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Reading "Lolita" in Tehran

A Memoir in Books

By Azar Nafisi

(19)

| Paperback | 9780007289530

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Book Description

The inspirational tale of eight women who defied the confines of life in revolutionary Iran through the joy and power of literature. 'That room for all of us, became a place of transgression. What a wonderland it was! Sitting around the large coffee Continue

The inspirational tale of eight women who defied the confines of life in revolutionary Iran through the joy and power of literature. 'That room for all of us, became a place of transgression. What a wonderland it was! Sitting around the large coffee table covered with bouquets of flowers ...We were, to borrow from Nabokov, to experience how the ordinary pebble of ordinary life could be transformed into a jewel through the magic eye of fiction.' For two years before she left Iran in 1997, Azar Nafisi gathered seven young women at her house every Thursday morning to read and discuss forbidden works of Western literature. They were all former students whom she had taught at university. Some came from conservative and religious families, others were progressive and secular; several had spent time in jail. Shy and uncomfortable at first, they soon began to open up and speak more freely, not only about the novels they were reading but also about themselves, their dreams and disappointments. Their stories intertwined with those they were reading - 'Pride and Prejudice', 'Washington Square', 'Daisy Miller' and 'Lolita' - their Lolita, as they imagined her in Tehran.
Nafisi's account flashes back to the early days of the revolution when she first started teaching at the University of Tehran amid the swirl of protests and demonstrations. In those frenetic days, the students took control of the university, expelled faculty members and purged the curriculum. Azar Nafisi's luminous tale offers a fascinating portrait of the Iran-Iraq war viewed from Tehran and gives us a rare glimpse, from the inside, of women's lives in revolutionary Iran. It is a work of great passion and poetic beauty, written with a startlingly original voice.

453 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Una paraculata

    Mi sono lasciata ingannare dal rosso succulento della copertina e dalla buona recensione di Citati: “..piacerà, ne sono convinto, a moltissimi lettori e lettrici”. Il numero di copie vendute, al contrario, mi rendeva incerta: salvo rare e genialissim ...(continue)

    Mi sono lasciata ingannare dal rosso succulento della copertina e dalla buona recensione di Citati: “..piacerà, ne sono convinto, a moltissimi lettori e lettrici”. Il numero di copie vendute, al contrario, mi rendeva incerta: salvo rare e genialissime eccezioni, generalmente il fatto che un libro incontri un consenso di massa rivela la sua superficialità e, purtroppo, “Leggere Lolita a Teheran” conferma il mio pregiudizio.
    Azar Nafisi cerca di leggere la storia recente dell’Iran attraverso la letteratura e divide il libro in quattro capitoli dedicati a quattro autori della letteratura occidentale, Nabokov, Fitgerald, James e Austen (lasciatemi stendere un velo pietoso su questa ultima scelta): se l’idea di per sé è affascinante, il risultato finale è frammentario, superficiale, a tratti urtante.
    In altre parole: una paraculata. Che poi credo sia anche il senso delle parole di Citati, andando a leggere fra le righe.
    Vorrebbe essere una testimonianza da un punto di vista privilegiato, quello della intelligencija iraniana, con tracce confuse di storia e politica, il tutto tenuto insieme da un noiosissimo approccio intimista irto di luoghi comuni a livello di scrittura.
    Se il mio desiderio di avvicinarmi all’Iran da un punto di vista interno e originale è stato deluso, ho invece apprezzato di più le parti propriamente letterarie, in particolare il processo simulato nell’aula dell’università che vede contrapporsi idealmente la Repubblica islamica dell’Iran vs Il grande Gatsby, anche se poi l’autrice perde l’occasione di approfondire il significato della censura ne i regimi totalitari, confermando il dubbio di trovarmi di fronte a un’appassionata insegnante reinventatasi mediocre scrittrice.

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    emme said on Oct 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    un tuffo in un mondo lontano e sconosciuto al quale ci si aspetta di avvicinarsi solamente tramite le notize di attentati e guerriglia. e invece no, la letteratura che accomuna e divide tempi e geografie, unificando i desideri, le aspirazioni, le lot ...(continue)

    un tuffo in un mondo lontano e sconosciuto al quale ci si aspetta di avvicinarsi solamente tramite le notize di attentati e guerriglia. e invece no, la letteratura che accomuna e divide tempi e geografie, unificando i desideri, le aspirazioni, le lotte e le delusioni nel concetto di umanità.

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    Franci said on Oct 7, 2014 | Add your feedback

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    Azar Nafisi è nata e vissuta in un paese molto complesso: l’Iran. Un paese in cui per anni ha imperversato una guerra distruttiva e dove l’integralismo islamico ha deciso della vita e dei comportamenti degli uomini e, soprattutto, delle donne.

    Azar ...(continue)

    Azar Nafisi è nata e vissuta in un paese molto complesso: l’Iran. Un paese in cui per anni ha imperversato una guerra distruttiva e dove l’integralismo islamico ha deciso della vita e dei comportamenti degli uomini e, soprattutto, delle donne.

    Azar Nafisi ha avuto l’opportunità di studiare in America, un paese occidentale, profondamente diverso dal suo paese d’origine. Quando è tornata in Iran tutto era cambiato, ovviamente in peggio…

    Ha comunque lavorato per molti anni come insegnante tra infinite difficoltà. Il primo ostacolo è stato sicuramente il suo carattere istintivo che tendeva a violare le convenzioni e, soprattutto, le imposizioni imposte dal regime. Ma non è certamente trascurabile, né semplice, volere insegnare e parlare di letteratura occidentale in un paese che vede negli Stati Uniti, e nell’Occidente in genere, il grande nemico da combattere.

    Ma tra gli studenti la professoressa Nafisi è sempre stata molto apprezzata e famosa per le sue tecniche d’insegnamento (Vi anticipo solo che farà mettere sotto processo “Il Grande Gatsby” dalla sua stessa classe).

    Alle sue ragazze ha parlato di Nabokov, di Fiztzgerald, di James e della Austen. Nei loro libri c’era chi vedeva solo l’immoralità e chi li amava incondizionatamente e intravedeva, invece, la libertà.

    Ad un certo punto Azar Nafisi rinunciò all’insegnamento all’università per realizzare un suo sogno, condividere la letteratura con poche studentesse scelte nella massa per il loro interesse e la loro voglia di conoscere. Ecco che così conosciamo Yassi, Mathab, Azin, Nassrin,…

    Tutte insieme si riuniscono nel salotto di casa Nafisi per leggere “Lolita”, ma anche per parlare di oppressione, di chador, di amore, di problemi, di famiglie e di sogni.

    Il libro è molto interessante sicuramente. Non si affronta solo il tema letterario, ma anche quello non semplice, della condizione di inferiorità della donna in un paese islamico dove non si può nemmeno farsi trovare accanto ad uomo che non appartenga alla propria famiglia e in cui si debba leggere i classici della letteratura mondiale sotto le bombe che cadono giù incessantemente.

    Mi è piaciuto molto, ma per apprezzarlo fino in fondo è necessario conoscere benissimo tutte le opere citate dalla Nafisi. E io ammetto di peccare in ciò. Ma recupererò ;-)

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    Anto_s1977 said on Sep 30, 2014 | Add your feedback

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    Adoro leggere, adoro cercare quello che si nasconde dietro il più superficiale piano narrativo, adoro i libri che mi mettono in contatto con realtà, paesi, culture a me poco conosciute. Beh Leggere Lolita a Teheran è tutto questo!

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    Limpietta said on Jul 23, 2014 | Add your feedback

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    Non è scorrevolissimo, ma molto interessante.
    Sia per gli approfondimenti di critica letteraria, sia per gli aspetti culturali/politici.
    Mi ha fatto venire voglia di iscrivermi ad un corso di letteratura.
    Inoltre ho comprato un romanzo di James. Ce l ...(continue)

    Non è scorrevolissimo, ma molto interessante.
    Sia per gli approfondimenti di critica letteraria, sia per gli aspetti culturali/politici.
    Mi ha fatto venire voglia di iscrivermi ad un corso di letteratura.
    Inoltre ho comprato un romanzo di James. Ce la farò?
    Più leggo e più mi rendo conto di quanto io sia ignorante

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    Monica R. said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

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