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Revolutionary Road

Di

Editore: Mondolibri

4.3
(3259)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 398 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Olandese , Chi tradizionale , Francese , Spagnolo , Svedese , Portoghese , Catalano , Russo

Isbn-10: A000199987 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Adriana Dell'Orto

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
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  • 3

    Se potessi dare due voti differenti, il libro sarebbe da cinque stelle per la scrittura superba e l'analisi che Yates fa dell'animo umano e delle sue debolezze e probabilmente zero per il personaggio ...continua

    Se potessi dare due voti differenti, il libro sarebbe da cinque stelle per la scrittura superba e l'analisi che Yates fa dell'animo umano e delle sue debolezze e probabilmente zero per il personaggio di Frank. Dentro di me continuo a ripetermi che non poteva essere altro che così, che l'autore lo ha tratteggiato volutamente così.. Però niente, il personaggio di Frank mi ha fatto schifo.. Quel disgusto che si prova - fortunatamente - per pochi individui; io spesso provo antipatia, rabbia, insofferenza e via discorrendo per personaggi letterari, ma credo sia la prima volta che leggendo abbia detto: "Frank, mi fai schifo!"
    La lettura poi non procedeva nemmeno a calci: dopo l'iniziale entusiasmo della prima parte, accadeva che il libro mi fissasse, io lo guardassi di rimando e dopo una breve esitazione, forse la coscienza che mi invitava a finirlo, gli dicevo: "Magari domani.. In gamba, eh!".
    Il personaggio che ho preferito è ovviamente John Givings.. l'ultimo incontro con i Wheeler.. Meraviglioso :3

    Il finale è stato tutto tranne che una sorpresa, sia perché penso che a Yates un po' April e Frank stessero sulle balle - se volete una storia di perdenti (In tutti i sensi voi vogliate interpretarlo), allora Revolutionary road (E che ironia il nome della loro via!) è il libro per voi -, sia perché la Fazi spoilera il gran finale sulla quarta di copertina.. Grazie, eh.

    ha scritto il 

  • 5

    Vivere è la vera rivoluzione

    Sapevo che non sarebbe stata una lettura innocua, una di quelle che impieghi meno di una settimana a dimenticare. Sapevo che questo sarebbe stato un romanzo cambia-vita o cambia-pensiero. O comunque u ...continua

    Sapevo che non sarebbe stata una lettura innocua, una di quelle che impieghi meno di una settimana a dimenticare. Sapevo che questo sarebbe stato un romanzo cambia-vita o cambia-pensiero. O comunque un romanzo apri-gli-occhi o rifletti-a-lungo. Oppure almeno un romanzo sono-consapevole-di-aver-letto-qualcosa-di-speciale.
    Così è stato. Per quale motivo? Perchè la storia di April e Frank è straziante e sfacciata, non è mitigata da nulla. E' estrema. Ed è esattamente così anche la prosa di Yates.
    Definirei il suo stile (più che realista e basta, come viene spesso denominato) come un REALISMO LIRICO o POETICO, una prosa cioè coerente alla realtà e crudele nella sua sfrontatezza, ma impreziosita da perle e diamanti di lirismo e profondità psicologica. Una scrittura fitta e intensissima, che regala al lettore la possibilità di seguire un percorso lineare ma riesce allo stesso tempo a ferire e pugnalare senza troppi giri di parole. Non mancano punte di ironia e cinismo che completano il quadro di una prosa magnifica e altamente letteraria.
    Ti accorgi, mentre leggi, di avere davanti a te un capolavoro, una di quelle opere che non potranno cadere nell'oblio. Credo che infatti, oltre alla trama profondamente drammatica, dunque coinvolgente, l'aspetto che rimane più impresso di Revolutionary Road è proprio il modo in cui questa storia ci viene raccontata e la sua potentissima valenza letteraria. (...)
    ....per continuare a leggere --->

    http://sfogliandolavita.blogspot.it/2015/02/vivere-e-la-vera-rivoluzione.html

    ha scritto il 

  • 5

    Vivere è la vera rivoluzione

    Sapevo che non sarebbe stata una lettura innocua, una di quelle che impieghi meno di una settimana a dimenticare. Sapevo che questo sarebbe stato un romanzo cambia-vita o cambia-pensiero. O comunque u ...continua

    Sapevo che non sarebbe stata una lettura innocua, una di quelle che impieghi meno di una settimana a dimenticare. Sapevo che questo sarebbe stato un romanzo cambia-vita o cambia-pensiero. O comunque un romanzo apri-gli-occhi o rifletti-a-lungo. Oppure almeno un romanzo sono-consapevole-di-aver-letto-qualcosa-di-speciale.
    Così è stato. Per quale motivo? Perchè la storia di April e Frank è straziante e sfacciata, non è mitigata da nulla. E' estrema. Ed è esattamente così anche la prosa di Yates.
    Definirei il suo stile (più che realista e basta, come viene spesso denominato) come un REALISMO LIRICO o POETICO, una prosa cioè coerente alla realtà e crudele nella sua sfrontatezza, ma impreziosita da perle e diamanti di lirismo e profondità psicologica. Una scrittura fitta e intensissima, che regala al lettore la possibilità di seguire un percorso lineare ma riesce allo stesso tempo a ferire e pugnalare senza troppi giri di parole. Non mancano punte di ironia e cinismo che completano il quadro di una prosa magnifica e altamente letteraria.
    Ti accorgi, mentre leggi, di avere davanti a te un capolavoro, una di quelle opere che non potranno cadere nell'oblio. Credo che infatti, oltre alla trama profondamente drammatica, dunque coinvolgente, l'aspetto che rimane più impresso di Revolutionary Road è proprio il modo in cui questa storia ci viene raccontata e la sua potentissima valenza letteraria. (...)
    ....per continuare a leggere ---> http://sfogliandolavita.blogspot.it/2015/02/vivere-e-la-vera-rivoluzione.html

    ha scritto il 

  • 4

    Dolorosamente bello.....

    Settembre 2012:
    E' come se tutti si fossero tacitamente accordati per vivere in uno stato di perenne illusione. Al diavolo la realtà! Dateci un bel po' di belle stradine serpeggianti e di casette dipi ...continua

    Settembre 2012:
    E' come se tutti si fossero tacitamente accordati per vivere in uno stato di perenne illusione. Al diavolo la realtà! Dateci un bel po' di belle stradine serpeggianti e di casette dipinte di bianco, rosa e celeste; fateci essere tutti buoni consumatori, fateci avere un bel senso di appartenenza e allevare i figli in un bagno di sentimentalismo - papà è un grand'uomo perché guadagna quanto basta per campare, mamma è una gran donna perché è rimasta accanto a papà per tutti questi anni - e se mai la buona vecchia realtà dovesse venire a galla e farci "bu!", ci daremo un grand da fare per fingere che non sia accaduto affatto.

    ha scritto il 

  • 5

    Anome insoddisfatte

    La descrizione, chirurgica, di due esistenze ciniche e mistificatrici. Di un rapporto di coppia non appagante né condiviso nel profondo. Un continuo rifugiarsi dietro non detti, perbenismi ed insoddis ...continua

    La descrizione, chirurgica, di due esistenze ciniche e mistificatrici. Di un rapporto di coppia non appagante né condiviso nel profondo. Un continuo rifugiarsi dietro non detti, perbenismi ed insoddisfazioni. Estremamente crudo, ma talmente credibile a tal punto che chiuso il libro si rimane a riflettere sulle tante sfumature dell'Io.
    Yates si conferma un narratore infallibile di vite incomplete, alla continua ricerca di altro che non sia il proprio essere. Di fredde e lucide esistenze che si fanno del male.

    ha scritto il 

  • 5

    Anime insoddisfatte

    La descrizione, chirurgica, di due esistenze ciniche e mistificatrici. Di un rapporto di coppia non appagante né condiviso nel profondo. Un continuo rifugiarsi dietro non detti, perbenismi ed insoddis ...continua

    La descrizione, chirurgica, di due esistenze ciniche e mistificatrici. Di un rapporto di coppia non appagante né condiviso nel profondo. Un continuo rifugiarsi dietro non detti, perbenismi ed insoddisfazioni. Estremamente crudo, ma talmente credibile a tal punto che chiuso il libro si rimane a riflettere sulle tante sfumature dell'Io.
    Yates si conferma un narratore infallibile di vite incomplete, alla continua ricerca di altro che non sia il proprio essere. Di fredde e lucide esistenze che si fanno del male.

    ha scritto il 

  • 4

    Quartiere residenziale di una cittadina americana. 1955.
    Frank e April. Una coppia come tante, ricca, bella, fortunata. A vederli da fuori qualcuno direbbe: ”ma quanto la vita è stata generosa con lor ...continua

    Quartiere residenziale di una cittadina americana. 1955.
    Frank e April. Una coppia come tante, ricca, bella, fortunata. A vederli da fuori qualcuno direbbe: ”ma quanto la vita è stata generosa con loro?” E invece, dietro quella finta apparenza fatta di agi e di ricchezze, c’è un insoddisfazione, una tensione e un incomprensione tra i due tale che li porterà a un tragico epilogo…
    Premetto che non ho particolarmente apprezzato il film di Sam Mendes con protagonista la coppia Di Caprio-Winslet, un film a mio modesto parere scialbo, senza sapore, senza nervo, il libro invece, come spesso accade, si è rivelato di tutt’altra pasta, un ritratto amaro di una società borghese, ipocrita e perennemente insoddisfatta, una società di cui i protagonisti ne sono il classico prodotto ma che cercano in ogni modo di allontanarsene, tentando disperatamente di differenziarsi da ciò che in realtà sono.
    I due protagonisti non sono né positivi né simpatici, i loro atteggiamenti altezzosi e arroganti sono parecchio irritanti, ma anche tristemente reali.
    Un libro molto pessimista e angosciante, scritto più di cinquant’anni fa ma ancora oggi tremendamente attuale, un romanzo che mostra un ritratto davvero squallido e sconfortante dell’essere umano.
    Un voto in più per il finale, tragico e dal sapore velatamente shakespeariano.
    Lo consiglio vivamente, ma leggetelo prima di un’eventuale visione del film di Sam Mendes.

    ha scritto il 

  • 4

    Richard Yates "cantore di vite insosddisfatte" e osservatore della borghesia a mericana, in questo caso una giovane coppia di provincia, con i loro sogni, le ipocrisie, le paure. Scritto molto bene da ...continua

    Richard Yates "cantore di vite insosddisfatte" e osservatore della borghesia a mericana, in questo caso una giovane coppia di provincia, con i loro sogni, le ipocrisie, le paure. Scritto molto bene da un Autore su cui Vonnegut disse che non era riuscito a trovare neppure un punto e virgola che fosse stato adoperato in maniera imperfetta, ma forse un po' datato a leggerlo adesso. Non ho visto il film, quindi non mi pronuncio su questo aspetto.

    ha scritto il 

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