Resta con me

Di

Editore: Fazi (Le strade)

3.9
(649)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 372 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8864111247 | Isbn-13: 9788864111247 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Silvia Castoldi

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Politica

Ti piace Resta con me?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Tyler Caskey è una presenza insolita per la comunità di West Annett. È giovane e i suoi sermoni sono brillanti, frutto di una preparazione e di una sensibilità fuori dal comune. Perché Tyler è nettamente diverso dalle precedenti guide spirituali che la comunità ha conosciuto finora: ha carisma, e una moglie di grande bellezza e sensualità accanto. Quasi uno schiaffo di vitalità per tutta la cittadina. Eppure un giorno tutto può cambiare, l'attrazione trasformarsi in sospetto e maldicenza. E non a causa di una colpa, di un errore.
La giovane signora Caskey muore. Una morte che travolgerà il marito e le loro bambine in modo irreversibile. La figlia maggiore, Katherine, di appena cinque anni, smette di parlare chiudendosi in un silenzio ferreo; e Tyler non trova più le parole adatte in chiesa, né alcuna misericordia all'interno di una comunità che si rivela essere ottusa, arida, distante. Cosa resta, quindi, del conforto religioso? Poco o niente, se di fronte alla fragilità di un lutto che si apre come una voragine nessuno riesce a compenetrarsi nel dolore altrui, se le meschinità di una quotidianità prosciugata di ogni calore si moltiplicano tra le mille illazioni che corrono lungo i fili del telefono propagando sciocche storie di adulterio, o di malattia mentale.
È vero, sono i conformisti anni Cinquanta, e West Annett è nel Maine, una terra di antichi pionieri rigidamente protestanti. Ma Resta con Me si dilata oltre ogni confine e ci conduce fin nelle pieghe più oscure dei rapporti affettivi, lì dove ogni perdita può rivoluzionare una vita e per uno slancio di volontà si arriva a riemergere con una nuova consapevolezza.
Ordina per
  • 5

    Questo romanzo è la preghiera, il grido di dolore, la richiesta di aiuto di un reverendo che, quasi paradossalmente, non riesce a trovare nemmeno nella fede la forza per superare il dolore della perdi ...continua

    Questo romanzo è la preghiera, il grido di dolore, la richiesta di aiuto di un reverendo che, quasi paradossalmente, non riesce a trovare nemmeno nella fede la forza per superare il dolore della perdita; ma è anche la lotta di chi si scontra non solo con l'incapacità degli altri di empatizzare con chi soffre, ma persino col gusto che alcuni provano nel rigirare il coltello nella piaga. Dopo "Amy e Isabelle", con il suo secondo romanzo la Strout non delude, riconfermandosi una scrittrice con la S maiuscola, capace di prendere per mano il lettore e guidarlo tra le pagine di una storia toccante, ma non stucchevole.

    ha scritto il 

  • 3

    Il fumo delle candele

    La Strout riesce sempre a immergermi nelle atmosfere dei villaggi più remoti del New England. In questo mi ha fatto davvero sentire freddo, quello dell'inverno delle bufere di neve, degli alberi come ...continua

    La Strout riesce sempre a immergermi nelle atmosfere dei villaggi più remoti del New England. In questo mi ha fatto davvero sentire freddo, quello dell'inverno delle bufere di neve, degli alberi come scheletri morti, della neve come paesaggio esterno e interno. Anche se mi ha preso un po' meno di altri suoi libri.
    Devo ammettere che, sempre convinta della necessità che anche i notri preti finalmente debbano prendere moglie, dopo "Resta con me" mi sono venuti tutti i dubbi. Pettegolezzi, gelose, esclusione, niente di quell'amore di Dio che vanno tutti ad ascoltare nei sermoni in chiesa.
    E quel turbinio di congregazionalisti, puritani, chiese riformate, salmi, protestanti, mi hanno frastornato. Anche per questo aspetterò un po' per affrontare i prossimi della Robinson, che mi ero ripromessa di attaccare presto.
    Mia madre mi diceva quando ero renitente ai riti del culto: "Ti fa male il fumo delle candele..."
    Ecco: mi serve un po' d'aria fresca.

    ha scritto il 

  • 4

    Il segreto dell'amore

    Scritto benissimo.
    Un affresco delicato e potente di un paesino che è specchio dell'intera umanità. E il dolore di Tyler Caskey, la sua confusione, la sua fragilità, la sua imperfezione, la sua cresci ...continua

    Scritto benissimo.
    Un affresco delicato e potente di un paesino che è specchio dell'intera umanità. E il dolore di Tyler Caskey, la sua confusione, la sua fragilità, la sua imperfezione, la sua crescita... ecco, sono quelli di tutti noi.

    ha scritto il 

  • 4

    Una preghiera esaudita! Così Vanity Fair definisce questo secondo libro di Elizabeth Strout. E la frase che dà il titolo al libro, Resta con me, è presa dal salmo Abide with me, che un pastore scozzes ...continua

    Una preghiera esaudita! Così Vanity Fair definisce questo secondo libro di Elizabeth Strout. E la frase che dà il titolo al libro, Resta con me, è presa dal salmo Abide with me, che un pastore scozzese della metà dell'800 scrisse mentre la tubercolosi lo stava consumando. "Resta con me, Veloce scende la sera, L'oscurità si addensa, Signore resta con me"
    Molti riferimenti religiosi per un libro che in realtà parla più della fede nel prossimo che della fede in Dio.
    Una piccola comunità del Maine, stretta intorno al suo giovane e amato pastore, rimasto da poco vedovo con due figlie piccole, si trova ad essere lo scenario di un graduale ma inesorabile gioco al massacro nei confronti del pastore stesso.
    Lo smarrimento sempre maggiore del pastore nello scoprire maldicenze e distanze nella comunità che fino a ieri lo amava incondizionatamente è scandito dai brani dei salmi e come in altri libri della Strout, lo svolgersi della vicenda è sottolineato dalle descrizioni del paesaggio che cambia con il cambio delle stagioni; c'è una descrizione di una prima neve ottobrina che farebbe invidia a Čechov per come riesce a essere viva e piena a partire da pochi particolari.
    C'è la sua solita grande accuratezza nel descrivere la piccola folla di comprimari che vivono nelle pagine , ognuno credibile e ben delineato, ognuno parte del coro ma anche capace di essere solista.
    E la piccola pecca tipica della Strout , ovvero le sue chiuse che adombrano sempre uno happy ending, qui è appena accennata, quasi una vaga promessa che non sarà necessariamente mantenuta.
    Bella lettura. Olive Kitteridge non era un caso, la Strout ci sa fare sul serio

    ha scritto il 

  • 4

    Elizabeth Strout mi convince sempre di più. In questo romanzo il protagonista è il Reverendo Caskey, recentemente vedovo, padre di una bambina traumatizzata dal lutto, oberato da una comunità che non ...continua

    Elizabeth Strout mi convince sempre di più. In questo romanzo il protagonista è il Reverendo Caskey, recentemente vedovo, padre di una bambina traumatizzata dal lutto, oberato da una comunità che non lo perde di vista un attimo e non si lascia sfuggire nulla. L'apparente leggerezza nel rapporto con la domestica Connie cela una svolta che sprofonda il protagonista sempre più nella depressione. Un romanzo non facile, salvato - umanamente - da un finale consolatorio che ammetto possa essere visto come una caduta di stile.

    ha scritto il 

  • 0

    Ovviamente una bella lettura come tutti i libri della Strout, di questo mi è particolarmente piaciuto il garbo con il quale sono affrontati argomenti scabrosi. Veramente bello!!

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo libro di Strout letto di fila, sull'entusiasmo provocato da Olive Kitteridge, dalla cui grazia compiuta questo libro - pubblicato due anni prima - risulta lontano. C'è anche qui l'ambientazion ...continua

    Secondo libro di Strout letto di fila, sull'entusiasmo provocato da Olive Kitteridge, dalla cui grazia compiuta questo libro - pubblicato due anni prima - risulta lontano. C'è anche qui l'ambientazione del Maine, resa con altrettanta precisione, e ci sono anche qui piccole storie di quotidianità. Ma Tyler non è un personaggio ben riuscito come Olive. Il suo essere del tutto protagonista in qualche maniera lo rende meno efficace di Olive, che spesso resta in secondo piano pur tenendo insieme tutte le vicende. E qui anche i personaggi secondari non sono resi con altrettanta forza, spesso ondeggiano tra primo e secondo piano senza un chiaro disegno. Il personaggio della piccola Katherine è molto bello, ma la sua evoluzione finale è svolta frettolosamente. Mi rendo conto che una recensione comparativa non è molto utile, ma tant'è: se non avete ancora letto nulla di Strout, saltate questo libro e andate diretti a Olive Kitteridge (e al massimo tornate qui dopo).

    ha scritto il 

  • 4

    In una piccola comunità del Maine...

    La penna è quella di Elizabeth Strout, della quale avevo già letto “Olive Kitteridge”, preferendo tuttavia questo, per quanto non lo possa definire, per i miei gusti, memorabile. Il romanzo è ambienta ...continua

    La penna è quella di Elizabeth Strout, della quale avevo già letto “Olive Kitteridge”, preferendo tuttavia questo, per quanto non lo possa definire, per i miei gusti, memorabile. Il romanzo è ambientato in una piccola comunità protestante del Maine degli anni ’50, il cui reverendo, Tyler, vive la morte della moglie e le difficoltà di allevare la figlioletta Katherine, fra i pettegolezzi e le ipocrisie della comunità. Una scrittura delicata e “tersa”, che mi ha comunicato senso del dolore, solitudine, infelicità e anche un po’ pena per il protagonista, un uomo alle prese con un dolore più grande di lui.

    ha scritto il 

Ordina per