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René Clair

Di

Editore: l'Unità / Il Castoro

3.8
(29)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 147 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000007708 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Art, Architecture & Photography , Biography , Da consultazione

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Descrizione del libro
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    René Clair

    Invochiamo per il cinematografo il diritto di essere giudicato soltanto in base alle sue premesse. Quanto a me, saprei facilmente rassegnarmi a non ammettere, oggi, nel mondo delle immagini, né regola, né logica. La magnifica barbarie di quest'arte mi avvince. Finalmente ecco una terra vergine.(. ...continua

    Invochiamo per il cinematografo il diritto di essere giudicato soltanto in base alle sue premesse. Quanto a me, saprei facilmente rassegnarmi a non ammettere, oggi, nel mondo delle immagini, né regola, né logica. La magnifica barbarie di quest'arte mi avvince. Finalmente ecco una terra vergine.(...)Le frasi non potrebbero a lungo portare in seno l'illogicità senza scavarsi la propria tomba. Invece, perchè dovrebbe darsi cura di una logica questa sequenza di immagini, che non è legata da nessun senso assoluto nè costretta dai vecchi legami del pensiero? Bionda, alza il capo e la tua chioma svelerà il tuo viso. A questo sguardo, a questo gesto diretto verso una porta immaginaria posso dare il senso che mi aggrada. Se le parole ti dessero vita a me sarebbe impossibile sottrarti al loro rigido potere; saresti la loro schiava. Sii la mia padrona, o immagine.
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    Nel cinematografo non può esistere poesia al di fuori di quella creata dall'immagine. Le immagini bastano. Ci si può divertire predicando l'avvenire. Verrà forse un giorno in cui una semplice sequenza di immagini, senza un legame definito, ma unite in una segreta armonia, produrrà una sensazione analoga a quella della musica (...).
    Al cinematografo non abbiamo che l'immagine. Le didascalie stampate sono un commento gelido. L'immagine viva è la sola che colpisce la nostra attenzione. Vediamo il personaggio agire, senza parola, come per opera di una fatalità che lo renda muto. Provate a far caso alla gente che balla attraverso un vetro, che vi impedisce di sentire la musica; questi danzatori vi fanno l'effetto di pazzi.
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    Ho notato sovente come gli spettatori di un film si trovino spesso in una situazione assai simile a quella di un uomo al suo risveglio. Si sono lasciati prendere da visioni straordinarie, sono stati travolti dallo svolgersi di vicende impreviste; si sono abbandonati alla corrente irresistibile delle immagini e quando in sala torna la luce, si stupiscono di aver ceduto alla suggestione di quelle ombre folli. Sorridono della loro credulità. Rinasce il loro senso critico. Il contatto con la realtà banale li riporta all'abitudine della loro logica. (...) Un'arte che riesce a trascinare il pensiero tanto lontano dalle sue regioni abituali, non è un'arte da nulla.
    René Clair 1925

    ha scritto il