Revolutionary Road

Di

Editore: Minimum Fax

4.3
(3630)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 459 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Olandese , Chi tradizionale , Francese , Spagnolo , Svedese , Portoghese , Catalano , Russo

Isbn-10: 8875212023 | Isbn-13: 9788875212025 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Adriana Dell'Orto

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
È il 1955; i Wheeler sono una coppia middle class dei sobborghi benestanti di New York, che coltiva il proprio anticonformismo con velleità ingenua, quasi ignara della sua stessa ipocrisia: la loro esistenza scorre fra il treno dei pendolari, le cenette alcoliche con i vicini, le recite della filodrammatica locale, ma Frank e April si sentono destinati a una vita creativa e di successo, possibilmente in Europa. Nella storia della giovane famiglia in apparenza felice la tensione è nascosta ma crescente, il lieto fine impossibile, e l'inevitabile esplosione arriva con una potenza da dramma shakespeariano.
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  • 5

    Non lascia molte illusioni, Yates: sincero fino ad essere spietato ma quanta indigesta verità nei suoi libri.

    "Il complesso residenziale di Revolutionary jill non era stato progettato in funzione di u ...continua

    Non lascia molte illusioni, Yates: sincero fino ad essere spietato ma quanta indigesta verità nei suoi libri.

    "Il complesso residenziale di Revolutionary jill non era stato progettato in funzione di una tragedia. Anche di notte, come di proposito, le sue costruzioni non presentavano ombre confuse né sagome spettrali. Era invincibilmente allegro: un paese dei balocchi composto di casette bianche e color pastello le cui ampie finestre prive di tende occhieggiavano miti in un intrico di foglie verdi e gialle. Fasci di luce sfacciata spazzavano i prati, le eleganti porte d'ingresso e le curve delle automobili color panna ormeggiate davanti".

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Ho iniziato a leggere questo libro su consiglio di una professoressa di lettere, che tiene un corso di scrittura creativa nella mia città. Sosteneva fosse uno dei libri contemporanei meglio scritti in ...continua

    Ho iniziato a leggere questo libro su consiglio di una professoressa di lettere, che tiene un corso di scrittura creativa nella mia città. Sosteneva fosse uno dei libri contemporanei meglio scritti in generale. Da lettrice assidua quale sono, ma profana nello stesso tempo, mi sono fidata e non sono delusa, anzi. La storia è triste, angosciante a tratti, ma lo stile e la tecnica sono palesemente divini, anche per chi non ne capisce granché. Ci sono alcune immagini rese in modo magistrale .

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Senza via di scampo

    Il libro di Yates è una discesa agli inferi su falso piano, condotta con metodo, senza fretta. April e Frank non si amano: lui è invaghito di un sé stesso mediocre e meschino di cui sta diventando sem ...continua

    Il libro di Yates è una discesa agli inferi su falso piano, condotta con metodo, senza fretta. April e Frank non si amano: lui è invaghito di un sé stesso mediocre e meschino di cui sta diventando sempre piú consapevole; lei si è affezionata all'immagine fasulla che si è costruita di lui. Li tiene uniti un anticonformismo di facciata, velleitario e frivolo, paravento ideale dietro cui ammonticchiare i nodi esistenziali non sciolti. Neppure il matto di turno, cui per tradizione consolidata spetta l'ingrato compito di svelare le ipocrisie dei protagonisti, riesce in prima battuta a penetrare oltre le fumose argomentazioni dei Wheeler. Solo al terzo incontro punterà il dito dritto nella piaga, materializzata nell'indesiderato figlio ancora rannicchiato nel ventre di April.
    Nel romanzo non succede quasi niente ma è proprio attorno a questo niente che Yates imbastisce la sua opera: silenzi, parole lasciate cadere, mezzi gesti, sospiri artefatti e sguardi incerti coagulano in un precipitato amaro che modella una realtà densa e vischiosa, una pece di abitudini e buone maniere in cui qualunque forma di estro personale è condannato irrimediabilmente ad impelagarsi. Yates è maestro nel costruire situazioni di vita quotidiana e nel corroderle dal di dentro, scavando con straordinaria lucidità e limpidezza linguistica nella cattiva coscienza dei suoi personaggi.
    Attraverso uno studio meticoloso dei comportamenti umani, l'autore dimostra che l'ideale di vita borghese casa-famiglia-lavoro è del tutto incompatibile con una natura umana libera e cosciente e dunque di fatto irrealizzabile. Non a caso gli "allegri" vicini dei Wheeler manifestano tutti una qualche forma di disfunzione: i Givings hanno un figlio rinchiuso in manicomio e un rapporto di coppia asfittico mentre i Campbell vegetano in uno stato di quieta e rassegnata convivenza dopo che lui si è reso conto di aver portato la sua vita sul sentiero sbagliato.
    La condizione di equilibrio, seppure precario, di queste coppie rimarrà però al di fuori della portata dei Wheeler a causa dello spregiudicato coraggio di April che, presa coscienza della realtà delle cose, deciderà di non stare al gioco e di agire da donna libera: da qui la tragedia. Perché nell'alienante mondo borghese scegliere con cognizione di causa significa impazzire o morire.
    E come se non bastasse la morte di April non ingenera nessun processo di redenzione: Frank annega del tutto nella propria ottusità e nel proprio lavoro mentre i bambini vengono fagocitati da un'altra famiglia. La sua stessa fine, incompresa e fraintesa, è presto ridotta a chiacchiere da salotto, ad un'amorfa poltiglia verbale buona per intrattenere la nuova coppietta del quartiere.
    Nessuna speranza né via di scampo, dunque. Nessuna soluzione, nessuna catarsi, nessuna rivoluzione. Solo un realismo schietto e tagliente, che ha il freddo sapore del nichilismo. Solo l'amara constatazione che per sopravvivere nella società moderna non rimane che rinchiudersi in sé stessi, vivere di rapporti anestetizzati, ottundere la propria sensibilità e i propri sensi, sulla scia del signor Givings che sul chiacchericcio querulo della moglie abbassa del tutto il volume dell'apparecchio acustico.

    ha scritto il 

  • 4

    Revolutionary Road

    Avevo già visto diversi anni fa il film, che avevo trovato triste però mi era piaciuto; poi nel mio gruppo di lettura abbiamo deciso di leggerlo, all'inizio ero un pò tutibante perchè in linea general ...continua

    Avevo già visto diversi anni fa il film, che avevo trovato triste però mi era piaciuto; poi nel mio gruppo di lettura abbiamo deciso di leggerlo, all'inizio ero un pò tutibante perchè in linea generale conoscevo la storia, e poi perchè iniziando a leggere i primi capitoli li ho trovati un pò lenti e noiosetti, invece andando avanti nella lettura c'è un crescendo, quindi mi ha appassionata, e poi ho divorato il libro che mi è piaciuto molto. Mi ha vagamente ricordato il Grande Gatsby di F. S. Fitzgerald, poi ho letto un pò di biografia dell'autore ed è stato confermato questo mio sentore. La storia di Frank ed April è triste, amara, sembra tutto realistico ed attuale (anche se il romanzo è ambientato negli anni 50). La descrizione dei personaggi ma anche del contesto e degli ambienti è molto buona, i dialoghi sono fantastici sembra veramente di leggere Fitzgerald (che personalmente adoro). E come nel Grande Gatsby, alla fine non c'è un vero e proprio cattivo, ognuno ha le sue colpe. E' veramente un bel romanzo e ne consiglio la lettura! Voto: 4 stelle

    ha scritto il 

  • 4

    "Ma una maniera di uscirne c'era sempre stata, dignitosa o meno, scoperta grazie al semplice processo di chiedere prima scusa e poi attendere, sforzandosi di non pensarci troppo.

    Ormai questo atteggiamento lo sentiva familiare, come una vecchia giacca comoda e sdrucita. Era in grado di sfoggiarlo con una certa disinvoltura voluttuosa, perchè gli permetteva una completa sospens ...continua

    Ormai questo atteggiamento lo sentiva familiare, come una vecchia giacca comoda e sdrucita. Era in grado di sfoggiarlo con una certa disinvoltura voluttuosa, perchè gli permetteva una completa sospensione di volontà e orgoglio."
    E sottolineo, se non l'aveste letto con la dovuta attenzione, l'espressione "sfoggiare con disinvoltura" un atteggiamento.
    Ecco, spesso le frasi delle quali mi servo sono frasi che mi hanno colpito, che ritengo "belle" o esemplificative dello scrittore o del libro in particolare; in questo caso c'è qualcosa in più, c'è che questa è esattamente l'anima del libro, tutto quello che ci troveremo dentro è già qui pronta.
    La quintessenza dell'apparenza, la fiera dell'artefatto: questo è il romanzo.
    Come credo molti altri lettori ho visto il film che ne è stato tratto -del quale come per tutti i film che vedo non ricordo assolutamente nulla- ignorando che fosse tratto da un libro, esattamente com'era accaduto con il meraviglioso Little Children (o Bravi bambini che dir si voglia) di Perrotta -ma adesso mi rendo conto di quanto cinematografico sia il libro: Frank che avverte il continuo indolenzimento dei molari per lo sforzo di serrare le mascelle al fine di apparire virile e volitivo è un emblema.
    Yates non lo conoscevo, ed è stata una scoperta: il libro è davvero ben scritto, non c'è una parola o una battuta in eccesso, anzi i dialoghi sono assolutamente perfetti. Adesso mi piacerebbe rivedermi il film in versione casalinga seguendo contemporaneamente il libro per controllare appunto i dialoghi, secondo me sono stati trascritti pari pari. Ecco, mai come in questo caso avrei voluto però leggerlo in originale: una prosa così perfetta dovrebbe essere rispettata.
    Valore aggiunto, a dimostrazione che i grandi libri ed i grandi scrittori sono (quasi) immortali, il romanzo ha compiuto 50 anni da un pezzo come la sottoscritta, ma a differenza mia funziona a meraviglia ed è più che mai attuale: non si contano infatti i Frank e le April che popolano le nostre cittadine, prevalentemente questi complessi residenziali che da parecchi anni qui spuntano come funghi riempiendo quel minimo di spazio che resisteva tra un abitato e l'altro, o i paesetti in cui ancora resiste non dico una vita sociale ma senz'altro una "coscienza" sociale, nel senso che tutti devono e vogliono sapere tutto degli altri, e confrontarci se' e la propria casa - famiglia- situazione economica etc, Ed in generale con queste premesse la conclusione non può non essere drammatica.

    ha scritto il 

  • 5

    April e Frank

    ho scoperto questo libro grazie ad una ex collega, che me ne ha parlato in toni entusiastici, e l'ho acquistato circa 10 gg fa, quando ho trovato finalmente l'edizione che desideravo (piccole manie d ...continua

    ho scoperto questo libro grazie ad una ex collega, che me ne ha parlato in toni entusiastici, e l'ho acquistato circa 10 gg fa, quando ho trovato finalmente l'edizione che desideravo (piccole manie da accumulatrice seriale di libri)
    America, anni 50, Frank ed April sono una giovane coppia con due figli, vivono appena fuori la città di New York, dove Frank si reca tutti i giorni per lavoro, mentre la moglie bada alla casa e ai bambini. Sono insoddisfatti della loro vita, tentano disperatamente di distaccarsi ed elevarsi dai comportamenti e dalla vita tipica della borghesia media, alla quale loro malgrado fanno parte. Tutto, in entrambi, è sempre studiato, calcolato, il modo di parlare, di camminare, di sorridere inclinando la testa in un determinato modo, tutto è proteso ad un fine ultimo, urlare al mondo che li circonda che loro sono meglio di così, che sono stati gli eventi a costringerli a vivere lì, a doversi invischiare con i loro vicini, considerati gretti ed assolutamente non alla loro altezza. mi hanno fatto tenerezza i loro tentativi, spesso ridicoli, di autoconvincersi della loro superiorità - intellettuale?- specie la bislacca idea di April di trasferirsi a Parigi, non andata in porto ovviamente- sino al dolore per il triste epilogo (del quale naturalmente non dirò nulla)
    Yates ci racconta gli eventi dal punto di vista non solo dei due protagonisti, ma anche delle persone che li circondano, tutte incantate dalla loro ipocrita gentilezza, dai loro odi cordiali al limite del lezioso...ma noi lettori li vediamo invece nell'intimità della loro casa, costruita ed arredata ad hoc, come ulteriore prova del loro spessore intellettuale, noi riusciamo a sentirli, a prendere atto della loro povertà, delle loro miserie , del loro egoismo...sia Frank che April ci spingono a fare i conti con le nostre, di miserie, e a riflettere su quanto conta per chiunque, apparire migliore degli altri, di quanto è grande il bisogno dell'essere umano di urlare a pieni polmoni "io sono molto meglio di così"...libro bellissimo, profondo, scritto davvero magistralmente...solo quando la scrittura riesce a coinvolgerti a tal punto che, terminata la lettura, continui a pensarci e senti una mancanza quasi fisica dei protagonisti, capisci di aver avuto la fortuna di leggere un capolavoro.

    ha scritto il 

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