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Recinto di porci

Di

Editore: Pequod

4.3
(15)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Altri

Isbn-10: 8860680409 | Isbn-13: 9788860680402 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
Quattro amici della provincia napoletana. Una strada dolorosa che conduce al carcere: un percorso di violenza e distruzione tragica dei rapporti umani. La perdita della possibilità di essere diversi, di sfuggire a un destino che pare scritto da sempre. Un romanzo autobiografico, un viaggio stupefacente nella terra del crimine. Una discesa nel mondo dell'illegalità, nell'impero della malavita.
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  • 4

    Il libro è stato scritto da Andrea detto "l'avvocato" un amico. Narra le vicende metropolitane di un gruppo di ragazzini alle prese con situazioni drammatiche caratteristiche dell'hinterland napoletano il tutto condito con un pizzico d'amore. Consigliato.

    ha scritto il 

  • 0

    Un’esordio brillante per Andrea Simeone. Il suo primo libro si legge tutto d’un fiato ed ha il potere di isolarti da tutto ciò che ti circonda, anche se il contesto in cui vivi è un non luogo della periferia campana dove trascinano le loro esistenze Ciro, Vinicio, Gaetano e Domingo i protagonisti ...continua

    Un’esordio brillante per Andrea Simeone. Il suo primo libro si legge tutto d’un fiato ed ha il potere di isolarti da tutto ciò che ti circonda, anche se il contesto in cui vivi è un non luogo della periferia campana dove trascinano le loro esistenze Ciro, Vinicio, Gaetano e Domingo i protagonisti di Recinto di porci.
    Un romanzo dal rarefatto sapore pasoliniano che mette in scena la cruda realtà della periferia italiana. Periferia come terra di confine e di mafia e di camorra. Periferia che non riesce ad essere città e che non è campagna e che si adagia sul nulla come scrive Simeone, perché sul nulla è costruita e dal nulla è abitata.

    Continua su http://culturemetropolitane.ilcannocchiale.it/2008/01/01/auguri_al_cambiamento.html

    ha scritto il 

  • 5

    Napoli diventa un posto maledetto quando si è giovani e si guarda al futuro, sa trasformarsi in una fogna, un basso, una galera, un recinto per animali da macello. E lo fa rapidamente.
    “ Io so che quelli della camorra fanno mangiare i cadaveri ai maiali” iniziò Vinicio” perché i maiali ci me ...continua

    Napoli diventa un posto maledetto quando si è giovani e si guarda al futuro, sa trasformarsi in una fogna, un basso, una galera, un recinto per animali da macello. E lo fa rapidamente.
    “ Io so che quelli della camorra fanno mangiare i cadaveri ai maiali” iniziò Vinicio” perché i maiali ci mettono niente a mangiare tutto, anche le ossa, cazzo. Mica sono animali così belli. Sono delle bestie. E io sono contento che li squartano, cazzo. Una volta, quando ero ragazzo, entrammo con mio cugino in un recinto di porci, e questi quasi non staccavano una mano a mio cugino, e metà culo a me. Sono proprio dei pezzi di merda” (pag. 23)
    L’identificazione è illuminante. I protagonisti di questo romanzo sono come maiali: conoscoo la loro fine ma si azzannano l'un l'altro per trovare qualcosa da mordere Ma c’è ben poco da mordere
    Nonostante io sia di origini napoletane, nonostante in parte conosco questa realtà Simeone è riuscito a rendermi per intero l'assurdità di tutto. Nonostante io sappia che molto di quello descritto è vero, e non solo verosimile, sono ugualmente riuscita a sorprendermi. C'è la violenza sovraumana, la violenza del destino al quale non ci si può sottrarre. È come se la violenza e la volgarità del male esplodesse all’improvviso senza più margine di controllo.
    Tutte quelle speranze iniziali di fuga mostrano ben presto il loro carattere illusorio. Da ragazzini a deliquenti il passo non dovrebbe essere così breve. Malgrado ciò una via di fuga sembra pur essrci e ancora una volta sembra offerto dall'amore ma Rosita è cresciuta in quella stessa relatà ed è infine un animale anche lei. E l'amore non vince ma diventa una mano armata, un varco da chiudere. Ogni scelta è possibile. Anche scegliere di sbagliare. Rumorosamente e sapendo di essere animali da macello. Da leggere se si è amato Saviano. Da leggere se ci è sembrato esagerato il consenso che Saviano ha avuto perchè questo libro di un altro esordiente dimostra che Saviano aveva ragione, raccontare la realtà e meno complicato di quello che sembra ma tanto tanto doloroso

    “ Certe volte le persone credono di dover fare delle cose per piacere agli altri. Lo sai?” lui annuì, ma senza capire. (pag.94)

    ha scritto il 

  • 3

    Se è già capitato di rimanere "allunati", cioè ipnotizzati dalla luna, come dire...incantati e imbambolati mentre intorno è un turbine di avvenimenti...e di avere, a un certo punto, ricevuto in piena faccia uno schiaffone, una secchiata di acqua gelida, una martellata che ti "disincanta", allora ...continua

    Se è già capitato di rimanere "allunati", cioè ipnotizzati dalla luna, come dire...incantati e imbambolati mentre intorno è un turbine di avvenimenti...e di avere, a un certo punto, ricevuto in piena faccia uno schiaffone, una secchiata di acqua gelida, una martellata che ti "disincanta", allora avete l'idea di quello che può essere leggere questo libro.
    Da tanto tempo, ormai, la retorica del mare\sole e mandolino a Napoli e nel Sud, non esiste più o ha subito una bella spallata. Purtroppo.
    Tutto è crollato, tutto: veramente.
    Ma molti ancora sono beati "nelle tiepide case", lontani dalla brutalità in tutta la sua triste interezza.
    Se vogliamo rimanervi, se non abbiamo nessuna voglia di rischiare di riconoscere nei figli che abbiamo fatto, atteggiamenti e condotte che somigliano a quelle descritte; se non vogliamo "sapere", se preferiamo credere che a noi non potrebbe mai veramente accadere...non dobbiamo leggere libri come questo.
    Un libro forte, emozionante, che poi ti fa pure un poì inquietudine. Che non ha potenti lobbie di cultura editoriale dietro, non ha protezioni, non assicura scorte ideologiche a chi scriva in maniera così crudele e determinata,
    Non dobbiamo lasciare da solo qualcuno che mette al servizio della speranza di cambiamento attraverso la denuncia, la sua invenzione creativa.
    Dobbiamo perlomeno leggere le sue pagine. Non esisterà solo Gomorra!

    ha scritto il 

  • 5

    Quattro amici della provincia napoletana. Una strada dolorosa che conduce al carcere: un percorso di violenza e distruzione tragica dei rapporti umani. La perdita della possibilità di essere diversi, di sfuggire a un destino che pare scritto da sempre. Un romanzo autobiografico, un viaggio stupef ...continua

    Quattro amici della provincia napoletana. Una strada dolorosa che conduce al carcere: un percorso di violenza e distruzione tragica dei rapporti umani. La perdita della possibilità di essere diversi, di sfuggire a un destino che pare scritto da sempre. Un romanzo autobiografico, un viaggio stupefacente nella terra del crimine. Una discesa nel mondo dell'illegalità, nell'impero della malavita.

    Io ho letto questo libro.
    A prescindere dalla conoscenza dell'autore e dall'innegabile affetto che mi lega allo stesso, so di essere un lettore esigente.

    Questo libro è riuscito a descrivermi un mondo altro, simile forse a tanti altri mondi di periferia, fuori dal confine del comunemente conosciuto. Quel mondo solo presunto, teoricamente conosciuto sulle pagine dei giornali, dalla cronaca più bieca.

    E ho scoperto che anche lì, sì anche lì c'è un'anima, un cuore che non pompa solo sangue.

    Lui, Andrea Simeone, è un esordiente.

    Un nuovo autore che merita d'essere conosciuto per quello che ha scritto e per quello che ancora non è riuscito a dire e che si evince fra le parole e le sensazioni che con Recinto di Porci è riuscito ad esaltare.

    ha scritto il