij capo del dipartimento di polizia e sottosegretario del nuovo ministro. Nominò inoltre Aleksandr Volzin procuratore superiore. Convocò il Santo Sinodo e nominò il vescovo Piltrim, amico di Raputin, omosessuale e sospettato di essere in rapporti con la setta dei flagellanti, esarca della Georgia e pochi mesi dopo metropolita di Pietroburgo e Ladoga. Isidor Kolokolov, omosessuale e accusato di pederastia e convivenza con il converso Flavian, fu nominato priore del monastero di Tobolsk, Varnava, prete senza istruzione ad amico di Rasputin, fu nominato vescovo di Tobolsk.

    A seguito delle richieste di Mihail Andronikov e di Natalja Cervinskaja la zarina destituì il ministro della guerra Suhomlinov, accusato di alto tradimento e lo fece arrestare.

    Avendo saputo che la zarina intendeva sostituire il primo ministro, Hvostov credeva che sarebbe stato lui ad assumere tale incarico. In realtà l’imperatrice nominò, in accordo con Rasputin e la Vyrubova, Boris Vladimirovič Stjurmer, anziano e secondo lei ininfluente. Irritato, Hvostov, con la complicità di Belekij organizzò un attentato contro Rasputin, che però non ebbe conseguenze. Nonostante le previsioni della zarina, Stjurmer iniziò a governare senza ascoltare Rasputin. Destituì anche lui e nominò al suo posto Aleksandr Dimitrevič Protopopov, già vicepresidente della Duma.

    Nel frattempo tutta la Russia era stanca della guerra e delle intromissioni della zarina e di Rasputin negli affari di stato. Vladimir Mitrofanovic Puriskevič, monarchico e membro della Duma, nel 1916, pronunciò un discorso nel quale denunciava lo strapotere del contadino e della Vyrubova. Da più parti se ne chiedeva l’impiccagione, l’allontanamento della Vyrubova, la reclusione della zarina in un monastero e l’abdicazione dello zar. Al suo posto sarebbe diventato imperatore il granduca Nikolaj Nikolaev, il granduca Dimitrj Pavlovič o lo zarevič Aleksej Nikolaevič. In un estremo gesto di patriottismo, per liberare la Russia dalla presenza deleteria del contadino, Feliks Jusupov, in accordo con la moglie Irina, l’amico Dimitrj Pavlovič e del deputato Puriskevič, decise di organizzare l’avvelenamento di Rasputin. Fingendosi ammalato, Feliks Jusupov chiese l’aiuto del contadino attraverso Munja Golovina, che lo amava sinceramente ed in segreto ed essendo seguace di Rasputin glielo accordò di buon grado. Feliks aveva già conosciuto Rasputin alcuni anni prima, ma lo aveva trattato male, giudicandolo un ciarlatano. Rasputin lo perdonò e probabilmente intrattenne con lui rapporti omosessuali. Forte dell’ascendente che aveva su di lui, lo invitò a casa sua e, alla presenza dei complici, gli offrì pasticcini e vino avvelenato. Il contadino forse mangiò solo qualche pasticcino. Vedendo che il veleno non faceva effetto, gli spararono. Il suo corpo fu gettato nella Neva. Era il dicembre 1916.

    Nel febbraio del 1917 i bolscevichi destituirono lo zar e si impadronirono del potere.

    In seguito alla rivoluzione la famiglia imperiale fu sterminata. Simanovič si salvò e fuggì dalla Russia con la famiglia. Le Golovin continuarono a condurre una vita ritirata a Pietroburgo. La Lohtina fu arrestata ed in seguito liberata. Fu vista per l’ultima volta mentre chiedeva l’elemosina nelle strade di Pietroburgo nel 1923. La Vyrubova fuggì in Finlandia, prese i voti in segreto e morì in solitudine nel 1964.

    Puriskevič morì di tifo durante la guerra civile, il granduca Dimitrj Pavlovič morì nel 1942 e il principe Feliks Jusupov nel 1967 a Parigi.

    ha scritto il 

  • 4

    Una biografia monumentale (più di 500 pagine), documentata,che fa luce in modo chiaro,e presuppongo definitivo,sul contadino che ha contribuito in maniera determinante al crollo dell'impero zarista.l'autore ha potuto visionare il dossier inedito ove sono riportare le testimonianze di quanti hanno ...continua

    Una biografia monumentale (più di 500 pagine), documentata,che fa luce in modo chiaro,e presuppongo definitivo,sul contadino che ha contribuito in maniera determinante al crollo dell'impero zarista.l'autore ha potuto visionare il dossier inedito ove sono riportare le testimonianze di quanti hanno avuto contatto con il monaco, ne viene fuori un ritratto a tinte forti,le umane debolezze ma soprattutto ciò che fa più effetto è la testardaggine della zarina, il suo voler credere ad ogni costo (a dispetto anche delle prove della dissolutezza)alle parole,alle presunte visioni,al potere di guarigione di Rasputin. Di leggende in questo libro non ne appaiono,solo la cruda realtà,la cronaca di quegli anni terribili che hanno cambiato il corso della Storia mondiale. Si fa intimamente conoscenza del contadino, si penetra nel suo mondo,finalmente si capisce la qualità principale del nostro "eroe" che è quella di interpretare la volontà della zarina e di farla passare come suo volere profetizzando sciagure se non si adempie ai suoi ordini,la capacità di plagiare menti,di manipolare donne e uomini anche potenti,di asservirli al suo potere facendo leva sulle passioni più abbiette (onnipresente il sesso in tutte le suo varianti perverse e non, dipende dai punti di vista). Memorabile,a mio avviso, la descrizione della scena del delitto, ci si sente come se si fosse presenti,si rivivono le atmosfere,le ansie,i timori,la gioia di aver liberato la madre Rus' da tale individuo. Abbinerei a tale libro della musica dark,con sciabolate in forma di chitarra!

    ha scritto il