Retrato de una dama

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4.1
(1969)

Language: Español | Number of Pages: 726 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , Italian , Portuguese , French , Polish , Catalan , Dutch

Isbn-10: 8422665727 | Isbn-13: 9788422665724 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Mass Market Paperback , Softcover and Stapled

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 5

    Ritratto di signora

    È un romanzo immenso, ogni pagina è un capolavoro,
    700 pagine non bastano, vorresti non finisse mai.
    Personaggi meravigliosamente descritti... Difficile il distacco, sembrano diventare parte della tua ...continue

    È un romanzo immenso, ogni pagina è un capolavoro,
    700 pagine non bastano, vorresti non finisse mai.
    Personaggi meravigliosamente descritti... Difficile il distacco, sembrano diventare parte della tua vita reale.

    said on 

  • 1

    Ritratto di una cretinotta abbindolabile

    "Capolavoro di Henry James, in cui un sacco di gente
    inutile si dice cose inutili, preccupandosi parecchio
    che qualcuno possa accorgersene, e la protagonista,
    ereditiera moralmente afflitta dall'esist ...continue

    "Capolavoro di Henry James, in cui un sacco di gente
    inutile si dice cose inutili, preccupandosi parecchio
    che qualcuno possa accorgersene, e la protagonista,
    ereditiera moralmente afflitta dall'esistenza dei
    poveri perché le rovinano il panorama, si fa sposare
    da un debosciato solo perché lui vuole i suoi soldi."

    da "Alcune note su una non entità" di Umberto Bieco

    said on 

  • 4

    Egli pensava molto a lei; gli era sempre presente alla mente. In un momento in cui i pensieri erano diventati per lui un grave peso, l'improvviso arrivo di lei, che non prometteva nulla ed era un generoso dono del destino, glieli aveva rinfrescati...

    Le vicende che si sono snodate nel romanzo di James hanno lasciato un seducente sentore di fresco nella mente di una giovane sognatrice come me: quando leggevo di lei, quando la vivevo, per una mancia ...continue

    Le vicende che si sono snodate nel romanzo di James hanno lasciato un seducente sentore di fresco nella mente di una giovane sognatrice come me: quando leggevo di lei, quando la vivevo, per una manciata di giorni mi sentivo lontana dal presente. Rievocando la libertà sopita di tempi andati, che ha trovato compenso nel suo carattere forte e determinato e nello splendore dei suoi ideali letterari dove la sua natura stessa sembrava arcaica come la rude architettura di un palazzo. Il freddo spirare dei suoi corteggiatori, non poté non avvolgere le mie membra stanche finché il colore intenso di una nuova storia non avesse schiarito le stanze buie della mia anima. Non avrei potuto comportarmi diversamente: questo era senz'altro vero. Ma questo mio girovagare fra esperienze di vita di una giovane donna eccentrica e stramba, sotto diversi punti di vista, atipica ed originale sotto altri, era stato lo stesso impulsivo, quasi repentino, come chi in una stanza affollata e calda avrebbe potuto servirsi di una fiala dall'acuto profumo nascosto in un fazzoletto. Ed io non nutrivo alcun desiderio di cambiare atteggiamento. Mista a questo infinito fascino, ad una discrezione quasi impersonale, che per qualche nanosecondo mi fece credere che quello che avrei letto mi avrebbe dato poco, la sensazione di una libertà sconfinata che nel romanzo di James funge da scudo a paradigmi e concezioni della società ottocentesca, così dolce e pacata in sé, sfociava a volte in manifestazioni bizzarre. Le donne che non facevano niente per se stesse, attendevano in atteggiamento di graziosa passività che un uomo passasse per la loro strada e le provvedesse di un particolare destino, in Ritratto di signora divengono oggetto di discussione e critica. La donna, l'individuo di sesso femminile aveva per l'autore l'impressione di avere propositi tutti suoi e, se espansive di emozioni, etichettate come seccatrici e avventuriere. Io, che sono un emancipatrice incallita, ho notato questi strani modi di porsi; ho notato tutto quello che accadeva nel romanzo di James. E se l'orgoglio era talmente utile per valorizzare alcune categorie della condizione umana, la letteratura e i libri un mezzo primordiale per vivere. Una fievole luce che molti non riescono, o, non vogliono ravvivare. Incatenati a non poter seguire un sentimento, una passione onesta come una bellezza indefinibile che circondava l'aura lucente di ogni figura, in una terra ancora veduta e sentita in modo imperfetto, che mi si è stesa dinanzi come una terra promessa in cui l'amore del bello è confortato da un sapere senza fine.
    Non ho semplicemente guardato; mi sono rintanata, nascosta fra le viscere profonde di un eco, fra un gradevole odore di muffa, come un luogo d'esilio per lettori accaniti come me. Un sole pallido si espandeva in una ghirlanda di rame liquido; la primavera mi accese nel suo abbraccio tiepido. Di innamorarmi di una storia mi succede spesso, ed in verità è una cosa che mi affascina, mi allieta, facendo vibrare le corde del mio cuore come un'arpa percossa. Non ho fatto altro, perciò, che seguire spassionatamente le vicende dell'intelligentissima e sagace Isabel, racchiusa nel palmo della mano di un uomo che fece della sua vita una cura per il riposo che precede quello eterno. Ero intensamente felice che questa storia fosse giunta nel momento giusto; aver smaltito l'ennesimo quadro romantico a sfondo realistico/ sociale cela sempre qualcosa che ha a che fare con l'appagamento dei sensi, una quietanza stimolante, qualche debito morale che pende sulla mia testa come un fardello troppo pesante. Le sensazioni erano tutte lì, palpitavano nel mio cuore: erano divenute oramai parte delle mie emozioni, non c'era niente da vergognarsi. Ho avuto anch'io la "fortuna" di possedere una buona dose di intelligenza e, come la bella Isabel, talvolta riesco ad avere una larga percezione delle cose circostanti. La brama intensa di apprendere ciò che si colora d'inconsueto; la letteratura come qualcosa che è particolarmente congiunta con il senso di non possedere qualcosa.
    Come un miscuglio di pensieri che mi si sono avvicendati dentro, un intrico di segni vaghi che mi hanno indotta a tracciare una via che mi hanno costretta a compiere mille zig -zag, una persona molto diversa da quella frivola, bigotta, convenzionale, nella corrente temporale di un fiume in cui la saggezza è la vera matrice del tutto, nel romanzo di James diviene in maniera meno elastica ciò che da sempre soleva diventare. Da spiriti brillanti, liberi, generosi, possessori di una sapienza che ha il segno illuminante, Isabel, Ralph, Caspar, Henrietta, divengono anime dannate di "colpe" di cui tuttavia non se ne conosce la natura. L'avvincente storia di spiriti prevalentemente affini, nonché esperienze primordiali dell'autore, di personaggi che desiderano liberarsi dalle catene delle convenzioni sociali, con cui si sforzano di fuggire, pur di scorgere un barlume di cambiamento. Tutto questo estremamente affascinante, romantico, realistico, informe e misterioso, che prevede un riconoscimento della propria coscienza.
    In una manciata di pagine sono stata sedotta da una storia il cui tratto sognante, magico, ha avuto qualcosa di tangibile. Penetrando nel mio cuore, pian piano. Aggirandosi in punta di piedi, esplorando una zona della psiche umana di cui nessuno aveva mai fatto cenno.

    Ella era un bisogno in cui si era troppo cullato per potervi facilmente rinunciare, e aveva attraversato il mare soltanto per strapparle qualche brandello di promessa.

    La mia anima era stata riempita dalla dolcezza, dalla purezza di un cuore giovane, colpevole di azioni o gesti di cui non ha colpa, messa da parte perché considerata presuntuosa e fin troppo sicura di se. Allietando giornate spiacevoli, nello spazio ridotto della mia camera, rendendomi felice. Catapultata nel suo cuore, e in quello dei suoi corteggiatori. Vite che trascinano nella penosa contemplazione dei sentimenti, nel desiderio ardente di possedere la carne, nei gesti e nel dolore. Sofferenze che tuttavia mitigano nel tempo; coscienza che procurerà soddisfazione nel riconciliarsi a ciò che si credeva perduto.
    Una storia bellissima, romantica e seducente come un ballo proibito che mi ha permesso di accettare la storia che James si portava dentro. Una serie di opportunità in cui l'amore, la libertà, il senso di conforto o amicizia sono i capostipiti della produzione dell'autore. Non particolarmente forti, ma utile ad arricchire una storia che, a lettura terminata, denota il mio totale appagamento nei suoi riguardi.
    Affiancare Isabel, nella vana ricerca di una libertà senza limiti, aver avvertito le sue paure e insicurezze, è stato davvero fantastico. Il tutto condensato in oltre 500 pagine di un affresco affascinante, moderno. Bello, sorprendente, zeppo di rivelazioni toccanti, su cui predomina l'amore e una certa malinconia.

    - Passa, dopo tutto; sta passando, ora. Ma l'amore rimane. Non so perché dobbiamo soffrire tanto. Forse lo scoprirò. -

    said on 

  • 5

    Henry James è un uomo capace di raccontare le donne.
    "Ritratto di signora" è in realtà il ritratto di molte signore che, come tutte le protagoniste femminili dei romanzi di quest'autore, spiccano vivi ...continue

    Henry James è un uomo capace di raccontare le donne.
    "Ritratto di signora" è in realtà il ritratto di molte signore che, come tutte le protagoniste femminili dei romanzi di quest'autore, spiccano vivide con tutti i loro pregi e difetti, mentre gli uomini, opachi, restani sullo sfondo.
    Ho adorato e compianto Isabel. Non aggiungo altro. Leggetelo.

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  • 4

    Romanzo immenso che sembra non finire mai.
    Ci si addentra senza distrazioni nella vita di Isabel Archer, giovane donna americana approdata in Europa. Ogni personaggio è minuziosamente descritto, in og ...continue

    Romanzo immenso che sembra non finire mai.
    Ci si addentra senza distrazioni nella vita di Isabel Archer, giovane donna americana approdata in Europa. Ogni personaggio è minuziosamente descritto, in ogni particolare, tant'è che lo definirei non solo un "ritratto di signora" (Isabel, appunto) ma di tutti i personaggi presenti. Si comprende la psicologia e i caratteri dei vari protagonisti della narrazione, a partire dalla zia, il cugino, Madame Merle, Osmond e via dicendo. James si dilunga moltissimo nella narrazione, a volte anche troppo, ma ricordiamoci: chi scrive è Henry James!
    Ogni cosa è messa alla luce, qualsiasi dubbio abbia il lettore verrà subito chiarito, qualsiasi domanda si faccia avrà presto una risposta più che soddisfacente.
    Nel complesso è indubbiamente un libro di grande portata, un capolavoro della letteratura tardo-ottocentesca.

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  • 3

    Come già detto, le prime 150 pagine, ti portano a trascinare la lettura e valutarlo con una stellina.Poi, poco e attentamente pagina per pagina, James, ti fa amare questa donna,Isabel, e tutte le donn ...continue

    Come già detto, le prime 150 pagine, ti portano a trascinare la lettura e valutarlo con una stellina.Poi, poco e attentamente pagina per pagina, James, ti fa amare questa donna,Isabel, e tutte le donne che fanno parte di quel mondo di fine ottocento. Anche io ci vedo, come già sottolineato da qualcuno, un caratterino misogino. Al termine l'ho rivalutato e se le merita tutte le tre stelline.

    said on 

  • 4

    Non è un solo ritratto di signora, ce ne sono parecchie: Isabel, certo ma come non mettere anche Madame Merle e la figlioccia Osmond?
    Con tutta la grande libertà di Isabel, ecco che casca nell'illusio ...continue

    Non è un solo ritratto di signora, ce ne sono parecchie: Isabel, certo ma come non mettere anche Madame Merle e la figlioccia Osmond?
    Con tutta la grande libertà di Isabel, ecco che casca nell'illusione più meschina e da quella nella prigione "dell'ormai ho scelto e devo pagarne le conseguenze". E' proprio un romanzo del suo tempo.
    Non leggero ma che, se lo togli dal suo contesto, dà un bel po' di spunti sulla natura umana, la scelta e i perbenismi che ci condizionano. Liberi non si è mai. Del resto è infinita la questione su dove finisce la tua libertà quando c'è quella di tutti gli altri da considerare?

    said on 

  • 5

    Isabel, giovane americana, viene condotta dalla zia in Inghilterra. Lì incontra, per la prima volta, lo zio e il cugino, i quali assumeranno un ruolo fondamentale nel suo destino.

    Lo zio è stato un fa ...continue

    Isabel, giovane americana, viene condotta dalla zia in Inghilterra. Lì incontra, per la prima volta, lo zio e il cugino, i quali assumeranno un ruolo fondamentale nel suo destino.

    Lo zio è stato un famoso banchiere in Inghilterra, ma adesso è molto anziano e malato e passa le sue giornate “oziando” in giardino con una buona tazza di tè; il cugino Ralph è un uomo distinto, giovane, ma anche lui con problemi di salute seri.

    Isabel viene accolta in famiglia con generosità e anche lei si ambienta bene. Il problema è che riesce a far innamorare tutti quelli che la frequentano! Ma Isabel non vuole legami, vuole essere libera e conoscere il mondo, tanto da rifiutare un pretendente ricco e gentiluomo.

    La possibilità di girare il mondo e decidere il proprio destino gli è presto offerto dalla morte dello zio, il quale le lascia in eredità una somma cospicua.

    Isabel, dopo un attimo di sorpresa e smarrimento per questa novità, intraprende la sua nuova vita.

    Dapprima segue la zia in Italia e in altre località, poi fa una nuova conoscenza, ad opera dell’enigmatica Madame Merle.

    Dopo aver rifiutato diversi pretendenti, Isabel si convince che l’uomo perfetto per lei sia proprio Gilbert Osmond. Tutti tentano di persuadere Isabel che questo matrimonio non fa per lei, ma la donna, ormai artefice del proprio destino, si ostina a proseguire per la sua strada… e lo farà fino alle estreme conseguenze.

    Uno dei classici più belli che abbia letto fino ad ora!

    All’inizio la storia progredisce lentamente, si segue con curiosità e si vorrebbe giungere più velocemente al nocciolo della questione. Questo non vuol assolutamente dire che l’autore ci annoi, anzi!

    Poi tutto sembra risolversi in bene, si pensa che la protagonista abbia fatto la prima scelta importante in autonomia e che abbia fatto bene, per poi accorgersi che così non è. E allora si comincia a fare il tifo per lei, perchè ricominci tutto da zero e pensi un po’ a sé stessa e in questo, forse, noi lettori del XXI secoli siamo influenzati dal nostro di contesto storico, che è nettamente diverso da quello in cui vive ed agisce Isabel.

    E all’ultima pagina ci aspetta un’amara delusione…

    Tutti i personaggi di questo romanzo sono ben delineati e hanno una spiccata personalità. Un bel viaggio letterario dove tutto si amalgama perfettamente e dove l’imperativo è uno soltanto: usare il proprio libero arbitrio e accettare le conseguenze delle proprie azioni.

    said on 

  • 4

    Ci son delusioni che durano quanto la vita

    "Ritratto di signora" è il capolavoro di Henry James, scritto intorno al 1880. Inizio parlando dei i lati negativi, così mi tolgo subito il dente.

    Il libro, indubbiamente quasi statico nelle prime 150 ...continue

    "Ritratto di signora" è il capolavoro di Henry James, scritto intorno al 1880. Inizio parlando dei i lati negativi, così mi tolgo subito il dente.

    Il libro, indubbiamente quasi statico nelle prime 150 pagine (che fatica, due caffè ogni mezz'ora per stare sveglio), descrive le vicende di un gruppo di ricchi americani aristocratici in Europa. Chi incontrano? Solo americani, ovunque vadano, che sia Inghilterra, Francia o Italia. I pochi indigeni vengono tediati ripetutamente (che tatto, santo cielo!) con dettagliate spiegazioni di quanto gli americani sian migliori degli europei.

    Sport di questi aristocratici nullafacenti spocchiosi e snob (più cafoni dei peggiori camalli del porto) è chiedere in sposa ragazze (americane, ovviamente) appena conosciute. Dopo un paio di passeggiate nel parco, zac, via con la dichiarazione.

    In questo simpatico ambiente spicca Isabel, la protagonista, intelligente e bella. Che vince però pure il premio antipatia, staccando di gran lunga tutti i concorrenti. Ma c'è una giustizia, a questo mondo...

    Ok, mi sono sfogato (ma la prima parte è proprio pesante da digerire...).

    Vediamo invece perché il libro, nonostante quanto detto, mi sia piaciuto molto.

    Innanzitutto la scrittura, allusiva, ironica e fluida; James è un grandissimo narratore che intreccia, anticipa, guida, confonde, sorprende. James ci convince di qualcosa per poi negarcela successivamente. Rimaniamo quindi sospettosi per tutta la durata del libro, pensando a possibili sviluppi o ribaltamenti.

    Il personaggio principale è Isabel, intelligente e determinata, anticipatrice del femminismo odierno. La sua originalità risiede nella sua estrema libertà che, complice una eredità inaspettata ma assai gradita che ne eleva lo status sociale, si pone nelle condizioni di pilotare a suo piacimento la propria esistenza. In realtà la sua autonomia di giudizio, la sua facoltà di scelta, la sua indipendenza, la sua libertà cessano nel momento in cui decide di intraprendere il classico matrimonio sbagliato (ne esisterà uno giusto?).

    "Adesso, aveva dinnanzi la luna piena, vedeva l’uomo intero. Si era mantenuta, per così dire, immobile, così da lasciargli libero il campo: eppure, malgrado questo, aveva presa una parte per il tutto."

    Questo Ritratto di signora è forse è uno dei primi libri in cui viene lasciato tanto spazio alla descrizione interiore di un personaggio femminile. La trama è semplice, ma l'intreccio assolutamente no. Una ragazza libera come userà la sua libertà? Quali passi potrà compiere? Mille scelte sono possibili alla bella Isabel; che invece viene ingabbiata suo malgrado verso quella peggiore. Tra le righe, magari sbaglio, vedo in James un po' di misoginia strisciante...

    Tutto qui? No, mentre ci mettiamo comodi per vedere come si evolverà la vita di Isabel in seguito a quella che pensiamo essere la scelta sbagliata, James ci spiazza e ci costringe a cambiare parere in continuazione, con una maestria notevole.

    In fondo la storia di Isabel non è solo la storia di una libertà buttata via, ma piuttosto il cammino verso maturità e consapevolezza.

    Come non ricordare Madame Bovary, libro di Flaubert di poco antecedente? Due protagoniste indipendenti e dal forte carattere, due matrimoni sbagliati, due modi diversi di intendere la passione e l'amore, due diversi modi di gestione del danaro. Dal punto di vista letterario, per me non c'è confronto, vince Flaubert!

    said on 

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