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Rayuela

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Publisher: RBA (Autores de lengua española,12)

4.3
(1449)

Language:Español | Number of Pages: 599 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Chi simplified , English , Italian , Portuguese

Isbn-10: 8447301354 | Isbn-13: 9788447301355 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Romance

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Book Description
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  • 0

    Queste parole le ho scritte a un amico dopo pochi capitoli letti. Troppa l’urgenza di comunicargli la mia gioia. Perché la felicità è autentica solo quando è condivisa.

    “Sto leggendo Rayeula e non so ...continue

    Queste parole le ho scritte a un amico dopo pochi capitoli letti. Troppa l’urgenza di comunicargli la mia gioia. Perché la felicità è autentica solo quando è condivisa.

    “Sto leggendo Rayeula e non so esprimere quello che provo. E’ l’Incontro che si desidera da sempre, è amore, non so, è gioia della Scrittura, no, non solo quello, sono le immagini e le emozioni nascoste da sempre nelle pieghe dell’anima, e che ora ritrovo, e riconosco come mie. Sono sensazioni antiche e pure mi sorprendono, da tempo aspettavo che qualcuno le risvegliasse.
    Uno scrittore così è un dono incontrarlo.
    Sono una lettrice fortunata.”

    ******************************************************************************************

    Vado lenta nella lettura, troppo importanti le immagini, ci sono gesti minimi che spalancano storie, aprono il cancello sul Giardino Incantato e io desidero solo entrare e perdermici e pensare il non detto, la coltellata improvvisa della bellezza mozzafiato, così continuo a rileggere brani, leggo e riscopro e scopro ancora e ancora parole belle, stupita e grata di questo Incontro, da tempo desideravo un autore così.
    E' ciò che un lettore sogna da sempre, l’incontro col suo Scrittore, e qui voglio ringraziare La Gradiva per averlo proposto nel gruppo di lettura, perché altrimenti gli sarei stata alla larga, diffidavo, troppo acclamato, troppo celebrato, troppo esaltato Cortázar, e io stupida lo rifiutavo, come sempre si fa con le cose di cui si teme l'importanza.
    Belle le sue riflessioni, le sue elucubrazioni, spesso devo cercare su Wiki di chi cavolo stia parlando, è una raffica di nomi di personaggi di luoghi a me sconosciuti, mi sento ignorante eppure felice di esserlo, perché così ho occasione di apprendere sempre di più.

    Julio Cortazar: scrittore ragno, fanculo a te!, sono caduta nella tua tela e più mi dibatto più ne resto impigliata, fisso ipnotizzata i tuoi otto occhi d’ossidiana mentre ti avvicini lento, costruendo parole nere e lucide nelle quali mi avvoltoli, preciso e costante, serio e tenero, e mentre mi usi e mi pieghi come un’adolescente, mentre mi fai “bere il seme che scorre per la bocca come una sfida al Logos”, il ventre mi trema pallido come luna nel pozzo perché so (e so) che il sentirmi succhiare sarà dolce, un succhiare definitivo, senza possibilità di ritorno, benedico l’involucro trasparente che rimarrà di me perché anche quello ti ha conosciuto “in un ultimo atto di conoscenza che solo l’uomo può dare a una donna”. E piangerò anch’io di felicità, sto già piangendo, svuotata dalla tua forza magnifica, esaltata da squallida puttana a costellazione, e infine balzerò da una stella all’altra, e poi precipiterò, prendendo fuoco.

    Grazie infine per non rendermi la lettura facile, per costringermi a seguirti fiduciosa nel tuo labirinto, grazie Julio perché mi spiazzi, perché hai il coraggio di disgustarmi quando vuoi disgustarmi, perché sai far male, perché mi fai fare fatica su fatica, perché mi metti alla prova, perché mi sorprendi sempre, perché, non consolandomi, omaggi la mia intelligenza di lettrice.

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  • 3

    Avevo sentito parlare molto bene di questo libro ed ero molto curiosa ma la difficoltà della lettura è stata molto più pesante di quanto avessi immaginato. Ho pensato spesso di abbandonarlo ma quando ...continue

    Avevo sentito parlare molto bene di questo libro ed ero molto curiosa ma la difficoltà della lettura è stata molto più pesante di quanto avessi immaginato. Ho pensato spesso di abbandonarlo ma quando la difficoltà stava per vincere improvvisamente un capitolo, una frase o poche parole mi colpivano per la loro bellezza immensa per cui ho continuato testardamente, con fatica, con stupore e con la sensazione di non essere all'altezza, di non aver capito, di essermi fatta sfuggire il filo.
    La cosa più assurda però è che alla fine ho avuto la tentazione di rileggerlo subito seguendo l'ordine da lui indicato perché il fascino del libro è innegabile. Chissà: magari tra un po' ci riprovo a leggerlo sperando di cogliere finalmente la logica della scrittura.

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  • 4

    Pirastua

    Mi sono cimentata nella lettura di Rayuela di J.Cortázar nel momento esatto in cui mi sono sentita pronta a leggere qualcosa che sapevo sarebbe stato impegnativo.
    Effettivamente non è un libro per tut ...continue

    Mi sono cimentata nella lettura di Rayuela di J.Cortázar nel momento esatto in cui mi sono sentita pronta a leggere qualcosa che sapevo sarebbe stato impegnativo.
    Effettivamente non è un libro per tutti, un libro da ombrellone diciamo, però è un romanzo che sarebbe bello che in molti leggessero.
    Dividerei il romanzo in 3, la prima parte è quella che narra una storia, e si tratta di un racconto abbastanza scorrevole dal punto di vista narrativo, divertente in alcuni passaggi, molto interessante in altri, molesto e ammorbante in taluni. Un gruppo di intellettualoidi a Parigi, messi insieme dal caso, completato dalla presenza di qualche donna, vivono vite appena accennate, si ritrovano a parlare di argomenti, a mio parere, stimolanti, interessanti, estrapolando, approfondendo temi all’apparenza superficiali per la comune esistenza ma che poi tanto superficiali possono non esserlo.
    La seconda parte è riservata alle citazioni, ai pensieri estemporanei, alle note a margine del romanzo che l’autore relega nella sezione del libro di cui, volendo, si può anche fare a meno, ma di cui fare a meno non è possibile perché, come per le conversazioni tra i protagonisti, anche queste note, spesso brevi, offrono interessanti spunti di riflessione a delle menti attive.
    La terza parte è quella che non si vede, è la parte invisibile, il condimento del romanzo che si percepisce in ogni pagina ma che non tutti, me compresa, possono cogliere. Sono citazioni, richiami voluti dall’autore, non per dar sfoggio della sua infinita cultura e conoscenza, ma perché necessari al romanzo. Richiami che, nella maggior parte dei casi, ahimé, sono riuscita ad apprezzare solo in parte perché sono ancora molto lontana dalle capacità di ragionamento, dalle conoscenze, dalla vasta cultura di Cortázar.
    Rayuela, il gioco del mondo, pampano o pirastua (sardo), ci fa saltare come bambini da pagina 20 a pagina 240, tra le pagine di un romanzo che per bambini non è, “vittime” dell’autore che domina la nostra volontà sia materiale che morale.

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  • 3

    Forte delusione dalla lettura, dopo anni di attesa sullo scaffale di letteratura sudamericana, di Rayuela di Julio Cortázar. Il libro che dovrebbe essere molti libri, che dovrebbe essere almeno due li ...continue

    Forte delusione dalla lettura, dopo anni di attesa sullo scaffale di letteratura sudamericana, di Rayuela di Julio Cortázar. Il libro che dovrebbe essere molti libri, che dovrebbe essere almeno due libri - quello dall'abituale lettura lineare e consequenziale di 56 capitoli, e quello dalla lettura da vertiginoso gioco del mondo, da corsa nei sacchi, di 155 capitoli -, che vorrebbe distruggere la letteratura e forzare l'abito mentale del lettore invitandolo a essere attivo e leggere come vuole, così magari da rendere il libro migliore di come lo ha organizzato l'autore stesso, ecco, questo libro non è altro che una raccolta di brani frammentari e poco tramati, poco intrecciati, in cui non si danno più possibilità di storie costruite dall'attività del lettore - la cui attività è ridotta a un frustrante andare avanti e indietro tra i capitoli -, ma solo una debole storia narrata dall'autore.

    said on 

  • 3

    “In realtà noi siamo come le commedie quando si arriva a teatro al secondo atto. Tutto molto bello, ma non si capisce niente. Gli attori chiacchierano, recitano non si sa perché, per quale ragione.”

    R ...continue

    “In realtà noi siamo come le commedie quando si arriva a teatro al secondo atto. Tutto molto bello, ma non si capisce niente. Gli attori chiacchierano, recitano non si sa perché, per quale ragione.”

    Rayuela è teatro dell’assurdo.
    È un gioco di cui non ho capito fino in fondo le regole.
    È un puzzle che non sono riuscita a completare, che qualche volta mi ha fatto innervosire o storcere il naso.
    Ma in questo puzzle ho trovato pezzi di una profonda bellezza: avrei potuto passare delle ore ad osservarli, annusarli e rigirarmeli in mano…

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  • 0

    il rompicapo

    bellissimo, e ancora tutto da esplorare.
    Letto col contagocce, un capitolo alla volta. E arrivata alla fine del romanzo, resta da leggere metà dei capitoli, quelli "facoltativi". Aspetterò qualche set ...continue

    bellissimo, e ancora tutto da esplorare.
    Letto col contagocce, un capitolo alla volta. E arrivata alla fine del romanzo, resta da leggere metà dei capitoli, quelli "facoltativi". Aspetterò qualche settimana, prima di riprenderlo. Dove porteranno nuovi percorsi di lettura ?

    Un romanzo-mondo, col gioco della campana come metafora portante.
    Parigi e Buenos Aires, un piccolo circolo di intellettuali e un manicomio, una sala da concerto deserta e un circo: atmosfere, sensazioni, pensieri e dialoghi sull'incomunicabilità. O magari no, non si può riassumere un libro così

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