Revolutionary Road

By

Publisher: Methuen

4.3
(3453)

Language: English | Number of Pages: 346 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , Dutch , Chi traditional , French , Spanish , Swedish , Portuguese , Catalan , Russian

Isbn-10: 0413757102 | Isbn-13: 9780413757104 | Publish date: 

Preface Richard Ford

Also available as: Hardcover , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
With a new introduction by Richard Ford"A deft, ironic, beautiful novel that deserves to be a classic." --William StyronFrom the moment of its publication in 1961, Revolutionary Road was hailed as a masterpiece of realistic fiction and as the most evocative portrayal of the opulent desolation of the American suburbs. It's the story of Frank and April Wheeler, a bright, beautiful, and talented couple who have lived on the assumption that greatness is only just around the corner. With heartbreaking compassion and remorseless clarity, Richard Yates shows how Frank and April mortgage their spiritual birthright, betraying not only each other, but their best selves.In his introduction to this edition, novelist Richard Ford pays homage to the lasting influence and enduring power of Revolutionary Road.
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  • 4

    Che razza di vita è mai la nostra?

    La vita è una cella, una piccola, dannata, comoda cella di mediocrità. In ore e giorni e anni che si ripetono, ne abbiamo fatto una costruzione solida, lastricata di massiccio buonsenso, cementata di ...continue

    La vita è una cella, una piccola, dannata, comoda cella di mediocrità. In ore e giorni e anni che si ripetono, ne abbiamo fatto una costruzione solida, lastricata di massiccio buonsenso, cementata di banalità. E lì siamo rimasti, avviluppati dal plausibile, dal prevedibile, dall’ordinario. Soli, nel nostro personale Vuoto Disperato.

    "In nome di Dio, qual è il succo, il significato, lo scopo?"

    said on 

  • 5

    Forse Revolutionary Road è il Giulietta e Romeo della nostra generazione, è il "Promessi Sposi" della nostra generazione. Andrebbe fatto leggere a scuola - con deteriori effetti sulla gioventù, ma alm ...continue

    Forse Revolutionary Road è il Giulietta e Romeo della nostra generazione, è il "Promessi Sposi" della nostra generazione. Andrebbe fatto leggere a scuola - con deteriori effetti sulla gioventù, ma almeno si appassionerebbero alle lettere. Cosa si può volere di più. Lui è un bel giovanotto che lavora alla (K)IBM, lei una una ragazza molto carina e di rara intelligenza, vivono nel cuore degli anni 50 in una graziosa villetta di un quartiere americano in piena fioritura, e hanno una coppia di amici e una simpatica vicina di casa. Non sono forse gli ingredienti adatti a predisporre la tragedia?

    said on 

  • 3

    Lento

    Sulla cifra stilistica non posso dire nulla: storia ben scritta, con alcuni passaggi notevoli, tipo l'ultimo incontro tra la famiglia Givings e i coniugi Wheeler. Però ancora non ci siamo, dopo "Distu ...continue

    Sulla cifra stilistica non posso dire nulla: storia ben scritta, con alcuni passaggi notevoli, tipo l'ultimo incontro tra la famiglia Givings e i coniugi Wheeler. Però ancora non ci siamo, dopo "Disturbo della quiete pubblica", un'altra mezza delusione. La scrittura di Yates non mi coinvolge e alla fine mi ammazza la lettura. Peccato perché anche qui la storia sarebbe appassionante: dove andrà a finire questa coppia in crisi? Ci sarà la salvezza o si arriverà al naufragio? Però che fatica, quasi un mese per arrivare in fondo, roba che normalmente ci leggo 4/5 libri e ho detto tutto...

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  • 5

    Quando sei gentile

    “È come se tutti si fossero tacitamente accordati per vivere in uno stato di perenne illusione. Al diavolo la realtà! Dateci un bel po’ di stradine serpeggianti e di casette dipinte di bianco, rosa e ...continue

    “È come se tutti si fossero tacitamente accordati per vivere in uno stato di perenne illusione. Al diavolo la realtà! Dateci un bel po’ di stradine serpeggianti e di casette dipinte di bianco, rosa e celeste; fateci essere tutti buoni consumatori, fateci avere un bel senso di Appartenenza e allevare i figli in un bagno di sentimentalismo ― papà è un grand’uomo perché guadagna quanto basta per campare, mamma è una gran donna perché è rimasta accanto a papà per tutti questi anni ― e se mai la buona vecchia realtà dovesse venire a galla e farci bu!, ci daremo un gran da fare per fingere che non sia accaduto affatto”.

    Richard Yates ha rivelato che nello scrivere Revolutionary Road ha cominciato dalla fine: la prima scena che ha scritto è stata quella decisiva e conclusiva. Forse per questo fin dalla prima pagina si ha la sensazione di qualcosa di imminente e inevitabile; come se la vita dei personaggi seguisse un copione già scritto, in qualche modo già accaduto: un futuro che attrae il suo passato. Yates decide di non raccontare una storia in libertà ma di muoversi in una condizione obbligata, costretta, condizionata. Quindi condivide con i suoi personaggi uno stato di prigionia e di vincolo, crea in una forma prestabilita alla quale deve adeguare la narrazione e l'avventura del lettore. Ma loro sono belli e spiritosi e calmi e gentili. Sono cigni, o si illudono di esserlo. E questo basta. L'autore newyorchese, sempre schietto e composto, ha voluto sottolineare il debito letterario e morale di questa vicenda con il Gatsby di Scott Fitzgerald e con la flaubertiana Emma Bovary, offrendo così uno sguardo approfondito e atipico rispetto ad una naturale e malinconica e disillusa adesione alla tradizione del realismo. Appartenenza della quale il testo è oggi da più parti considerato un simbolo, un capolavoro emblematico e un testimone inimitabile, come dalla considerazione che ne ebbero Tennessee Williams, Kurt Vonnegut, Raymond Carver e Richard Ford. La storia che Yates sceglie di raccontare suscita un disagio disarmante, un'immedesimazione dolorosa e una disperazione rabbiosa e ribelle, entra nella coscienza con le sue repressioni e negazioni e il risentimento, la svuota di ogni falsità e ipocrisia, ne rivela la materia fragile, irrazionale e inspiegabile. April Wheeler, protagonista del romanzo, è una donna di essenza amabile, misteriosa e orgogliosa e ambisce a vivere con pienezza e naturalezza, ma qualcosa dentro di lei la spinge inesorabile verso la follia, la paura, la violenza. Frank non si sente mai a casa, pensa di essere nato per errore, mente e tradisce: la capacità di misurare e suddividere il tempo ci offre una quasi inesauribile fonte di consolazione. Si tratta di una storia di famiglia, comune, semplice, quasi esemplare. Di cosa altro si può scrivere del resto, pensava Yates. Nella America degli anni cinquanta sembrava un dovere sociale essere felici e prosperare secondo il sogno condiviso di una nazione vittoriosa e giusta. Ma i Wheeler osano aspirare a qualcosa di diverso e meno mediocre, progettano una vita fantasiosa in Europa, a Parigi, vogliono evadere dalla monotonia della classe media e per questo forse, come in una tragedia shakespeariana, incontrano un destino maledetto e crudele, una silenziosa e perentoria catastrofe. Di fronte alle divinità del contemporaneo (culto del denaro, disimpegno, evasione), si permettono di essere irresponsabili e immaturi e di disprezzare l'ordinario: ineluttabile colpa, irreversibile condanna. Perdono così ogni credito agli occhi dell'altro, vengono smascherati, si scoprono incapaci di fare del bene reciprocamente. Appaiono così infelici e compromessi da non poter che assistere passivamente al crollo, al collasso di ogni cosa. Ecco la dura verità di fronte alla quale ci mette Yates: non c'è spazio per nessuna scelta, tanto meno per una rinascita o una salvezza, non sappiamo chi siamo, non conosciamo le nostre stesse emozioni. Il complesso residenziale di Revolutionary Hill non era stato progettato in funzione di una tragedia. Anche di notte, come di proposito, le sue costruzioni non presentavano ombre confuse né sagome spettrali. Era invincibilmente allegro [...]. Un uomo intento a percorrere di corsa queste strade, oppresso da un disperato dolore, era fuori posto in modo addirittura indecente”. Ma quello che Yates vuole dirci in un senso umanitario e con spirito etico è che ci sono così tante cose da ammirare e amare che siamo tutti tenuti a vivere la vita come se quello che facciamo avesse enorme importanza, al di là di tutto e sotto ogni aspetto. Non si smette di cercare la grazia in un altrove: la follia è l'incapacità di amare. Nella visione desolante delle cose, sia simbolica che letterale, ci deve essere sempre una possibilità da aprire per essere perdonato o avere il potere di perdonare.

    “Il disperato vuoto. Cielo, c'è un sacco di gente che la parte del vuoto l'ha capita; laggiù dove lavoravo, sulla costa occidentale, non parlavamo d'altro. Ce ne stavamo seduti a chiacchierare del vuoto per tutta la notte. Ma nessuno ha mai detto disperato, era lì che ci mancava il coraggio. Perché ci vuole una certa dose di coraggio per rendersi conto del vuoto, ma ne occorre un bel po' di più per scorgere la disperazione. E secondo me, una volta che si scorge la disperazione, non resta altro da fare che tagliare la corda. Se si può, beninteso”.

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  • 5

    "… non riusciva nemmeno a dire se era irritato o contrito, se era il perdono che voleva o il potere di perdonare."

    Parte come una sordida commedia sull'ipocrisia della middle class USA di metà anni '5 ...continue

    "… non riusciva nemmeno a dire se era irritato o contrito, se era il perdono che voleva o il potere di perdonare."

    Parte come una sordida commedia sull'ipocrisia della middle class USA di metà anni '50, col motore del sogno americano a pieni giri, ma finisce per scavare in profondità, rivelando la marcia insensatezza - universale - degli equilibri sentimentali e sociali, l'inganno delle prospettive che accettiamo come un sottoprodotto irrinunciabile. Finché l'inganno appunto non ti si rivela in tutta la sua crudezza, accendendo i riflettori sulla penosa recita che stai conducendo (il primo capitolo è emblematico in questo senso) e allora non resta che la nevrotica accettazione o lo scarto della pazzia, del gesto disallineato.
    Straordinario il modo in cui un dettaglio fisico o ambientale, una frase, una parola, siano capaci di spostare il tono dallo strambo all'angosciante. Magistrale l'utilizzo delle ellissi ad amplificare la tensione con un senso di ineluttabile, di fattore umano intrappolato nel proprio svilupparsi meccanico.

    said on 

  • 4

    "Revolutionary Road" o "Dell'insoddisfazione"

    Che storia terribile!
    Terribile per temi, per conseguenze e per realismo (secondo me): è stata capace di aprirmi una voragine di pensieri nella mente e di portarmi a riflettere su quanto e in che modo ...continue

    Che storia terribile!
    Terribile per temi, per conseguenze e per realismo (secondo me): è stata capace di aprirmi una voragine di pensieri nella mente e di portarmi a riflettere su quanto e in che modo l'Insoddisfazione possa diventare un demone terribile, dagli effetti tragici.
    Cadere nel baratro di questo sentimento non è assolutamente da sottovalutare anzi, Yates suggerisce che si tratta di una vera e propria malattia dell'animo, di una larva che, quando inizia a divorarti, ti appanna completamente la vista e allora diventi cieco a tutto e nulla più ti basta, niente ti sazia.
    Si calpesta tutto in nome dell'insoddisfazione: l'amore, gli affetti familiari, l'amicizia... tutto sembra banale. Si vorrebbe sempre uscire dalla propria vita, scappare e conquistarne un'altra ma ci si accorge che, alla fin fine, non cambierebbe poi molto ( visto che l'insoddisfatto cova dentro questo sentimento di "rancore con il mondo" di cui non è mai veramente capace di liberarsi).
    I protagonisti della vicenda, i coniugi April e Frank Wheeler, incarnano perfettamente due tipi di insoddisfazione: quella di Frank, derivata probabilmente da quella della moglie ( profondamente egoista), è un'insoddisfazione che trova una sua "cura" nel momento in cui egli si rende conto delle proprie qualità e di come sia possibile che esse vengano riconosciute dal mondo esterno ( il capo che gli propone un lavoro più redditizio e soddisfacente ne è un esempio, infatti da allora Frank si placa. Al contrario, April, è molto più vessata dalla propria situazione d'insoddisfatta cronica: è una donna che sogna in grande e che ha avuto un passato profondamente travagliato. Dalla vita con Frank si aspettava qualcosa di diverso, qualcosa di grande ed è per questo motivo che detesta i piccoli rituali borghesi che, puntualmente, si ripetono nella casa di Revolutionary road.
    I due personaggi confinati nel loro dramma, comunque, offrono al lettore una numerosa serie di interpretazioni: è impossibile slegare il racconto da una lettura in chiave storica e leggere, quindi, la storia dei Wheeler, come metafora del disfacimento di quell' "American dream" che tanti e tanti libri e film ci hanno mostrato. Ed il disfacimento si mostra anche nella personale soluzione che April vorrebbe adottare per porvi rimedio: emigrare in Europa, precisamente a Parigi (non a caso, la vecchia capitale del mondo artistico e civile) dove le persone "sentono e vivono davvero". Ed è a Parigi che April vorrebbe ribaltare le sorti della propria vita matrimoniale con Frank ribaltandone, letteralmente, i ruoli e mantenendo il marito mentre egli si dedica alla ricerca artistica e filosofica del proprio io. Questo nodo cruciale della vicenda mi è parso ( anche in funzione del finale che qui non svelerò) anche un modo per parlare della condizione della donna negli anni 50: è principalmente "angelo del focolare" ed è palese che, nonostante gli sbuffi di presunta modernità, si pensava che la figura femminile dovesse essere innanzitutto una madre e una moglie "dannatamente carina". Ad April questo non basta ed è evidente giacché cerca di combattere la convenzione in tutti i modi possibili finendo, poi, per ricaderci ( cosa che, a mio avviso, alimenta ulteriormente la sua insoddisfazione). Il gesto finale è scioccante ma è il suo modo di ribellarsi.
    In definitiva, mi sento di consigliare "Revolutionary Road" a tutti in quanto libro magnifico sia dal punto di vista dello stile che dell'approfondimento psicologico dei personaggi: se non temete le storie tristi e se ritenete che lo scopo della lettura non sia solo quello di far sognare ma anche quello di permetterci di guardare alla vita con più esperienza e con un po' di disincanto in più, allora questo è il libro che fa per voi.
    E a fine lettura quanti Frank e April Wheeler mi sono accorta di conoscere!

    Voto= 4+

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  • 5

    raccontarsela, e raccontarla agli altri, per gran parte della vita fino al momento in cui si sbatte il grugno sulla verità. E crolla il palco e si rotola velocemente verso la prevedibile catastrofe. ...continue

    raccontarsela, e raccontarla agli altri, per gran parte della vita fino al momento in cui si sbatte il grugno sulla verità. E crolla il palco e si rotola velocemente verso la prevedibile catastrofe.

    In mezzo a questo bel gruppo di ipocriti l'unica persona pura e libera è, paradossalmente, rinchiusa in manicomio.
    credibile, disturbante, scritto benissimo.

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  • 4

    Drammatico romanzo di critica degli anni cinquanta. Il libro va letto tenendo presente gli anni in cui si svolge la vicenda. Vengono trattati temi difficili e delicati, e, si può dire, ancora attuali ...continue

    Drammatico romanzo di critica degli anni cinquanta. Il libro va letto tenendo presente gli anni in cui si svolge la vicenda. Vengono trattati temi difficili e delicati, e, si può dire, ancora attuali sotto molti aspetti. Yates narra la vicenda in modo lucido e delicato, senza annoiare e tenendo incollato il lettore fino all'ultima pagina, per poi lasciare tempo alla riflessione.

    said on 

  • 5

    Based on a true story.

    The days he was reading the novel, he kept arguing with his wife. Those weren't common quarrels, but ferocious, hawful quarrels, each of them menacing to leave and telling the other orrible things. Re ...continue

    The days he was reading the novel, he kept arguing with his wife. Those weren't common quarrels, but ferocious, hawful quarrels, each of them menacing to leave and telling the other orrible things. Reading Yates' novel was like putting a rusty knife in their fresh wounds.
    When April had died, they had finally managed to recompose their marriage, trying to forget and forgive, taking care of their headaches.
    He was reading the last chapter and asking himself "Gosh, am I Frank? Or Shed? Or am I a Mrs Givings, trying to make everything to look better? Or am I Mr. Givings, switching off my earpiece and continuing to nod to my wife?"
    "Try to make your marriage better" -he said to himself- "or Yates is going to make you crazy".

    Questo romanzo ha una capacità di suscitare empatia che va al di là dell'abilità tecnica di Yates. I dialoghi sono perfetti, il timing degli eventi è mirabile, i personaggi delineati con sottigliezza; più che descritti, dispiegati; le loro vite sono dispiegate in divenire davanti al lettore.
    Ma tutto ciò non è sufficiente, o non sembra sufficiente a spiegare l'impatto emotivo che la lettura può suscitare. Yeats ha la straordinaria capacità di far sparire il libro e lasciare il lettore, senza difese, nel bel mezzo della storia. E qualcuno salvi il lettore se la storia è un incubo.

    said on 

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