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Resistere non serve a niente

Di

Editore: Rizzoli

3.3
(754)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 324 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817059358 | Isbn-13: 9788817059350 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Business & Economics , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Molte inchieste ci hanno parlato della famosa “zona grigia” tra criminalità e finanza, fatta di banchieri accondiscendenti, broker senza scrupoli, politici corrotti, malavitosi di seconda generazione laureati in Scienze economiche e ricevuti negli ambienti più lussuosi e insospettabili. Ma è difficile dar loro un volto, immaginarli nella vita quotidiana. Walter Siti, col suo stile mimetico e complice, sfrutta le risorse della letteratura per offrirci un ritratto ravvicinato di Tommaso: ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza; tutt’altro che privo di buoni sentimenti, forte di un edipo irrisolto e di inconfessabili frequentazioni. Intorno a lui si muove un mondo dove il denaro comanda e deforma; dove il possesso è l’unico criterio di valore, il corpo è moneta e la violenza un vantaggio commerciale. Conosciamo un’olgettina intelligente e una scrittrice impegnata, un sereno delinquente di borgata e un mafioso internazionale che interpreta la propria leadership come una missione. Un mondo dove soldi sporchi e puliti si confondono in un groviglio inestricabile, mentre la stessa distinzione tra bene e male appare incerta e velleitaria. Proseguendo nell’indagine narrativa sulle mutazioni profonde della contemporaneità, sulle vischiosità ossessive e invisibili dietro le emergenze chiassose della cronaca, Siti prefigura un aldilà della democrazia: un inferno contro natura che chiede di essere guardato e sofferto con lucidità prima di essere (forse e radicalmente) negato.
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  • 2

    Dichiarerò che sei frutto della mia immaginazione. Questo è il vantaggio dei romanzi”.

    Storia vera o frutto di immaginazione allora?
    Alter-ego dell’autore?
    Romanzo e reportage in parti uguali: si entra e si esce dal mondo della criminalità, dell’arrivismo, del vivere con tanti, tanti so ...continua

    Storia vera o frutto di immaginazione allora?
    Alter-ego dell’autore?
    Romanzo e reportage in parti uguali: si entra e si esce dal mondo della criminalità, dell’arrivismo, del vivere con tanti, tanti soldi, procurati con modi disonesti e furbi. Immoralità e corruzione come abitudine
    A tratti sembra che lo scrittore partecipi alla storia, a tratti che se ne dissoci decisamente.
    Critica o partecipazione complice?
    Alla fine però risulta un po’ confuso e anche un po’ noioso questo alternante entrare ed uscire dalla storia, che rende la lettura farraginosa, anche se altre pagine risultano scorrevoli e pregnanti.

    ha scritto il 

  • 0

    sospendo il giudizio: siti ha un modo di narrare molto interessante, slegato e sincopato, che a molti non è piaciuto ma che a me intriga. sicuramente sa usare la lingua, anche se la ricerca di disarmo ...continua

    sospendo il giudizio: siti ha un modo di narrare molto interessante, slegato e sincopato, che a molti non è piaciuto ma che a me intriga. sicuramente sa usare la lingua, anche se la ricerca di disarmonia spesso sortisce esiti sgradevoli, che allontanano i lettori. ma ho l'impressione che il libro sia rimasto troppo schiacciato sull'attualità, sul giornalismo, e infatti, in mancanza di una trama forte, verso il finale vira decisamente verso il saggio. ma è un'opera da rileggere, per me, dopo aver approfondito altre cose dell'autore.

    ha scritto il 

  • 0

    Un bel libro che immegre il lettore nel mondo dell'alta finanza, che confina spesso con quello della criminalità. La lingua di Siti è molto lavorata e piacevolmente ricca, anche se in alcune parti mi ...continua

    Un bel libro che immegre il lettore nel mondo dell'alta finanza, che confina spesso con quello della criminalità. La lingua di Siti è molto lavorata e piacevolmente ricca, anche se in alcune parti mi ha un po' disturbato l'insistenza filosofeggiante (peraltro leggittima e interessantissima). I personaggi sono molto ben delineati, complessi e vivi e l'autore non cerca nessuna scorciatoia per semplificare relazioni, sensibilità e attitudini che semplici non sono. Siti adotta anche l'approccio di entrare e uscire dalla narrazione come autore in prima persona, cosa comune a molti scrittori contemporanei; in questo caso l'effetto è molto piacevole e riuscito.

    ha scritto il 

  • 4

    A quanti come me considerano Siti uno dei più interessanti scrittori italiani -e non solo, segnalo questo notevole articolo.

    http://www.minimaetmoralia.it/wp/speciale-walter-siti-terza-parte/comment-p ...continua

    A quanti come me considerano Siti uno dei più interessanti scrittori italiani -e non solo, segnalo questo notevole articolo.

    http://www.minimaetmoralia.it/wp/speciale-walter-siti-terza-parte/comment-page-1/#comment-1128188

    ha scritto il 

  • 2

    Saggio di denuncia travestito da confuso romanzo, faticoso da leggere per la sua scrittura troppo consapevole e forzatamente esibizionista, tra tecnicismi finanziari, slang romanesco e citazioni erudi ...continua

    Saggio di denuncia travestito da confuso romanzo, faticoso da leggere per la sua scrittura troppo consapevole e forzatamente esibizionista, tra tecnicismi finanziari, slang romanesco e citazioni erudite che non lasciano respiro. Cinismo e moralismo si intrecciano fra loro, per dirci, una volta di più, che resistere bisogna, nonostante non serva a niente.

    ha scritto il 

  • 0

    Non è nelle mie corde

    L'ho sfogliato, insieme ad "Exit strategy" il tanto per potere intervistare l'autore (http://www.streamago.tv/movie/78428/walter-siti/ ) ma non mi ha preso è ho abbandonato la lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    "Metà del mio regno a chi mi farà battere il cuore"

    Come una grande bellezza, ma molto più amara, senza fronzoli.

    "L'economia e la tecnologia sono così veloci in questi anni che la psicologia fa fatica a tenergli dietro...quelli che chiamiamo rimorsi ...continua

    Come una grande bellezza, ma molto più amara, senza fronzoli.

    "L'economia e la tecnologia sono così veloci in questi anni che la psicologia fa fatica a tenergli dietro...quelli che chiamiamo rimorsi spesso sono soltanto delle sfasature". L'impossibilità di sentire, di emozionarsi, appena dopo i trent'anni, di avere un colpo di fulmine, quando l'elettricità è distribuita ormai in maniera equanime. Se nel Seicento si catalogava la modernità interiore con la Carta del Tenero, "ora ci vorrebbe la Carta del Refrattario". La storia è quella di Tommaso, genio della finanza, in costante credito con il mondo, di un caso eccezionale di esistenza generata nella periferia romana, anche se certe emozioni, o assenza di, sono talmente familiari da far venire i brividi.

    Cocaina, amplessi selvaggi effettuati con il coinvolgimento di una fila d'attesa alla posta, soldi tantissimi, di quelli che non si toccano e si spostano con un clic da una parte all'altra del mondo. Il narratore, che entra ed esce da questo libro con disinvoltura, e le donne, relegate al ruolo di ballerine di fila. Meravigliosa la fotografia del Teatro Valle e del sedicente intellettualismo di sinistra, di scrittrici femministe che parlano di autonomia del corpo e aborto nel foyer, di clown che saltellano in giro gridando convinti "hasta la victoria siempre".

    Spocchioso, talmente cinico da essere insopportabile, a volte un po' forzato, anche se forse si tratta semplicemente di un essenzialismo strategico alla letteratura, all'efficacia di questo gigantesco affresco sociale. Indubbiamente scritto in maniera magistrale.

    Letto tutto d'un fiato in un periodo di anaffettività indotta.

    ha scritto il 

  • 3

    A metà tra romanzo e saggio, non è nè l'una nè l'altra cosa. Meglio la parte romanzata, che mi ha ricordato certi ambienti del film "la grande bellezza". Nel complesso non mi ha appassionato, peccato. ...continua

    A metà tra romanzo e saggio, non è nè l'una nè l'altra cosa. Meglio la parte romanzata, che mi ha ricordato certi ambienti del film "la grande bellezza". Nel complesso non mi ha appassionato, peccato...

    ha scritto il 

  • 2

    LEGGERLO non serve a niente!

    Da non leggere.
    Al premio strega si sono inventati una vittoria (di questo libro) assolutamente immeritata.
    Non si è capito niente, si sbalzava da un dialogo all'altro, senza capire chi fosse a parlar ...continua

    Da non leggere.
    Al premio strega si sono inventati una vittoria (di questo libro) assolutamente immeritata.
    Non si è capito niente, si sbalzava da un dialogo all'altro, senza capire chi fosse a parlare, e chi l'interlocutore.
    L'argomento (finanza e crisi socio-economica) mi interessava, ma il libro, nonostante sia scritto discretamente, non spiega questa crisi fino in fondo.
    Penso sarà l'ultimo libro che leggerò di Walter Siti.

    ha scritto il 

  • 5

    Un grande romanzo, che tra le vicende del protagonista riesce a infilare una miriade di rivelazioni regolarmente sensazionali sui retroscena dell'economia mondiale.
    Narrazione non convenzionale, veloc ...continua

    Un grande romanzo, che tra le vicende del protagonista riesce a infilare una miriade di rivelazioni regolarmente sensazionali sui retroscena dell'economia mondiale.
    Narrazione non convenzionale, velocissima (anche un po' troppo).
    Però, alla fine si comprende l'importanza di un romanzo di questo tipo: dalla parte di Saviano, ma meno divulgativo, più tagliente e tecnicamente straripante (io che non ne so di economia ho fatto fatica a seguire tutto).

    ha scritto il 

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