Resta con me

Di

Editore: Fazi (Le strade)

3.9
(586)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 372 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8864111247 | Isbn-13: 9788864111247 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Silvia Castoldi

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Politica

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Descrizione del libro
Tyler Caskey è una presenza insolita per la comunità di West Annett. È giovane e i suoi sermoni sono brillanti, frutto di una preparazione e di una sensibilità fuori dal comune. Perché Tyler è nettamente diverso dalle precedenti guide spirituali che la comunità ha conosciuto finora: ha carisma, e una moglie di grande bellezza e sensualità accanto. Quasi uno schiaffo di vitalità per tutta la cittadina. Eppure un giorno tutto può cambiare, l'attrazione trasformarsi in sospetto e maldicenza. E non a causa di una colpa, di un errore.
La giovane signora Caskey muore. Una morte che travolgerà il marito e le loro bambine in modo irreversibile. La figlia maggiore, Katherine, di appena cinque anni, smette di parlare chiudendosi in un silenzio ferreo; e Tyler non trova più le parole adatte in chiesa, né alcuna misericordia all'interno di una comunità che si rivela essere ottusa, arida, distante. Cosa resta, quindi, del conforto religioso? Poco o niente, se di fronte alla fragilità di un lutto che si apre come una voragine nessuno riesce a compenetrarsi nel dolore altrui, se le meschinità di una quotidianità prosciugata di ogni calore si moltiplicano tra le mille illazioni che corrono lungo i fili del telefono propagando sciocche storie di adulterio, o di malattia mentale.
È vero, sono i conformisti anni Cinquanta, e West Annett è nel Maine, una terra di antichi pionieri rigidamente protestanti. Ma Resta con Me si dilata oltre ogni confine e ci conduce fin nelle pieghe più oscure dei rapporti affettivi, lì dove ogni perdita può rivoluzionare una vita e per uno slancio di volontà si arriva a riemergere con una nuova consapevolezza.
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  • 4

    “Per tutta la vita mi sono lamentato delle costanti interruzioni nel mio lavoro, finché non ho scoperto che quelle interruzioni erano il mio lavoro”.

    La scrittura della Strout con i suoi chiaroscuri è un imprevedibile giro sulle montagne russe dei rapporti affettivi. Leggere la Strout significa scendere a patti con le nostre fragilità e con i senti ...continua

    La scrittura della Strout con i suoi chiaroscuri è un imprevedibile giro sulle montagne russe dei rapporti affettivi. Leggere la Strout significa scendere a patti con le nostre fragilità e con i sentimenti che a volte ci riesce più facile occultare anziché palesare. Straordinaria e talentuosa.

    ha scritto il 

  • 5

    “Nessuno, che io sappia, ha mai penetrato il segreto dell’amore. Amiamo in modo imperfetto, Tyler, tutti noi. Perfino Gesù ha dovuto lottare con questo. Ma io credo… credo che la capacità di ricevere ...continua

    “Nessuno, che io sappia, ha mai penetrato il segreto dell’amore. Amiamo in modo imperfetto, Tyler, tutti noi. Perfino Gesù ha dovuto lottare con questo. Ma io credo… credo che la capacità di ricevere amore sia altrettanto importante di quella di darlo. In realtà è la stessa cosa.”

    Mi mancava questo romanzo della Strout all’appello e posso dire che, a mio avviso, è il suo più riuscito.
    Siamo nel Maine, a West Annett, negli anni cinquanta; è un piccolo paese rigidamente protestante dove tutti conoscono tutti. Tyler Caskey vi arriva come pastore: è giovane, bello, sposato con una donna proveniente da una famiglia molto ricca che lo ama ma che fatica ad uniformarsi all’ambiente modesto in cui si trova a vivere e al ruolo che vi deve ricoprire.
    E’ molto interessante il travaglio interiore di Lauren che viene preso e ripreso più volte nel romanzo e che scopriamo un po’ per volta, mano a mano che impariamo a conoscerla e a lasciare che susciti in noi i sentimenti più diversi: fastidio, rabbia, tenerezza, dolore. Ma questa giovane moglie muore lasciandolo con due bimbe piccole la minore delle quali sarà presa in gestione dalla nonna per essere meglio accudita e sgravarlo di un peso.
    La vita del reverendo viene sconvolta da questo lutto ed egli fatica ad andare avanti nonostante la fede lo aiuti a reggersi in piedi. Incontra molte difficoltà nel rapporto con la figlia più grande che da quando la mamma non c’è più smette di parlare e assume comportamenti a volte aggressivi, spesso irrispettosi, con cui la piccola comunità fatica a fare i conti e che lui non riesce ad affrontare e ad accogliere. Accetta invece l’aiuto di Connie, una domestica con un passato difficile e per alcuni versi in ombra, che segnerà un capitolo importante nella sua crescita come persona di fede e come uomo.
    La scrittura della Strout è sempre molto precisa, dettagliata, mai noiosa, i particolari che registra nella descrizione di ciò che racconta sono sempre funzionali a interpretare il quadro d’insieme; il paesaggio e i cambiamenti della natura che fanno da scenario al racconto, cambiano al passare delle stagioni e con la disposizione d’animo dei protagonisti quasi ne seguissero l’evoluzione.
    E’ un romanzo sofferto, dove ogni abitante di questa piccola comunità fa la sua parte e suscita interesse nel lettore, non rimanendo appendice del protagonista ma interpretando un ruolo imprescindibile in tutti i passaggi della storia.
    Bravissima la Strout nel leggere l’animo umano, le meschinità, le fragilità, in una visione corale della comunità che per alcuni aspetti rappresenta, nei vizi e nelle virtù, un microcosmo in cui facilmente ci si può identificare. La figura del pastore è singolare: un individuo che trova nel dolore la forza per crescere, per fare un percorso importante come persona oltre che come fedele, che lo farà diventare capace di responsabilità, che lo farà divenire uomo e padre nella pienezza del significato che queste due parole portano con sé.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo molto bello, delicato e allo stesso tempo profondo. Che la Strout sia particolarmente abile a ricreare ambienti e situazioni attraverso parole semplici ma precise non lo scopro io. Certo è ...continua

    Un romanzo molto bello, delicato e allo stesso tempo profondo. Che la Strout sia particolarmente abile a ricreare ambienti e situazioni attraverso parole semplici ma precise non lo scopro io. Certo è che sembra di viverci dentro questa piccola cittadina. Che alla fine è un po' il posto dove tutti viviamo, in cui tutti sono sotto la lente di ingrandimento, giudicati per ciò che fanno e, troppe volte, anche per quello che non fanno nè hanno mai pensato di fare. Un romanzo che mi ha portata a riflettere sul concetto di comunità, non solo in senso religioso ma più in generale in quello sociale. Uno spazio dove smettiamo di essere individui e diventiamo parte di un organismo più grande, che si auto-alimenta e allo stesso tempo può auto avvelenarsi.

    ha scritto il 

  • 4

    Primo libro letto della Strout e devo dire che scrive benissimo. atmosfere, dialoghi, personaggi... tutto è molto molto bello. Il romanzo riesce a ricostruire l'umanità di questo paesino del maine in ...continua

    Primo libro letto della Strout e devo dire che scrive benissimo. atmosfere, dialoghi, personaggi... tutto è molto molto bello. Il romanzo riesce a ricostruire l'umanità di questo paesino del maine in modo meraviglioso. Bellissimo. Merita.

    ha scritto il 

  • 4

    L'altro Maine

    quello claustrofobico e isolato, fatto di buio e freddo, lo sfondo alla solitudine del pastore che non trova più la sua strada, dei "diversi" vittima di pettegolezzi, dei solitari, degli infelici. La ...continua

    quello claustrofobico e isolato, fatto di buio e freddo, lo sfondo alla solitudine del pastore che non trova più la sua strada, dei "diversi" vittima di pettegolezzi, dei solitari, degli infelici. La Strout è proprio brava.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è piaciuto meno degli altri tre libri che ho letto della Strout. Il ritratto della provincia americana, bigotta e pettegola, mi ha ricordato la serie tv Peyton Place. Il personaggio principale mi è ...continua

    Mi è piaciuto meno degli altri tre libri che ho letto della Strout. Il ritratto della provincia americana, bigotta e pettegola, mi ha ricordato la serie tv Peyton Place. Il personaggio principale mi è sembrato falso, forse costruito in modo maldestro. Interessante invece come viene trattato il trauma della figlia Katherine.
    Traduzione non sempre all'altezza, per esempio per 'baked beans' fagioli arrosto!

    ha scritto il 

  • 4

    La Strout ha come al solito questa scrittura tersa, calma, che mi ricorda un po' Stoner (paragone abusato, lo so) e che parla di persone comuni alle prese con dolori più grandi di loro. La storia di T ...continua

    La Strout ha come al solito questa scrittura tersa, calma, che mi ricorda un po' Stoner (paragone abusato, lo so) e che parla di persone comuni alle prese con dolori più grandi di loro. La storia di Tyler, reverendo di un paesino fatto di pettegolezzi e ipocrisia, che perde la moglie e rimane solo con una figlioletta difficile, è sicuramente ben strutturata e ben riuscita. Il problema, per quanto mi riguarda, è che ho trovato un po' troppo lento il passo di questo libro. Pur rendendomi conto che è molto bello, quasi maestoso, di certo ben scritto e anche ben pensato, non sono riuscita a reprimere qualche sbadiglio.
    Forse la Strout non fa per me (Olive Kitteridge mi era piaciuto di più ma aveva avuto in parte lo stesso effetto soporifero), ma riconosco che è comunque un libro molto bello, soprattutto in alcuni passaggi. Il mio personaggio preferito, alla fine, è forse la piccola Katie, che per tre quarti del libro non spiccica manco una parola. Mi è piaciuta anche la figura della moglie del reverendo, bizzarra e criticata alle spalle dalle pettegole del paese che come al solito non mostrano un minimo di umanità fino a quando non sono proprio costrette, perché alla fine succede, Tyler riesce a fare breccia nei loro cuori, e non è uno spoiler perché è prevedibile fin dall'inizio, nonostante tutto il dolore, la sensazione di perdita, lo smarrimento.

    ha scritto il 

  • 3

    Resta con me - Elizabeth Strout

    Siamo nel Maine, fine anni '50. Un giovane pastore protestante, la sua bella moglie, una figlia ed un'altra in arrivo. Una comunità che li accoglie con favore, gentilez ...continua

    Resta con me - Elizabeth Strout

    Siamo nel Maine, fine anni '50. Un giovane pastore protestante, la sua bella moglie, una figlia ed un'altra in arrivo. Una comunità che li accoglie con favore, gentilezza, anche se nei confronti di lei si bisbiglia...e il libro è molto di questo, si bisbiglia, si chiacchiera alle spalle, sorrisi davanti e piccole/grandi pugnalate dietro, facciate da difendere e segreti da nascondere. E quando le maldicenze sono scoperte, cresce la tensione. Quando esce fuori sempre lo stesso vizio delle piccole comunità, e cioè la diffidenza e la non accettazione nei confronti del tizio venuto da fuori, lo straniero, il diverso, quello non allineato con le tradizioni,e anche con le cattiverie locali, a volte...ci sono parecchi temi, nel libro, eutanasia, suicidio assistito, e altri, forse troppi, direi, che, per me, rimangono non sviscerati a fondo. La Strout scrive benissimo, ma per me questa è sociologia, più che letteratura, manca la poesia, non mi sono appassionato alle vicende del protagonista. Il romanzo, sempre per me eh, non decolla, è freddo. Nonostante il finale in cui c'è il respiro della speranza, della crescita individuale e collettiva, dove dal tanto dolore rinasce un sorriso. America, ipocrisia, falso bigottismo, pastori, chiese, sermoni, forse per me era troppo, da sopportare...riproverò con Olive Kitteridge...

    ha scritto il 

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