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Reading Lolita in Tehran

A Memoir in Books

By

Publisher: Random House Trade Paperbacks

4.1
(2319)

Language:English | Number of Pages: 384 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Portuguese , German , Italian , French , Slovenian

Isbn-10: 081297106X | Isbn-13: 9780812971064 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , Audio CD , Library Binding , Audio Cassette , Mass Market Paperback , eBook

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , Political

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Book Description
Every Thursday morning for two years in the Islamic Republic of Iran, a bold and inspired teacher named Azar Nafisi secretly gathered seven of her most committed female students to read forbidden Western classics. As Islamic morality squads staged arbitrary raids in Tehran, fundamentalists seized hold of the universities, and a blind censor stifled artistic expression, the girls in Azar Nafisi’s living room risked removing their veils and immersed themselves in the worlds of Jane Austen, F. Scott Fitzgerald, Henry James, and Vladimir Nabokov. In this extraordinary memoir, their stories become intertwined with the ones they are reading. Reading Lolita in Tehran is a remarkable exploration of resilience in the face of tyranny and a celebration of the liberating power of literature.
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  • 3

    Eravamo assetati di bellezza, in qualunque forma, anche quella di un film incomprensibile, ultraintellettuale e astratto, senza sottotitoli e sfigurato dalla censura. Era già meraviglioso anche solo r ...continue

    Eravamo assetati di bellezza, in qualunque forma, anche quella di un film incomprensibile, ultraintellettuale e astratto, senza sottotitoli e sfigurato dalla censura. Era già meraviglioso anche solo ritrovarsi in pubblico, per la prima volta da anni, senza paura né rabbia, in mezzo a una folla di estranei che non fosse lì per una manifestazione, un raduno di protesta, una coda per il pane o una pubblica esecuzione.

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  • 5

    Un libro che parla di libri, non solo di Lolita di Nabokov, ed ha anche il merito di documentare la difficile vita, ed in particolare quella universitaria, in un paese islamico con risvolti purtroppo ...continue

    Un libro che parla di libri, non solo di Lolita di Nabokov, ed ha anche il merito di documentare la difficile vita, ed in particolare quella universitaria, in un paese islamico con risvolti purtroppo quasi sempre drammatici.

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  • 2

    “Ho una mentalità troppo accademica: ho scritto un numero tale di saggi e articoli che non sono più capace di trasformare le mie esperienze in racconti senza mettermi a pontificare. Eppure è proprio ...continue

    “Ho una mentalità troppo accademica: ho scritto un numero tale di saggi e articoli che non sono più capace di trasformare le mie esperienze in racconti senza mettermi a pontificare. Eppure è proprio di questo che ho voglia – di raccontare, di reinventare me stessa insieme a tutti gli altri.”

    Tra le dichiarazioni di intenti e le aspirazioni, e la riuscita di tali intenti e desideri, c’è di mezzo il mare.
    O un pesante velo.
    Non credo affatto che Nafisi sia riuscita a liberarsi dalla mentalità accademica.
    Il velo che le è stato imposto dai fondamentalisti islamici è poca cosa rispetto a quello che è riuscita a porre tra il corpo nudo di un popolo ferito dalla violenza del fanatismo religioso e dalle guerre e “il racconto e la reinvenzione” di se stessa e degli altri.

    Sono sempre stata sensibile verso il tema dei diritti negati e affascinata dal potere della letteratura, eppure non è scattata alcuna empatia verso il racconto della Nafisi.
    “La mancanza di empatia, per me, era il peccato originale del regime, quello da cui scaturivano tutti gli altri.”
    Un "regime" caratterizzato da empatia è un assurdo concettuale.
    Invece la mancanza di empatia è per me il peccato originale di un romanzo.
    “Solo adesso, quando cerco di rimettere insieme i frammenti di quei giorni, mi accorgo di quanto poco parlassimo delle nostre vite private – di amore, di matrimonio, dell’avere o non avere bambini. Era come se la situazione politica avesse divorato tutto. Tutto, tranne la letteratura. “
    Persino i due figli della scrittrice, nati durante la sospensione dall’insegnamento, sono invisibili.

    Non riesco proprio a considerare come emblematica la voce di chi, in un paese straziato dalla povertà, dalle rovine della guerra, dai soprusi e dalle aberrazioni degli integralisti, si ritrova a chiacchierare così:
    “Dovete immaginare una sera d’estate. Siamo a una festa, seduti all’aperto, in un giardino profumato. Su una grande terrazza con vista sulla piscina, il nostro squisito anfitrione ha sistemato alcuni tavolini precariamente illuminati da candele. In un angolo, contro il muro, ha sparso su un tappeto persiano un po’ di cuscini colorati. Vino e vodka sono di fabbricazione clandestina. Ai tavoli si ride, si chiacchiera, si raccontano storie, più o meno come succede in qualsiasi parte del mondo quando si ritrovano insieme persone colte, argute, sofisticate.”

    Mi piacerebbe molto leggere la stessa storia dal punto di vista di una delle figurine che pendono dalle sue labbra, da una delle alunne assunte nel beato regno del salotto di casa Nafisi, le sette prescelte tra i tanti alunni e uditori e specializzandi e laureati, che sotto la sua illuminata guida scoprono nella letteratura “epifanie della verità”, trasformando il romanzo di Nabokov, la sua Lolita, in una assonanza con le donne sotto il regime teocratico iraniano.
    (per tacere della Austin, di Joyce, di James eccetera eccetera)

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  • 4

    Lettura impegnativa, nel senso che ti costringe a rivedere molti altri romanzi, di autori fondamentali per la letteratura occidentale ma che sono messi in all'indice dal fanatismo religioso: da Noboko ...continue

    Lettura impegnativa, nel senso che ti costringe a rivedere molti altri romanzi, di autori fondamentali per la letteratura occidentale ma che sono messi in all'indice dal fanatismo religioso: da Nobokov a Fitzgerald, da Heny James a Jane Austen. E se le prime generazioni post rivoluzione islamica possono ancora avere la memoria di una maggiore libertà (anche se magari a suo tempo avevano avversato lo Scià), l'attuale gioventù rischia di essere totalmente esclusa da ogni forma di libero dibattito. Tanto che non resta alternativa all'emigrazione, per chi se lo può permettere.

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  • 4

    Grande scoperta

    Finora i libri che ho letto di questo genere non mi sono minimamente piaciuti, ma questo prometteva bene fin dal titolo ed ha mantenuto la promessa.
    Oltre a conoscere una realtà lontana, insegna ad in ...continue

    Finora i libri che ho letto di questo genere non mi sono minimamente piaciuti, ma questo prometteva bene fin dal titolo ed ha mantenuto la promessa.
    Oltre a conoscere una realtà lontana, insegna ad interpretare profondamente alcuni classici della letteratura ed è bello leggerne anche se non sono stati mai aperti o non si ricordano. La chiave di lettura è la vita e quindi si comprendono a prescindere.
    Scritto molto bene, forse l'unica pecca sono dei passaggi temporali un po' troppo repentini che definirei confusi, ma si afferrano dopo poche righe.
    In conclusione, lo definirei istruttivo, per molti aspetti, e per niente noioso.

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  • 5

    Leggere Lolita a Teheran

    Libro meraviglioso. Ogni amante della letteratura deve leggere questo libro. Tantissimi insegnamenti profondi, sulla vita delle donne, sulla storia dell'Iran, sulla letteratura, su tanti autori e libr ...continue

    Libro meraviglioso. Ogni amante della letteratura deve leggere questo libro. Tantissimi insegnamenti profondi, sulla vita delle donne, sulla storia dell'Iran, sulla letteratura, su tanti autori e libri più o meno famosi. Scritto divinamente bene, scorrevole, intenso, pieno di parti meravigliose da trascrivere e conservare. Bellissimo!

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  • 5

    Quando ho cominciato questo libro sapevo già che mi sarebbe piaciuto. E carica di aspettative, l'ho letteralmente adorato. E' il libro per chi ama la letteratura, la multiculturalità, la diversità, la ...continue

    Quando ho cominciato questo libro sapevo già che mi sarebbe piaciuto. E carica di aspettative, l'ho letteralmente adorato. E' il libro per chi ama la letteratura, la multiculturalità, la diversità, la lotta.

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  • 5

    "Leggere Lolita a Teheran", il secondo coinvolgente libro che ho letto in questo nuovo anno. Iniziato un paio di giorni prima dell'attentato alla redazione satirica francese si è rivelato molto utile, ...continue

    "Leggere Lolita a Teheran", il secondo coinvolgente libro che ho letto in questo nuovo anno. Iniziato un paio di giorni prima dell'attentato alla redazione satirica francese si è rivelato molto utile, non certo per capire la tragicità dei nuovi avvenimenti terroristici ma per approfondire quello che è accaduto all'Iran negli anni '80 e '90 e di quanto la popolazione sia stata colpita, non solo dalla guerra con l'Iraq, quanto e soprattutto dalla dittatura. Chi scrive "Leggere Lolita a Teheran" è una donna, una professoressa di Letteratura, nata in una famiglia liberale, cresciuta in un Iran in cui si era liberi, formatasi culturalmente non solo nella sua patria ma anche in Inghilterra ed in America. L'autrice narra del suo ritorno in Iran, della sua difficoltà e caparbietà nel diffondere, all'interno dell'Università, romanzi occidentali come Il grande Gatsby, Orgoglio e Pregiudizio e tanti altri che agli occhi di molti erano peccaminosi e deleteri simboli di un Occidente che loro odiavano.
    "Solo attraverso la letteratura ci si può mettere nei panni di qualcun altro, comprenderlo negli aspetti più reconditi e contraddittori del suo carattere ed evitare così di emettere condanne troppo severe. Al di fuori della sfera letteraria, di una persona si riesce a cogliere soltanto la superficie. Ma se si arriva a capire davvero qualcuno, a conoscerlo, non è facile mandarlo al patibolo..."

    Poi arriva il momento in cui l'autrice si dimette dal suo ruolo di professoressa e sceglie poche allieve per poter continuare a parlare di letteratura, in segreto, nel salotto della sua dimora. Così il romanzo si dipana su più livelli, tutti interessanti e necessari per comprendere ciò che si viveva in quegli anni, ciò che le donne, specialmente, hanno dovuto subire. Così il salotto della professoressa si trasforma in un nido dove letteratura e vita reale si mescolano: Lolita sì, ma anche amori, sesso, chador, divieti, passaporti per emigrare in paesi di libertà. Fuori le bombe della guerra Iran-Iraq cadono senza sosta, portando disastri, morti e nevrosi in chi sopravvive.
    "Se mi rivolsi ai libri fu perché erano l'unico rifugio che conoscevo, ciò di cui avevo bisogno per sopravvivere, per proteggere una parte di me stessa che sentivo sempre più in pericolo".

    In alcuni punti ammetto non è molto scorrevole e sono le pagine di critica letteraria, per il resto è un piccolo gioiellino e ringrazio la vita per averlo incontrato nel mio cammino di lettrice ma anche e specialmente di donna.

    «La mia fantasia ricorrente è che alla Carta dei Diritti dell'Uomo venga aggiunta la voce: diritto all'immaginazione. Ormai mi sono convinta che la vera democrazia non può esistere senza libertà di immaginazione e il diritto di usufruire liberamente delle opere di fantasia. Per vivere una vita vera, completa, bisogna avere la possibilità di dar forma ed espressione ai propri mondi privati, ai propri sogni, pensieri e desideri: bisogna che il tuo mondo privato possa sempre comunicare col mondo di tutti. Altrimenti, come facciamo a sapere che siamo esistiti?

    said on 

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