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Ravel

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi, 406)

3.6
(175)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 116 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8845926613 | Isbn-13: 9788845926617 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Giorgio Pinotti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Elegante ventiquattr'ore su ventiquattro e inaccessibile, laconico e gelidamente cortese, il protagonista di questo romanzo potrebbe sembrare una maschera - o un enigma. Eppure è un personaggio che affascina. Forse per il suo raffinato distacco. Forse per la casa minuscola e complicata in cui vive non lontano da Parigi, affollata com'è di miniature d'ogni sorta, statuette e ninnoli, carillon e giocattoli a molla. O forse perché è Ravel, uno dei musicisti più celebri al mondo. Jean Echenoz ridà vita all'artista in un romanzo partecipe e nonchalant, indiavolato e audace come un brano jazz.
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  • 3

    asciutto, nervoso, struggente

    come Ravel stesso. "Il mio lavoro esce lentamente, goccia a goccia. Lo strappo da dentro me ed esce a piccoli pezzettini". Le ossessioni, l'insonnia e poi il lento deteriorarsi di una mente così brillante ed unica. Molto triste il finale.

    ha scritto il 

  • 4

    Terza (e ultima?) biografia romanzata. Mi piace il suo stile, che altro dire? Ravel dei tre è sicuramente il personaggio più famoso, anche se i suoi tic e le sua mani (da vicino nessuno è normale :P) non mi erano così "familiari" come mi sembrano adesso.

    ha scritto il 

  • 5

    Un distacco partecipato

    Potrebbe perfino sembrare una sorta di bignamino che sintetizza quasi come fosse una cronaca l'ultimo decennio di vita di Ravel, il compositore.
    Lo stile essenziale, senza appartente comunicazione di sentimenti. Una scelta di eventi, un scrittura asciutta che riassume settimane e mesi in poche ri ...continua

    Potrebbe perfino sembrare una sorta di bignamino che sintetizza quasi come fosse una cronaca l'ultimo decennio di vita di Ravel, il compositore. Lo stile essenziale, senza appartente comunicazione di sentimenti. Una scelta di eventi, un scrittura asciutta che riassume settimane e mesi in poche righe. Eppure, in tutta questa sintesi, si intuisce senza sforzo l'intensa partecipazione emotiva dell'autore, che ci racconta Ravel con le sue manie, debolezze, problematiche di salute fisica e psichica. Echenoz si immedesima, ci fa vedere il mondo con lo sguardo ironico e annoiato del musicista, che in qualche modo soccombe alla sua stessa noia ed ironia. Ci fa intuire l'insoddisfazione, il dubbio, la vanagloria. L'umanità, insomma. Si va dai trionfi americani alla malattia (dai sintomi sembra un incrocio fra l'Alzheimer e il Parkinson) alla morte, il tutto raccontato senza un filo di enfasi retorica. Sta proprio qui l'essenza della bellazza di questo libricino: nel comunicare con poche parole, con uno sguardo di divertita ironia (sguardo presente anche nei momenti più tristi) tante emozioni.

    ha scritto il 

  • 3

    El artista en su gloria

    Es obvio que me he enganchado con Jean Echenoz, y, contradiciendo mis propias reglas como lector, he leído tres libros del mismo autor en apenas tres meses. Ravel es el primer libro de una trilogía de biografías que se completa con Correr (sobre la vida de Emil Zatopek), y Relámpagos (sobre la d ...continua

    Es obvio que me he enganchado con Jean Echenoz, y, contradiciendo mis propias reglas como lector, he leído tres libros del mismo autor en apenas tres meses. Ravel es el primer libro de una trilogía de biografías que se completa con Correr (sobre la vida de Emil Zatopek), y Relámpagos (sobre la de Nikola Tesla), y comparte sus mismos rasgos estilísticos, aunque no me ha entusiasmado como ellas.

    ¿Puede haber una técnica más depurada en Correr o en Relámpagos que en Ravel? Lo dudo, dado que Echenoz es escritor experimentado y que en verdad no existen diferencias significativas: el acercamiento a la intimidad mediante la sencillez es igual, el tratamiento del anecdotario que jalona la vida del personaje público en cuestión como contrapunto de la cotidianeidad rutinaria que vive es similar, el libro también es corto y avanza con rapidez en un lúcido resumen biográfico, y tal vez sólo se distingue por cubrir diez años de la vida de Maurice Ravel en lugar de las casi completas de Zatopek o Tesla.

    Creo que me falla el entusiasmo porque no he empatizado con el personaje autor del famosísimo Bolero, con cuya partida en barco a EE.UU. en 1927 para realizar una lucrativa gira diez años antes de su muerte comienza la narración. Ravel ya es mayor y tiene problemas de salud que empiezan a afectarle, pero en su caso el éxito es real y completo, no vigilado como en Zatopek, o fugaz como en Tesla, lo es además desde el inicio de la novela, y el comportamiento estrafalario del músico parece más bien una impostura que una respuesta o una condición debida al mundo exterior a veces hostil, o a un convencimiento interior moral. Aunque sin duda no vence a Tesla en extravagancia (tampoco en riqueza del anecdotario). También es cierto que si bien los tres libros son cortos, Ravel es el más breve de ellos, y que se centra en una figura cultural mítica del país del autor, y eso puede encorsetar más al escritor porque probablemente su lector natural (un francés) tiene una imagen más nítida en mente de Ravel.

    No por ello es un libro mediocre, claro, pero posiblemente pedía un tono algo distinto, aunque sin el contraste de Correr y Relámpagos no lo vería tan claro. El acierto al escoger el personaje y adecuarlo al tono es, en este caso, crucial.

    http://banquetealatropa.blogspot.com.es/2012/12/el-artista-en-su-gloria.html

    ha scritto il 

  • 4

    Ci sono vari modi per descrivere gli ultimi dieci anni di vita di un uomo. Ma il linguaggio utilizzato da Echenoz, che ci racconta Ravel dal 1927 al 1937, è veramente particolare. Una scrittura asciutta, sintetica, con un tempo “al presente”. Densa di particolari nel descrivere abiti, piccole man ...continua

    Ci sono vari modi per descrivere gli ultimi dieci anni di vita di un uomo. Ma il linguaggio utilizzato da Echenoz, che ci racconta Ravel dal 1927 al 1937, è veramente particolare. Una scrittura asciutta, sintetica, con un tempo “al presente”. Densa di particolari nel descrivere abiti, piccole manie e capricci del musicista. Senza mai essere troppo pesante, in quanto tra le righe c’è sempre un filo di celata ironia. Come quando, dopo una discussione polemica tra Ravel ed il pianista Wittgenstein alla fine dell’esibizione, Echenoz descrive così l’aria di tensione che si crea in sala: “Disagio sotto le modanature, imbarazzo accanto agli stucchi. Gli sparati degli smoking impallidiscono, le frange dei vestiti da sera si irrigidiscono, i maggiordomi si contemplano le scarpe.” Mi sento quindi di accogliere favorevolmente lo stile elegante di questo scrittore e la biografia atipica, ma gustosissima, contenuta nel romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Sogno biografico di Ravel

    Non è una biografia storiografica, non è un romanzo d'invenzione tout court, non è una storiella leggera: è un libro che stupisce, arguto ed elegante. La figura di Ravel viene tratteggiata negli ultimi dieci anni della sua vita, divisa tra il soggiorno negli Stati Uniti e quello in terra francese ...continua

    Non è una biografia storiografica, non è un romanzo d'invenzione tout court, non è una storiella leggera: è un libro che stupisce, arguto ed elegante. La figura di Ravel viene tratteggiata negli ultimi dieci anni della sua vita, divisa tra il soggiorno negli Stati Uniti e quello in terra francese. La scrittura è raffinata e intrigante, minuziosa e curatissima nei dettagli. Un ottimo esempio di buona letteratura.

    ha scritto il 

  • 4

    E' come se a partire da foto e ritagli di giornale Echenoz raccontasse gli ultimi anni di Ravel e da essi ne traesse un personalissimo ritratto, dell'uomo prima che del genio.

    ha scritto il