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Revolt

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Förlag: Månpocket

3.9
(9973)

Language:Svenska | Number of Pages: 329 | Format: Others | På andra språk: (andra språk) Catalan , English , Spanish , Chi traditional , Chi simplified , Dutch , German , French , Portuguese , Finnish , Danish , Czech , Italian , Polish , Russian

Isbn-10: 9170018863 | Isbn-13: 9789170018862 | Publish date: 

Translator: Lena Jonsson

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Bokbeskrivning

Sista rafflande delen i Hungerspels-trilogin

De två första delarna i trilogin om Hungerspelen har gått som en raket på den litterära himlen, bland annat som etta på New York Times bestseller-lista. Förväntningarna på del tre är enorma.

Rebellerna har gjort uppror. Katniss är räddad. Distrikt 12 ligger i ruiner. Peeta är kvar i huvudstadens våld. Finns verkligen distrikt 13? Kommer Katniss och Peeta att återförenas eller tar huvudstaden Peeta från henne. Var är hennes mamma och lillasyster? Och vilka andra från distrikt 12 har undkommit?

I de två första delarna av Hungerspelen vävde Suzanne Collins en otroligt tät intrig, nu kommer upplösningen. Hungerspelen har blivit en internationell försäljningssuccé världen över.

Filmrättigheterna är sålda och Collins skriver själv filmmanuset.

Sagt om Hungerspelen del 1 och 2:

"
Kärleken, hemskheterna, Suzanne Collins berättartalang och en riktigt oväntad cliffhanger på bokens sista sida gör att tusentals läsare redan ivrigt väntar på sista delen i trilogin om Hungerspelen." Lena Kersén, Västerbottens-kuriren

"A novel that generates nearly constant suspense and may also generate a fair amount of controversy. I couldn't stop reading." Stephen King

"People often ask me for reading suggestions, and I'm always happy to share because books are exciting things to me. My latest excitement is this: The Hunger Games by Suzanne Collins. I was so obsessed with this book I had to take it with me out to dinner and hide it under the edge of the table so I wouldn't have to stop reading. The story kept me up for several nights in a row, because even after I was finished, I just lay in bed wide awake thinking about it. I've been recommending it to total strangers in Target. And now to everyone who reads my website. The Hunger Games is amazing." Stephenie Meyer

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  • 5

    bello anche questo libro anche se il finale è sempre un po' stringato... peccato per questo neo. Del resto però se ci si è appassionati alle storie dei personaggi dei due libri precedenti questo non s ...fortsätt

    bello anche questo libro anche se il finale è sempre un po' stringato... peccato per questo neo. Del resto però se ci si è appassionati alle storie dei personaggi dei due libri precedenti questo non si può non legere

    sagt den 

  • 4

    Avvincente. Davvero. Forse non riesce a tener testa al secondo libro ma davvero non delude le aspettative. Vengono fuori tutte le sfaccettature del personaggio principale. Un eroe di quelli reali, ver ...fortsätt

    Avvincente. Davvero. Forse non riesce a tener testa al secondo libro ma davvero non delude le aspettative. Vengono fuori tutte le sfaccettature del personaggio principale. Un eroe di quelli reali, veri. Non intriso di solo bene e amore. Ma anche egoista e vendicativo.
    Peccato per le troppo lunghe scene di guerra che rallentano un po' il racconto e per la fuoriuscita di qualche personaggio che poteva essere curata meglio.

    sagt den 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Passaggio nel fuoco

    Il terzo, e ultimo capitolo, della trilogia di Suzanne Collins ci scaraventa su un palcoscenico del tutto nuovo, disincantato e disilluso: il distretto 13. Quel distretto che era diventato l’icona del ...fortsätt

    Il terzo, e ultimo capitolo, della trilogia di Suzanne Collins ci scaraventa su un palcoscenico del tutto nuovo, disincantato e disilluso: il distretto 13. Quel distretto che era diventato l’icona del destino che grava sulle vite di chiunque avesse osato ribellarsi contro il potere di Capitol City, si rivela interpretare il ruolo di marionettista nel teatro delle innumerevoli ribellioni di Panem. E’ in questo ambient che i nostri protagonisti o meglio, quelli che credevamo tali, vivono profondi cambiamenti psicologici, lottano contro e per se stessi, per scoprire chi sono diventati, chi vogliono diventare.
    Questo distopico è la rivoluzione della società, di un sistema corrotto fino al midollo, la quale fonda le basi su una rivoluzione interiore dei protagonisti dei giochi, marchiati e alterati, per sempre, col fuoco.

    sagt den 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    http://changeschances.blogspot.it/2015/03/hunger-games-il-canto-della-rivolta.html

    sagt den 

  • 4

    Nel terzo ed ultimo episodio della saga vediamo
    la ragazza di fuoco
    finire
    dalla padella
    alla brace .
    Ma a mio avviso questo libro è il migliore della trilogia (anche sintatticamente Suzanne si è spre ...fortsätt

    Nel terzo ed ultimo episodio della saga vediamo
    la ragazza di fuoco
    finire
    dalla padella
    alla brace .
    Ma a mio avviso questo libro è il migliore della trilogia (anche sintatticamente Suzanne si è spremuta di più).

    sagt den 

  • 3

    Finalmente dopo anni mi sono decisa a leggere questa trilogia. Come al solito quando un libro è tanto osannato dal pubblico mi viene difficile avvicinarmici senza aspettarmi una delusione, quindi è co ...fortsätt

    Finalmente dopo anni mi sono decisa a leggere questa trilogia. Come al solito quando un libro è tanto osannato dal pubblico mi viene difficile avvicinarmici senza aspettarmi una delusione, quindi è con questo preconcetto che ho iniziato a leggere il primo libro. E forse è per questo che sono riuscita a lasciarmi coinvolgere più dagli aspetti originali che non dai difetti. Perchè di mancanze ce ne sono molte ed è un peccato.
    Alcune le voglio giustificare come conseguenza del fatto che vediamo il mondo attraverso gli occhi di Katniss, una ragazza intelligente e pragmatica, ma con la maturità emozionale di una bambina di 11 anni.
    Ma la maggior parte dei punti deludenti del libro avrei voluto attribuirla alla mancanza di documentazione dell'autrice...Ma non è possibile!
    Onestamente non mi sono mai posta di scoprire chi fosse, tanto che l'idea che mi ero fatta era di una persona molto giovane e alle prime esperienze che rielabora a modo suo idee di altri autori, un altro Paolini insomma. Ma da una con un background come il suo questa incompiutezza proprio non me l'aspettavo: cresciuta nelle basi militari americane, con doppia laurea in teatro e telecomunicazioni e scrive per gli spettacoli televisivi dei bambini.
    L'errore più grande è stato voler usare questa idea per realizzare un libro per ragazzi. I temi sono importanti e profondi, ma il pubblico a cui sono indirizzati non ha tutte le chiavi di lettura per la completa comprensione. Voler tenere un linguaggio semplice con pochi tecnicismi e un approfondimento psicologico banalizzato per renderlo adatto al target ha sminuito ciò che sarebbe potuto diventare un capolavoro.

    sagt den 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    1

    WTF am I reading???

    In tutta onestà: me l’aspettavo. Solo non mi aspettavo una caduta di stile (che già era basso dai precedenti) così repentina.
    Si fa presto a descrivere la storia del romanzo: c’è Katniss che arriva al ...fortsätt

    In tutta onestà: me l’aspettavo. Solo non mi aspettavo una caduta di stile (che già era basso dai precedenti) così repentina.
    Si fa presto a descrivere la storia del romanzo: c’è Katniss che arriva al distretto 13, fatto praticamente di ospedale e schizofrenia; chiamano gli acconciatori, la mettono un attimo in tiro, girano la pubblicità di Chanel n.5, e poi partono a sparare a destra e a manca.
    Da un punto di vista dello stile, i dialoghi sono artificiosi, come questo pezzo “della” Coin: “i missili nucleari rilascerebbero radiazioni nell’atmosfera, con conseguenze imprevedibili per l’ambiente…”, che sembra scritto per un bambino di 5° elementare (e continuo a far notare quanto sia stupido dire che questa serie sia per ragazzi, quando si parla di morti e sbudellamenti come non ci fosse un domani) con un linguaggio che non è né tecnico né caratterizza il personaggio. O ancora “la risolviamo alla vecchia maniera, senza armi nucleari”.
    L’apice del tecnicismo si raggiunge parlando di “baccelli”, missili antirifugio (mi domando quale specifica tecnica parlerebbe mai di “missile antirifugio”), hovercraft volanti, bombardieri che volano a 50 metri di altezza, archi e tridenti che sembrano i gadget di batman… il tutto pensato e descritto, come fossimo in un gioco di un bambino di dieci anni.
    La Collins cerca di parlare in linguaggio “militare” e di descrivere una sanguinosa guerra civile, in realtà ne risulta un testo che sembra una lunga fantasticata di una bambina sciocca, con gli adulti che si abbassano al suo livello per ragionare come bambini deficienti.
    Il distretto 13 è una specie di gulag di finti militari, dove dovrebbe esserci carenza di tutto, ma in realtà pare ci sia abbondanza di tutto, specie di dottori (cos’è, siamo in Italia?), il cibo è razionato, ma c’è. E Katniss non fa che passare la sua esistenza in questi organizzatissimi ospedali.
    Ma naturalmente c’è bisogno della ghiandaia imitatrice in una risibile guerra di propaganda (un uccello più idiota di così non lo poteva trovare, come se la Rivoluzione americana fosse stata fatta sotto l’egida della “moffetta” o “puzzola americana”); lei è un elaborato progetto di moda, creato dallo stereotipo di stilista effeminato Cinna, con una propria uniforme (dubito che Guevara avesse mai pensato di rifarsi il trucco e smaltarsi le unghie), fatta apposta per le apparizioni televisive, un arco con ogni genere di funzione extra, come fare il caffelatte, con ogni genere di freccia, esplosiva, implosiva, acida, non acida, eccetera.
    E il massimo a cui si riesce a pensare, è che la ghiandaia imitatrice deve fare gli spot televisivi come quelli dei profumi da donna.
    Naturalmente arrivati a questo punto, la massima immagine dell’uso del tiro con l’arco, è una faretra sulla schiena.
    Il video di Lars Andersen https://www.youtube.com/watch?v=BEG-ly9tQGk spiega bene che lo stereotipo dell’arciere “da tiro sportivo”, non è il vero arciere da campo di battaglia.
    Ma la Collins vuole mostrare l’eroina che tira con l’arco, e così dà il meglio di sé al distretto 8 con la pubblicità di Chanel n.5 e ospedali che bruciano. L’autrice non ha idea di cosa stia parlando nemmeno qui, con bombardieri che volano a tiro d’arco della nostra eroina (per fare un esempio, in Korea nel ’50 gli americani bombardavano dalla stratosfera), a meno di 100 metri sopra le loro teste, tanto che può incoccare con tutta calma e lanciare le sue tecnologiche frecce esplosive che possono distruggere qualunque bombardiere.
    E poi naturalmente le riprese, lo spot e la frase che ha fatto ardere i cuoricini anche di persone non proprio più tanto bambine: “se noi bruciamo, voi bruciate con noi“. Una frase proprio ad effetto. E per niente puerile.
    Trovo che i personaggi siano ancora delle macchiette sullo sfondo, uno sfondo di cartone, beninteso. Sì perché la Collins non è in grado di dare senso alle proporzioni, come al “distretto 8″, dove non c’è un grande senso alla proporzione tra spazio occupato dal costruito e la popolazione. In quanti sono? 4 gatti?
    Trovo ancora più grottesca l’intera parte del distretto 13 descritta come nel sogno di un bambinone che gioca con gli amichetti. Gli orari che si stampano sul braccio con inchiostro che, sì beh, si cancella alla sera, perché tutto deve essere regolato, insomma, ecco, sì.
    La controparte di Snow, la presidente Coin, è un’altra macchietta che sembra una presentatrice tv.
    Dopo l’esibizione a favore della guerra di propaganda (in una guerra civile ci sono solo morti, bombe e sparatorie, la propaganda lascia il tempo che trova) ecco che possiamo assistere nel frattempo a Peeta, che poverino viene picchiato e torturato, fino a quando si decide di andarlo a liberare con una missione da commando – ovviamente guidata da bambinetti, come Gale, Finnick, eccetera; persone che non sanno nemmeno cosa sia la “guerra”.
    L’intera “riabilitazione” di Peeta è di una banalità sconvolgente. Poverino, l’hanno torturato con vespe geneticamente modificate e non riesce a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. Per poco non strangola la sua amata; così la Collins crea l’espediente per farci vedere di nuovo il bollettino medico e l’atroce dilemma che l’eroina deve affrontare: lui mi amava, ma ora mi odia, e io sono cinica perché amo Ridge.
    E poi insomma, si deve partire per la guerra. L’addestramento che sembra scimmiottare Full metal jacket, quando in realtà sono bambinetti stupidi che usano le armi, e poi si va a combattere vestiti come in Starship Troopers.
    Ancora assistiamo a improbabili esecuzioni di piani magistrali di gente che di guerra non sa un cazzo, come le trappole di Gale. Fatte apposta per obiettivi strategici pensati da una persona che dovrebbe limitarsi a scrivere di romanzi rosa.
    E infine le peripezie della Capitol City, con trappole che sembrano uscite da Dungeon Keeper (il gioco), dove in una azione stile Platoon (il film) l’intera squadra cade eccetto Ridge e lo zerbino ormai psicopatico, che ne ha ben donde di chiedere di essere soppresso da ormai 200 pagine, e qualche altra macchietta, e poi la nostra eroina cade col fuoco (letteralmente) amico. Fino a quando si riesce ad arrivare al finale perfetto per questa serie: Katniss con i suoi sempre più evidenti problemi mentali che uccide la Coin, perché sì, perché c'era da vendicare chissà quali orrori (come ci fossero santi tra i ribelli), e Snow che muore tossendo e ridendo come il Joker di Batman in un eccesso di isteria, e l'ultima ribellione di Katniss che cerca di suicidarsi in linea con la sua media di sempre, la quale si tratta al massimo di strapparsi qualche flebo e graffiare come una ragazzina isterica gli altrui volti.
    E infine il vissero contenti sì, ma con alcuni incubi e con diversi figli, che ci sono voluti anni per capire quando averli, perché le ferite psicologiche, ahimè, sopra i problemi mentali già presenti, sono gravi.
    In conclusione, mi riesce davvero difficile pensare che la Collins sia attrezzata per questo genere di scritti. Si è visto chiaramente che l’ideuzza degli “hunger games” non era in grado nemmeno di superare il primo libro. Il resto è stato scritto con una perizia tecnica da romanzi di Harmony e alla fine mi sono chiesto, sul serio, “Collins, ma di cosa cazzo stai parlando?”.

    sagt den 

  • 3

    Distopía para adolescentes

    Se puede notar una posible y obvia mezcla entre "1984" (Orwell) y "Un mundo Feliz" (Huxley) en la trilogía de S. Collins. El Sinsajo es el simbolo contra la opresión y los mutos, mezcla de humanos y m ...fortsätt

    Se puede notar una posible y obvia mezcla entre "1984" (Orwell) y "Un mundo Feliz" (Huxley) en la trilogía de S. Collins. El Sinsajo es el simbolo contra la opresión y los mutos, mezcla de humanos y mutaciones horribles. Quizá todo valga la pena para volver a casa.

    sagt den 

  • 3

    Ho letto l'intera trilogia in pochi giorni, e devo ammettere che nell'insieme la storia e' appassionante e ben scritta, sebbene si trovino comunque alcune carenze stilistiche. L'uso del presente, gius ...fortsätt

    Ho letto l'intera trilogia in pochi giorni, e devo ammettere che nell'insieme la storia e' appassionante e ben scritta, sebbene si trovino comunque alcune carenze stilistiche. L'uso del presente, giustificato con il tentativo di rendere l'immediatezza della diretta, (un reality show e' bello proprio per l'emozione della diretta, il resto sono repliche che possono interessare giusto chi in quel momento era in bagno) riesce a metà, ma è comunque una scelta apprezzabile. I personaggi principali sono ben strutturati e la loro complessità viene adeguatamente sviluppata. Il personaggio di Katniss, giovane donna costretta ad abbandonare anzitempo la propria infanzia, e il suo percorso di maturazione sono ben delineati. Mi è piaciuto molto che all'inizio del libro si mostri come una ragazza il cui unico scopo e' sopravvivere per se stessa, e che solo un po' alla volta maturi in lei la consapevolezza e il desiderio di poter rivestire un ruolo importante anche per altri in un un mondo del quale sta solo ora comprendendo la reale complessità. L'unico aspetto che a lungo andare mi ha infastidita e' stata la sua ossessione per i baci, ma tant'è, credo che questo sia lo scotto da pagare quando si legge un libro per ragazzi molto buono ma non eccezionale. Altro difetto, questa volta generale, che mi ha infastidita durante la lettura, un uso dell'aggettivazione a volte inappropriato e lezioso. Ultima nota, leggendo questo libro, che dovrebbe narrare una distopia futurista, e che giustamente ci fa inorridire con la descrizione di una crudeltà umanamente inconcepibile come gli Hunger Games, il commento di un personaggio, nel terzo libro, ci ricorda che tanto umanamente inconcepibile non è: già l'antica Roma, pur avendo dato vita, nei suoi anni di maggior splendore, ad una cultura alta e raffinata, quando si avvia alla decadenza concepisce il divertimento del circo dei gladiatori. E quello che è avvenuto in passato ha sempre la possibilità di verificarsi di nuovo anche in futuro.

    sagt den 

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