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Ready Player One

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Publisher: Crown Publishing Group (NY)

4.2
(1077)

Language:English | Number of Pages: 374 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , German , Portuguese , Polish

Isbn-10: 030788743X | Isbn-13: 9780307887436 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio CD , eBook

Category: Computer & Technology , Games , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    Fuck me, I'm famous!

    Il pericolo è che ti possa irritare, davvero. Il pericolo c'è, ma se sei tagliato giusto per questo prodotto non c'è niente da fare: lo finisci in due giorni.
    Il futuro immaginato è affascinante, la c ...continue

    Il pericolo è che ti possa irritare, davvero. Il pericolo c'è, ma se sei tagliato giusto per questo prodotto non c'è niente da fare: lo finisci in due giorni.
    Il futuro immaginato è affascinante, la complessità psicologica (si sentono certi tagli d'accetta!) e alcuni sviluppi un po' meno, ma - Dio Santo - sei dentro a un film! Santa Maria di tutte le arance del Portogallo, questo è un film! Non puoi fare a meno di pensarlo e sicuramente la stessa cosa sarà venuta in mente a Spielberg che, da questo romanzo, ne sta tirando fuori un adattamento cinematografico.

    La parte migliore arriva presto e dura fino alla fine. Il protagonista, un ragazzino invero un po' troppo sfigato per essere reale, è talmente appassionato di Oasis (una realtà virtuale creata da un mammasantissima dei videogiochi) da intraprendere la corsa all'oro promessa a chi scoprirà, all'interno di esso, la localizzazione di tre chiavi misteriorse (e delle relative porte da aprire). In palio miliardi di dollari e la gloria eterna, per una volta non solo digitale ma terribilmente reale (gli aggiornamenti sulla ricerca del tesoro finiscono sui telegiornali e in tutte le agenzie di informazione).

    Quando riesce a scoprire la prima chiave (nessuno spoiler, viene praticamente anticipato nelle prime tre pagine), il ragazzino diventa famoso, talmente famoso, al punto dal dover nascondere la sua vera identità. Da lì in poi è tutto un gioco di immedesimazioni, in un fantasmagorico stealth game da vivere non solo con visori ipertecnologici e tute sensoriali, quanto soprattutto nella vita reale.

    Se avete vissuto gli anni '80 con un minimo di partecipazione (basta davvero un minimo) e avete voglia di sentirvi un po' supereroi accomodatevi, questo è il piatto succulento che stavate aspettando. Se siete critici della ragion pura, pratica e filosofica fate un giro altrove. Qua una volta era tutto videogioco e i sogni crescevano tra i pixel di uno schermo. E fateci sognare ancora, che vi costa?

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  • 3

    overdose nerd

    Libro divertente e avvincente per i rimandi a alcui temi cari agli anni 80 ma non tanto per la trama che nonostante alcuni spunti interessanti tutto sommato non brilla per originalità. Qualità però bi ...continue

    Libro divertente e avvincente per i rimandi a alcui temi cari agli anni 80 ma non tanto per la trama che nonostante alcuni spunti interessanti tutto sommato non brilla per originalità. Qualità però bisogna dire che l'autore non cerca neppure, in un libro in cui il fascino è dato proprio dal fatto che il gioco di citazioni e rimandi a ciò che già si conosce diventa un carosello irresistibile per qualsiasi appassionato della Golden age dei videogames. il tutto condito anche un contorno bello corposo dei miti pop della cultura anni 80, da film e telefilm più noti, fino alle prime oscure serie TV e cartoni importati dal Giappone. Ma di fatto se non avete un legame almeno ventennale con videogiochi e internet "Ready Player One" è un libro che vi apparirà perfino sterile e didascalico. Per tutti gli altri il fattore nostalgia farà il resto ;)

    said on 

  • 5

    Da divorare!

    Siamo in un futuro vicino al presente.
    Il mondo è proprio un brutto posto, arido, vuoto, spento. La gente trascorre le sue giornate in un universo virtuale, chiamato Oasis, dove, dopo aver creato un p ...continue

    Siamo in un futuro vicino al presente.
    Il mondo è proprio un brutto posto, arido, vuoto, spento. La gente trascorre le sue giornate in un universo virtuale, chiamato Oasis, dove, dopo aver creato un proprio avatar, è possibile comunicare, andare a scuola, lavorare, esplorare nuovi mondi e innamorarsi, ovvero fare tutto ciò che, ahimè, non si fa più nel mondo reale. E in particolare Wade, un ragazzo orfano di 18 anni, che vive solo con la dispotica zia, è proprio in Oasis che trova quotidianamente la sua fuga dalla deprimente realtà che lo circonda. Quando James Halliday, il geniale creatore di Oasis e per questo uno dei grandi miti del tempo, muore senza lasciare eredi, si scopre che tutta la sua fortuna è il premio di una lunga “caccia al tesoro” da lui disseminata all’interno del vasto mondo di Oasis: chi troverà il suo “Easter Egg” sarà il suo fortunato erede, padrone dell’intero Oasis. Ovviamente sono in molti a lanciarsi nella gara. Quando Wade riesce a risolvere quasi per caso il primo enigma, per il mondo diventa un piccolo eroe, l’unica e sola speranza dell’umanità di salvare Oasis dalle grinfie di una multinazionale spietata e corrotta, che è pronta a tutto, anche ai mezzi più disonesti, pur di ottenerlo e di trasformarlo in un dispotico sistema per controllare il mondo. Ma l’avventura è appena iniziata, e Wade dovrà affrontare una serie di missioni di ogni tipo, ambientate nell’immaginario cult-pop degli anni 80, cui Oasis, secondo i gusti di Halliday, è ispirato.
    Forse, raccontata così, la trama di “Player one” sembra complicata.
    Eppure il romanzo si lascia letteralmente divorare, anzi, sarebbe il romanzo perfetto da divorare mentre si è bellamente spiattellati divano, con una bella pizza margherita e una coca cola gigante davanti, persi nei mitici anni ’80, che , fra rimandi e citazioni di canzoni, video-games e fumetti, il romanzo fa rivivere appieno, in un misto fra l’eccitazione e la nostalgia. E’ vero quello che avevo letto in molte recensioni, “Player one” sarà molto amato da chi, quell’epoca, l’ha vissuta sulla sua pelle, ma non per questo annoierà o stancherà chi non l’ha conosciuta. Un romanzo pop, che è ambientato in tempo futuro ma che richiama in continuazione un mitico passato. E in mezzo ci siamo noi, che seguiamo le disavventure di Wade con passione, divertimento, emozione. Anche perché, in fondo, un mondo come quello descritto da Ernest Cline, in cui la gente vive quasi solo esclusivamente in una realtà virtuale, è una spaventosa previsione, ma il romanzo si chiuderà con un messaggio chiaro a chiunque: e cioè che, al di là dell’utilità, del fascino e del divertimento che un mondo virtuale possa rappresentare, è in quello reale (che non dobbiamo mai perdere di vista!) che dobbiamo pur sempre ritornare per cercare e trovare il calore e l’affetto veri, umani, insostituibili da nient’altro. Un messaggio importante soprattutto per le nuove generazioni, che paiono già vivere proiettate quasi del tutto in un mondo che non è quello che le circonda nella realtà. E Wade questo lo capisce benissimo, con un gesto finale che, come egli stesso dice, non gli fa più venire tanta voglia di tornare su Oasis.
    In conclusione, io oserei definire “Player one” a cavallo tra il romanzo di formazione e il nuovo classico d’avventura, in ogni caso un libro meraviglioso, che mi rincuora di aver divorato così velocemente. Sono curiosa, molto curiosa di vedere il film che, so, ne sarà tratto con la regia di Steven Spieberg.

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  • 2

    Puerile, non certo per via dei contenuti.

    Idea strepitosa, resa mediocre.
    Pensato come se fosse la sceneggiatura di un film (e dovrebbe diventarlo, per mano di Spielberg), il racconto è estremamente didascalico, tedioso nelle descrizioni, pre ...continue

    Idea strepitosa, resa mediocre.
    Pensato come se fosse la sceneggiatura di un film (e dovrebbe diventarlo, per mano di Spielberg), il racconto è estremamente didascalico, tedioso nelle descrizioni, prevedibile e quasi infantile nella descrizione dei personaggi, monocorde ed incolori. I "cattivi" sono tali e basta (non si sa bene in virtù di cosa: è come se fossero usciti così da una fabbrica per villain), i "buoni" sono inconsistenti, prevedibili e aleatori. Mai una sfumatura, un'incertezza, un doppio gioco.
    E mai un errore, un colpo di scena legato ad un'incertezza.
    Puerile, ma non per via dei contenuti.
    Peccato, davvero.
    Anche perché io, il mio Atari 2600, ce l'ho ancora.

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  • 4

    Las partes de la búsqueda del huevo me han encantado. Sin embargo, me parece que antes de que realmente empiece lo bueno (allá por la página 100) hay demasiada paja sobre cómo se creó el juego, cómo f ...continue

    Las partes de la búsqueda del huevo me han encantado. Sin embargo, me parece que antes de que realmente empiece lo bueno (allá por la página 100) hay demasiada paja sobre cómo se creó el juego, cómo funciona exactamente, las motivaciones que llevaron a su creación... hubo un momento, por la página 50 que casi lo abandono porque se me hacía pesado. Y me volvió a pasar sobre la página 200 porque, de nuevo, se me hizo demasiado largo el intermedio entre pruebas, sin entrar en más detalle. Sin embargo, creo que las partes de la búsqueda están muy bien hechas y por ello merece la pena la lectura. Y, por supuesto, si te gusta la cultura pop de los años 80 encontrarás un montón de referencias que te harán sonreir!

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  • 5

    Una bella scoperta!

    Una bella storia basata su una distopia (nemmeno troppo futuristica) e sulla realtà virtuale intesa come un mondo dove rifugiarsi. Storia decisamente più bella per quelle persone che riescono a coglie ...continue

    Una bella storia basata su una distopia (nemmeno troppo futuristica) e sulla realtà virtuale intesa come un mondo dove rifugiarsi. Storia decisamente più bella per quelle persone che riescono a cogliere tutti i riferimenti alla precedente generazione videoludica in essa contenuti. Un libro dal quale è difficile riuscire a staccarsi e che, tra le righe, nasconde un sacco di tematiche molto attuali. Consigliatissimo!

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  • 5

    Un libro sugli anni ottanta

    e sul mondo dei videogiochi e della fantascienza anni 80 e dei film fantasy e fantascientifici che abbiamo amato da piccoli. Una lettura che non può che essere seguita da un giro su Internet Archives. ...continue

    e sul mondo dei videogiochi e della fantascienza anni 80 e dei film fantasy e fantascientifici che abbiamo amato da piccoli. Una lettura che non può che essere seguita da un giro su Internet Archives.

    said on 

  • 4

    un simpatico libro per ragazzini e per 30/40enni cresciuti col mito degli anni '80 (o quantomeno con l'immagine pubblica degli anni '80: tutta la conflittualità che scorreva sotto la superficie sembra ...continue

    un simpatico libro per ragazzini e per 30/40enni cresciuti col mito degli anni '80 (o quantomeno con l'immagine pubblica degli anni '80: tutta la conflittualità che scorreva sotto la superficie sembra non esistere o quantomeno essere meno importante...): i primi si godranno una storia ben costruita e divertente, i secondi avranno come bonus un fiume ininterrotto di citazioni di giochi, film e successi da classifica.
    consigliato se si vuole un po' staccare dal mondo, ma non chiedetegli nulla di più...

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  • 5

    No tengo palabras para transmitir lo enormemente satisfecho que me ha dejado este libro. La idea es muy original; año 2044, la gente y empresas viven sumergidas en un juego llamado Oasis, en el que de ...continue

    No tengo palabras para transmitir lo enormemente satisfecho que me ha dejado este libro. La idea es muy original; año 2044, la gente y empresas viven sumergidas en un juego llamado Oasis, en el que desarrollar tareas cotidianas como ir al instituto, pasar el tiempo o aventurarse en buscar el famoso Huevo de Pascua del creador, Holliday, que le proporcionará al ganador toda su herencia.

    La historia se cuenta desde el año 2044, pero la década de los 80 estará muy presente, a lo largo de toda la obra, pues el creador de Oasis vivía enamorado de dicha época. En Ready Player One haremos un recorrido sobre algunas de las películas, música, series y sobre todo de los juegos de aquel momento.

    Es un libro que si te gustan los juegos y has vivido aquella época (incluso los 90) no puedes dejar pasar. Es como una biblia que todo Gamer debería de leer.

    Para evitar hacer ningún tipo de spoiler acabaré aquí reseña, pero no antes sin decir que es un libro altamente aconsejable y que sin lugar a dudas acabará atrapándote.

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