Regalo di nozze

Voto medio di 500
| 90 contributi totali di cui 80 recensioni , 10 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Ha scritto il 06/07/17
Si lascia leggere, ma è meno spassoso del solito, forse perché cambiano periodo e, ovviamente, personaggi.
Ha scritto il 27/06/17
Serie "libri che leggi solo perché capitano sottomano"
Poteva essere un decente racconto umoristico di una quarantina di pagine massimo, invece deve accontentarsi di essere il solito deludente libro scritto - in modo piacevole, niente da dire al riguardo - da Vitali negli ultimi anni. Annacquato.
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Ha scritto il 27/05/17
Una volta nei romanzi di Vitali c'erano dieci storie come questa che si intrecciavano creando un bel quadro di insieme; qui si lavora per ottenere il massimo col minimo sforzo: deludente.
Ha scritto il 04/03/17
Libro dalla trama abbastanza insignificante e insensata. Forse l'autore un senso voleva pur darlo a questo libro, ma a me non è arrivato niente. letto e dimenticato nel momento in cui l'ho chiuso.
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Ha scritto il 09/11/16
Una lettura leggera e semplice, una trama simpatica, anche se un po' esile, il romanzo scivola via senza troppe emozioni. Apprezzabile lo stile narrativo, misurato, calmo, curato e scorrevole.

Ha scritto il Feb 25, 2013, 21:13
Ercole prese fiato. Serata difficile, pensò. D'istinto prese la tazza dove residuava il caffè e lo bevve. Freddo com'era gli diede i brividi: petrolio puro.
Pag. 119
Ha scritto il Feb 25, 2013, 21:10
Tutt'altro che bello e men che meno buono, Ercole sorbì un sorso di caffè. Troppo forte, e con un sincero gusto di catrame.
Pag. 98
Ha scritto il Feb 25, 2013, 21:06
Amedeo e Assunta non avevano mai grattato la vernice di quelle balle per vedere cosa ci fosse sotto. Fingevano di credere che, almeno una volta ogni tanto, nelle parole dello zio Pinuccio ci fosse del vero.
Pag. 16
Ha scritto il Feb 24, 2013, 10:43
Ercole dapprima sobbalzò, ma al primo moto di spavento seguì un sorriso perchè comprese che quelle di sua madre erano lacrime di gioia: sua madre piangeva e rideva, come quando c'è un po' di sole e allo stesso tempo piove.
Pag. 95
Ha scritto il Feb 24, 2013, 10:41
Più che un uomo, l'appuntato era un archivio vivente, un indirizzario, una rubrica telefonica. Era la memoria della tenenza, un vero cane da caccia di cui aveva anche l'alito: fino a che non addentava la preda non mollava. Era pure celibe, il lavoro ...Continua
Pag. 107

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