Retrato de una dama

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4.1
(1900)

Language: Español | Number of Pages: 726 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , German , Italian , Portuguese , French , Polish , Catalan , Dutch

Isbn-10: 8422665727 | Isbn-13: 9788422665724 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Mass Market Paperback , Softcover and Stapled

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 5

    Grandi illusioni

    Isabel, "inquadrata nella cornice (...) della porta, colpì il giovane come un bel ritratto di signora".

    Questo romanzo di H. James, ambientato negli anni '70 dell'Ottocento e pubblicato poco dopo, è u ...continue

    Isabel, "inquadrata nella cornice (...) della porta, colpì il giovane come un bel ritratto di signora".

    Questo romanzo di H. James, ambientato negli anni '70 dell'Ottocento e pubblicato poco dopo, è un capolavoro, un libro bellissimo per stile, struttura narrativa, approfondimento psicologico, pervaso di sottile umorismo tipicamente britannico. Un testo scritto per chi ama il piacere della lettura e non disdegna la riflessione.
    Capiamo come James, americano, amasse smisuratamente la cultura inglese, tanto da trasferirsi in Inghilterra e assumerne perfino la nazionalità.

    Protagonista della vicenda, che si dipana per circa sei anni, è Isabel, una ragazza americana, orfana, che viene accolta in Inghilterra da una facoltosa zia : in casa era considerata "l'intelletto", ma anche una persona (troppo) originale. Riteneva che "fosse necessario essere fra i migliori", amava la propria indipendenza e "aveva una speranza infinita di non dover fare mai nulla di male".
    Con queste premesse, dopo aver rifiutato il matrimonio con un giovane e affascinante Lord ed essere diventata ricchissima per un'inattesa eredità, non c'è da stupirsi che tutti si chiedano che cosa farà della sua vita e a quali vertici sarà capace di giungere.

    La storia si sposta poi a Firenze e a Roma.
    Il paesaggio italiano è descritto meravigliosamente. Ma sull'ambiente socio-culturale c'è qualche stoccata : un dotto straniero sostiene che "l'Italia, comunque, aveva guastato molta gente ; lui stesso (...) riteneva che sarebbe stato un uomo migliore se non avesse trascorso lì tanta parte della sua vita. Faceva diventare pigri e dilettanti e mediocri; non offriva nessuna disciplina per il carattere".

    L'ultima parte del libro, in particolare, offre colpi di scena di altissima abilità letteraria : lo sbalorditivo e il convincente procedono con un'armonia che solo uno scrittore grandissimo può padroneggiare.

    * Per chi fosse interessato all'autore e alla figura ispiratrice del personaggio di Isabel, segnalo il bellissimo e documentatissimo 'romanzo' di C. Toibin, "The Master", in cui si narra un periodo di cinque anni della vita europea di H. James.

    said on 

  • 4

    "Per che cosa tu ti sposi solo il cielo lo sa"

    Dopo Madame Bovary, un altro splendido ritratto di signora dipinto questa volta da un americano naturalizzato britannico.

    Per le prime trecento pagine ho pensato: "Flaubert batte James 3 a 0".
    Poi il ...continue

    Dopo Madame Bovary, un altro splendido ritratto di signora dipinto questa volta da un americano naturalizzato britannico.

    Per le prime trecento pagine ho pensato: "Flaubert batte James 3 a 0".
    Poi il romanzo ha cominciato a prendere quota.
     
    Isabel come Emma è una donna che si crede migliore della macchia umana che la circonda. Isabel diversamente da Emma è una donna con portafoglio proprio. Isabel diversamente da Emma non pensa che sia il matrimonio o il trovare un amore romantico ciò che possa gratificarla o dare un senso alla sua vita...almeno questa la sua declaratoria.

    Non è che si capisca proprio bene bene quale sia il suo obiettivo. E non si capisce neanche perché ad un certo punto, dopo aver rifiutato di sposare due 'pretendenti' adeguati, ed essersi quasi fatta un vanto del suo non volersi sposare, decida di unirsi ad un uomo che con evidenza di chi le vuole effettivamente bene (per tacere del lettore) è proprio quello che men le si addice.

    E qui il lettore si rode. Si interroga basito:

    Cara la mia Isabel, ma perché pigli quell'uomo? Lo fai per distinguerti? O solo per un eccesso di originalità? O semplicemente perché pensi di fare cosa buona e giusta elargendo generosità nei confronti di chi non è stato similmente a te baciato dalla buona sorte? Non è che lo fai per partito preso e perché i tuoi cari ti osteggiano? O semplicemente per dimostrare che sei libera di fare ciò che vuoi?

    "Sentì crescere la sua agitazione e disse a se stessa che era irritata, com’è irritata una donna che sa di essere dalla parte del torto."

    Illusoria la libertà. A ciascuno la sua prigione. E il bello è che spesso ce la costruiamo con le nostre mani.

    E come spesso accade non è la trama. Non è la storia. Ma il modo in cui James ha deciso di raccontare questa storia. 
    Una prosa inizialmente moooooolto lenta e piatta, seppur estremamente raffinata ed ironica, viene improvvisamente ribaltata lasciando chi legge attonito e stupito.
    Sprovvisto di indizi e di particolari il lettore spiazzato è  incapace di ricostruire le motivazioni per le quali la situazione possa essere così mutata, pensa di aver letto un po' troppo rapidamente e aver perso dei passaggi.
    E invece. Il contesto diviene da frivolo e salottiero a misterioso e agghiacciante e molto molto amaro. La narrazione si fa superba e incalzante. Romanticismo e sensualità completamente assenti all'appello, stupefacente pensando al tema di cui tratta. Non arrivo alle 5 stelle in quanto l'inizio è effettivamente un po' troppo prolisso.

    Flaubert una scrittura drammatica ed efficace, James altrettanto drammatica ma in modo sottile e perturbante. 
    Alla fine vince Flaubert ma è stato un 3 a 2, grandissima la ripresa di James nel finale.

    said on 

  • 5

    Romanzo di sconvolgente bellezza, di quelli che "mi sarebbe dispiaciuto morire senza averlo letto". Da leggere prima/dopo l'altro capolavoro jamesiano,"Le ali della colomba", che ne è una sorta di ris ...continue

    Romanzo di sconvolgente bellezza, di quelli che "mi sarebbe dispiaciuto morire senza averlo letto". Da leggere prima/dopo l'altro capolavoro jamesiano,"Le ali della colomba", che ne è una sorta di riscrittura.
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    "Ritratto di signora" di Henry James «è la più grande e ricca cattedrale che il moderno lettore di romanzi possa conoscere». (Graham Greene)

    "James la ama con una dedizione e venerazione pari soltanto a quella che Tolstoj nutre per Anna Karenina". (Pietro Citati)

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  • 4

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/05/05/ritratto-di-signora-henry-james/

    “Isabel era fieramente decisa a non essere vuota. Aspettando con la dovuta pazienza, si trova sempre un lavoro adatto a ...continue

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/05/05/ritratto-di-signora-henry-james/

    “Isabel era fieramente decisa a non essere vuota. Aspettando con la dovuta pazienza, si trova sempre un lavoro adatto a portata di mano. Naturalmente, fra tutte le sue teorie questa giovane donna possedeva una intera collezione di punti di vista a proposito del matrimonio. Per prima appariva nella serie la convinzione che fosse una volgarità pensarvi troppo. Pregava di tutto cuore di essere esonerata dal cadere in bramosie di questo tipo; sosteneva che una donna, fuorché in casi di eccezionale fragilità, dovrebbe essere capace di vivere da sé, e che era perfettamente possibile essere felice senza la compagnia di una persona dell’altro sesso dalla mentalità più o meno grossolana. La preghiera della ragazza era stata sufficientemente esaudita; quel che di puro e fiero era in lei - qualcosa di freddo ed arido, avrebbe potuto definirlo un ammiratore respinto che avesse il gusto dell’analisi - l’aveva finora tenuta lontana da ogni grande futilità di congettura in tema di possibili mariti. Pochi degli uomini che conosceva le sembravano degni di una spesa rovinosa, e le veniva da sorridere se pensava che uno di loro potesse presentarsi come un incentivo alla speranza e alla paziente attesa. In fondo all’anima - ma proprio in fondo - le giaceva la persuasione che se una certa luce fosse spuntata lei avrebbe potuto dare tutta sé stessa; ma questa idea, in complesso, era troppo tremenda per essere seducente. I pensieri di Isabel vi aleggiavano intorno, ma di rado vi si fermavano a lungo; dopo un po’ finiva con lo spaventarsi.”
    (Henry James, “Ritratto di signora”, ed. Newton Compton editori*)

    Scritto nel 1880-1881, “Ritratto di signora” è un quadro che Henry James dedica a una “ragazza americana moderna” di fine Ottocento, Isabel Archer, che seguiamo in un’inesorabile parabola che la trasformerà da giovane intelligente, sensibile, povera, amante della propria libertà, a ricca e malmaritata donna ingabbiata da un marito che non è quel che sembrava essere e da raggiri di un’amica che non era tale. Come in altre opere di James, anche in questo romanzo è forte il tema del rapporto tra Usa ed Europa. La protagonista stessa, infatti, irrompe dopo qualche pagina, arrivando dagli Usa per essere ospitata dagli zii e dal cugino Ralph, sempre malaticcio, filosofo, che tanta importanza avrà nella futura esistenza di Isabel.
    Isabel ci è descritta da James nelle sue fattezze fisiche solo in poche parole all’inizio del romanzo: alta, carina, vestita di nero. Il tratto principale che la caratterizza, invece, è la sua indipendenza di spirito e di ragionamento, che fa di lei, nella prima parte del romanzo, un’arguta e talvolta sarcastica osservatrice della realtà che la circonda, in questo trovando la sponda del cugino Ralph e dell’amica giornalista Henrietta. Ciò da cui rifugge maggiormente sono i corteggiatori, che siano gentiluomini inglesi come l’innamorato cotto Lord Warburton o americani audaci e oscuramente belli come Caspar Goodwood. A tutti costoro Isabel oppone un rifiuto, più o meno dolente e convinto, ma comunque un rifiuto.
    A scombinare le carte in tavola, però, è un’altra donna, Madame Merle, più grande di Isabel e che esercita su di lei un fascino intellettuale così potente da indurla, infine, a cedere alla corte di Gilbert Osmond, americano che però vive in Italia da decenni con una figlia. A questo punto, la parabola di Isabel muta e si fa discendente. Della spigliata ragazza che proclamava la sua indipendenza di pensiero cominciano a perdersi le tracce, ricoperte dal grigiore di un uomo, Gilbert, che alla lunga si rivela essere ossessionato dalla formalità, dal decoro e dalla presunta santità del matrimonio, ma che di per sé è un uomo mediocre, in nulla paragonabile a quelli che Isabel aveva rifiutato prima di cedere a lui.
    Come ho già potuto apprezzare in altre opere, James è molto abile nel tenere avvinti per oltre cinquecento pagine pur senza inserire “colpi di scena” a catena. Di per sé, la trama è abbastanza tenue, ma ciò che rende i romanzi di James avvincenti è l’abilità nel penetrare nella mente di ciascun personaggi, che sia con lunghe digressioni o con dialoghi serrati, spesso intrisi d’ironia e talvolta di tragicità. Ad aggiungere fascino l’ambientazione anche italiana del romanzo, con Firenze e Roma protagoniste nella loro magnificenza artistica.

    “Ebbene - disse Henrietta - pensi di poter condurre una vita romantica, di poter vivere piacendo a te stessa e piacendo agli altri. Ti accorgerai di sbagliare. Qualunque sia la vita che conduci, devi metterci l’anima, per farne come che sia una cosa riuscita; e dal momento che fai questo, essa non è più un romanzo, te l’assicuro io: diviene cruda realtà! E non puoi sempre piacere a te stessa; devi qualche volta piacere anche agli altri. Cosa che, lo ammetto, sei prontissima a fare; ma c’è un’altra cosa che è ancora più importante: spesso devi non piacere agli altri. Devi essere sempre pronta a questo, mai tirarti indietro. Questo non ti va per niente... sei troppo amante dell’ammirazione, ti piace che si pensi bene di te. Pensi che ci si possa sottrarre a doveri sgradevoli assumendo posizioni romantiche; ecco la tua grande illusione, mia cara. Ma non si può. Devi tenerti pronta, in molte occasioni della vita, a non piacere a nessuno... nemmeno a te stessa.
    Isabel scosse tristemente la testa; appariva turbata e atterrita.”

    * la foto è di un’edizione Einaudi perché quella della Newton Compton non mi piace granché (la copertina).

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  • 4

    "Non desidero essere una pecora del gregge e basta. Voglio essere arbitra del mio destino."

    mi è piaciuto davvero tanto, pur essendo pieno di situazioni e personaggi rimangono essi sempre ben presenti, ogni volta che apri il libro si riaffacciano tutte le immagini evocate da James con grande ...continue

    mi è piaciuto davvero tanto, pur essendo pieno di situazioni e personaggi rimangono essi sempre ben presenti, ogni volta che apri il libro si riaffacciano tutte le immagini evocate da James con grande accuratezza, senza fretta, ogni parola è scelta con cura e contribuisce a creare un quadro, pensieri ed emozioni vengono riportati dettagliatamente senza mai venire a noia, molti colpi di scena, memorabile il chiarimento con Mme Merle...sullo sfondo la Roma dei monumenti e dell'arte, descritta con grande passione, però io avrei preferito Gardencourt Emoticon smile

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  • 5

    Ma quel che più lo offendeva, ella non tardò a percepirlo, era ch'ella avesse un suo modo di pensare e un cervello tutto suo. Ella avrebbe dovuto avere una mente asservita lui, attaccata alla sua come ...continue

    Ma quel che più lo offendeva, ella non tardò a percepirlo, era ch'ella avesse un suo modo di pensare e un cervello tutto suo. Ella avrebbe dovuto avere una mente asservita lui, attaccata alla sua come un piccolo stralcio di giardino a un gran parco di daini. Egli avrebbe rastrellato gentilmente il suolo e annaffiati i fiori, avrebbe sarchiato le aiuole e raccolto occasionalmente qualche mazzetto. Sarebbe stata una graziosa aggiunta di proprietà per un proprietario già ricco. Egli non desiderava ch'ella fosse stupida, al contrario: proprio perché era intelligente gli era piaciuta; ma si aspettava che la sua intelligenza operasse interamente a favore di lui, e ben lungi dal desiderare che la sua mente fosse vuota, si era lusingato che potesse ricevere un'impronta dalla sua.

    Non potevo iniziare questa recensione se non citando uno dei passi del romanzo che mi ha colpito di più, e mi sono dovuta trattenere, perché Henry James sarebbe da citare tutto.
    L'ho fatto di nuovo, ho fatto passare secoli per una recensione e continuerò a farlo, perché non ho tempo e da un po' nemmeno un computer, ma questo romanzo stava lì, in attesa che scrivessi qualcosa e ho dovuto per forza ritagliarmi uno spazietto.
    "Paesaggio d'anime, tratteggiato da un maestro del realismo psicologico." È così che nel retro copertina viene descritto James, e io non potrei essere più d'accordo, perché dire che i suoi personaggi sono semplicemente ben caratterizzati sarebbe troppo poco. L'eroina del romanzo è Isabel Archer, giovane americana orfana di padre e di madre, che entra a far parte della famiglia inglese della zia, sorella della madre, che decide di occuparsi di lei. Isabel dimostra di essere una ragazza aperta al cambiamento, ben disposta ad imparare e a seguire i consigli della zia, ma ciò non toglie che sia dotata di una coscienza propria e che sogni l'indipendenza. Indipendenza che verrà grazie al cugino Ralph, che la renderà padrona di un'eredità importante.
    Isabel Archer è una sorta di eroina anti-eroina, dotata dei soliti bei sentimenti che si trovano nelle eroine classiche ma anche con qualcosa in più. È palese la sua voglia di fare da sé, di viaggiare e scoprire il mondo, ma proprio la sua indipendenza la porterà vicino alla rovina. Sono tanti i personaggi che entrano in contatto con lei e ciascuno di loro cerca di indicarle la strada, sempre sottoforma di un buon matrimonio. Ma lei va per la sua strada e quando questa si rivela essere piena di infelicità e delusioni, non cerca aiuto ma prova a nascondere la sua palese infelicità agli amici di un tempo, senza rinnegare nulla e accettando i propri errori.
    L'accostamento con Emma Bovary non mi aveva fatto ben sperare ma una scintilla di speranza nel suo futuro si intravede ancora.
    Henry James accosta la vita di Isabel a quella di due antagonisti, se così si possono chiamare, che non vengono presentati come tali al lettore, o meglio il lettore capisce che c'è qualcosa sotto e ha libera interpretazione dei fatti e dei caratteri, capendo così le influenze che possono portare a personalità più deboli, come la piccola Pansy, punto in cui Henry James non lascia un briciolo di speranza.
    Curioso poi, che proprio Isabel, che tanto sognava l'indipendenza, si ritrovi poi non padrona della sua vita. Ma se l'ambiguità di quei due personaggi era chiara al lettore, non era ancora chiara ad Isabel, ingannata senza pietà.
    A fare da sfondo alle vicende non solo il paesaggio inglese ma anche l'Italia, con Roma e Firenze che rendono questo quadro ancora più bello.
    Del suo romanzo Henry James dice:

    La prima critica ovviamente sarà che non è compiuto - che non ho accompagnato la protagonista fino alla conclusione della vicenda, che l'ho lasciata en l'air -. Ciò è vero e falso al tempo stesso. Non si dice mai tutto di una cosa: si finisce per scegliere soltanto ciò che sta bene assieme, ciò che ho fatto ha questa compatezza: sta bene assieme. In sé è compiuto: quanto al resto, ci si potrà sempre tornare sopra, in un secondo tempo.

    Henry James lascia perciò un finale aperto alla sua protagonista, un ritratto imperfetto e un futuro incerto, a differenza di tutti gli altri personaggi, ma che proprio nelle ultime azioni di Isabel mi ha fatto ben sperare, ritrovando in lei quell'indipendenza che le era stata strappata.

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  • 3

    Honestly, I expected more. I think the novel is extremely long and boring... the author could have told the whole story using less pages. Moreover, it seems the typical story about a woman who wants t ...continue

    Honestly, I expected more. I think the novel is extremely long and boring... the author could have told the whole story using less pages. Moreover, it seems the typical story about a woman who wants to break the limits of society.

    said on 

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