Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Refusi

Diario di un editore incorreggibile

Di

Editore: Laterza

3.7
(161)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 126 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842087807 | Isbn-13: 9788842087809 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Ti piace Refusi?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
«C’è un giorno dell’anno, tutti gli anni, in cui ogni cosa è illuminata proprio della luce giusta, e tutto sembra in armonia con il mondo. È il giorno in cui so con certezza di aver riempito l’ultima casellina del piano editoriale dei prossimi dodici mesi. Questo progetto mi allunga la vita, è il mio progetto per l’anno che viene, e mi piace da impazzire.»

«Con il lavoro che ho scelto di fare, mi aspettavo che la mia vita sarebbe stata diversa. Mi immaginavo lunghe giornate a leggere manoscritti che avrebbero cambiato la storia della letteratura, conversazioni rivoluzionarie in fumose bettole del centro storico con scrittori leggendari, illuminanti riunioni di redazione che sarebbero proseguite con memorabili serate in trattoria. Avevo creduto di poter ripetere facilmente l’esperienza del “New Yorker” di William Shawn, della Shakespeare & Company di Sylvia Beach, della City Lights di Ferlinghetti, dell’Einaudi di Vittorini-Calvino-Pavese. Avevo dimenticato che l’editore non è solo un appassionato di libri, un animatore culturale, ma è fondamentalmente un imprenditore, con tanto di partita iva, obblighi fiscali e bilanci depositati.»

Ordina per
  • 4

    Di difficile lettura all'inizio con troppe parentesi che rallentano il procedere del libro è poi diventato appassionante. Una professione magica che abbraccerei volentieri.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho visto cose che voi...

    Credo che i motivi principali per cui questo libro mi è tanto piaciuto (e ho anche detto che solo per le motivazioni che ci sono scritte qui dentro comprerei l'intero catalogo Minimum Fax) sono sostanzialmente tre:
    - chi scrive è altrettanto, se non più, sconclusionato di me nel leggere;
    - il ton ...continua

    Credo che i motivi principali per cui questo libro mi è tanto piaciuto (e ho anche detto che solo per le motivazioni che ci sono scritte qui dentro comprerei l'intero catalogo Minimum Fax) sono sostanzialmente tre: - chi scrive è altrettanto, se non più, sconclusionato di me nel leggere; - il tono di scrittura è talmente confidenziale e fuori dal classico schema ingessato o troppo volutamente tralasciato, tipico dei titoli che ho letto in merito, tanto da non farmi sentire "presa in giro" o "educata" ad una certa visione del mercato; - che l'autore dichiari quasi subito che, per lui, la spinta iniziale non era quella di "crearsi una figura di editore" da indossare, ma aveva il sogno di operare nel processo che, utopisticamente (diciamocelo), mette in contatto un buon libro con un lettore che ha voglia di leggerlo. Il fatto che, negli ultimi tempi, abbia letto dei titoli di questa casa editrice non ha alcuna relazione con questo libro che ho scoperto quasi per caso leggendo un articolo di una rivista letteraria quest'estate. L'argomento dell'articolo o la rivista non mi è rimasto in memoria, ma la curiosità di leggere l'ennesimo titolo in materia di editoria (sono sempre alla ricerca del libro giusto per il tema giusto) c'era eccome. E forse, visto che stiamo a ridosso del natale, potrei fare come a sette-e-mezzo e dire "Sto!", mi ha convinto non mi serve di sapere altro.

    Confesso che ad un certo punto mi sono domandata che cosa ci faceva un titolo di un Responsabile Minimum Fax nella collana Contromano, ma leggendolo, mi sono resa conto che, allocazione migliore non l'avrebbe trovata. Dovrebbe essere un saggio, ma non si presenta come tale perchè la storia di questa Casa Editrice non è solo una realizzazione di una passione personale, espressa in maniera intellettuale e tecnica, ma anche un'esperienza che tange la vita personale di chi racconta. Così vi capiterà di accompagnarlo dal medico, di rovistare fra i pensieri di chi ha ricevuto l'ennesimo testo "dell'amico di un amico di un conoscente che ha visto l'ultima volta appena nato" e sa a malapena chi sia e via dicendo. Potrebbe essere una biografia, ma non sarebbe completa affronta solo 12 mesi facendo appello qui e là a ricordi pregressi, e nemmeno come romanzo sarebbe completamente aderente al genere. Ma tutte queste componenti creano un genere diverso, a metà fra il diario personale e il reportage di una realtà lavorativa alquanto complessa, che viene raccontato con insperata scorrevolezza e con l'accortezza di essere il più possibile chiari. Persino i passaggi in cui si raccontano i "giri" i "lanci" di un libro o i calendari di librai editori , argomenti quantomai tecnici, sono illustrati in maniera comprensibile tipica di una persona che sembra abituata a spiegare "manie e consuetudini di un mondo da sempre fuori dalla portata dei semplici lettori" a chi non è del settore.

    Di qui mi sono chiesta, a chi consigliare questo libro? E la prima risposta che mi è venuta è stata "non agli aspiranti scrittori". Già sento la domanda:"Perché?". Risposta semplice e diretta, "perché non venga interpretato ma solo letto". La magia di questo libro sta proprio in questo, appare talmente onesto da far sembrare azione disonesta se non criminale l'interpretazione di quel che dice. Quindi, se cercate una dritta per farvi pubblicare, forse non è il libro adatto, ma se avete voglia di passare un pomeriggio intelligente scorgendo il logo di Minimum sul Tevere (dove, lo scoprirete voi) o in trattoria a festeggiare o anche a dispiacervi di un suo dispiacere o a gioire per un fax dell'ultimo minuto o scorrendo le scelte fatte in una vita vissuta per un sogno, beh questo è il libro giusto! Il giro turistico parte in una mansarda romana e il mezzo sarà apparentemente un fax a carta termica e un impulso elettrico che correndo su un cavo di rame vi porterà in giro per l'Italia e anche per il mondo passando per le pagine di un catalogo di libri, amato costruito e voluto fino in fondo da ogni appartenente a questa piccola grande Casa Editrice.

    Non credo che un libro così ben scritto richieda altre parole oltre a quelle, forse già eccessive, che ho scritto sin qui. Letto in un soffio, chiuso con il dolore che fosse finito troppo presto.

    ha scritto il 

  • 4

    refusi di Marco Cassini, il fondatore e direttore di minimum fax, in cui racconta le sue avventure da editore emergente. Mi ha molto colpito quando narra di aver dovuto girare per vari specialisti per risolvere un misterioso problema di salute e che tutte e tre i medici, dopo aver saputo il suo l ...continua

    refusi di Marco Cassini, il fondatore e direttore di minimum fax, in cui racconta le sue avventure da editore emergente. Mi ha molto colpito quando narra di aver dovuto girare per vari specialisti per risolvere un misterioso problema di salute e che tutte e tre i medici, dopo aver saputo il suo lavoro, dopo avergli diagnosticato un grave forma di stress psico somatica, gli hanno consegnato un manoscritto sperando di vederselo pubblicare. e da qui prende spunto per un'intelligente ed amara riflessione sulla concezione popolare del lavoro editoriale. io nel frattempo mi sono vergognata per l'intera categoria, comportamenti come questi meriterebbero la radiazione..

    ha scritto il 

  • 4

    Per tutti quelli che voglio toccare un libro prima ancora che nasca

    Ad una prima occhiata sembra un libricino semplice semplice. Ma a sprofondarci dentro nelle pagine, è un ritratto vero, diretto e sincero di ciò che vuol dire essere un editore. Un editore piccolo, un puntino nero nel mastodontico mercato editoriale. E sta qui il bello: dicendoti quello che la pi ...continua

    Ad una prima occhiata sembra un libricino semplice semplice. Ma a sprofondarci dentro nelle pagine, è un ritratto vero, diretto e sincero di ciò che vuol dire essere un editore. Un editore piccolo, un puntino nero nel mastodontico mercato editoriale. E sta qui il bello: dicendoti quello che la piccola editoria è, ti svela anche quello che certamente non è la grande editoria, quella dei grandi marchi. Uno racconto circolare che gira intorno ai dodici mesi dell'anno di un editore che si scopre sempre in bilico tra l'imprenditoria e il mondo intellettuale e che lotta ferocemente per restare sempre nei confini del secondo. Il capitolo sull'età dell'innocenza è una vera chicca. Così come quello sulla categoria "lettore disordinato". Ironico, divertente, reale. Per tutti quelli che voglio toccare un libro prima ancora che nasca. Per chi vuole soddisfare una forte curiosità su tutto quello che c'è dietro ad un libro. Per tutti quelli che al fascino del libro non riescono a resistere.

    ha scritto il 

  • 3

    Adrenalina allo stato puro per chi si auto-alimenta di sogni editoriali, una sorta di diario-smemoranda liceale in cui Marco Cassini, il boss di Minimum Fax, racconta se stesso, gli inizi, i dubbi, le scommesse, l'intraprendenza, il boom che ancora promette di sparare delle gran belle cartucce. A ...continua

    Adrenalina allo stato puro per chi si auto-alimenta di sogni editoriali, una sorta di diario-smemoranda liceale in cui Marco Cassini, il boss di Minimum Fax, racconta se stesso, gli inizi, i dubbi, le scommesse, l'intraprendenza, il boom che ancora promette di sparare delle gran belle cartucce. Aneddoti a non finire, generatore di speranze per chi sogna un giorno di saltare sul carro del libro. A dir la verità, speravo parlasse un po' di piu' di spunti professionali, rivelazioni, consigli, trucchi (ma ahimè non parla molto al lettore, forse a volte un po' troppo autoreferenziale, si specchia un po' troppo), che si addentrasse un po' piu' in profondità nei meccanismi lavorativi della professione, che fosse un po' piu' citazionista (bello citare Bompiani e Eco ma mi sarebbe piaciuto leggerne di piu' di interventi di questo tipo). Interessante eh, non si puo' dire di no, pero' sembra essere un libro lavorato un po' superficialmente, è una grande possibilità quella di presentarsi e raccontarsi da editore, giovane, bravo, lungimirante che si è fatto da solo, non mi sarei limitato a qualche abbozzo qua e là come invece ha fatto, qualcosa che ha lasciato li', in sospeso, senza soddisfare le nostre voglie di sapere stuzzicate e solleticate: è frustrante cosi', dai!!Ad esempio, avrei parlato anche molto piu' del catalogo, delle collane, delle traduzioni e dei rapporti con il piccolo-meraviglioso popolo che abita la casa editrice (li si puo' chiamare amici?) costantemente al servizio del lettore, che rispondo cosi'bene al "stiamo lavorando per voi". Con ironia, con goliardia, con entusiasmo e alla mano, con freschezza senza pretendere una lezione universitaria o un resoconto saggistico che alla fine stanca e annoia. Ecco, Marco (Cassini), sfornaci qualcosa di piu' ampio, di piu' allargato, sentito è sentito, si vede che lo hai scritto con il cuore che ancora oggi traballa e sussulta, batte come la prima volta, ma siamo tutti qui pendenti dalle tue labbra (la tua penna), viziaci di piu', coccolaci, sorprendici, facci entrare nella tua casa editrice piu' in profondità, non mordiamo, non rubiamo, non bestemmiamo, non siamo cattiva gente. D'altronde, siamo tutti amici no? Tu che il libro lo pensi, i tuoi collaboratori che lo cuociono e lo sfornano, e noi che ce lo pappiamo, siamo o no una bella cerchia di amiconi che seppur non conoscendosi di persona, sono indissolubilmente legati da qualcosa di grande? Dai, consideriamolo questo un piccolo antipasto di entrata, a quando il primo, il secondo, il dolce e il caffè?

    ha scritto il 

  • 4

    "Si può dire che buona parte dell'editoria indipendente viva ancora – e forse costantemente – nell'età dell'innocenza, e così è di certo anche per la mia casa editrice. Uno degli aneddoti ricorrenti fra le stanze del nostro ufficio quando si tocca l'argomento è quello secondo cui a un certo punto ...continua

    "Si può dire che buona parte dell'editoria indipendente viva ancora – e forse costantemente – nell'età dell'innocenza, e così è di certo anche per la mia casa editrice. Uno degli aneddoti ricorrenti fra le stanze del nostro ufficio quando si tocca l'argomento è quello secondo cui a un certo punto si decise che fosse il caso di iniziare a calcolare il cosiddetto «break even point» o punto di pareggio (ossia il numero di copie da vendere a un determinato prezzo di copertina perché le vendite ripaghino i costi di realizzazione del libro) perché era diventato necessario dotarci di strumenti di controllo e previsione, ma ben presto si smise di fare questi calcoli perché inevitabilmente, per ogni libro, i numeri ci portavano alla conclusione che sarebbe stato meglio non pubblicarlo. E altrettanto inevitabilmente, nonostante mancasse l'imprimatur del direttore commerciale, il direttore editoriale (cioè io) decideva di pubblicarlo ugualmente."

    ha scritto il 

  • 0

    bibliografia molto interessante, soprattutto per chi non lavora in editoria. e poi è la storia d'amore di un editore per il suo lavoro, non mi importa se c'è una _a_ al posto di una _d_.

    ha scritto il 

  • 4

    In principio era il (minimum)Fax

    Marco Cassini, socio fondatore di Minimum Fax, ripercorre la nascita della sua casa editrice con passione, leggerezza e anche una punta di (legittimo) autocompiacimento.
    Per chi ama leggere (qua su aNobii non dovrebbe essere difficile trovare "chi"!) per chi vorrebbe fare della sua passione mesti ...continua

    Marco Cassini, socio fondatore di Minimum Fax, ripercorre la nascita della sua casa editrice con passione, leggerezza e anche una punta di (legittimo) autocompiacimento. Per chi ama leggere (qua su aNobii non dovrebbe essere difficile trovare "chi"!) per chi vorrebbe fare della sua passione mestiere o per chi fa del suo mestiere passione queste pagine possono essere la spinta a decidere di spiccare il volo o - per chi l'ha scelta l'avesse già fatta - la pacca sulla spalla d'incoraggiamento necessaria a stringere i denti e ad andare avanti.

    Leggendo il capitolo Un tram che si chiama desiderio ho capito che certe malattie sono più diffuse di quanto si immagini e che il senso di impotenza ci attanaglia proprio tutti: «Ma io so anche che questo è il modo in cui riesco ad affrontare un universo che è troppo più grande di me: ci sono milioni di libri scritti da milioni di scrittori, e in così tanti paesi, in così tante lingue e in così tante epoche, che non mi riuscirà mai di salire nemmeno un centimetro dell'Everest che ho di fronte. Mi illudo che zigzagando, prendendo una strada meno convenzionale, farò un tragitto originale, creativo, che potrò definire mio.»

    E comunque a pagina 103 c'è un refuso! :-)

    [Edit] Dimenticavo: alla simpatia e alla leggerezza con la quale Marco Cassini ci racconta la propria infatuazione e poi l'amore senza confini per la letteratura posso anche perdonare la presunzione con la quale si cimenta nel fare il verso alle note a pie' di pagina alla David Foster Wallace!

    ha scritto il 

Ordina per