Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Resurrection

By

Publisher: Penguin Books Ltd

4.1
(1101)

Language:English | Number of Pages: 560 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Chi traditional , Italian , German , French , Spanish

Isbn-10: 0140424636 | Isbn-13: 9780140424638 | Publish date: 

Translator: Anthony Briggs

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Crime , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

Do you like Resurrection ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
"Resurrection" (1899) tells the story of a nobleman's attempt to redeem the suffering his youthful philandering inflicted on a peasant girl who ends up a prisoner in Siberia. Tolstoy's vision of redemption achieved through loving forgiveness, and his condemnation of violence, dominate the novel. An intimate, psychological tale of guilt, anger and forgiveness, "Resurrection" is at the same time a panoramic description of social life in Russia at the end of the nineteenth century, reflecting its author's outrage at the social injustices of the world in which he lived.
Sorting by
  • 4

    "Una delle superstizioni più frequenti e diffuse è che ogni uomo abbia solo certe qualità definite, che ci sia l'uomo buono, cattivo, intelligente, stupido, energico, apatico, eccetera. Ma gli uomini ...continue

    "Una delle superstizioni più frequenti e diffuse è che ogni uomo abbia solo certe qualità definite, che ci sia l'uomo buono, cattivo, intelligente, stupido, energico, apatico, eccetera. Ma gli uomini non sono così. Possiamo dire di un uomo che è più spesso buono che cattivo, più spesso intelligente che stupido, più spesso energico che apatico, e viceversa: ma non sarebbe la verità se dicessimo di un uomo che è buono o intelligente, e di un altro che è cattivo, o stupido. E invece è sempre così che distinguiamo le persone. Ed è sbagliato. Gli uomini sono come i fiumi: l'acqua è in tutti uguale e ovunque la stessa, ma ogni fiume è ora stretto, ora rapido, ora ampio, ora tranquillo, ora limpido, ora freddo, ora torbido, ora tiepido. Così anche gli uomini. Ogni uomo reca in sé, in germe, tutte le qualità umane, e talvolta ne manifesta alcune, talvolta altre, e spesso non è affatto simile a sé, pur restando sempre unico e sempre se stesso"

    said on 

  • 3

    ....

    Tutto quello che ha scritto Tolstoj merita di essere letto.
    Quest'opera - l'ultima della sua vita - non mi ha tuttavia entusiasmato come altri suoi romanzi.
    insomma non il migliore di uno dei migliori ...continue

    Tutto quello che ha scritto Tolstoj merita di essere letto.
    Quest'opera - l'ultima della sua vita - non mi ha tuttavia entusiasmato come altri suoi romanzi.
    insomma non il migliore di uno dei migliori, ma ne consiglio comunque la lettura.

    said on 

  • 5

    Prolissa,incazzata e culturalmente reazionaria.

    La prenderò un po’ alla larga. Tantissimo alla larga: con Adorno, nientemeno. Che c’azzecca ( la parola torna in auge: da due tre giorni circola sui media colui che, ignorante com’è, osò buttar fuori ...continue

    La prenderò un po’ alla larga. Tantissimo alla larga: con Adorno, nientemeno. Che c’azzecca ( la parola torna in auge: da due tre giorni circola sui media colui che, ignorante com’è, osò buttar fuori dai più il fratello di fratello Lupi) Resurrezione con Adorno e la sua “Scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie”?
    C’entra, c’entra… anche perché una come me, strutturata per entrare nella coppola del padre eterno (impresa notoriamente impossibile), glielo fa entrare!
    Se si da un’occhiata (e qua su anobii di occhiate se ne danno parecchie) alla letteratura mondiale del dopoguerra non si può che rimanere allibiti davanti alla deriva dei “poeti”.
    Dopo la scorpacciata di ombelichi più o meno intonsi con cui si sono dilettati dalla Bella Epoque in giù, questi nuovi poeti hanno deciso con cotanto alibi, non potendosi liberare dal vizio di scrivere, che sulla realtà e della realtà non si può/deve parlare, prendendo alla lettera Theodor W. Adorno.
    Non tenendo conto della rettifica dello stesso: "La sofferenza incessante ha tanto il diritto di esprimersi quanto il martirizzato di urlare; perciò sarà stato un errore la frase che dopo Auschwitz non si possono più scrivere poesie".
    Perché, (sono consapevolmente e deliziosamente ipocriti i nuovi maître à penser), l’esercizio di stile è sicuramente più abbordabile del concepimento di un mattonazzo in cui s’incontrano/scontrano personaggi e idee, nel caos del reale di cui qualcosa si deve pur conoscere, per scriverne.

    Abbiamo assistito, pertanto, a un proliferare di sedicenti scrittori che non avranno più niente da dire, ma da prendere sì: fama, soldi, premi. E migliaia di visualizzazioni dei loro blog (o dei blog dei sacerdoti idolatri) indice di sicuro successo.

    Se riduciamo all’osso la trama di Resurrezione ci viene da ridere. Lui, il giovane erede di una fortuna, seduce lei, la domestica delle zie, per poi abbandonarla con 100 rubli in mano e un figlio nella pancia. La rivede in tribunale dieci anni dopo: lui, Nechljudov tra i giurati e lei, la Maslova, tra gli imputati. Lei è una prostituta accusata di veneficio, lui è un nobile fancazzista che ha appena ereditato una fortuna. Lui si sente responsabile del disastro della donna e, in cinquanta delle circa cinquecento pagine, si trasforma da aristocratico puttaniere in novello Messia convinto di poter riparare all’antico torto sposandola. Ma Katiuscia, per un errore della giuria di cui Nechljudov stesso fa parte, viene condannata a 4 anni di lavori forzati. Il principe la segue da un carcere all’altro, fino in Siberia, prodigandosi per aiutare anche gli altri carcerati.E trova pure il tempo di regalare parte delle sue terre ai disorientati contadini ma lei, redenta e innamorata, per amore ne rifiuta il sacrificio. Lui giunge alla conclusione che l’amore soltanto può salvare il mondo, altro che i soviet!

    ‘Na cosa d’altri tempi, suvvia! I pochi bambini scampati alla contraccezione trovano nonne, assistenti sociali, asili nido, tribunali dei minorenni a prendersi cura di loro, a volte anche il padre suo malgrado!

    Il fatto è che nelle rimanenti 442 pagine (nella mia edizione Bur febbraio 1952, presa in prestito dalla biblioteca di classe V A, nel 1965 e mai restituita) Lev ci da uno spaccato della società Russa del 1899 i cui rapporti di classe, con le relative sofferenze dei “vinti”, sono rimasti immutati e non risolti (non risolvibili?) in questi centosedici anni in tutto l’occidente.
    Un potere che ha mutato pelle, prima latifondista e ora finanziario ma con gli eterni cani da guardia: servi che emanano leggi all'uopo, forze del disordine, sistema carcerario disumano, magistratura sottomessa (che se non riga dritto, riempiendo le patrie galere di vittime del sistema, se la vede brutta assi) a cui si è aggiunta una sovranazionale legge di stabilità.

    Cosa è cambiato, che ci fa dire: esagerato? Lo sguardo diventato cieco ( Saramago docet).
    Infatti le relazioni interumane sono ora pura apparenza; la vita individuale dipende in tutto e per tutto dalle forze economiche che governano la società di massa (lo spread! ); gli individui sono meri consumatori e la loro felicità o infelicità viene misurata in quantità di beni consumati. La condizione umana, mediata dall'ideologia di questo sistema sociale dell’avere e non dell’essere (tanto per citare un’ovvietà) ha introiettato la virtualità che inevitabilmente si traduce nella disumanizzazione dei rapporti sociali in cui l'indifferenza domina.
    Soprattutto “La cultura si riduce a industria cultural,- dice il solito Adorno - la scienza è asservita al profitto, strumento di dominio sulle cose e sugli uomini.”
    Non è che Tolstoj sia vecchio o sclerotico, siamo noi che abbiamo la mente eternamente giovane ”non umana”, incapace di riflettere sui mali privati e pubblici. I ministri del parlamento U.E. non sono cattivi e men che meno quelli del Bundestag. Sono solo servi sciocchi. La cattiveria, come categoria mentale non esiste più, così come la bontà.
    Il loro stupore per le rivendicazioni “umane” della Grecia è frutto di questa virtualità, di questa nuova struttura mentale.
    La storia è morta. Le storie sono morte. Spero ardentemente che qualche mente dotata possa essere sfuggita alla mutazione e all’imitazione. Sicuramente, per ora, nessun “intellettuale” in circolazione è immune dall’omologazione. Una noia mortale travestita da ammirazione per la divina “forma”scaturita delle infinite possibilità della struttura del linguaggio.
    Pertanto, buone letture post moderne (o, in alternativa, periombelicali ) a tutti. Io, con orgoglio babucchista, mi rifaccio lo spirito (vocabolo archeologico) con i vecchi bacucchi.

    said on 

  • 3

    Molto profondo. L'ultimo libro dell'autore è forse un racconto della sua resurrezione. Molti temi e pensieri sviluppati con precise riflessioni...sull'etica, la morale, la politica. Una scrittura esem ...continue

    Molto profondo. L'ultimo libro dell'autore è forse un racconto della sua resurrezione. Molti temi e pensieri sviluppati con precise riflessioni...sull'etica, la morale, la politica. Una scrittura esemplare e una descrizione saggia dei vari personaggi compensano, a parer mio, una trama lenta che è la cornice che racchiude il pensiero e lo "sfogo" dell'autore. Nel complesso lo consiglio fortemente a chiunque voglia porsi alcuni interrogativi morali che, nonostante l'ambientazione remota, sono perfettamente riconducibili all'attuale contesto storico.

    said on 

  • 5

    Splendido

    capolavoro di Tolstòj, questo libro parla del cammino esteriore di Nehliudov, il protagonista, riflesso di quello interiore. Un uomo, dal passato peccaminoso, che giunge al perdono verso se stesso e g ...continue

    capolavoro di Tolstòj, questo libro parla del cammino esteriore di Nehliudov, il protagonista, riflesso di quello interiore. Un uomo, dal passato peccaminoso, che giunge al perdono verso se stesso e gli altri. Il libro è lungo, ma coinvolgente e scorrevole. Merita arrivare in fondo per gustare le ultime pagine, intense di significato e di commozione.

    said on 

  • 3

    Ultimo romanzo di Tolstoj, ispirato a un fatto realmente accaduto, parzialmente autobiografico, il libro racconta la storia di Ljubaša o Katjuša Maslova e di Dmitri Ivanovic Necljudov (accidenti quant ...continue

    Ultimo romanzo di Tolstoj, ispirato a un fatto realmente accaduto, parzialmente autobiografico, il libro racconta la storia di Ljubaša o Katjuša Maslova e di Dmitri Ivanovic Necljudov (accidenti quanti nomi!), sullo sfondo della società russa di fine Ottocento e del sistema giudiziario e penitenziario dell’epoca, descritto nella sua ingiustizia, crudeltà e corruzione.
    Superata l’immediata impressione di intento educativo dell’opera, piano piano sono stata presa dalla vicenda e dal mutamento interiore dei due personaggi principali. La registrazione dei loro pensieri mostra il percorso tutt’altro che lineare del cambiamento (dubbi, rimorsi, rimozioni, determinazione, paura, cedimenti, autocompiacimento, rabbia, convenienza, orgoglio, vergogna, compassione…) e lo rende in modo autentico e credibile, sia nella “caduta” che nella “redenzione”.
    I tagli purtroppo si sentono e probabilmente mancano alcuni passaggi nella trasformazione di Katiuscia che, avendo letto la trama, era la parte che mi interessava di più.
    Delusione per il finale, quando Necljudov, leggendo il “Discorso della montagna”, pare che trovi finalmente la strada da percorrere, quando in realtà si è già incamminato su quella strada da un pezzo e ci è arrivato attraverso un lavorio della coscienza tutto umano e tutto suo. Sembra quasi un pezzetto appiccicato a posteriori, per accontentare chissà quale esigenza. Mi è capitato di osservare in alcuni religiosi cristiani molto modesti e che stimo molto la ferrea determinazione nell’attribuire a un ente superiore tutto ciò che di giusto e buono l’uomo può compiere, onde evitare la vanità e l’adorazione di santi che distoglie da Dio (un riferimento alle recenti canonizzazioni? nooooooooo). Potrebbe essere una spiegazione. Ma se un Dio doveva esserci, io avrei comunque preferito il Dio che agisce attraverso la coscienza, che attraverso le sacre scritture.
    La Mandracchia è brava, l’ho sentita in altre letture e mi è piaciuta ma, personalmente, trovo il suo stile più adatto a testi meno profondi e cupi.
    [I classici della letteratura. Il terzo anello. Ad alta voce. Legge Manuela Mandracchia. Traduzione di Emanuela Guercetti. Tempo 7 ore e mezza. Sicuramente una riduzione.]

    said on 

  • 5

    Resurrezione

    Titolo: Resurrezione
    Autore: Lev Tolstoj
    Anno di pubblicazione: 1899
    Genere: Romanzo
    Voto: 5/5

    Suggerirei di incominciare dal titolo, per due semplici ragioni : voler iniziare da un qualsiasi punto ch ...continue

    Titolo: Resurrezione
    Autore: Lev Tolstoj
    Anno di pubblicazione: 1899
    Genere: Romanzo
    Voto: 5/5

    Suggerirei di incominciare dal titolo, per due semplici ragioni : voler iniziare da un qualsiasi punto che sia convenzionalmente accettato come un punto da cui iniziare (Temo di aver perduto la capacità di scrivere, tant'è che non mi ci sforzo) , e in secondo luogo, voler esprimere quanto più possibile ci sia da aggiungere su un termine di tale portata, in connessione con i contenuti del romanzo. Tralasciando i particolari che vedono me stessa "risorta" dal letargo dei mesi critici per uno studente, si tratterebbe più propriamente di una personale resurrezione morale non ancora completamente compiuta ma in progressiva via di sviluppo all'unisono con il personaggio principale dell'opera: Necliudov. Solo Necliudov, senza nomi di battesimo; anzi, principe Necliudov, per la precisione.

    La caratteristica peculiare che maggiormente mi colpisce di questo testo, è che non sia possibile spendere ulteriori parole. La lettura del testo basta ad innescare un forte meccanismo di riflessione profonda, impregnata di un religioso silenzio, destinato ad ostacolare ogni tentativo di espressione delle sensazioni provate, dei pensieri scaturiti dalla lettura delle parti in cui è fortemente ripudiato l'uso della violenza nelle carceri, ma non solo : sulla categoria umana in generale, su animali, su cose, sulla coscienza impalpabile della gente. La violenza, fisica e morale che sia, quella che definirei il più alto tradimento che la vita abbia potuto riservarci, è narrata alla luce di una "resurrezione", di un risveglio morale dalle tenebre dell'ingiustizia, dell'iniquità, delle usurpazioni della classe dei possidenti nei confronti di chi non ha. In molti punti è visibile il contrasto tra le classi ricche e la sterminata massa di contadini che si estende sul vasto territorio russo, dominato dalla povertà delle campagne, sfruttate dai latifondisti. Oltre al retroscena politico tolstoiano, ovvero una spiccata tendenza socialista, è ravvisabile un desiderio umanitario di proporzioni immani. Non scambiate un tale nobile tentativo di rabbonire gli animi umani ed estirparvi i fattori che viziano il riavvicinamento al valore supremo della Fede per una storia d'amore finita male. Comprendete che possa essere una metafora, la grande metafora della conflittualità tra giusto e ingiusto, tra rettitudine e immoralità.

    said on 

  • 5

    非常細膩地寫出了一個人內心如何從環境逐漸改變的掙扎過程,透過文字更是描繪出了當時社會階層的亂象。 ...continue

    非常細膩地寫出了一個人內心如何從環境逐漸改變的掙扎過程,透過文字更是描繪出了當時社會階層的亂象。

    said on 

  • 3

    Polveroso e soporifero

    Momento di panico quando, spulciando il link relativo ai miei libri in lettura, ho trovato Resurrezione. Che in effetti ho finito da un bel po' di mesi ma di cui ricordo poco e niente, se non che è la ...continue

    Momento di panico quando, spulciando il link relativo ai miei libri in lettura, ho trovato Resurrezione. Che in effetti ho finito da un bel po' di mesi ma di cui ricordo poco e niente, se non che è la storia fumosa e pesantissima di un tipo che in passato ha fatto del male a una tipa e ora vuole metterci una pezza.
    Intendiamoci, io amo follemente Tolstoj e il suo Guerra e Pace troneggia al numero 1 nella classifica dei miei libri preferiti di tutti i tempi e i luoghi. Ho amato Anna Kerenina e La sonata a Kreutzer, ho ammirato la perfezione stilistica di La morte di Ivan Il'ic, ho letto con discreto interesse L'adolescente e non vedo l'ora di gustare Felicità familiare.
    Ma Resurrezione no: ho letteralmente arrancato sulle sue pagine, polverose e buie e soporifere.

    said on 

Sorting by