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Revolutionary Road

Di

Editore: Minimum Fax

4.3
(3189)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 459 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Olandese , Chi tradizionale , Francese , Spagnolo , Svedese , Portoghese , Catalano , Russo

Isbn-10: 8875212023 | Isbn-13: 9788875212025 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Adriana Dell'Orto

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
È il 1955; i Wheeler sono una coppia middle class dei sobborghi benestanti di New York, che coltiva il proprio anticonformismo con velleità ingenua, quasi ignara della sua stessa ipocrisia: la loro esistenza scorre fra il treno dei pendolari, le cenette alcoliche con i vicini, le recite della filodrammatica locale, ma Frank e April si sentono destinati a una vita creativa e di successo, possibilmente in Europa. Nella storia della giovane famiglia in apparenza felice la tensione è nascosta ma crescente, il lieto fine impossibile, e l'inevitabile esplosione arriva con una potenza da dramma shakespeariano.
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  • 5

    Un romanzo imprescindibile

    « Al diavolo la realtà! Dateci un bel po’ di stradine serpeggianti e di casette dipinte di bianco, rosa e celeste; fateci essere tutti buoni consumatori, fateci avere un bel senso di Appartenenza ...continua

    « Al diavolo la realtà! Dateci un bel po’ di stradine serpeggianti e di casette dipinte di bianco, rosa e celeste; fateci essere tutti buoni consumatori, fateci avere un bel senso di Appartenenza e allevare i figli in un bagno di sentimentalismo ― papà è un grand’uomo perché guadagna quanto basta per campare, mamma è una gran donna perché è rimasta accanto a papà per tutti questi anni ― e se mai la buona vecchia realtà dovesse venire a galla e farci bu!, ci daremo un gran da fare per fingere che non sia accaduto affatto. »

    ha scritto il 

  • 4

    Senza dubbio un libro di spessore e dal contenuto interessante: una storia d'amore e di vita davvero verosimile, perchè la la realtà non è mai un romanzo... Peccato solo per lo stile, un po' ...continua

    Senza dubbio un libro di spessore e dal contenuto interessante: una storia d'amore e di vita davvero verosimile, perchè la la realtà non è mai un romanzo... Peccato solo per lo stile, un po' pesante, che ti tenta l'abbandono a più riprese. Tenete duro e cercate di finirlo, perchè comunque ne vale la pena.

    ha scritto il 

  • 3

    Una storia insignificante scritta maestosamente

    La parte migliore del libro è la sua costruzione cinematografica con i la narrazione che ripetutamente (in genere al fondo di un capitolo) cambia focus tra i diversi protagonisti. Questo stratagemma ...continua

    La parte migliore del libro è la sua costruzione cinematografica con i la narrazione che ripetutamente (in genere al fondo di un capitolo) cambia focus tra i diversi protagonisti. Questo stratagemma è attuato con tale maestria da non accorgersene se non dopo parecchi capitoli e passaggi. Inoltre è fondamentale per approfondire le psicologie dei sei personaggi principali, tre coppie, che così assumono uno spessore notevole.

    Anzi, c’è una notevole differenza tra lo spessore dei personaggi elevati a protagonisti temporanei nei vari capitoli e la piattezza dei loro comprimari. Metaforica rappresentazione dell’egoismo con il quale ognuno di noi pensa ai propri interessi e tende a vedere chi gli sta intorno come una mera figurina da appiccicare all’album o da scambiare con altri.

    Il punto debole del libro è la storia. Dici poco! Probabilmente è dovuto anche alla mia idiosincrasia a tutta la sequela dei libri sulla crisi di valori della media e piccola borghesia americana: sarà perchè a quel mondo che ci viene presentato come vicino io non sento di appartenere minimamente.

    Insomma la sinossi è semplice semplice: Frank Wheeler in fondo in fondo non è soddisfatto del paradigma casa-famiglia-lavoro che secondo la costituzione americana dovrebbe garantire la società. Allora che fa? Come ogni buon americano si riempie di whisky e tradisce la moglie. Ma non vi preoccupate, lo fanno anche sua moglia Aprii e i suoi amici, i Campbell, pure loro insoddisfatti della vita. Il finale, in pratica non c’è, perchè non c’è neanche una vera storia da raccontare (a meno che non interessi la lista dei martini scolati in pausa pranzo dal personaggio principale, Frank).

    Riassunto: una storia insignificante scritta maestosamente. Il classico 6.

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo che, anche se ambientato nell'America degli anni '50, ci parla della infelicità su cui si basano moltissimi rapporti di coppia e non dei nostri giorni. Da questo punto di vista è da ...continua

    Un romanzo che, anche se ambientato nell'America degli anni '50, ci parla della infelicità su cui si basano moltissimi rapporti di coppia e non dei nostri giorni. Da questo punto di vista è da considerarsi un romanzo moderno.

    ha scritto il 

  • 5

    Non posso recensirlo, in qualche modo finirei per fargli un torto. Non posso dire che è semplicemente un capolavoro, perché sembrerebbe la solita reazione entusiasta a una buona lettura che si ...continua

    Non posso recensirlo, in qualche modo finirei per fargli un torto. Non posso dire che è semplicemente un capolavoro, perché sembrerebbe la solita reazione entusiasta a una buona lettura che si dimentica facilmente. Perciò dico soltanto che è come se in ogni libro avessi sempre cercato Revolutionary Road. La realistica storia di un altrove impossibile...

    ha scritto il 

  • 3

    Un buon romanzo, che forse manca di una vera "corposità". Yates vuole raccontare il "disperato vuoto" di un certo tipo di società americana, peccato che il libro scorra via fin troppo facilmente, ...continua

    Un buon romanzo, che forse manca di una vera "corposità". Yates vuole raccontare il "disperato vuoto" di un certo tipo di società americana, peccato che il libro scorra via fin troppo facilmente, con una trama fitta di situazioni che però svuota i personaggi di profondità e lascia ai dialoghi il compito di riempire e spiegare tutto quanto. Forse la letteratura americana contemporanea (Lethem, Franzen...) mi ha abituata a un tipo di romanzo ben più strutturato e denso.

    ha scritto il 

  • 5

    Un eccezionale affresco intimo

    Anche quando ormai sembra di aver letto tutti i grandi libri, quando sembra che non si possa più scoprire un nuovo (o vecchio) romanzo capace veramente di sorprenderti, quando il 90% dei libri ti ...continua

    Anche quando ormai sembra di aver letto tutti i grandi libri, quando sembra che non si possa più scoprire un nuovo (o vecchio) romanzo capace veramente di sorprenderti, quando il 90% dei libri ti lasciano più o meno come prima di leggerli, ecco la sorpresa. Fin'ora colpevolmente ignorato (da me), questo affresco di pochi personaggi si rivela affascinante ed incredibilmente pervasivo. Non ci sono grandi fatti (se non verso la conclusione) e non è nemmeno l'ambiente o la società in cui vivono i protagonisti, a rendere così realistica la descrizione delle vite (interiori, soprattutto) dei due protagonisti e dei pochi comprimari, borghesi di classe medio-alta degli anni '50 americani. E' la scrittura di Yates, semplice e misurata, ma sempre intensa e perfettamente efficace, a dare alle pagine una forza ed una profondità che conquistano l'empatia di chi legge, senza clamore ma grazie ad un processo irreversibile di penetrazione dei personaggi. Ed è proprio questa capacità di invertire i ruoli (non è il protagonista a conquistare l'attenzione, ma il lettore ad entrare sempre più in profondità nell'animo del personaggio) a fare di questo libro un grandissimo romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Prima di dire la mia su questo libro, ho atteso di terminare la lettura di una raccolta di racconti dello stesso Yates. Egli diceva che, negli anni Cinquanta (in cui queste storie sono ambientate) ...continua

    Prima di dire la mia su questo libro, ho atteso di terminare la lettura di una raccolta di racconti dello stesso Yates. Egli diceva che, negli anni Cinquanta (in cui queste storie sono ambientate) gli americani sentivano una grande necessità di conformismo, legata al senso di insicurezza prodotto dall'atomica e dalla Guerra fredda. Non è allora un caso, a parer mio, che Yates sia stato riscoperto dalla cultura di massa ora, dopo decenni di oblio: anche la nostra è, in fondo, e con tutte le differenze, un'epoca di conformismo, sia pure permissivo e non repressivo come quello del periodo maccartista, nel quale l'insicurezza non è data dalla paura della guerra ma da quella del declino economico e della perdita del benessere acquisito. Il fatto è che i Wheeler sono degli inguaribili conformisti e lo sanno, e vorrebbero confusamente liberarsi dalla catene del conformismo per essere davvero "speciali", come si illudono di essere. Ma Yates ci dimostra che l'unico percorso di liberazione dal conformismo è quello della pazzia, del rifiuto radicale del mondo: e difatti l'unico che dice la verità, quella veramente urticante perché la sappiamo già e cerchiamo di nascondercela dietro efficaci discorsi e raffinate rimozioni, è il figlio pazzo della vicina (a sua volta, colonna portante del conformismo). L'unica libertà viene dalla verità, e l'unica libertà concepibile è quella del monaco medievale, e del suo contemptus mundi (fuga e disprezzo del mondo, dei suoi pseudo-valori e delle sue false libertà) per rifugiarsi in un altrove che il mondo non riconosce e scarta (il manicomio, nel quale l'uomo viene prontamente rinchiuso dopo aver detto la brutale verità). Se non che anche questa è una forma di sconfitta; che Yates, per primo, con ostinazione e dedizione, ha deciso di perseguire in proprio con coerenza. Lasciando ai suoi lettori di decenni più giovani pagine vere e di grandissimo valore, letterario ed anche etico. E' il romanzo che, dopo un lungo periodo di distacco, mi ha riconciliato con la buona letteratura (quindi, mezza stellina in più).

    ha scritto il 

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