Requiem

Di

Editore: Feltrinelli

3.9
(1085)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Portoghese , Spagnolo

Isbn-10: 8807812827 | Isbn-13: 9788807812828 | Data di pubblicazione:  | Edizione 12

Traduttore: S. Vecchio

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Viaggi

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Descrizione del libro
In uno stato a metà tra la coscienza e l'incoscienza, l'esperienza del reale ela percezione del sogno, un uomo si trova a mezzogiorno, senza sapersi spiegare come, nella Lisbona deserta e torrida dell'ultima domenica di luglio. Sa diavere delle azioni da compiere, soprattutto l'incontro con un personaggio illustre e scomparso, ma non ha idea di come compierle. Si affida così al flussodel caso e seguendo le libere associazioni dell'inconscio si trova a seguireun percorso che lo porta a ricordare (a vivere il ricordo nell'attualità diquella giornata) alcune tappe fondamentali della sua vita, spingendolo a cercare di sciogliere i nodi irrisolti all'origine del suo stato allucinatorio.Il romanzo è stato scritto in portoghese.
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  • 3

    Più che un romanzo, sono una serie di brevi racconti onirici che, a parte il protagonista, vedono personaggi ogni volta diversi.
    Insomma, Tabucchi questa volta non mi ha coinvolto.
    D'altra parte mi se ...continua

    Più che un romanzo, sono una serie di brevi racconti onirici che, a parte il protagonista, vedono personaggi ogni volta diversi.
    Insomma, Tabucchi questa volta non mi ha coinvolto.
    D'altra parte mi serviva un libro facile e breve da leggere velocemente, nell'attesa di un libro molto atteso che aveva già intrapreso il viaggio verso la mia libreria...

    ha scritto il 

  • 4

    Alucinação

    Che strana esperienza, leggere un autore italiano tradotto.
    Perché Requiem è stato scritto in portoghese, l'unica lingua possibile per una narrazione di questo tipo - e la versione Feltrinelli che si ...continua

    Che strana esperienza, leggere un autore italiano tradotto.
    Perché Requiem è stato scritto in portoghese, l'unica lingua possibile per una narrazione di questo tipo - e la versione Feltrinelli che si trova comunemente in libreria è una mirabile traduzione di Sergio Vecchio, che non va assolutamente a inficiare lo stile dell'autore.

    «Figlio, disse la vecchia, ascolta, così non può andare, non puoi vivere da due parti, dalla parte della realtà e dalla parte del sogno, così ti vengono le allucinazioni, sei come un sonnambulo che attraversa un paesaggio a braccia tese e tutto quello che tocchi entra a far parte del tuo sogno, anch'io, che sono vecchia e grassa e peso ottanta chili, mi sento dissolvere nell'aria a toccarti la mano, come se anch'io facessi parte del tuo sogno. E cosa devo fare?, domandai, dì' un po', Vecchia Zingara. Per adesso non puoi fare niente, rispose lei, questo giorno ti aspetta e tu non puoi sfuggirgli, non puoi sfuggire al tuo destino, sarà un giorno di tribolazione ma anche di purificazione, forse poi sarai in pace con te stesso, figliolo, perlomeno è quello che ti auguro.»

    Questo romanzo è un'allucinazione - uma alucinação - che ha le sembianze del sogno e del ricordo: in una calda giornata estiva, l'io narrante si ritrova a Lisbona, sapendo di dover incontrare un misterioso personaggio, ma non sapendo bene come farlo.
    In una struttura ricorrente nella poetica tabucchiana e che vedrà la sua massima espressione nel mandala di Per Isabel, l'io narrante incontrerà, tra realtà e immaginazione, personaggi appartenuti al suo passato, incontrati nella vita o nei libri, o addirittura nel sogno: con essi si confiderà, riportando alla memoria alcuni nodi critici della propria esistenza e provando a risolverli.

    Leggere Tabucchi è come stare ad ascoltare il racconto di una persona amica che parla di sé. E il lettore indossa le vesti di tutti i personaggi, mentre lui gli confida le sue paure, come quella del cancro che ha strappato la vita a suo padre e che poco a poco divora anche lui, con il desiderio di essere stato un buon figlio per lui, fino all'inquietudine che lo caratterizza già per sua natura.
    I luoghi e i personaggi di questo romanzo non possono che essere assurdi come tutto il sogno: quante volte nei sogni accade di riconoscere una persona che però nella realtà non è così, o un luogo che non si trova veramente lì?
    Più volte Tabucchi ha paragonato la vita a un appuntamento, di cui bisogna capire il dove, il come e il con chi. In Requiem c'è una serie di appuntamenti mai fissati, se non dal caso, ma nessun personaggio osa mancare.
    È forse nelle parole del Venditore di Storie che si può leggere il senso della scrittura di Antonio Tabucchi:

    «(...) perché io ho un'immaginazione prodigiosa alla quale non riesco a mettere freno, è una cosa che s'impossessa di me e mi obbliga ad inventare storie, storie di tutti i tipi, tragiche, comiche, drammatiche, allegre, superficiali, profonde, e quando la mia immaginazione si scatena quasi non posso più vivere, comincio a sudare, mi sento male, mi inquieto, mi stranisco, resto lì a pensare alle mie storie, non c'è posto per nient'altro.»

    Sullo sfondo, un Alentejo molto vivo, fatto di sapori tipici della cucina locale, vini dall'aroma intenso, musiche suonate con la fisarmonica, tessuti e colori; ma anche fatto di un popolo che non si sente pienamente europeo e che rivendica un'autonomia culturale.

    ha scritto il 

  • 4

    Ormai l'anima non ce l'ho più, adesso ho l'Inconscio, ho preso il virus dell'Inconscio, è per questo che sono qui.. è per questo che sono stato capace di trovarti.

    Antonio Tabucchi tornò in Italia qualche anno dopo essere stato a Lisbona. Scrisse saggi, romanzi, racconti, testi teatrali tradotti in tutto il mondo. Era passato alla Storia della narrativa italiana ...continua

    Antonio Tabucchi tornò in Italia qualche anno dopo essere stato a Lisbona. Scrisse saggi, romanzi, racconti, testi teatrali tradotti in tutto il mondo. Era passato alla Storia della narrativa italiana come il < < Padrone del tempo>>, e sebbene sino adesso non avevo ancora avuto il privilegio di leggere qualcosa scritto da lui, io, viaggiatrice d'inchiostro alla scoperta di qualcosa - qualcosa di indefinibile a cui non riesco a dare ancora un nome -, ho letto Requiem come se fossi davanti a una nuova esperienza. E in realtà, a pensarci bene, dopo il numero spropositato di autori che affollano la mia nicchia letteraria, solo adesso mi rendo conto che di questa figura non ne conoscevo nemmeno l'esistenza. Con una manciata di pagine mi sono accorta di essere rimasta affascinata da questo autore. Una forza travolgente, un sentimento famigliare già riscontrato in qualche altro romanzo, silenziosamente ha affondato le radici e cominciando a crescere.
    Rimango decisamente compiaciuta nel notare quanto fossero diverse le mie opinioni in merito, dopo aver letto Requiem. E sorrido divertita se penso alla diffidenza o allo scetticismo che avevo tracciato nell'aria come una mano invisibile, che solitamente sorgono quando m'imbatto in opere di autori sconosciuti, tipiche di me. La riproduzione che lo scrittore aveva realizzato del suo fedele Io d'inchiostro, che aveva lasciato imprigionato nella cella della sua anima, nelle mani di un destino vago e incerto, è stata a dir poco perfetta. Se, perlopiù, dopo aver considerato che la compagnia insolita di uno scrittore il cui talento era per me sconosciuto avrebbe potuto accrescere il mio interesse nei suoi riguardi.
    Una notte calda, lunga, magnifica per ascoltare storie, con una tenera e piena luna che ci sorveglia sopra le nostre teste, fanno da cornice a questa magnifica storia. Come una scultura a cui si presta il lusso di ammirarla, soggiornai fra i vicoli bui e tortuosi di una città sconosciuta e misteriosa per conoscere di prima mano tutti quei personaggi che avevano accompagnato la mia avanzata lenta fino a che qualcuno avesse ordinato di mettere il punto finale: l'avvenente e prosperosa Moglie del Signor Casimiro; Il Barman del Museo di Arte Antica, Il Venditore di Storie, Il Suonatore di Fisarmonica. Ogni personaggio era un dettaglio stanziato nel nulla. Un anticipo più che sufficiente delle "valorose gesta" del nostro eroe di carta.
    Mi sono incamminata verso Lisbona con un'espressione di solidarietà mista a un forte sentimento di curiosità in cui, salutando qualunque viandante l'autore incrociava con un gentile cenno della mano, potei muovermi senza che nessuno mi riconoscesse. La mia passione per la scrittura mi permise di accogliere con facilità quello che esulano le pagine di Requiem, motivata dall'idea che si trattasse del fantasma dello stesso Tabucchi. E, come un sonnambulo che attraversa a braccia tese un paesaggio e tutto quello che tocca, sono entrata a far parte di un sogno che mi ha costretta a vivere da due parti: dalla parte della realtà e dalla parte dei sogni. Si avverte questa sensazione che qualcosa si dissolvi nell'aria, e improvvisamente si prova un forte desiderio di toccarla, come se chi legge facesse parte di questa stramba realtà parallela.
    Leggendo Requiem per la prima volta, dopo tante e accorate richieste dettate dal cuore, ho potuto comprendere - seppur non ancora nello specifico - la ragione per cui Tabucchi ha conquistato un numero così grande di lettori. La combinazione di talento e una disarmante innocenza è così bella e perfetta che sorge spontaneo definirla < < magica>>. Un abile lettore di anime scrisse dei versi mediante quel contenitore imperfetto della scrittura, componendo una musica sconosciuta mediante parole ermetiche e simboliche che sfiorano il surrealismo. Assumono poco a poco una risonanza famigliare, in cui ogni singola parola trova un posto particolare dentro l'anima di chi legge. E, solo alla fine, ci narra poemi dettati esclusivamente dal suo genio, senza la minima difficoltà. Poemi amorosi o reali scritti semplicemente per farli leggere a qualcuno, o anche a se stesso. Per riscaldare un po' il suo cuore … e anche quello mio. Ed è proprio questa semplicità a colpire dolcemente con forza, chi lo "ascolta".
    Situazioni che oscillano fra il reale e il possibile e che sono pieni di una libertà e di una forza vitale che non possono essere racchiusi nei confini del senso comune, in pagine bianche che evocano qualcosa di speciale. Un altro tempo, un altro luogo, o una particolare dimensione della mente in cui io mi sono persa completamente.
    Un abile intreccio di riferimenti incrociati nella produzione tabucchiana. Una trama quasi inesistente, ma dipanata con meticolosità nell'alternarsi dei "mondi paralleli". Un'avventura sensazionale che altri non è che un esame della coscienza dell'autore, tribolazioni, purificazioni, dinanzi a un tempo tiranno che oramai ha ingoiato qualunque cosa. Un viaggio in uno stato a metà tra coscienza e incoscienza in cui si arriverà a un punto in cui non si saprà più cosa è vero o sbagliato. Perdendoci nel labirinto del tempo di cui siamo stati prigionieri e, vagando come un anima in pena che tuttavia esiste grazie alla dinamica dei ricordi, cercando quella specifica risposta che abbia indotto l'autore a scrivere questa storia. Una storia balorda, senza soluzione, ma che cambierà la vita di chiunque voglia leggerla.

    Quando ero giovane avevo sempre pensato che quell'azzurro fosse mio, che mi appartenesse, e invece adesso era un azzurro esagerato e distante, come un'allucinazione.

    ha scritto il 

  • 4

    "Abbiamo sempre bisogno di una storia anche quando sembra di no."

    Letto e finito in una calda giornata di luglio, in riva al mare....sognando Lisbona....come da tante estati, ormai....Romanzo scritto in portoghese da un italiano amante del Portogallo come me. Libro ...continua

    Letto e finito in una calda giornata di luglio, in riva al mare....sognando Lisbona....come da tante estati, ormai....Romanzo scritto in portoghese da un italiano amante del Portogallo come me. Libro che ha portato fortuna alla squadra lusitana, visto che la sera stessa della fine della mia lettura, il Portogallo (che io ho tifato sfegatatamente!!) ha vinto la finale degli Europei.

    ha scritto il 

  • 3

    somiglianze di famiglia

    cos'hanno in comune marquez, amado, borges, cortazar, soriano, vargas llosa e potrei aggiungere bolano (se solo l'avessi mai letto)?
    e io che ne so?

    Non c'è "libro" che si rispetti che non citi, riman ...continua

    cos'hanno in comune marquez, amado, borges, cortazar, soriano, vargas llosa e potrei aggiungere bolano (se solo l'avessi mai letto)?
    e io che ne so?

    Non c'è "libro" che si rispetti che non citi, rimandi o parli di qualche altro "libro": questa volta tocca a IL PROCESSO di quel vigliacco di kafka.

    "MA SENTA, NON CREDE CHE SIA PROPRIO QUESTO CHE LA LETTERATURA DEVE FARE, INQUIETARE? DA PARTE MIA NON HO FIDUCIA NELLA LETTERATURA CHE TRANQUILLIZZA LE COSCIENZE. NEMMENO IO, APPROVAI, MA VEDE IO SONO GIA' ABBASTANZA INQUIETO PER CONTO MIO, LA SUA INQUIETUDINE SI AGGIUNGE ALLA MIA E PRODUCE ANGOSCIA".

    a seguire TRITTICO POLITICO:
    "voglio dire che io sono sì materialista, solo che non sono dialettico, ed è questo che mi distinge dai marxisti"

    "una memoria di ferro è una dote fondamentale per un buon politico" - anch'io lo credevo...-

    "non ho mai avuto tempo per la politica, ho lavorato tutta la vita".

    ha scritto il 

  • 3

    “ … abbiamo sempre bisogno di una storia anche quando sembra di no. “

    La narrazione di una giornata afosa di fine luglio a Lisbona basata su incontri del presente ma soprattutto del passato , dal tono nostalgico a mezza via tra il mondo del sogno e quello del ricordo , ...continua

    La narrazione di una giornata afosa di fine luglio a Lisbona basata su incontri del presente ma soprattutto del passato , dal tono nostalgico a mezza via tra il mondo del sogno e quello del ricordo , dalla quale traspare con evidenza un amore radicato e profondo dell'autore per una terra che egli ha imparato ad amare e a considerare come sua.
    Se è vero che questo mio primo romanzo breve di Antonio Tabucchi, sicuramente bello e ben scritto , non mi ha però entusiasmato , non mi ha “preso” come mi aspettavo , è altrettanto vero che vorrò sicuramente approfondire la sua conoscenza con qualcosa di più corposo .

    ha scritto il 

  • 4

    Un magnifico romanzo breve del grande Tabucchi, scritto in portoghese, perché questa è la lingua della “saudade”.
    Tutto si svolge di domenica, durante un torrido giorno d’estate, in una Lisbona che se ...continua

    Un magnifico romanzo breve del grande Tabucchi, scritto in portoghese, perché questa è la lingua della “saudade”.
    Tutto si svolge di domenica, durante un torrido giorno d’estate, in una Lisbona che sembra come sfumare nel sogno, ma che è reale nei luoghi, nei cibi e nelle bevande che l’autore ricorda.
    Pagine di un libro che si vorrebbe finire tutto d'un fiato, perché fin dalle prime righe, fra piani temporali che si intersecano, ci si smarrisce dietro il sogno o la follia, che in fondo sono la stessa cosa, e che sembrano l’unico modo per raggiungere la felicità, o almeno, una felicità possibile: in fondo, cosa sarebbe l’uomo senza quella follia?
    Si capisce da subito che si tratta anche di un romanzo fatto di fantasmi e di incontri, di quelli dal sapore speciale, fino all’ultimo, quasi inevitabile, con il grande Fernando Pessoa.
    Condurre una vita nello stesso tempo in due luoghi diversi, dentro la realtà e nel sogno...
    E se una mattina svegliandoci ci accorgessimo che stiamo ancora sognando?
    Dì,
    tu sapevi da tempo qual è la ragione, la volontà che ci spinge a portare certi Esseri, e non altri, dentro i nostri sogni.
    Sì,
    tu lo avevi già sognato.

    ha scritto il 

  • 4

    Un viaggio onirico

    Nella cornice di una Lisbona stretta nella morsa calda di una domenica di Luglio, un uomo, alias Tabucchi,si aggira per le strade deserte di questo luogo del cuore e dei ricordi!
    Gli vanno incontro si ...continua

    Nella cornice di una Lisbona stretta nella morsa calda di una domenica di Luglio, un uomo, alias Tabucchi,si aggira per le strade deserte di questo luogo del cuore e dei ricordi!
    Gli vanno incontro singolari figure che rallentano il suo cammino e che lui sollecita, e che a loro volta lo sollecitano, al dialogo e alla riflessione.
    Chi sono le creature che trovano ospitalità in queste pagine? Sono reali o frutto di allucinazione o di sogno ad occhi aperti?
    Poco importa! Perché in questo "strano" libro anche gli invisibili che abitano i ricordi prendono corpo. Riemergono dal luogo profondo dell' anima, anzi dell' Inconscio, di cui Tabucchi dice di aver contratto il virus. E sebbene trasfigurati in categorie sociali, acquistano per la vividezza del racconto una parvenza palesemente reale.
    E' un viaggio interessante, dal sapore morbido e struggente,quello che Tabucchi ci permette di fare nel suo mondo interiore.
    Vi invito a compierlo, perché alla fin fine è una scoperta o riscoperta della Lisbona tanto amata; un' occasione di arricchimento, non solo per i tanti riferimenti culturali, ma anche per quelli squisitamente gastronomici.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello. Una giornata a Lisbona, incontri con persnaggi diversi e a volte bizzarri, storie che ci inquadrano pezzi di vita del protagonista, fino all'incontro finale con il grande poeta portoghese, mai ...continua

    Bello. Una giornata a Lisbona, incontri con persnaggi diversi e a volte bizzarri, storie che ci inquadrano pezzi di vita del protagonista, fino all'incontro finale con il grande poeta portoghese, mai nominato ma ovvio..

    ha scritto il 

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