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Re Lear

Di

Editore: il Rossetti

4.2
(2095)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Olandese

Isbn-10: A000149533 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Agostino Lombardo

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Foreign Language Study

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Descrizione del libro
Testo e programma di sala
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  • 5

    «Così vivremo e pregheremo e canteremo e ci racconteremo antiche storie, e rideremo delle farfalle dorate.»

    Il dono letterario che ci fa Shakespeare è senza precedenti.
    La lettura del "Re Lear" è un percorso difficile, è una discesa nelle profondità più complesse dell'a ...continua

    «Così vivremo e pregheremo e canteremo e ci racconteremo antiche storie, e rideremo delle farfalle dorate.»

    Il dono letterario che ci fa Shakespeare è senza precedenti.
    La lettura del "Re Lear" è un percorso difficile, è una discesa nelle profondità più complesse dell'animo umano.
    Non ci troviamo di fronte al "grande dubbio Amletico", non ci sono le tormentate esitazione del Macbeth, la caduta del sovrano è proprio lì davanti ai nostri occhi, immediatamente, nell'Atto I.
    Lear cede alla sua vanità di padre assecondando la bramosia di potere delle due figlie maggiori a discapito della virtuosa Cordelia.
    Inizia così il suo percorso di espiazione, tra lampi, folate di gelido vento e calvalcate nella notte.
    Il sovrano a causa della sua "cecità" è incapace di vedere il "vero", rappresentato dalla figura emblematica del Fool, la sua stessa coscienza.
    Parallela è la condizione dell'altro personaggio del dramma, il Conte di Glouchester, che soggiogato dalle infime perfidie del figlio illeggittimo Edmund (un perfetto Iago), contro l'altro figlio Edgar, ritroverà pace e senno, paradossalmente, perdendo la vista.
    Tutto ciò che lascia questa grandiosa opera è declino, il crollo di tutto.
    Eppure non tutto è andato perso.

    «...Sopporterò l'afflizione finché essa non gridi: "basta, basta!" e muoia.»
    —— Conte di Glouchester

    Siamo arrivati all'abisso di questo percorso e siamo rinati più consapevoli dei nostri limiti.

    ha scritto il 

  • 3

    Sin ser una tragedia deslumbrante, Shakespeare logra representar, a través de sus personajes, una actitud, que por desgracia suele ser bastante común en el comportamiento de los hijos: la ingratitud. Aunque la situación inicial, que sirve de punto de partida para desarrollar todo la obra, me pare ...continua

    Sin ser una tragedia deslumbrante, Shakespeare logra representar, a través de sus personajes, una actitud, que por desgracia suele ser bastante común en el comportamiento de los hijos: la ingratitud. Aunque la situación inicial, que sirve de punto de partida para desarrollar todo la obra, me parece una solemne chorrada (¿cómo pueden medir las palabras cuanto se quiere a un padre?) el resto de la obra va progresivamente aumentando el drama hasta culminar en un final un poco precipitado.

    No es la mejor tragedia que tiene ni la más conseguida. A mi juicio no tiene monólogos tan brillantes como otras obras suyas (Macbeth o Hamlet, por ejemplo) y tampoco recurre a los arquetipos en los que el autor inglés suele construir a sus personajes, sacrificando el alivio dramático en bien de la tragedia, en mi opinión.

    Para terminar, solo decir que, aunque es famosa, me gustan mucho más otras obras dramáticas que escribió, pero no puedo dejar de recomendarla.

    ha scritto il 

  • 5

    «Re Lear»: lotta per il potere e conflitto generazionale in William Shakespeare

    foglidarte.blogspot.it/2014/08/re-lear-lotta-per-il-potere-e-conflitto.html

    ha scritto il 

  • 3

    Ammetto che non mi è piaciuto come pensavo mi sarebbe dovuto piacere. Ammetto anche che ho avuto qualche difficoltà con l'inglese di Shakespeare, quindi magari la non perfetta comprensione di quel che leggevo ha inficiato il mio possibile apprezzamento.

    ha scritto il 

  • 5

    ...NOI DOBBIAMO ACCETTARE IL PESO DI QUESTO TEMPO TRISTE..DIRE CIò CHE SENTIAMO E NON CIò CHE CONVIENE DIRE ....re lear ...la follia ..l amore rinnegato di due figlie ...l amore dell unica che ama restando fedele a se stessa e a quel padre ....uomini amici ....uomini nemici ...uomini retti e uomi ...continua

    ...NOI DOBBIAMO ACCETTARE IL PESO DI QUESTO TEMPO TRISTE..DIRE CIò CHE SENTIAMO E NON CIò CHE CONVIENE DIRE ....re lear ...la follia ..l amore rinnegato di due figlie ...l amore dell unica che ama restando fedele a se stessa e a quel padre ....uomini amici ....uomini nemici ...uomini retti e uomini viscidi e abietti...un matto che attraverso le parole cerca di far recuperare queste dal suo re.....che attraverso la beffa ...l ironia ...tenta di colmare la distanza dalla follia alla ragione ...dove le parole non hanno senso se lette ...ma devi sentirle urlare ....recitare per entrarvi dentro ...per poter capire la forza che si nasconde anche in un semplice monosillabo ...un opera di una potenza devastante ....una sinfonia ......l idea è di sentire la pastorale di beethoveen....parole che esplodono con la stessa forza di un temporale all improvviso

    ha scritto il 

  • 4

    «Tutto crolli e rovini e sia finita!»

    Il dramma dell'inganno e della maschera, della malvagità che si nutre solo di se stessa, del male perpetrato per proprio morboso e malato diletto. Allucinato e allucinante. Da incubo, ancora più di Macbeth.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    La prima tragedia shakespeariana che leggo

    Devo dire che mi sarei aspettato molta più enfasi nelle tragiche scene finali. Un po' questo mi ha deluso. Avrei sperato che le morti fossero avvenute tramite duelli e non tramite le parole di gentiluomini e massageri.

    ha scritto il 

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