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Resta con me

Di

Editore: Fazi (Le strade)

4.0
(507)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 372 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8864111247 | Isbn-13: 9788864111247 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Silvia Castoldi

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Tyler Caskey è una presenza insolita per la comunità di West Annett. È giovane e i suoi sermoni sono brillanti, frutto di una preparazione e di una sensibilità fuori dal comune. Perché Tyler è nettamente diverso dalle precedenti guide spirituali che la comunità ha conosciuto finora: ha carisma, e una moglie di grande bellezza e sensualità accanto. Quasi uno schiaffo di vitalità per tutta la cittadina. Eppure un giorno tutto può cambiare, l'attrazione trasformarsi in sospetto e maldicenza. E non a causa di una colpa, di un errore.
La giovane signora Caskey muore. Una morte che travolgerà il marito e le loro bambine in modo irreversibile. La figlia maggiore, Katherine, di appena cinque anni, smette di parlare chiudendosi in un silenzio ferreo; e Tyler non trova più le parole adatte in chiesa, né alcuna misericordia all'interno di una comunità che si rivela essere ottusa, arida, distante. Cosa resta, quindi, del conforto religioso? Poco o niente, se di fronte alla fragilità di un lutto che si apre come una voragine nessuno riesce a compenetrarsi nel dolore altrui, se le meschinità di una quotidianità prosciugata di ogni calore si moltiplicano tra le mille illazioni che corrono lungo i fili del telefono propagando sciocche storie di adulterio, o di malattia mentale.
È vero, sono i conformisti anni Cinquanta, e West Annett è nel Maine, una terra di antichi pionieri rigidamente protestanti. Ma Resta con Me si dilata oltre ogni confine e ci conduce fin nelle pieghe più oscure dei rapporti affettivi, lì dove ogni perdita può rivoluzionare una vita e per uno slancio di volontà si arriva a riemergere con una nuova consapevolezza.
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  • 4

    Il reverendo Tyler Caskey è una presenza insolita per la comunità di West Arinett. Ci sa fare e tutti lo amano e lo apprezzano. Eppure un giorno tutto può cambiare, l'attrazione trasformarsi in sospetto e maldicenza. La giovane signora Caskey ,che è poco amata dalla gente del luogo,muore. Una mor ...continua

    Il reverendo Tyler Caskey è una presenza insolita per la comunità di West Arinett. Ci sa fare e tutti lo amano e lo apprezzano. Eppure un giorno tutto può cambiare, l'attrazione trasformarsi in sospetto e maldicenza. La giovane signora Caskey ,che è poco amata dalla gente del luogo,muore. Una morte che travolgerà il marito e le loro bambine in modo irreversibile. La figlia maggiore, Katherine, di appena cinque anni, smette di parlare chiudendosi in un silenzio impenetrabile. Tyler non trova conforto e non sa come proteggere sua figlia, si deprime a tal punto da perdere la sua sicurezza e non trovare più le parole adatte in chiesa. Deve affrontare una comunità che gli si rivela ottusa, arida, distante e la gente comincia a spettegolare sul suo rapporto con la governante verso la quale prova stima e affetto e a dire maldicenze sul comportamento di sua figlia. Per di più c’è la mamma che vuole condizionare le sue scelte. La catteria si trasforma in desiderio di onnipotenza. La storia è costruita piano piano per rivelarsi appieno solo alla fine . La Strout fa un bell’affresco dell’America puritana degli anni 50 in una cittadina del Maine abitata da rigidi protestanti conformisti, che nascondono i propri problemi per parlare di quegli degli altri.

    ha scritto il 

  • 4

    Formidabile, la Strout, nel descrivere le piccole, claustrofobiche e ultraconservatrici comunità della provincia americana (in questo caso ci porta in un paesino del New England).
    L'avevo scoperta con il bellissimo Olive Kitteridge con cui ha vinto il Pulitzer, ho proseguito adess ...continua

    Formidabile, la Strout, nel descrivere le piccole, claustrofobiche e ultraconservatrici comunità della provincia americana (in questo caso ci porta in un paesino del New England).
    L'avevo scoperta con il bellissimo Olive Kitteridge con cui ha vinto il Pulitzer, ho proseguito adesso con questo Resta con me scritto due anni prima.

    Nonostante qualche sbavatura (la sequenza finale con la quale la storia compie una svolta è sembrata anche a me, come ad altri, un po' troppo frettolosa, l' inserimento di citazioni di versetti biblici è talmente frequente da risultare un tantino fastidioso) il romanzo mi ha confermato di avere a che fare con una scrittrice davvero eccellente.

    La Strout è una dal passo lento e di lungo respiro (per questo la modalità con cui è condotta la sequenza finale mi ha convinta poco) ed eccellente nel fare emergere lentamente i piccoli o grandi drammi individuali con trame in cui apparentemente succede ben poco. Strout non spiega, non dichiara; suggerisce, lascia intravedere, lascia spazio all'interpretazione. I suoi testi richiedono la collaborazione attiva del lettore, e questa è cosa che a me personalmente piace sempre parecchio.

    ha scritto il 

  • 2

    Sbiadito

    E' un bellissimo disegno ad acquerello sul quale è stato purtroppo rovesciato un bicchiere d'acqua. E' bello ma non è incisivo. La capacità della Strout di ambientare le sue storie in modo perfetto, la sua indiscussa maestria nel descrivere la provincia, i suoi vizi, le sue virtù, la sua dabbenag ...continua

    E' un bellissimo disegno ad acquerello sul quale è stato purtroppo rovesciato un bicchiere d'acqua. E' bello ma non è incisivo. La capacità della Strout di ambientare le sue storie in modo perfetto, la sua indiscussa maestria nel descrivere la provincia, i suoi vizi, le sue virtù, la sua dabbenaggine e la sua piaggeria a mio avviso non riescono a riscattare la storia di Tyler e della sua bambina dall'immagine sbiadita e sbrodolata che ne viene fuori.

    ha scritto il 

  • 4

    Bella scoperta Elisabeth Strout. Mi piace il suo modo di scrivere e soprattutto la sua capacità di far crescere la storia anche attraverso piccoli gesti, particolari, sentimenti vaghi che poi diventano man mano concreti e tangibili. Nel romanzo non succede un gran che, dal punto di vista dell'azi ...continua

    Bella scoperta Elisabeth Strout. Mi piace il suo modo di scrivere e soprattutto la sua capacità di far crescere la storia anche attraverso piccoli gesti, particolari, sentimenti vaghi che poi diventano man mano concreti e tangibili. Nel romanzo non succede un gran che, dal punto di vista dell'azione, ma avviene una rivoluzione interiore nel protagonista, una presa di coscienza, una maturazione profonda. L'autrice poi descrive con abilità la bigotta e chiacchierono società americana che vive di pettegolezzi e congetture, di ipocrisia e stupidità, con quel leggero sadismo che fa godere delle disgrazie altrui.
    Bello, mi è davvero piaciuto. Quattro stelline piene!!!

    ha scritto il 

  • 0

    Non ricordo dove ho letto che il dolore del lutto è come una tana di coniglio, si deve percorrerlo tutto fino in fondo per uscirne.


    Al protagonista di questo romanzo accade proprio questo: deve percorrere il proprio dolore fino in fondo, fino ad esporlo davanti a tutti, per poter trovare l ...continua

    Non ricordo dove ho letto che il dolore del lutto è come una tana di coniglio, si deve percorrerlo tutto fino in fondo per uscirne.

    Al protagonista di questo romanzo accade proprio questo: deve percorrere il proprio dolore fino in fondo, fino ad esporlo davanti a tutti, per poter trovare la forza di crescere e andare avanti.

    Gli ambienti sono descritti con amore e delicatezza, ma non senza definizione. I protagonisti, soprattutto Tyler e la figlia Katherine, sono complessi, fragili, dolorosi. Gli altri purtroppo solo brevi pennellate di ambiguità, più ombre che luci, che restano sospesi e, tutto sommato, anche un poco inutili: servono solo per far accadere le cose (brutte) che devono accadere. Del resto questo piccolo paese, tutto spazi grandi e inverni gelidi, è come uno stagno o una pozzanghera. Magari è carino in superficie, ma sotto sotto si annida la stessa cattiveria che appesta il resto del mondo.

    Il percorso che porta i parrocchiani di questo piccolo paesino sperduto dalla cieca ammirazione, al bieco pettegolezzo crudele, alla finale - e adulta - accettazione del Reverendo Caskey è ben scritto nella prima parte, troppo rapido e consolatorio nella seconda. Nel mezzo, alla rinfusa, accenni di violenza sessuale, impulsi sessuali non accettati, eutanasia, omicidio e aborto, ma sono temi solo sfiorati.

    L'autrice accenna, poi sta al lettore prendere le parti di questa o di quello, comprendere o rigettare i personaggi. La Strout racconta, ma ci evita pareri personali, anche se a volte si rivolge direttamente al lettore. La sua opinione a volte credo di averla compresa, ma la critica è solo sussurrata, inespressa, come la rabbia di Tyler che, fino alla fine, è un personaggio che non vuole nuocere a nessuno, dispiacere a nessuno. Peccato che alla fine chi viene ferito e quasi distrutto siano lui e la figlia Katherine.

    Riconosco che è un bel libro, ma le tante, troppe citazioni di salmi, e i tanti, troppi riferimenti a un accidenti di filosofo di cui non saprei scrivere il cognome nemmeno dopo dieci tentativi, me lo hanno reso indigesto. Classico caso di libro giusto, ma momento sbagliato.

    Molte volte avrei voluto scuotere Tyler, dirgli di svegliarsi, che i suoi amati parrocchiani erano squali in attesa di sangue fresco, ma purtroppo la Strout così lo ha scritto.

    Alla fine crescono lui e i parrocchiani: bene così.

    ha scritto il 

  • 4

    bellissime descrizioni di paesaggi, atmosfere, colori... e anche della psicologia dei personaggi, dei loro vari movimenti interni... ambiente un po' clastrofobico, una cittadina del New England negli anni '50-'60. Un'analisi minuziosa degli stati d'animo, forse a scapito dell'evoluzione complessi ...continua

    bellissime descrizioni di paesaggi, atmosfere, colori... e anche della psicologia dei personaggi, dei loro vari movimenti interni... ambiente un po' clastrofobico, una cittadina del New England negli anni '50-'60. Un'analisi minuziosa degli stati d'animo, forse a scapito dell'evoluzione complessiva dei vari persoaggi... La storia dell'elaborazione di un lutto? Il protagonista ne esce trasformato, cresciuto, ma poi è come se sfuggissero gli agenti determinanti di questo cambiamento e si resta un po' con la sensazione di una Happy End in salsa Puritana...

    ha scritto il 

  • 3

    Questa scrittrice - senz'altro brava - mi ricorda vagamente Yeats e le sue efficaci escursioni nella provincia americana anni 50/60 ma trovo tutto quanto ho letto finora della Strout permeato da una lentezza, una monotonia di fondo che rende pesanti i suoi racconti, al contrario di Yates nel qual ...continua

    Questa scrittrice - senz'altro brava - mi ricorda vagamente Yeats e le sue efficaci escursioni nella provincia americana anni 50/60 ma trovo tutto quanto ho letto finora della Strout permeato da una lentezza, una monotonia di fondo che rende pesanti i suoi racconti, al contrario di Yates nel quale lo stile, volutamente simile a questo all'apparenza, è in realtà sempre carico di elettricità e tensione, sembra sempre un preludio degli eventi futuri in tutta la loro tragicità. Questo romanzo poi, intriso di citazioni per lo più tratte da testi sacri - in ogni caso erudite e dotte, mi infastidisce un pò più degli altri. Ma non l'ho ancora finito...

    E, ora che l'ho finito, vorrei rettificare parzialmente la mia impressione perché in effetti la seconda metà del libro è decisamente più scorrevole della prima e mi ha intrigato di più, ma le stelline per me restano tre per via del finale

    ha scritto il 

  • 3

    Pesantuccio

    Premessa: lei sa scrivere!
    Conclusione: trama pesante; tutti i personaggi sono carichi di problemi di qualsiasi tipo (lutti, amanti, genitori invadenti, ecc); ambienti freddi, bui e deprimenti...

    Libro da evitare assolutamente nei momenti difficili, ma anche quando le cose fanno gros ...continua

    Premessa: lei sa scrivere!
    Conclusione: trama pesante; tutti i personaggi sono carichi di problemi di qualsiasi tipo (lutti, amanti, genitori invadenti, ecc); ambienti freddi, bui e deprimenti...

    Libro da evitare assolutamente nei momenti difficili, ma anche quando le cose fanno grossomodo bene. Immagino che sia passabile quando tutto va così bene da camminare a 3 metri da terra.

    Ci riproverò tra qualche mese con Olive Kitteridge. Se non sarà migliore abbandonerò definitivamente la Strout.

    ha scritto il 

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