Reasons to Live

Stories by

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Publisher: Harper Perennial

3.9
(207)

Language: English | Number of Pages: 144 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 0060976721 | Isbn-13: 9780060976729 | Publish date:  | Edition Reprint

Category: Fiction & Literature

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Book Description
Hempel's now-classic collection of short fiction is peopled by complex characters who have discovered that their safety nets are not dependable and who must now learn to balance on the threads of wit, irony, and spirit.
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  • 2

    -scrivere per se stessi o per gli altri-

    Quando mi imbatto in libri come questo mi chiedo sempre- arrancando verso la fine come uno che decide di andare in palestra dopo 10 anni di inattività- se sono io che non ho le competenze- leggi “un'i ...continue

    Quando mi imbatto in libri come questo mi chiedo sempre- arrancando verso la fine come uno che decide di andare in palestra dopo 10 anni di inattività- se sono io che non ho le competenze- leggi “un'ignorante che cozza”- oppure se l’autore sia un po’ sopravvalutato. In questo caso mi sono chiesta per tutto il tempo cosa vale la pena pubblicare e che cosa s'intende per la parola scrivere.
    Scrivere potrebbe significare:
    1.“annotare frasi e parole tratte dal vissuto quotidiano per il bisogno ancestrale o terapeutico di esternarlo su un quaderno di fortuna” oppure
    2. maneggiare le parole come il falegname con il legno e creare "altro" rispetto alla materia grezza. Ora
    Ora, vanno bene entrambe le ipotesi, ma se lo scopo è quello della pubblicazione io preferisco sempre l'opzione 2, che prevede oltre al bisogno egoistico di esprimersi anche il desiderio di donare qualcosa di nuovo attraverso la scrittura. E per quanto riguarda questo libro per me il dilemma si chiude con l’opzione n.1 senza possibilità di evoluzione.

    said on 

  • 3

    Non ho mai amato particolarmente i racconti, ma questo libro mi ispirava nonostante non avessi mai sentito parlare dell'autrice.
    Come sospettavo non è entrato a far parte dei miei preferiti, nè dei l ...continue

    Non ho mai amato particolarmente i racconti, ma questo libro mi ispirava nonostante non avessi mai sentito parlare dell'autrice.
    Come sospettavo non è entrato a far parte dei miei preferiti, nè dei libri che consiglierei, ma mi ha lasciato tanto. Soprattutto un gran senso di vuoto e solitudine.
    Uno dei racconti mi è davvero entrato nel cuore, e in modo abbastanza prepotente devo dire: 'Nel cimitero dov'è sepolto Al Jolson'. Leggetelo, ne vale la pena.

    said on 

  • 4

    "Però imparo dai miei errori. La sicurezza che provo posso usarla per contrattaccare. Così, per modo di dire, adesso ho un bastone più grosso di quello con cui sono stata picchiata."

    "Non riesco ad ab ...continue

    "Però imparo dai miei errori. La sicurezza che provo posso usarla per contrattaccare. Così, per modo di dire, adesso ho un bastone più grosso di quello con cui sono stata picchiata."

    "Non riesco ad abituarmi a vivere sulla spiaggia, a vedere quell'orizzonte bagnato. Chi vive qui non fa altro che ripetere 'dovrei', 'ci proverò', 'avrei potuto'. Qui non c'è tensione. E' un luogo accogliente che ti tiene a galla."

    "Tre mesi dopo si ripete tutto da capo. Se traslochi abbastanza spesso , puoi fare a meno di sbrinare il freezer."

    "Alla prima ondata di freddo - disse - salgo in macchina e vado a sud finchè non posso abbassare il finestrino."

    "Ho mandato un intero gregge di parole e la polvere che ha sollevato non è bastata."

    said on 

  • 5

    I racconti di Amy Hempel hanno la dote rara di colpirti con noncuranza dove sei più sensibile e più indifeso. Non hai tempo di costruirti le tue difese. Hanno sensori, capiscono dove affondare la lama ...continue

    I racconti di Amy Hempel hanno la dote rara di colpirti con noncuranza dove sei più sensibile e più indifeso. Non hai tempo di costruirti le tue difese. Hanno sensori, capiscono dove affondare la lama. E tu la ringrazi, addirittura.

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  • 2

    Appena conclusa - finalmente! - la faticosa lettura di queste quattro raccolte - assemblate - di racconti, apro un quotidiano e leggo un articolo dal titolo "Il primo consiglio allo scrittore: tieni s ...continue

    Appena conclusa - finalmente! - la faticosa lettura di queste quattro raccolte - assemblate - di racconti, apro un quotidiano e leggo un articolo dal titolo "Il primo consiglio allo scrittore: tieni sempre conto del tuo lettore"; rimanda alle "22 regole della Pixar sullo storytelling", e quella che ribadisce il concetto già sintetizzato nel titolo è la seconda, che recita: "Devi tenere a mente quello che ti interessa come lettore, non quello che ti diverte fare come scrittore. Le due cose possono essere molto diverse."
    Ecco, la Hempel contravviene decisamente a questa regola; ama le stranezze, lei, e mette con queste in difficoltà il lettore: che può stare al gioco per un po', ma che poi s'innervosisce, sempre di più, e alla fine non vede l'ora di togliersi la Hempel dai piedi - o dagli occhi.

    Un racconto (il più breve che ho mai letto):
    Titolo: Memorie
    Testo: Una sola volta nella vita: oh, quando mai ho desiderato qualcosa una sola volta nella vita?

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  • 4

    I racconti di Amy Hempel(statunitense nata nel 1951) se dovessero essere un atto fisico sarebbero uno strattone; una persona che ne strattona un'altra o la stessa persona che strattona se stessa cerca ...continue

    I racconti di Amy Hempel(statunitense nata nel 1951) se dovessero essere un atto fisico sarebbero uno strattone; una persona che ne strattona un'altra o la stessa persona che strattona se stessa cercando "Ragioni per vivere". Ragioni per vivere è il titolo pubblicato da mondadori e comprende tutti i racconti che vanno dal 1985 al 2007. Alcuni sono molto brevi di una pagina o due, fatti di lampi. Personaggi irrequieti. Spesso briosi. La Hempel è una scrittrice dall'effervescenza estiva e dalla malinconia autunnale con in più una certa dose di bizzarro.

    "Gli uomini all'inizio ti odiano. Ma ti basta essere allegra e triste, alta e magra, bassa e grassa, e li consumi, li consumi completamente".

    "Cosa ricordo? Ricordo solo le cose inutili che sento: che la madre di Bob Dylan ha inventato il bianchetto, che devono esserci ventitre persone in una stanza perché ci sia il cinquanta per cento di probabilità che due di loro compiano gli anni lo stesso giorno. A chi importa se è vero o no? Nella mia testa tutta questa roba è coperta da asciugamani, che non lasciano filtrare nient'altro".

    " Da quando è morta sua figlia, mia nonna sciacqua i frutti di bosco prima di andare a letto. Al mattino sbuccia le banane. Non basta, dice, che una pillola la aiuti a superare la notte in qualche modo deve anche superare il giorno".

    "Vedo la mia faccia riflessa dal finestrino e guardo in faccia la triste verità, sono più bella quando nessuno mi osserva".

    "L'ultima sera che Jane Stein venne a trovare mio padre, gli chiese se potessero andare da qualche parte loro due insieme. E lui rispose: Cara, io non vado più neanche in sala da pranzo".

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