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Respirazione artificiale

By Ricardo Piglia

(21)

| Paperback | 9788877980328

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Book Description

Respirazione artificiale è già considerato un classico della nuova letteratura argentina. In una recente inchiesta fra cinquanta scrittori è stato riconosciuto come uno dei migliori romanzi della storia letteraria di quel paese. Indagando le o Continue

Respirazione artificiale è già considerato un classico della nuova letteratura argentina. In una recente inchiesta fra cinquanta scrittori è stato riconosciuto come uno dei migliori romanzi della storia letteraria di quel paese. Indagando le origini di un antico male argentino - il tradimento giustificato dal patriottismo - Ricardo Piglia racconta in parallelo le vite di due presunti traditori. Uno è Enrique Ossorio, segretario privato, attorno al 1850, del dittatore Rosas, ma anche spia, quindi cercatore d'oro in California e infine suicida proprio alla vigilia della caduta del tiranno. L'altro è un contemporaneo, Marcelo Maggi, ex avvocato radicale che ha sposato la nipote di Ossorio per mettere le mani su un baule pieno di carte di famiglia: ritiratosi in una cittadina di frontiera dopo essere stato in prigione (forse per motivi politici, forse per essere fuggito con una ballerina di cabaret e i soldi della moglie), va scrivendo, da storico dilettante, proprio una biografia di Ossorio. Dal suo confino (che condivide con un certo Tardewski, esule polacco il quale racconta di aver giocato a scacchi con Joyce a Zurigo, studiato con Wittgenstein e scoperto insospettati retroscena della vita di Kafka) Marcelo scrive al nipote Emilio Renzi, cui si appresta a lasciare in eredità il baule di Ossorio prima di finire, forse, tra i desaparecidos: e sarà Renzi a cercare di dipanare questa storia, per risolvere un enigma impossibile fatto a scatole cinesi, in cui la soluzione, forse, non è ciò che più conta.

27 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Dittici

    Premessa: questo libro richiede attenzione e concentrazione, non è la tipica lettura estiva (per questo, visto che ho avuto la bella idea di portarmelo in spiaggia, ho dovuto rileggerlo un paio di volte).

    Ê un libro originale, forse anche troppo. Or ...(continue)

    Premessa: questo libro richiede attenzione e concentrazione, non è la tipica lettura estiva (per questo, visto che ho avuto la bella idea di portarmelo in spiaggia, ho dovuto rileggerlo un paio di volte).

    Ê un libro originale, forse anche troppo. Originale nello stile, con la narrazione che passa dalla prima alla terza persona e poi a una stranissima “narrazione riferita” (non saprei come definirla diversamente): “una sera, raccontò Marconi, mi racconta Tardewski”, “apro, e nel farlo, dice Tardewski che gli raccontò Marconi”, e originale nella struttura, che assembla il romanzo epistolare, la biografia, la saga familiare, il giallo, il saggio storico-filosofico-letterario...
    Ho faticato ad orientarmi, a trovare un “centro” nel libro. Se volessi riassumere la trama potrei dire che è la storia dello scrittore Emilio Renzi che scrive la biografia dello zio Marcelo Maggi, il quale a sua volta tenta di ricostruire la biografia di Enrique Ossorio partendo dai suoi scritti... semplificazione estrema e rozza ma che credo renda bene le difficoltà che ho incontrato, anche considerando che poi la trama non si risolve, nel senso che quando Renzi parte per incontrare di persona Maggi, quest'ultimo sparisce.
    Un romanzo nel quale la narrazione mi sembra procedere per dittici, per coppie di personaggi (Maggi/Renzi, Maggi/Tardewski, Renzi/Tardewski, Borges/Arlt, Cartesio/Hitler, Kafka/Joyce, Kafka/Hitler) visti in continuità o in contrapposizione e nel quale la parte più convincente mi è sembrata la seconda, quella meta-letteraria, dove Piglia costruisce una specie di mappa della letteratura argentina esprimendo giudizi spesso tranchant su un sacco di scrittori e poi mescola realtà e fantasia a disegnare una trama verosimile, non vera ma più affascinante del vero.
    Respirazione artificiale è tante cose: un romanzo sull'esilio, sulla solitudine e sull'utopia, sul fallimento consapevole (non solo quello di Tardewski), sul Caso che interviene a modificare il corso delle vite, sulla ricerca delle radici, sul bisogno di fare ordine nel passato per cominciare a comprendere, sulle storie che ci raccontiamo per immaginare che ci sia successo qualcosa nella vita, ma soprattutto sul bisogno e sulla difficoltà di scrivere la musica che sentiamo dentro.
    Questo credo che sia, se non il trait d'union, almeno uno dei fili importanti che legano la storia:“Sento una musica e non posso suonarla, diceva, credo, Coleman Hawkins”, scrive Emilio Renzi a Maggi per spiegare l'impasse in cui si trova, “c'è qualcosa che ho compreso: la ragione che spiega questo disordine potrà essere formulata in una sola frase. Ma ho una sola paura, arrivare a concepirla e non poterla esprimere” dice il senatore Luciano Ossorio a Renzi, “tormentato dalle sue idee, perché voleva pensare bene e perché incontrava enormi difficoltà a scrivere. Lo faceva disperare la sola possibilità di non poter arrivare alla verità”, così si esprime Tardewski a proposito di Wittgenstein.
    Un romanzo sulla difficoltà di dire, di trovare le parole che mettano ordine tra le cose, di riuscire a restituire all'esterno quello che sentiamo nella maniera più precisa e compiuta possibile.
    Un romanzo sull'impossibilità del dire bene tutto ciò che deve essere detto (parafrasando Valery).

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    Héctor Genta said on Sep 13, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    capolavoro del narrare in terza persona al quadrato (egli dice che quello dicesse), esplorando questa possibilità da tutti i lati senza mai perdere in chiarezza o eleganza della frase. Il piano del narratore si fonde con quello del personaggio che è ...(continue)

    capolavoro del narrare in terza persona al quadrato (egli dice che quello dicesse), esplorando questa possibilità da tutti i lati senza mai perdere in chiarezza o eleganza della frase. Il piano del narratore si fonde con quello del personaggio che è a sua volta narratore. Un gioco letterario condotto con tecnica strepitosa.

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    Or said on Dec 3, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Posiblemente esta sea una novela para escritores. No me cabe la menor duda. Piglia consigue fundir acertadamente, en mi opinión, el relato policial a la novela histórica. El momento más intenso de la novela se da en una discusión "literaria" donde se ...(continue)

    Posiblemente esta sea una novela para escritores. No me cabe la menor duda. Piglia consigue fundir acertadamente, en mi opinión, el relato policial a la novela histórica. El momento más intenso de la novela se da en una discusión "literaria" donde se exponen una serie de teorías sobre Roberto Arlt y Jorge Luis Borges, que convierten el relato casi en un ensayo literario. Libro intenso, híbrido. Donde la escritura adopta formas distintas, con una capacidad proteica asombrosa. Merece una relectura.

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    El divino Bambú said on Oct 29, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lettura complessa, a tratti incostante e con tendenziale assenza di un filo conduttore.
    Secondo me, perde molto nella traduzione e le argomentazioni sulla letteratura argentina di '800 e '900 sono un poco pedanti.
    Interessante la parte su Hitler e Ka ...(continue)

    Lettura complessa, a tratti incostante e con tendenziale assenza di un filo conduttore.
    Secondo me, perde molto nella traduzione e le argomentazioni sulla letteratura argentina di '800 e '900 sono un poco pedanti.
    Interessante la parte su Hitler e Kafka.

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    FLG said on Oct 24, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro particolare, colto, erudito, che parla di storia, di letteratura , di filosofia, a tratti ostico, certamente non di immediata fruizione, ma geniale.

    "Bisogna pensare contro se stessi e vivere in terza persona"

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    Valentina said on Jul 30, 2013 | Add your feedback

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