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Regina di fiori e di perle

Di

4.0
(56)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Altri

Isbn-10: 8860366232 | Isbn-13: 9788860366238 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Il cammino di Mahlet (il cui nome sta per "il significato di quella volta") è destinato a intrecciarsi con le favole di chi ha abitato la Storia. La curiosità infantile, il "solletico interiore", hann ...continua

    Il cammino di Mahlet (il cui nome sta per "il significato di quella volta") è destinato a intrecciarsi con le favole di chi ha abitato la Storia. La curiosità infantile, il "solletico interiore", hanno ceduto il posto al silenzio: la violenza delle "cose dei grandi" impone un quieto distacco a chi vuole resistervi. Ma un'antica promessa l'attende, e dal passato si solleva un coro maestoso, per cantare la propria guerra, per affidarla a una nuova voce. L'occupazione italiana in Etiopia, il regime, la guerriglia, sono vicende drammatiche, cariche di dolore, che tuttavia richiedono il coraggio di essere raccontate. E questo libro ne è l'esempio: veleno e farmaco, l'espressione della sofferenza libera la sofferenza stessa, perché la restituisce al cielo, liberando il corpo dal fardello dell'impronunciabile. E ancora: il ricordo, e quindi la narrazione del tempo trascorso e la sua significazione, cementificano la memoria, e insieme lo spirito, e contribuiscono alla costruzione dell'identità, spesso in simbiosi con lo spazio, in cui trova una naturale proiezione per mezzo di metafore e similitudini efficaci.

    « Eravamo terra della nostra stessa terra. »

    L'identità non è un circuito chiuso, indifferente al mondo, essa anzi è permeata di soffi uguali e contrari: il silenzio, il ricorso alla solitudine per alleviare il tormento, l'odore di eternità, contro la cultura della parola, la vita in comune, e

    « Un odore giovane e dalla vita breve, che nasce, vive e muore nel giro di due mesi. Un cuore di spezie, caffè tostato e incenso. Nulla di sedimentato negli anni. »

    Tutto ciò rappresenta lo scarto insormontabile che scinde due abissi, ma che risolve la sua frattura in una tazza di tè senza zucchero... Sediamoci dunque al fianco della Ghermandi, stringiamoci attorno alle sue parole. Impareremo da esse più di una semplice storia, perché scopriremo la nostra.

    Per altre recensioni, sfocature.blogspot.it

    ha scritto il 

  • 2

    Probabilmente è proprio la scelta dell'autrice di non tradire la tradizione dei "cantastorie", di privilegiare la tradizione orale della sua terra, a rappresentare, per me, un limite a questo libro: l ...continua

    Probabilmente è proprio la scelta dell'autrice di non tradire la tradizione dei "cantastorie", di privilegiare la tradizione orale della sua terra, a rappresentare, per me, un limite a questo libro: l'ho trovato slegato e noioso, e me ne dispiace, perché ero piena di aspettative.

    ha scritto il 

  • 4

    La memoria è una bella cosa. E’ una cassa finemente istoriata, dove metti le cose più care o quelle più terribili. Bisogna conservarne gelosamente la chiave perché una cosa che è finita là dentro può ...continua

    La memoria è una bella cosa. E’ una cassa finemente istoriata, dove metti le cose più care o quelle più terribili. Bisogna conservarne gelosamente la chiave perché una cosa che è finita là dentro può salvarti la vita, magari l’anima, oppure addirittura ridare voce a un popolo. La ragazza etiope sente che il legame con i suoi anziani è un filo prezioso e opaco che attende di essere lucidato per diventare d’oro. Ma lei dimentica, e soffre. Però mentre poi ricorda noi siamo con lei e piangiamo con lei e con il suo popolo, e dal baule aperto escono tante meraviglie.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho comprato il libro perché mi interessa l'argomento della migrazione dal corno d'Africa e la storia del colonialismo italiano ma qui non ci siamo: il romanzo è un meccanismo troppo raffinato e questa ...continua

    Ho comprato il libro perché mi interessa l'argomento della migrazione dal corno d'Africa e la storia del colonialismo italiano ma qui non ci siamo: il romanzo è un meccanismo troppo raffinato e questa prosa non lo sostiene adeguatamente. Grande delusione!

    ha scritto il 

  • 0

    convertire le divergenze

    Nei ringraziamenti Ghermandi ha specificato che alla stesura del romanzo hanno contribuito in vari modi molte persone – per esempio, Nicola Labanca, lo storico che ha aiutato l’autrice a capire il col ...continua

    Nei ringraziamenti Ghermandi ha specificato che alla stesura del romanzo hanno contribuito in vari modi molte persone – per esempio, Nicola Labanca, lo storico che ha aiutato l’autrice a capire il colonialismo italiano nel Corno d’Africa; Berechtì, Hagosà e Rosina (la bisnonna, la nonna e la madre di Ghermandi) che le hanno trasmesso il ricordo delle leggi razziali imposte agli etiopici dall’Italia tra il 1936 e il 1941; Zeleke Eresso e Gebre Iasu Gorfu, che hanno rispettivamente composto delle lettere e un poema in amarico (la lingua ufficiale dell’Etiopia) inseriti nel testo –, ma adesso è giusto mettere in risalto Alfredo Vigarani, il quale ha regalato all’autrice Tempo di uccidere di Ennio Flaiano (1910-1972) – un testo pubblicato nel 1947 e inerente alla conquista italiana dell’Etiopia (1935-36) –, il romanzo grazie al quale Ghermandi ha maturato il proposito di scrivere Regina di fiori e di perle.
    (CONTINUA SUL BLOG)
    http://bookskywalker.wordpress.com/2012/01/08/regina-di-fiori-e-di-perle-di-gabriella-ghermandi/

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel racconto circolare, tra Italia ed Etiopia, dove la necessità di ricucire la distanza con la propria storia e soprattutto con le proprie tradizioni e con la propria terra sposa i temi dell'emigr ...continua

    Un bel racconto circolare, tra Italia ed Etiopia, dove la necessità di ricucire la distanza con la propria storia e soprattutto con le proprie tradizioni e con la propria terra sposa i temi dell'emigrazione, dello sradicamento, del ritorno e del ritrovare se stessi. Un racconto lungo che in definitiva è necessario a chi lo narra, ma anche a chi lo ascolta per comprendere le ragioni dell'altro in quella parte comune della storia.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia personale dell'Autrice, nata ad Addis Abeba da padre italiano, si intreccia con la storia remota e recente dell'Etiopia e con la memoria del colonialismo italiano in quelle terre.
    Un romanzo, ...continua

    La storia personale dell'Autrice, nata ad Addis Abeba da padre italiano, si intreccia con la storia remota e recente dell'Etiopia e con la memoria del colonialismo italiano in quelle terre.
    Un romanzo, dunque, sul tema dell'identità e sulla memoria coloniale, con la quale, noi italiani, non abbiamo ancora fatto in conti sino in fondo.

    ha scritto il