Regina di fiori e radici

Di

Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform

4.2
(24)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Paperback

Isbn-10: 1517236231 | Isbn-13: 9781517236236 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Quasi nulla di quello che è stato detto riguarda me, nonostante sia la mia storia.Si è narrato della passione di mio marito, della disperazione di mia madre, della decisione di mio padre. Si è parlato della sofferenza dei mortali e dei riti che da allora vengono compiuti, per far sì che ciò che accadde non debba mai più ripetersi. Si sono narrate storie parallale e storie contrastanti, si ricordano particolari suggestivi, ma di ciò che riguarda me, di ciò che accadde a me, sembra si conosca ben poco.Eppure è la mia storia.Non è la storia di Ade, il signore dell’Oltretomba, delle anime dei defunti e di tutto ciò che cresce nel sottosuolo; non è la storia di Demetra, la Madre Terra che errò nel mondo alla ricerca della sua unica figlia, scomparsa nella tenebra di Erebo; e, certamente, non è la storia di Zeus, che permise tutto ciò avvenisse, finché i mortali non gli ricordarono, attraverso la loro mortalità, ciò che doveva fare. In questa storia ci sono anche loro, ma non è la loro storia.È la mia.La storia della dea della primavera e regina dell’Averno, contesa tra due mondi, finché la contesa non mi obbligò a compiere la mia scelta. Quasi nulla si sa di ciò che significò, per tutti. Eppure rese il mondo ciò che è.Perché io sono regina di fiori e radici.Io sono Persefone.
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  • 4

    4 e 1/2 "Era la tenebra che mi aveva sempre protetta, era il buio nel quale tutto può accadere, perché è nel buio che una radice affonda, in modo che il fiore possa emergere alla luce. Non avrei mai permesso all’Olimpo di rovinare questo miracolo"

    Questo titolo mi è stato consigliato più volte, e per un'amante della mitologia quale io sono (liceo classico docet) e in particolare di QUESTO mito (insieme a quello di Eros e Psiche *ç*) la tentazio ...continua

    Questo titolo mi è stato consigliato più volte, e per un'amante della mitologia quale io sono (liceo classico docet) e in particolare di QUESTO mito (insieme a quello di Eros e Psiche *ç*) la tentazione era irresistibile mentre lo vedevo occhieggiarmi suadente dalla libreria...MA il mio primo incontro con quest'autrice mi aveva lasciata ben poco soddisfatta: il retelling di Cenerentola stravolto e macabro mi aveva fatto intravedere un potenziale purtroppo poco espresso. Sono felice di poter dire che la mia fiducia stavolta è stata davvero ripagata e che l'autrice ha fatto un salto di qualità! *ç* E' come se la mia visione di questo mito avesse preso forma tra queste pagine e Persefone ed Ade prendono vita non solo come rapitore e vittima ma come personaggi complessi e a tutto tondo: amanti, sposi, luce e ombra, opposti e complementari! La storia non si limita al mero racconto che tutti conosciamo ma va ben aldilà, mischiando tanti altri miti di eroi, semidei e dei (e qui si vede il lavoro di ricerca che c'è dietro...oltre qualche licenza poetica più che comprensibile ;D) che si intrecciano con la vita quotidiana dei sovrani dell'Averno e ci permettono di andare ancora più a fondo nel rapporto tra la dolce dea della primavera e il suo tenebroso sposo. La prima persona non è la mia forma di narrazione preferita, ma capisco che qui era indispensabile perché l'autrice puntava proprio a dare la visione della persona che nel mito, pur essendo protagonista, sembra essere surclassata dalle voci ben più potenti e stentoree degli altri dei (tra Demetra, Zeus e Ade stesso, la piccola Persefone sparisce XD); nonostante tutto si svolga dal POV di Persefone si riesce a comprendere (anche se rimane un alone indispensabile di mistero) anche il personaggio di Ade, e il suo amore per la moglie, che non è certo l'amore dei sonetti ma è molto più terreno e passionale e al contempo delicato e paziente *ç* La scelta di proseguire la storia anche dopo la fine del mito classico mi ha sorpresa piacevolmente ma al tempo stesso ha dato una nota stonata che non mi ha permesso di dare 5 stelle piene piene: infatti ho trovato la parte subito successiva al patto tra Zeus, Demetra e Ade un po confusa e il comportamento di Persefone, seppur comprensibile, decisamente non coerente col personaggio mostratoci per tutto il racconto. Inoltre la soluzione finale dello "scaricabarile" non mi è parsa l'idea vincente e anche il capitolo finale ai giorni nostri mi è sembrato superfluo....a parte ciò non posso che fare i miei complimenti a Laura MacLem e sperare che si dedichi alla scrittura di qualche altra opera (magari una nuova retelling...o un'altro mito *ç*) Ovviamente non posso esimermi nemmeno dal consigliare questo romanzo!! Leggetelo! E' un ordine! XD

    ha scritto il 

  • 4

    Sentivo la mancanza di una rivisitazione del mito di Ade, ma non lo sapevo!
    Qui il Dio dell'Averno è il genere di eroe che preferisco: taciturno, che va dritto al sodo, intelligente, calcolatore, ma n ...continua

    Sentivo la mancanza di una rivisitazione del mito di Ade, ma non lo sapevo!
    Qui il Dio dell'Averno è il genere di eroe che preferisco: taciturno, che va dritto al sodo, intelligente, calcolatore, ma non cattivo o senza sentimenti.
    Le sue interazioni con Zeus e Demetra sono uno spasso (leggetevi il tentativo di compromesso tra Ade e Madre Natura, "conciliato" dal Padre Celeste... vi verrà da prenderlo a schiaffi e ridere allo stesso tempo).
    Se qualcosa mi ha fatto storcere un po' il naso, è il comportamento di Persefone nell'ultima parte del libro, ma tant'è... quando mai riesco a farmi piacere le eroine che affiancano i miei eroi?

    ha scritto il 

  • 3

    L'autrice non sono riuscita a inquadrarla bene, lo stile è scorrevole, umoristico al punto giusto, scritto bene, ma alcune scelte lessicali mi hanno lasciato basita (le stelle anodine? Quanto meno una ...continua

    L'autrice non sono riuscita a inquadrarla bene, lo stile è scorrevole, umoristico al punto giusto, scritto bene, ma alcune scelte lessicali mi hanno lasciato basita (le stelle anodine? Quanto meno una scelta bizzarra, non sbagliata, ma bizzarra, forse un po' troppo) e le descrizioni sono proprio poverelle. Persefone e Ade però mi hanno conquistata, quindi di certo leggerò un altro suo libro, per inquadrarla meglio. Un fantasy atipico che merita una bella lettura (alla faccia della professoressa di ginnasio, parente di molti altri professori che molti e di noi hanno incontrato)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Ammetto che la copertina non mi fa impazzire, infatti non ero molto fiduciosa... Cioè. lo so che un libro non si giudica dalla copertina, ma come prima impressione è importante! Insomma, in libreria è ...continua

    Ammetto che la copertina non mi fa impazzire, infatti non ero molto fiduciosa... Cioè. lo so che un libro non si giudica dalla copertina, ma come prima impressione è importante! Insomma, in libreria è la copertina ad attirarti verso un determinato libro e solo dopo leggi il titolo e la trama, quindi nessuno mi può biasimare. In fondo alla fine mi è piaciuto eccome. Mi è piaciuto assistere alla crescita di Perfesone da piccola dea dei fiori affascinata dalle radici a Regina di fiori e radici. Parlando delle radici, spero di non essere stata la sola cogliere un certo simbolismo tra Ade e le radici. Non so, forse sto pensando e ripensando al libro un po' troppo... Tra un po' mi vado a rileggere alcuni passaggi, fate voi...
    Quando fanno l'amore la prima volta e Persefone fa presente ad Ade che non dovrebbe essere così sicuro di non poter avere figli già sapevo che ci sarebbe scappata la gravidanza! Dopo aver visto il filo grigio che si separava da Persefone ne ho solo avuto la certezza.
    Zeus non mi è molto simpatico, ma mentre faceva da mediatore tra Demetra e Ade mi ha fatto ridere quasi ad ogni frase. XD
    Ah, e il piccolo scorcio di qualche anno dopo dal punto di vista di Kora? Un gioiellino! Mi stavo appunto chiedendo se il libro finiva così quando mi ritrovo un POV Kora ai giorni nostri. Non poteva esserci sorpresa più gradita.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è un vero gioiello, che sono felicissima di avere scoperto per caso.
    Lo stile è scorrevole eppure aulico, soprattutto quando ripete le versioni che molti abbiamo fatto negli anni liceali; ...continua

    Questo libro è un vero gioiello, che sono felicissima di avere scoperto per caso.
    Lo stile è scorrevole eppure aulico, soprattutto quando ripete le versioni che molti abbiamo fatto negli anni liceali; i personaggi sono stupendi, nelle loro sfaccettature poliedriche e insieme nella loro riconoscibilità unica, anche da una parola o una smorfia; e la rielaborazione del mito è semplicemente geniale, e restituisce davvero, come voleva l'autrice, a Persefone un grande ruolo moderno, e alla storia un insieme di valenze che restano nell'anima del lettore.
    Un piccolo consiglio: non fermatevi alla fine, leggete o passate anche i ringraziamenti e la bibliografia, perché dopo c'è un piccolo extra che merita tantissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    A me Ade e Persefone sono sempre piaciuti: non so perchè, ma ci ho sempre visto un po' di analogie con La Bella e la Bestia (sì, dovrebbe essere il contrario, ma come molti ho conosciuto prima la favo ...continua

    A me Ade e Persefone sono sempre piaciuti: non so perchè, ma ci ho sempre visto un po' di analogie con La Bella e la Bestia (sì, dovrebbe essere il contrario, ma come molti ho conosciuto prima la favola e poi i miti greci) e Ade è sempre stato una delle mie divinità greche preferite. Era il fratello responsabile, quello che mentre la famiglia faceva di tutto se ne restava nel suo regno a fare il suo lavoro, perchè la morte non può permettersi di essere paziale o succede un casino.
    Mi piaceva: ho sempre avuto un debole per lo sfavorito di turno, e l'impressione generale era che Ade fosse odiato e temuto non perchè cattivo ma perchè rappresentava qualcosa che non piace a nessuno.
    Praticamente è solo con Persefone che Ade dimostra di condividere qualche gene con la sua famiglia, ma i miti mi sono sempre sembrati o di parte o incompleti. Mancava la voce di Persefone, ecco. Non si capiva mai cosa ne pensasse lei di tutto il dramma: non sembra mai ribellarsi né esprimere un parere nonostante fosse una dea (e nemmeno una da poco) e non una ninfa a caso, e le sue nozze con Ade venivano a tutti gli effetti celebrate dal popolo.
    L'impressione avuta durante e dopo la lettura è che Laura Mac Lem la pensasse esattamente come me e abbia voluto porre rimedio a questa mancanza.

    Regina di fiori e radici è un bel libro, punto. E teoricamente potrei chiudere qui la recensione, perchè questo è uno di quei casi in cui non ho tanto voglia di parlare del libro quando di scrollare la gente urlando "Leggilo! Ne vale la pena! LEGGILO!"
    Ma credo sia illegale, quindi vi tocca la versione lunga.
    Lo stile è più che buono: moderno ma senza stonare con l'ambientazione e si sente che l'autrice sa di che cosa sta parlando. Non si è limitata al "Ade rapisce Persefone perchè la lovva tantissimo e vai di sindrome di Stoccolma": conosce i miti, conosce l'epoca, conosce i nomi (che sembra una cavolata, ma esistono retelling dove Demetra viene chiamata Diana). Ogni reinterpretazione dei fatti nasce non tanto dal gusto personale ma dall'analisi approfondita di cosa succede e - in buona parte - di cosa non succede nel mito: non è che se non c'è scritto allora può succedere di tutto, dev'essere qualcosa che sia coerente con tutto il resto.
    E questo, alla fine, rende la storia così soddisfacente perchè non si limita ad essere un retelling, ma anche un "Ok, posso accettare che - se è andata - è andata così".

    I personaggi sono delineati molto bene: la protagonista indiscussa è Persefone, dea della primavera. La conosciamo che sembra una bambolina, per aspetto e per il carattere che si tende ad associare a questo aggettivo: con una madre impressionante come può esserlo la terra, e circondata da sorelle con una volontà d'acciaio, Persefone è la sorellina che diventa il cuscinetto della famiglia. Non importa quanto Atena e Diana possano essere diverse, lei è quella attorno a cui vanno d'accordo.
    Lei è la primavera, tiepida e dolce e piena di fiori.
    Ade è, per molti versi, il suo opposto: inflessbile, implacabile, fondamentalmente incapace di comonicare e con la tendenza a considerare Persefone un'adulta (tutti gli altri la considerano una ragazzina) e - nello stesso tempo - qualcuno il cui parere non conta.
    In effetti il problema dei vari personaggi di contorno è che non si curano mai di chiedere alla protagonista cosa ne pensa o cosa vuole, costringendola ad adeguarsi a decisioni prese da altri per il suo bene. Finchè, alla fine e comprensibilmente, esplode di brutto. E cavolo se non è un momento catarchico anche per il lettore: lei è tanto buona e cara, ma alla fine bisogna pur dire basta... anche con le persone che si amano e che ci amano.

    Un'altra cosa che ho apprezzato moltissimo è la relazione tra Persefone ed Ade: non ci sono abbellimenti, niente è reso meno brutale.
    Ade rapisce la ragazza e la trascina terrorizzata e piangente nel suo regno, senza una parola gentile o una spiegazione: Persefone è in un mondo che non capisce (e apparentemente ostile), lontana da tutto ciò che conosce e - per una volta - siamo in uno scritto dove l'autrice si prende la briga di far vedere come evolvono i suoi sentimenti verso la nuova situazione e verso lo sposo perchè è questo uno dei punti cardine della storia, e se non lo fai vedere tanto vale che tu non scriva il retelling (sì, ho ancora il dente avvelenato per The Goddess Test, in caso non si fosse notato).
    Ecco, se proprio dovessi cercare qualcosa che non mi è piaciuto, andrei con la caratterizzazione di Ercole: un cretino a livelli epocali, e io sono ormai di parte dopo aver letto Euripide.

    Quindi che dire? Leggetelo.
    Ma non subito: se di Ade e Persefone vi interessano i retelling, prima leggete gli altri. Questo è quello definitivo.
    Ora come ora non riesco a pensare che qualcuno possa scriverne uno migliore.

    ha scritto il 

  • 5

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2015/10/regina-di-fiori-e-radici.html

    Adoro la mitologia in generale, quella greca in particolare, pertanto potevo lasciarmi scappare questa rivisitazione? Co ...continua

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2015/10/regina-di-fiori-e-radici.html

    Adoro la mitologia in generale, quella greca in particolare, pertanto potevo lasciarmi scappare questa rivisitazione? Considerando poi che dell’autrice avevo già letto e apprezzato Incanto di cenere, retelling della fiaba di Cenerentola, e avevo potuto saggiare la sua bravura, ero abbastanza certa che Regina di fiori e radici mi sarebbe piaciuto.
    A lettura ultimata, dire che mi è piaciuto sarebbe decisamente riduttivo: mi sono innamorata di questo romanzo.
    Il mito a cui si ispira è piuttosto conosciuto, sicuramente uno dei più famosi: il rapimento di Persefone da parte di Ade e la conseguente diatriba tra il dio dei morti e Demetra, madre della fanciulla. Tuttavia, vi siete mai chiesti cosa ne pensasse Persefone del conflitto tra due persone così importanti nella sua vita? Se abbia accettato di buon grado la decisione finale di Zeus di passare sei mesi sulla Terra e sei nell’Averno?
    Ebbene, l’autrice sì (e lo spiega molto bene nella postfazione, che vi consiglio di leggere) e risponde a modo suo nel romanzo a questi quesiti.

    In uno dei miei primi ricordi – e so che è uno dei primi perché, in quelli che vengono dopo, l’erba e le zolle profumate sono lontane quanto possono esserlo dalla statura di una fanciulla e non da quella di una bimba – un fiore cadeva dal mazzo.

    Dopo aver colto dei fiori per farne dono alla madre, Demetra le spiega che ogni creatura non divina è mortale e come tale destinata all’Averno.
    Ed è quello il suo primo contatto con la morte e il momento che darà il via gli eventi successivi, perché Persefone da quel giorno dona i fiori recisi ad Ade, suo zio e re dell’Averno.

    I fiori sotto il ciliegio erano secchi.
    Non appassiti, ancora in grado di riaversi, se immersi nell’acqua fresca addolcita con il miele: erano rigidi e anneriti, privi di qualsiasi vita, come se una fiamma li avesse disseccati di colpo.
    Il re dell’Oltretomba aveva accettato il mio dono.

    Ade è un dio temuto e odiato da mortali e dei. Eppure Persefone non riesce a odiarlo, ne è anzi affascinata, pur non avendo avuto mai modo di incontrarlo. Riflette sul ruolo della morte e del regno del sottosuolo rispetto alla vita, che le è così familiare.

    “Non si pronuncia il suo nome!” Mi rimproverò Artemide.
    “Non si parla di lui,” precisò Atena, “domina l’Averno e il sottosuolo e governa un reame immenso, nel quale tutti i mortali dovranno recarsi, alla fine del loro ciclo terreno. Lo temono come non temono neppure Zeus.”
    Per un fugace momento mi tornarono alla mente i fiori disseccati. Ma ero stata io a coglierli. Se c’era qualcuno colpevole di averli uccisi, ero io: non certo il dio che, se mai, aveva il merito di averli accettati nel proprio reame.

    Ed è proprio questa sua curiosità che una notte la spinge ad assistere ai riti in onore del dio. E in quell’occasione viene salvata proprio da Ade, quando Aristeo, divinità minore, tenta di stuprarla prima e di strangolarla poi. È il suo unico incontro con lo zio, prima del rapimento.

    Questo è solo il principio del romanzo, di cui ho voluto solo darvi un assaggio senza rovinarvi la sorpresa, perché, sebbene a grandi linee la vicenda sia nota, l’autrice ha utilizzato la mitologia a suo piacimento e rivelando troppo vi negherei il piacere di scoprire come abbia plasmato il mito.
    Nel corso della storia fanno la comparsa personaggi ben conosciuti, a cui Laura MacLem ha attribuito una caratterizzazione del tutto personale. Mi è particolarmente a cuore l’inserimento del mito di Orfeo ed Euridice, uno dei miei preferiti, che ho amato rivivere attraverso gli occhi di Persefone.
    L’originalità del romanzo sta proprio nella figura della dea della primavera e nella sua caratterizzazione: è lei la protagonista, è lei che ci racconta cosa sia veramente successo. Prende forma dalla penna della MacLem una Persefone gentile, ma forte, non passiva agli eventi. L’autrice le dà la voce che per troppo tempo le è stata negata, ne esce fuori un’eroina molto moderna, che non accetta di essere divisa dalle due persone che più ama.

    Con un sorriso, mi accontentò, come faceva sempre, perché mia madre mi ha sempre amata e io ho sempre amato lei. Strano, pensare che fu il fatto che tutti mi amassero a causarmi tante sofferenze.

    Ade è l’altro personaggio con più presenza scenica e che, quindi, conosciamo meglio, insieme a Persefone. Il ritratto offertoci dall’autrice è di un dio giusto, ma inflessibile; all’apparenza è freddo e distante, ma è capace di amare la moglie in modo totale.
    Rendere il rapporto tra i due non era semplice, considerato soprattutto il fatto che è un matrimonio nato dal rapimento. Eppure ci viene mostrato come le radici per l’affetto e l’amore tra i due si siano formate molto tempo prima di quell’evento, un rapporto che nasce dal dono di fiori e uno scambio di sguardi.
    Lo stile è un altro punto a favore del romanzo. È descrittivo nella giusta misura, le parole sono ponderate e scelte con attenzione, e ha il sapore del mito e della fiaba. Già lo avevo apprezzato in Incanto di cenere e qui ho avuto la conferma dell’abilità di Laura MacLem.
    Regina di fiori e radici è una storia d’amore, di crescita, di presa coscienza del proprio potere e della propria individualità, di ribellione alle imposizioni. È la storia di una ragazza, una dea, che fa sentire la sua voce al mondo.
    È un romanzo che mi ha conquistata completamente in tutti i suoi aspetti e lo consiglio vivamente.

    Fate attenzione, scorrete le pagine anche dopo la bibliografia, perché c’è una piccola sorpresa: un racconto bonus davvero delizioso. Potete trovare un ulteriore extra Sale di primavera, stavolta dal punto di vista di Ade, scaricabile gratuitamente sul sito dell’autrice cliccando qui.

    ha scritto il 

  • 4

    Una premessa, per chi si approcciasse a questa lettura, è obbligatoria: la stessa autrice, nelle note a conclusione, chiarisce di essersi concessa delle licenze a fini narrativi sulla storia mitologic ...continua

    Una premessa, per chi si approcciasse a questa lettura, è obbligatoria: la stessa autrice, nelle note a conclusione, chiarisce di essersi concessa delle licenze a fini narrativi sulla storia mitologica della dea Persefone e del mito che riguarda lei, la madre Demetra e il consorte (nonché fratello della madre) Ade. Nonostante questo aspetto, basilare per poter apprezzare maggiormente l’opera, la storia intessuta dall’autrice presenta diversi punti di forza tali da rendere questa lettura accattivante.
    In primo luogo l’aspetto che di sicuro convince è la voce: il lettore si accosta alle vicende di un mondo lontano, eppure così vicino alla nostra cultura, proprio grazie agli occhi, i gesti e, anzi, alle gesta di una donna divina.
    Per quanto Persefone sia incastrata in un’epoca mitologica, con tante regole e restrizioni che oggi ci farebbero storcere il naso, la sua personalità emerge con forza dalle pagine, tanto da regalare un’eroina moderna con tutti i crismi, capace di insegnare l’emancipazione e la continua lotta per affermare se stessi al di sopra dei dettami culturali. Un concetto su cui ancora oggi, a livello sociale, abbiamo una grande necessità di riflettere.
    L’altra caratteristica che rende questa lettura gradevole è proprio la dimensione dello studio, non solo del mito ma delle abitudini sociali che sottendevano la sua creazione, con tutti i dettagli al loro posto, e soprattutto con tutte le scene che si muovono nella trama in modo puntuale e preciso, motivando a volte in chiave attuale le scelte dei protagonisti in alcune parti, o attenendosi scrupolosamente alla leggenda nelle sue sfumature chiave.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2015/12/regina-di-fiori-e-radici-laura-maclem.html

    ha scritto il 

  • 5

    Laura MacLem già autrice di un’inedita rilettura della fiaba di Cenerentola ne “L’incanto di cenere”, questa volta ci fornisce la sua versione di uno dei miti più amati, quello di Ade e Persefone.
    La ...continua

    Laura MacLem già autrice di un’inedita rilettura della fiaba di Cenerentola ne “L’incanto di cenere”, questa volta ci fornisce la sua versione di uno dei miti più amati, quello di Ade e Persefone.
    La storia è ben nota: il dio dell’oltretomba si invaghisce della dea della primavera, la rapisce e ne fa la sua regina; la madre di lei impazzisce per il dolore e poco ci manca che sul genere umano venga scritta la parola fine, titoli di coda, si ringrazia per la collaborazione Zeus e il governo Greco.
    Quello che Laura si chiede (e non solo lei, in effetti) é: ma possibile che, in tutto questo Persefone, la DEA della primavera, non abbia avuto nessuna voce in capitolo?
    Beh, a quanto pare l’ha avuta eccome, ma questo lo vedrete leggendo questa storia che, finalmente, da voce a lei, la fanciulla rapita, la figlia contesa, l’oggetto di un amore in grado si sconvolgere il mondo.

    È lei, Persefone, a narrare la propria storia, è il suo punto di vista quello che viene preso in esame, le sue ragioni quelle che vengono mostrate e quella che ne emerge è tutto fuorché una figura passiva e sottomessa.
    Persefone è una divinità, una delle più importanti, se il suo sposo governa la morte, lei domina la vita, è quindi inconcepibile il pensiero che gli eventi si siano svolti senza il di lei consenso.
    I personaggi descritti in questo romanzo, pur rimanendo fedeli al mito, appaiono attualissimi e le loro scelte, quando anche non siano condivisibili, appaiono sensate e pienamente comprensibili.

    Questa è una delle abilità di Laura MacLem: condurre il lettore ad immedesimarsi con i personaggi, descrivere in maniera esauriente e funzionale anche le figure secondarie al punto che, poco per volta, ogni tassello scivola docilmente al suo posto.
    La storia, le scene, gli ambienti e i personaggi sono resi tutti con un linguaggio ricco e dettagliato, dal quale emerge il fine lavoro di documentazione svolto dall’autrice.
    Anche nei punti dove decide di distaccarsi dal mito e percorrere una nuova strada questo non viene mai fatto senza un attento ragionamento e uno scopo preciso.
    Nulla è mai campato in aria, nelle storie della MacLem, ogni capitolo è frutto di una cura maniacale.

    L’edizione, pur trattandosi di un’autoproduzione, vanta una notevole cura.
    Personalmente spero di vedere presto altri dei suoi romanzi ricevere lo stesso trattamento e di belle storie nel cassetto, questa autrice, ne ha tante, come sa chi frequenta il suo sito.

    Come ultima cosa, cercando di non spoilerare niente, devo dire di aver amato in particolare la scena dietro i titoli di coda.

    ha scritto il 

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