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Respirazione artificiale

Di

Editore: Sur (Sur, 06)

4.3
(89)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 279 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese , Portoghese , Greco

Isbn-10: 8897505082 | Isbn-13: 9788897505082 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gianni Guadalupi

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Dittici

    Premessa: questo libro richiede attenzione e concentrazione, non è la tipica lettura estiva (per questo, visto che ho avuto la bella idea di portarmelo in spiaggia, ho dovuto rileggerlo un paio di volte).


    Ê un libro originale, forse anche troppo. Originale nello stile, con la narrazione ch ...continua

    Premessa: questo libro richiede attenzione e concentrazione, non è la tipica lettura estiva (per questo, visto che ho avuto la bella idea di portarmelo in spiaggia, ho dovuto rileggerlo un paio di volte).

    Ê un libro originale, forse anche troppo. Originale nello stile, con la narrazione che passa dalla prima alla terza persona e poi a una stranissima “narrazione riferita” (non saprei come definirla diversamente): “una sera, raccontò Marconi, mi racconta Tardewski”, “apro, e nel farlo, dice Tardewski che gli raccontò Marconi”, e originale nella struttura, che assembla il romanzo epistolare, la biografia, la saga familiare, il giallo, il saggio storico-filosofico-letterario...
    Ho faticato ad orientarmi, a trovare un “centro” nel libro. Se volessi riassumere la trama potrei dire che è la storia dello scrittore Emilio Renzi che scrive la biografia dello zio Marcelo Maggi, il quale a sua volta tenta di ricostruire la biografia di Enrique Ossorio partendo dai suoi scritti... semplificazione estrema e rozza ma che credo renda bene le difficoltà che ho incontrato, anche considerando che poi la trama non si risolve, nel senso che quando Renzi parte per incontrare di persona Maggi, quest'ultimo sparisce.
    Un romanzo nel quale la narrazione mi sembra procedere per dittici, per coppie di personaggi (Maggi/Renzi, Maggi/Tardewski, Renzi/Tardewski, Borges/Arlt, Cartesio/Hitler, Kafka/Joyce, Kafka/Hitler) visti in continuità o in contrapposizione e nel quale la parte più convincente mi è sembrata la seconda, quella meta-letteraria, dove Piglia costruisce una specie di mappa della letteratura argentina esprimendo giudizi spesso tranchant su un sacco di scrittori e poi mescola realtà e fantasia a disegnare una trama verosimile, non vera ma più affascinante del vero.
    Respirazione artificiale è tante cose: un romanzo sull'esilio, sulla solitudine e sull'utopia, sul fallimento consapevole (non solo quello di Tardewski), sul Caso che interviene a modificare il corso delle vite, sulla ricerca delle radici, sul bisogno di fare ordine nel passato per cominciare a comprendere, sulle storie che ci raccontiamo per immaginare che ci sia successo qualcosa nella vita, ma soprattutto sul bisogno e sulla difficoltà di scrivere la musica che sentiamo dentro.
    Questo credo che sia, se non il trait d'union, almeno uno dei fili importanti che legano la storia:“Sento una musica e non posso suonarla, diceva, credo, Coleman Hawkins”, scrive Emilio Renzi a Maggi per spiegare l'impasse in cui si trova, “c'è qualcosa che ho compreso: la ragione che spiega questo disordine potrà essere formulata in una sola frase. Ma ho una sola paura, arrivare a concepirla e non poterla esprimere” dice il senatore Luciano Ossorio a Renzi, “tormentato dalle sue idee, perché voleva pensare bene e perché incontrava enormi difficoltà a scrivere. Lo faceva disperare la sola possibilità di non poter arrivare alla verità”, così si esprime Tardewski a proposito di Wittgenstein.
    Un romanzo sulla difficoltà di dire, di trovare le parole che mettano ordine tra le cose, di riuscire a restituire all'esterno quello che sentiamo nella maniera più precisa e compiuta possibile.
    Un romanzo sull'impossibilità del dire bene tutto ciò che deve essere detto (parafrasando Valery).

    ha scritto il 

  • 5

    capolavoro del narrare in terza persona al quadrato (egli dice che quello dicesse), esplorando questa possibilità da tutti i lati senza mai perdere in chiarezza o eleganza della frase. Il piano del narratore si fonde con quello del personaggio che è a sua volta narratore. Un gioco letterario cond ...continua

    capolavoro del narrare in terza persona al quadrato (egli dice che quello dicesse), esplorando questa possibilità da tutti i lati senza mai perdere in chiarezza o eleganza della frase. Il piano del narratore si fonde con quello del personaggio che è a sua volta narratore. Un gioco letterario condotto con tecnica strepitosa.

    ha scritto il 

  • 5

    Posiblemente esta sea una novela para escritores. No me cabe la menor duda. Piglia consigue fundir acertadamente, en mi opinión, el relato policial a la novela histórica. El momento más intenso de la novela se da en una discusión "literaria" donde se exponen una serie de teorías sobre Roberto Arl ...continua

    Posiblemente esta sea una novela para escritores. No me cabe la menor duda. Piglia consigue fundir acertadamente, en mi opinión, el relato policial a la novela histórica. El momento más intenso de la novela se da en una discusión "literaria" donde se exponen una serie de teorías sobre Roberto Arlt y Jorge Luis Borges, que convierten el relato casi en un ensayo literario. Libro intenso, híbrido. Donde la escritura adopta formas distintas, con una capacidad proteica asombrosa. Merece una relectura.

    ha scritto il 

  • 3

    Lettura complessa, a tratti incostante e con tendenziale assenza di un filo conduttore.
    Secondo me, perde molto nella traduzione e le argomentazioni sulla letteratura argentina di '800 e '900 sono un poco pedanti.
    Interessante la parte su Hitler e Kafka.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro particolare, colto, erudito, che parla di storia, di letteratura , di filosofia, a tratti ostico, certamente non di immediata fruizione, ma geniale.

    "Bisogna pensare contro se stessi e vivere in terza persona"

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Para comprender en su totalidad esta lectura es necesario conocer alguno estudio sobre ella, ya que si no, hay muchas cosas que se te escapan. Es una novela que evita hablar de lo más importante de su trama: la represión argentina y para poder comprender esto hay que estar muy pero que muy atento ...continua

    Para comprender en su totalidad esta lectura es necesario conocer alguno estudio sobre ella, ya que si no, hay muchas cosas que se te escapan. Es una novela que evita hablar de lo más importante de su trama: la represión argentina y para poder comprender esto hay que estar muy pero que muy atento. Además, la voz narradora cambia de un personaje a otro sin ningún aviso previo, y para darte cuenta de ello y poder seguir el hilo de la trama, también tienes que estar muy atento. La obra se divide en dos partes: la primera está formada, sobre todo, por la correspondencia entre el profesor Maggi y el sobrino que nunca conoció, Renzi. Maggi le habla sobre un archivo histórico de Enrique Ossorio en el que lleva trabajando mucho tiempo, conciertan una cita para verse y entregarle ese archivo histórico al chico. La segunda parte empieza con la llegada de Renzi a Concordia, pueblo en el que vivía Maggi hasta que se marchó, lo único que pasa en esta parte es una larga conversación entre Renzi y un amigo de su tío, mientras esperan a que llegue Maggi. No hay apenas acción, pero el libro no es demasiado largo y el lenguaje bastante sencillo de comprender por lo que se lee rápido y no se hace pesado. Mi opinión, es que no pasa nada y eso lo hace aburrido, aunque la intención del autor de destacar la represión mediante eludirla hablando de cualquier otra cosa me parece muy interesante.

    ha scritto il 

  • 2

    Abbandonato dopo un centinaio di pagine.
    Sicuramente un libro complesso, colto per certi versi, caratterizzato da lunghi monologhi che sembrano vaneggiamenti e dai quali non sono stata in grado di trarre un filo.
    Una bella idea iniziale che si perde in una scrittura contorda e di diff ...continua

    Abbandonato dopo un centinaio di pagine.
    Sicuramente un libro complesso, colto per certi versi, caratterizzato da lunghi monologhi che sembrano vaneggiamenti e dai quali non sono stata in grado di trarre un filo.
    Una bella idea iniziale che si perde in una scrittura contorda e di difficile decifrazione.
    Adoro la letteratura latino americana e sono sempre attenta a trovare nuovi autori ed opere che non conosco, ma questa (sicuramente anche per un mio limite culturale) mi è sembrata decisamente oscura e inutilmente contorta

    ha scritto il 

  • 4

    Ricardo Piglia è argentino, classe 1941. Respirazione artificiale fu il suo primo romanzo, pubblicato nel 1980: un libro complesso, con una trama minimale che lega appena una successione incalzante di elementi storici, filosofici, letterari, di portata locale - argentina - e generale - europea so ...continua

    Ricardo Piglia è argentino, classe 1941. Respirazione artificiale fu il suo primo romanzo, pubblicato nel 1980: un libro complesso, con una trama minimale che lega appena una successione incalzante di elementi storici, filosofici, letterari, di portata locale - argentina - e generale - europea soprattutto, data la prevalenza dei riferimenti culturali dal vecchio continente e la stessa origine di molti abitanti di quel paese sudamericano.
    Svicolando parecchio - di fronte alla varietà e complessità dei temi -, mi limito a dire che la lettura di Respirazione artificiale è di quelle “faticose, però appaganti”: ma confesso che è stata faticosa un po’ troppo, per me, e appagante, talora anche molto, a sprazzi...

    ha scritto il 

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