Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Red Mist

By

Publisher: Putnam Adult

3.4
(374)

Language:English | Number of Pages: 512 | Format: Others | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , Dutch , French

Isbn-10: 1101552182 | Isbn-13: 9781101552186 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook , Paperback , Softcover and Stapled

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Do you like Red Mist ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 4

    tre stelle e mezzo

    Ogni tanto mi decido a dare un'altra chance a Patricia; finora i risultati sono stati deludenti ma stavolta qualche segnale positivo c'è..
    Tolte le prime 160 pagine in cui non succede NULLA (troppo per un thriller degno di tal nome) nella parte centrale si riprende e va migliorando
    I bei tempi di ...continue

    Ogni tanto mi decido a dare un'altra chance a Patricia; finora i risultati sono stati deludenti ma stavolta qualche segnale positivo c'è.. Tolte le prime 160 pagine in cui non succede NULLA (troppo per un thriller degno di tal nome) nella parte centrale si riprende e va migliorando I bei tempi di kay Scarpetta sono però ancora lontanucci..purtroppo!

    said on 

  • 3

    delusione Scarpetta

    Non è la scrittura coinvolgente e scorrevole a cui mi aveva abituato la Cornwell, non è la dottoressa Scarpetta che mi piace...

    said on 

  • 2

    Torniamo ai nostri seriali - 23 mar 14

    Siamo alla diciannovesima storia di Kay Scarpetta, ed ormai si vivacchia un po’ sugli allori ri-prendendo i fili delle storie dall’ultimo romanzo, ed intorbidendo il tutto. Già da questo attacco capite che il romanzo non mi ha preso tanto. Da un lato è decisamente scontato, senza parti-colari nov ...continue

    Siamo alla diciannovesima storia di Kay Scarpetta, ed ormai si vivacchia un po’ sugli allori ri-prendendo i fili delle storie dall’ultimo romanzo, ed intorbidendo il tutto. Già da questo attacco capite che il romanzo non mi ha preso tanto. Da un lato è decisamente scontato, senza parti-colari novità sul fronte delle invenzioni (sia di trama che poliziesche). Dall’altro i personaggi sono decisamente incartati su loro stessi. Avevamo lasciato la dottoressa disorientata nell’ultimo libro dal presunto “tradimento” del suo secondo Jack, personaggio sin ora mai troppo chiarito, con una scena finale movimentata (solito schema) in cui Kay sta per soccombere a quella che pare essere la vera mente e la vera mano degli assassinii. Nella fattispecie la figlia di Jack e di tal Katherine. Qui cominciamo che, per mettere ordine alle vicende, Kay va a trovare Katherine in carcere e scopre nuovi baratri di coincidenze. Katherine era l’insegnante di Jack, avevano avuto una relazione “proibita” dalle leggi americane, per cui la donna era stata condannata alla prigione, dove aveva a poco a poco perso se stessa. Nella stessa prigione è anche rinchiusa una psicolabile in attesa nel braccio della morte per un omicidio perpetrato anni prima. E scopre che Jaime, ex-fiamma della nipote Lucy, diventata avvocato di difesa (era un tempo procuratore) vuole fare luce sulla vicenda. Ci mettiamo pagine su pagine per penetrare nella psicologia di Jaime, che cerca di far ruotare tutto per il suo interesse, coinvolgendo anche il buon Pete Marino, un tempo valido aiutante di Kay ed ex-poliziotto, nelle sue trame. Che sono piene di misteri, che coinvolgono servizi segreti, FBI, complotti ed altre amenità. Peccato che, ad una ad una, tutte le persone coinvolte vengano uccise in modo misterioso. Un modo che, tra l’altro, fa riprendere in mano altre morti avvenute nel penitenziario in questione, ed anch’esse mai chiarite. Muore Katherine. Muore Jaime. È in fin di vita, forse in coma irreversibile la figlia di Jack e Katherine. Insomma un’ecatombe. Kay si muove male in tutto ciò, oppressa da sensi di colpa per non aver capito in tempo alcuni sintomi delle malattie. Ed oppressa dalle difficoltà del suo rapporto con il marito Benton. Che lavora all’FBI e che lei sospetta non dirgli tutto. Insomma, tutto si avvolge pian piano nella nebbia, dove non si vede ad un passo, e dove ogni passo rischia di portare i nostri fuori strada. Ma l’anatomopatologa sa il suo mestiere e collega dettagli apparentemente lontani, per costruire ipotesi di soluzione. Purtroppo la soluzione è scadente sul punto innovativo. Non ci si meraviglierà scoprendo che dalla relazione adulterina giovanile di Jack e Katherine non nacque una bambina, ma una coppia di gemelle. Una è quella che tentò di uccidere Kay nel libro precedente. L’altra, ben nascosta e forse protetta dalle complesse leggi americane, è invece la mente di tutto questo guazzabuglio. La storia, una volta scoperti i veli, si avvia senza troppi sussulti verso la sua onesta fine. Colpevoli trovati e puniti. Nuova pace tra Kay e Benton. Lucy che rimane nel contorno della vicenda (anche se apprezziamo al solito le sue capacità informatiche). Marino che forse lascerà il gruppo (ormai è un personaggio un po’ troppo bollito). Insomma, non un gran libro. Leggibile certo, ma non proprio godibile. Appesantito, tra l’altro, da una prima parte forse un filo lunga. Dove seguiamo, ed un po’ ci annoiano, i tormenti esistenziali della nostra Scarpetta. Boh, vediamo se migliorerà nel prossimo, già uscito ma non ancora acquistato. “Chi può dire di non aver mai fatto del male alle persone che ama?” (138) “Devi vivere nel luogo in cui ti svegli al mattino, anche se è stato il sogno di qualcun altro a portarti lì.” (154)

    said on 

  • 3

    Deludente

    Ho letto tutta la serie con Kay Scarpetta e la seguivo con passione, ma gli ultimi due romanzi mi hanno davvero delusa.


    La prima metà del libro è lenta e noiosa e anche se la struttura dell'indagine è comunque ben articolata, la scrittura sfrutta troppo i clichè dei personaggi, banalizzand ...continue

    Ho letto tutta la serie con Kay Scarpetta e la seguivo con passione, ma gli ultimi due romanzi mi hanno davvero delusa.

    La prima metà del libro è lenta e noiosa e anche se la struttura dell'indagine è comunque ben articolata, la scrittura sfrutta troppo i clichè dei personaggi, banalizzandoli e ridicolizzandoli.

    Il livello è molto più basso rispetto ai best seller che hanno reso famosa Patricia Cornwell: è davvero necessario pubblicare un libro all'anno, se la qualità ne risente in questo modo?

    said on 

  • 4

    Libro anomalo questo della Cornwell tutto basato sulla tecnica di polizia nello scoprire traccie di DNA e simili, solo nel finale si scopre il vero senso per cui e' stato scritto. 5 stelline solo perche' amo la Cornwell altrimenti ne avrei date 3.
    TRAMA
    Oltre le mura della Georgia Prison for Wome ...continue

    Libro anomalo questo della Cornwell tutto basato sulla tecnica di polizia nello scoprire traccie di DNA e simili, solo nel finale si scopre il vero senso per cui e' stato scritto. 5 stelline solo perche' amo la Cornwell altrimenti ne avrei date 3. TRAMA Oltre le mura della Georgia Prison for Women le storie infelici non mancano. E Kay Scarpetta sta per conoscerne una che la riguarda molto, molto da vicino. Lei, Kathleen Lawler, è stata condannata per reati sessuali. E dalla sua cella nel reparto di massima sicurezza, dov´è rinchiusa ventitré ore al giorno, ha chiesto di parlare proprio con Kay. Pur contro la volontà di suo marito Benton Wesley, la detective accetta. Sente che quella donna potrà aiutarla a scoprire la verità sulla morte del suo vice Jack Fielding, di cui in passato è stata l´amante. Ma a spingerla non è solo un motivo personale. Come direttore del nuovo Centro Forense di Cambridge, infatti, Kay vuole rintracciare il legame misterioso tra la morte di Fielding e una serie di orrendi assassini, tra cui il massacro di un´intera famiglia di Savannah. Un passo dopo l´altro, un intrigo dopo l´altro, Kay si addentra nel cuore del mistero. Perché dietro quelle esplosioni di follia c´è un complotto lucidamente organizzato. E solo lei può fermarlo. ( recensione tratta da Mondolibri.it )

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Pessimismo

    ...e fastidio


    "Non camminare con in mano le forbici o una matita appuntita. Non parlare al telefono mentre guidi.Non uscire a fare jogging se vedi che arriva il temporale.Guarda sempre a destra e a sinistra quando attraversi, anche se è una strada a senso unico"
    "Non andare mai via dopo av ...continue

    ...e fastidio

    "Non camminare con in mano le forbici o una matita appuntita. Non parlare al telefono mentre guidi.Non uscire a fare jogging se vedi che arriva il temporale.Guarda sempre a destra e a sinistra quando attraversi, anche se è una strada a senso unico" "Non andare mai via dopo avere litigato.L'altra persona potrebbe morire in un incidente o essere colpita dal fulmine, oppure le potrebbe scoppiare un aneurisma"

    Queste sono solo un paio di frasi estrapolate dal libro ma è il senso generale di "oppressione e cupezza" di cui sono pervasi gli ultimi romanzi della Cornwell a rendermi la lettura estremamente ostica e faticosa. Anche in "Nebbia rossa" si procede a rilento, non succede nulla e quello che accade rasenta la stupidità (Kay & Co che temendo di finire avvelenati comprano pentolame, viveri e fornetti per cucinare nella camera d'albergo come se fossero al campeggio delle Giovani Marmotte). Eppure continuo e continuerò a seguire le avventure di Kay nella speranza che possa avvenire il miracolo.

    said on 

  • 1

    Ormai si legge per dovere e non per piacere. La prima metà è uno strazio, non succede nulla è tutto una propedeutica alla seconda parte in cui gli eventi precipitano e c'è un barlume della freschezza dei primi tempi. Io direi proprio che Patti deve inventare un nuovo personaggio, sta tirando trop ...continue

    Ormai si legge per dovere e non per piacere. La prima metà è uno strazio, non succede nulla è tutto una propedeutica alla seconda parte in cui gli eventi precipitano e c'è un barlume della freschezza dei primi tempi. Io direi proprio che Patti deve inventare un nuovo personaggio, sta tirando troppo la corda e si vede!

    said on