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Regole

Perché tutti gli italiani devono sviluppare quelle giuste e rispettarle per rilanciare il paese

Di ,

Editore: Garzanti libri (Saggi)

4.2
(13)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 347 | Formato: Altri

Isbn-10: 8811601134 | Isbn-13: 9788811601135 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

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Descrizione del libro
Anno dopo anno, l'Italia sta retrocedendo in tutte le classifiche relative allo sviluppo economico, alla disoccupazione giovanile, all'educazione e alla ricerca, ai diritti dei consumatori. Mentre sale nelle graduatorie che misurano l'evasione fiscale, la corruzione, l'abusivismo edilizio, la lentezza della giustizia. Tutte queste criticità sono però accomunate da un grave limite, che porta alla degenerazione dell'intero sistema: l'Italia non ha saputo darsi le regole giuste. In genere da noi leggi, norme e regolamenti sono troppo numerosi e troppo complicati, tanto che diventa molto difficile rispettarli. Così chi non li rispetta viene spesso condonato o amnistiato, mentre cittadini e imprese si adattano all'elusione di massa. Per rimediare, vengono emanate nuove regole, sempre più severe, e la situazione peggiora. È quello che Roger Abravanel e Luca D'Agnese hanno definito "il circolo vizioso delle regole", che rende impossibile qualunque serio progetto di riforma. "Regole" dimostra che dobbiamo innescare un circolo virtuoso delle regole in tutta la società: un processo che coinvolga i cittadini, che devono essere informati e partecipare alla definizione e al miglioramento delle regole grazie a una scuola che non deve solo trasmettere nozioni, ma formare le "competenze della vita" necessarie per interagire efficacemente con gli altri; una giustizia civile veloce; un sistema dell'informazione indipendente dalla politica e dagli affari.
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  • 4

    Un saggio in cui viene spiegata l'importanza del rispetto delle regole, non per una semplice (e comunque fondamentale) questione morale, ma anche perché "conviene". L'analisi globale del sistema Italia da parte dei due autori è lucida e impietosa; come in Meritocrazia però non esiste solo la pars ...continua

    Un saggio in cui viene spiegata l'importanza del rispetto delle regole, non per una semplice (e comunque fondamentale) questione morale, ma anche perché "conviene". L'analisi globale del sistema Italia da parte dei due autori è lucida e impietosa; come in Meritocrazia però non esiste solo la pars destruens: la pars construens è rappresentata da proposte concrete e attuabili (verranno prese in considerazione?).

    ha scritto il 

  • 4

    Ottimo successore di Meritocrazia

    In questo bel saggio Roger Abravanel e Luca D'Agnese spiegano l'importanza d'una delle basi della societa' civile, il rispettare le regole, agli italiani.
    Come nel precedente libro, in questo volume spicca la capacita' degli autori di dare una visione globale del (disastrato) sistema paese: ...continua

    In questo bel saggio Roger Abravanel e Luca D'Agnese spiegano l'importanza d'una delle basi della societa' civile, il rispettare le regole, agli italiani.
    Come nel precedente libro, in questo volume spicca la capacita' degli autori di dare una visione globale del (disastrato) sistema paese: si va dal turismo, ai trasporti, alla giustizia, alla scuola. Gli autori riconoscono ed elencano i problemi storici e atavici della societa' italiana, basata su un mafioseggiante "familismo amorale" che porta danni in tutti i settori, specialmente nella scuola e nell'economia.

    Forse piu' difficile da comprendere di Meritocrazia, ma comunque un'ottima lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    interessante, facile da leggere, capace di andare al di là dell'ovvio e di documentarlo. impostazione alla Friedman. leggerlo dovrebbe essere un dovere civico, che si sia o no d'accordo con le tesi.

    ha scritto il 

  • 0

    Mais ou menos!

    Libro che si legge facilmente ed ha spunti di interesse. Mi aspettavo da un ex McKinsey maggior rigore e maggiore sintesi. Il libro ha a mio avviso il difetto tipico di molti libri di management americani, che prendono un tema e lo trattano con una certa ripetitività/ridondanza per 350 pagine qua ...continua

    Libro che si legge facilmente ed ha spunti di interesse. Mi aspettavo da un ex McKinsey maggior rigore e maggiore sintesi. Il libro ha a mio avviso il difetto tipico di molti libri di management americani, che prendono un tema e lo trattano con una certa ripetitività/ridondanza per 350 pagine quando ne sarebbero bastate 200. Alla fine rimangono alcune notizie ed idee interessanti ma anche una sensazione di "va beh e allora che facciamo?". Nonostante dichiari di voler puntare su proposte concrete ed "azionabili" il libro cade spesso in affermazioni di principio (wishful thinking) e in "assumptions" realistiche in altri contesti ma non in Italia.
    Sulla diagnosi siamo tutti d'accordo. Sui benefici delle proposte "a regime" molti possono esserlo, ma non è chiaro come ci si arriva nel senso di "come paghiamo" (non tutte ma molte delle proposte hanno costi) e da dove cominciamo (qualcuno dovrà essere privato di certi privilegi disfunzionali prima che possa ricevere i benefici del miglioramento complessivo del sistema).
    Mi sembra poi che qua e là, ed in maniera non necessaria, si esalti troppo il "capitalismo" accumunato al "libero mercato". Questo è vero quando si criticano le forze "anticapitaliste", si esalta la ricerca del profitto etc. Sembra esserci un pregiudizio forte a favore di questa ideologia, anche se poi nel merito vengono spesso riconosciuti problemi causati dall'assenza di regole ed i benefici delle "lenzuolate" di Bersani (cui lui ha contribuito).
    Quindi alla fine è utile per far pensare, ma non si chiude il cerchio e le proposte non sembrano affatto realistiche vuoi per difficoltà nel replicare certi casi di successo vuoi per i rischi che una loro errata implementazione potrebbe causare (dare in gestione un territorio ampio ed incontaminato per far partire uno sviluppo turistico modello costa smeralda, rispettando il paesaggio.....)

    ha scritto il 

  • 0

    «In fatto di regole gli italiani sono fra i più moralisti d'Europa. Nei sondaggi la nostra riprovazione per i piccoli e grandi illeciti è più elevata di quella dei francesi, dei tedeschi, degli inglesi.
    Nella vita di tutti i giorni però il moralismo tende a trasformarsi in opportunismo:
    ...continua

    «In fatto di regole gli italiani sono fra i più moralisti d'Europa. Nei sondaggi la nostra riprovazione per i piccoli e grandi illeciti è più elevata di quella dei francesi, dei tedeschi, degli inglesi.
    Nella vita di tutti i giorni però il moralismo tende a trasformarsi in opportunismo: le regole sono ostacoli da aggirare, magari con qualche "aiutino".
    Perché questo divario?
    Come aggirarlo?
    Abravanel e D'Agnese propongono delle risposte che meritano una riflessione.»
    Maurizio Ferrera, Corriere della Sera

    «L'idea di fondo che anima le proposte avanzate in Regole è che per far funzionare le regole in Italia l'etica non basta: occorre dimostrare che seguire le regole conviene.
    Finché noi italiani non ne saremo convinti, troveremo sempre una buona ragione per non rispettarle: perché sono ingiuste, perché il nostro vicino non le rispetta, perché prima o poi arriva un condono...»
    Roger Abravanel e Luca D'Agnese sul Corriere della Sera

    «L'Italia ha due problemi: regole sbagliate e cittadini che non le rispettano.
    È questa la causa dell'immobilità economica e sociale del nostro Paese.
    Le regole giuste sono sempre state alla base dello sviluppo e dell'innovazione.
    Bisogna rispettarle non solo per ragioni morali ma perché è un buon affare.»

    Alcuni link interessanti:

    Pagina Facebook di Regole
    http://www.facebook.com/pages/Regole/145701208802147?ref=ts

    Il sito di Meritocrazia il precedente saggio di Roger Abravanel
    http://www.meritocrazia.com/

    Il blog di Meritocrazia sul Corriere della Sera
    http://meritocrazia.corriere.it/

    Copia lo script del widget da inserire nel tuo blog o sito. In questo modo sarai sempre aggiornato sulla discussione attiva sulla pagina Facebook di Regole
    http://www.garzantilibri.it/default.php?page=news&NEWSID=918

    Anno dopo anno, l'Italia sta retrocedendo in tutte le classifiche relative allo sviluppo economico, alla disoccupazione giovanile, all'educazione e alla ricerca, ai diritti dei consumatori. Mentre sale nelle graduatorie che misurano l'evasione fiscale, la corruzione, l'abusivismo edilizio, la lentezza della giustizia.
    Tutte queste criticità sono però accomunate da un grave limite, che porta alla degenerazione dell'intero sistema: l'Italia non ha saputo darsi le regole giuste. In genere da noi leggi, norme e regolamenti sono troppo numerosi e troppo complicati, tanto che diventa molto difficile rispettarli. Così chi non li rispetta viene spesso condonato o amnistiato, mentre cittadini e imprese si adattano all'elusione di massa. Per rimediare, vengono emanate nuove regole, sempre più severe, e la situazione peggiora.
    È quello che Roger Abravanel e Luca D'Agnese hanno definito «il circolo vizioso delle regole», che rende impossibile qualunque serio progetto di riforma. Senza regole, o con regole sbagliate, l'economia non si sviluppa, perché le imprese «piccole, brutte, anzi bruttissime» fanno concorrenza sleale a quelle innovative.
    Senza regole, o con regole sbagliate, governare una società sempre più complessa, dove i servizi hanno un peso crescente rispetto ai prodotti, è impossibile.
    È troppo facile scaricare la responsabilità del declino italiano sui politici e sulla classe dirigente.
    Regole dimostra che dobbiamo innescare un circolo virtuoso delle regole in tutta la società: un processo che coinvolga i cittadini, che devono essere informati e partecipare alla definizione e al miglioramento delle regole grazie a una scuola che non deve solo trasmettere nozioni, ma formare le «competenze della vita» necessarie per interagire efficacemente con gli altri; una giustizia civile veloce; un sistema dell'informazione indipendente dalla politica e dagli affari.

    Roger Abravanel e Luca D'Agnese dimostrano che seguire le regole non solo è giusto, ed evita sanzioni di vario tipo: è soprattutto conveniente. E avanzano cinque proposte concrete che possano finalmente far ripartire il nostro paese.

    SINOSSI DEL LIBRO

    1. IL CAPITALISMO DELLE REGOLE

    L'importanza delle regole e della rule of law per la nascita e per lo sviluppo del capitalismo.

    2. LE DIFFICILI REGOLE DEL MONDO DI OGGI

    L'aumento del numero e della complessità delle regole causato dallo sviluppo del settore dei servizi nell'economia mondiale.

    3. IL RITARDO STRUTTURALE DELL'ECONOMIA ITALIANA

    Il ritardo accumulato dall'Italia rispetto alle altre economie dell'Occidente, in particolare nel settore dei servizi.

    4. PICCOLO É BRUTTO, ANZI BRUTTISSIMO

    Le regole che oggi bloccano lo sviluppo dei servizi in Italia, favorendo il «piccolo» (le piccole aziende, gli artigiani, le professioni, il commercio) e limitando lo sviluppo delle grandi imprese.

    5. I RISCHI DELLE REGOLE DEL NUOVO MILLENIO

    Il futuro delle regole: la crescita dei rischi e dei costi in settori chiave dell'economia mondiale (sanità, ambiente, finanza). Nuove problematiche hanno bisogno di «nuove regole », che nessuno ha ancora trovato.

    6. OPPORTUNITÀ DEL FUTURO IN RITARDO MA RISCHI PUNTUALISSIMI

    Come stiamo affrontando in Italia le sfide regolatorie del futuro nella sanità, nell'ambiente e nella finanza? Corriamo gli stessi rischi degli altri ma spesso non ce ne accorgiamo e perdiamo così l'occasione di gestirli con intelligenza.

    7. IL CIRCOLO VIRTUOSO DELLE REGOLE

    Come le società evolute affrontano il problema delle regole e le trasformano in un vantaggio competitivo: attraverso un processo di sperimentazione e miglioramento progressivo delle nuove regole, guidato da una società che vigila sul loro rispetto e sulla loro efficacia mediante l'educazione dei cittadini, la giustizia civile, i media e i regolatori.

    8. IL CIRCOLO VIZIOSO DELLE REGOLE IN ITALIA

    Il malfunzionamento del «circolo virtuoso delle regole» nel nostro paese (dove diventa un «circolo vizioso»): leggi e regolamenti, spesso sbagliati, non vengono fatti rispettare, l'illecito diviene diffuso ed è giustificato, il che produce regole sempre peggiori perché la società italiana non vigila.

    9. LA MALEDUCAZIONE CIVICA DEGLI ITALIANI

    La prima delle cause della scarsa vigilanza della società: la mancanza di educazione nella società italiana. Le colpe della scuola, dell'università e del mondo delle imprese.

    10. MEDIA CHE NON VIGILANO LA SOCIETÀ

    La mancata vigilanza dei media in Italia e le sue cause: una società poco educata non crea un mercato per media indipendenti e di qualità.

    11. UNA GIUSTIZIA CIVILE CON I TEMPI DEL GABON

    Il fallimento del terzo pilastro della vigilanza sul rispetto delle regole in Italia: una giustizia civile dai tempi lunghissimi, che crea costi enormi alla società e favorisce chi non rispetta i patti.

    12. I SEMI DELLE REGOLE

    Quando il circolo virtuoso delle regole funziona anche nel nostro paese: quattro esempi nel mondo della sanità, del business delle scommesse, nella giustizia civile e nella scuola.

    13. LA GUERRA LAMPO DELLE REGOLE

    Cinque proposte per invertire il circolo vizioso italiano nell'economia dei servizi, nell'organizzazione della scuola e della giustizia e nella governance della RAI.

    ha scritto il 

  • 0

    Se volete saperne di più

    Gli autori presentano il libro sul "Corriere della Sera"


    http://archiviostorico.corriere.it/2010/ottobre/12/Seguire_regole_conviene_Patto_contro_co_9_101012070.shtml


    La pagina FB di REGOLE


    http://www.facebook.com/album.php?aid=232029&id=231795182321&saved#!/pages/Regole/14570 ...continua

    Gli autori presentano il libro sul "Corriere della Sera"

    http://archiviostorico.corriere.it/2010/ottobre/12/Seguire_regole_conviene_Patto_contro_co_9_101012070.shtml

    La pagina FB di REGOLE

    http://www.facebook.com/album.php?aid=232029&id=231795182321&saved#!/pages/Regole/145701208802147

    ha scritto il