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Red Mist

By Patricia Cornwell

(5)

| Hardcover | 9781408702321

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Book Description

70 Reviews

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    Alcuni temi rivisti e corretti ma sempre ricorrenti sembrano macigni indigesti ma non annoiano mai.

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    Dea dei serpenti said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    tre stelle e mezzo

    Ogni tanto mi decido a dare un'altra chance a Patricia; finora i risultati sono stati deludenti ma stavolta qualche segnale positivo c'è..
    Tolte le prime 160 pagine in cui non succede NULLA (troppo per un thriller degno di tal nome) nella parte centr ...(continue)

    Ogni tanto mi decido a dare un'altra chance a Patricia; finora i risultati sono stati deludenti ma stavolta qualche segnale positivo c'è..
    Tolte le prime 160 pagine in cui non succede NULLA (troppo per un thriller degno di tal nome) nella parte centrale si riprende e va migliorando
    I bei tempi di kay Scarpetta sono però ancora lontanucci..purtroppo!

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    Michy29473 SOLO EBOOK said on Jul 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    delusione Scarpetta

    Non è la scrittura coinvolgente e scorrevole a cui mi aveva abituato la Cornwell, non è la dottoressa Scarpetta che mi piace...

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    Monica said on May 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Torniamo ai nostri seriali - 23 mar 14

    Siamo alla diciannovesima storia di Kay Scarpetta, ed ormai si vivacchia un po’ sugli allori ri-prendendo i fili delle storie dall’ultimo romanzo, ed intorbidendo il tutto. Già da questo attacco capite che il romanzo non mi ha preso tanto. Da un lato ...(continue)

    Siamo alla diciannovesima storia di Kay Scarpetta, ed ormai si vivacchia un po’ sugli allori ri-prendendo i fili delle storie dall’ultimo romanzo, ed intorbidendo il tutto. Già da questo attacco capite che il romanzo non mi ha preso tanto. Da un lato è decisamente scontato, senza parti-colari novità sul fronte delle invenzioni (sia di trama che poliziesche). Dall’altro i personaggi sono decisamente incartati su loro stessi. Avevamo lasciato la dottoressa disorientata nell’ultimo libro dal presunto “tradimento” del suo secondo Jack, personaggio sin ora mai troppo chiarito, con una scena finale movimentata (solito schema) in cui Kay sta per soccombere a quella che pare essere la vera mente e la vera mano degli assassinii. Nella fattispecie la figlia di Jack e di tal Katherine. Qui cominciamo che, per mettere ordine alle vicende, Kay va a trovare Katherine in carcere e scopre nuovi baratri di coincidenze. Katherine era l’insegnante di Jack, avevano avuto una relazione “proibita” dalle leggi americane, per cui la donna era stata condannata alla prigione, dove aveva a poco a poco perso se stessa. Nella stessa prigione è anche rinchiusa una psicolabile in attesa nel braccio della morte per un omicidio perpetrato anni prima. E scopre che Jaime, ex-fiamma della nipote Lucy, diventata avvocato di difesa (era un tempo procuratore) vuole fare luce sulla vicenda. Ci mettiamo pagine su pagine per penetrare nella psicologia di Jaime, che cerca di far ruotare tutto per il suo interesse, coinvolgendo anche il buon Pete Marino, un tempo valido aiutante di Kay ed ex-poliziotto, nelle sue trame. Che sono piene di misteri, che coinvolgono servizi segreti, FBI, complotti ed altre amenità. Peccato che, ad una ad una, tutte le persone coinvolte vengano uccise in modo misterioso. Un modo che, tra l’altro, fa riprendere in mano altre morti avvenute nel penitenziario in questione, ed anch’esse mai chiarite. Muore Katherine. Muore Jaime. È in fin di vita, forse in coma irreversibile la figlia di Jack e Katherine. Insomma un’ecatombe. Kay si muove male in tutto ciò, oppressa da sensi di colpa per non aver capito in tempo alcuni sintomi delle malattie. Ed oppressa dalle difficoltà del suo rapporto con il marito Benton. Che lavora all’FBI e che lei sospetta non dirgli tutto. Insomma, tutto si avvolge pian piano nella nebbia, dove non si vede ad un passo, e dove ogni passo rischia di portare i nostri fuori strada. Ma l’anatomopatologa sa il suo mestiere e collega dettagli apparentemente lontani, per costruire ipotesi di soluzione. Purtroppo la soluzione è scadente sul punto innovativo. Non ci si meraviglierà scoprendo che dalla relazione adulterina giovanile di Jack e Katherine non nacque una bambina, ma una coppia di gemelle. Una è quella che tentò di uccidere Kay nel libro precedente. L’altra, ben nascosta e forse protetta dalle complesse leggi americane, è invece la mente di tutto questo guazzabuglio. La storia, una volta scoperti i veli, si avvia senza troppi sussulti verso la sua onesta fine. Colpevoli trovati e puniti. Nuova pace tra Kay e Benton. Lucy che rimane nel contorno della vicenda (anche se apprezziamo al solito le sue capacità informatiche). Marino che forse lascerà il gruppo (ormai è un personaggio un po’ troppo bollito). Insomma, non un gran libro. Leggibile certo, ma non proprio godibile. Appesantito, tra l’altro, da una prima parte forse un filo lunga. Dove seguiamo, ed un po’ ci annoiano, i tormenti esistenziali della nostra Scarpetta. Boh, vediamo se migliorerà nel prossimo, già uscito ma non ancora acquistato.
    “Chi può dire di non aver mai fatto del male alle persone che ama?” (138)
    “Devi vivere nel luogo in cui ti svegli al mattino, anche se è stato il sogno di qualcun altro a portarti lì.” (154)

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    Giogio53 said on Mar 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Banale e macchinoso. Lei è più insopportabile del solito.

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    chrisdavis said on Jan 20, 2014 | Add your feedback

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