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Revolver

Di

Editore: Mondadori

3.3
(598)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804538244 | Isbn-13: 9788804538240 | Data di pubblicazione: 

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Home & Gardening

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Descrizione del libro
Angelica e Veronica non sono soltanto due ragazze "estreme", sbandate, prontea mettersi in gioco fino all'ultimo. Non lo sono perché sembrano disposteanche a giocare la carta della presunta vita "normale", quella della famigliacome porto e riparo dalle tempeste. Finirà male per tutte e due: per Veronica,umiliata nella sua bellezza e vitalità da un compagno violento, ma anche perAngelica che sposa un uomo apparentemente assennato e dalla vita regolare...
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Non mi è piaciuto, soprattutto l'ho trovato poco scorrevole, e poi una storia molto artificiosa (bambina abbandonata, incomprensioni matrimoniali, suocera invadente, infatuazione per un minorenne, amori occasionali....), che forse vorrebbe stupire con un linguaggio sessualmente esplicito che oggi ...continua

    Non mi è piaciuto, soprattutto l'ho trovato poco scorrevole, e poi una storia molto artificiosa (bambina abbandonata, incomprensioni matrimoniali, suocera invadente, infatuazione per un minorenne, amori occasionali....), che forse vorrebbe stupire con un linguaggio sessualmente esplicito che oggi non scandalizza nessuno.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia prevedibile e scritta con uno stile pesantissimo: lettura spezzata di continuo con la punteggiatura, cosa che costringe a costanti ed estenuanti stacchi. La scelta tecnica del finale è molto valida, ma arrivare fino a quel punto è costata una fatica eccessiva.

    ha scritto il 

  • 4

    O lo ami o lo odi. Distruttivo, violento, eccessivo. A rincorrere un'impossibile redenzione lungo strade di periferia e case profumate, bambini viziati e animali antropomorfi. Non c'è niente di buono a quanto sembra.

    ha scritto il 

  • 4

    Angelica, è l’esatto contrario di ciò che il suo nome significa.
    E’ una donna che non ha avuto un’infanzia, corrotta dagli eccessi, che si lascia violentare dagli uomini, ma soprattutto violenta se stessa mortificando il suo corpo e la sua anima.
    Un’anima dannata che con un linguaggio forte, deci ...continua

    Angelica, è l’esatto contrario di ciò che il suo nome significa. E’ una donna che non ha avuto un’infanzia, corrotta dagli eccessi, che si lascia violentare dagli uomini, ma soprattutto violenta se stessa mortificando il suo corpo e la sua anima. Un’anima dannata che con un linguaggio forte, decisamente volgare, ci racconta la sua storia. Un fiume in piena, un rincorrersi di frasi - interrotte unicamente da punti - che trasforma la lettura in una corsa che toglie il fiato. Non cerca giustificazioni, non usa mezzi termini, Angelica parla della sua follia, del senso di abbandono, del desiderio di riempire il vuoto che sente dentro passando da un uomo all’altro, senza amore, senza tenerezza, senza speranza. Autodistruzione. Carne viva che sanguina. Dolore che arriva allo stomaco. Non so quale fosse l’intento dell’autrice. Forse la necessità di esorcizzare i suoi incubi peggiori, o forse scuotere il lettore per spingerlo a guardare da vicino il male, la paura, la difficoltà di vivere. In ogni caso scrive davvero bene e, pur dovendo dire che secondo me non è un libro per tutti, lo consiglio a chi apprezza talento e personalità fuori dal comune.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho cominciato ieri questo libro e oggi l’ho abbandonato avendo scelto questo titolo molto a caso, senza alcun pregiudizio e senza conoscere lo strascico di commenti che questa giovane autrice italiana lascia dietro i suoi romanzi.


    Non ce l’ho con Angelica protagonista di Revolver, anzi ri ...continua

    Ho cominciato ieri questo libro e oggi l’ho abbandonato avendo scelto questo titolo molto a caso, senza alcun pregiudizio e senza conoscere lo strascico di commenti che questa giovane autrice italiana lascia dietro i suoi romanzi.

    Non ce l’ho con Angelica protagonista di Revolver, anzi riesco a comprenderla benissimo, ma volevo ricordare a Isabella Santacroce che la grammatica italiana propone una sintassi ricchissima fatta di proposizione principali, di coordinate, di subordinate di primo e secondo grado di proposizioni avversative, causali, concessive dichiarative che permettono di dare forma più compiuta al pensiero che si vuole comunicare così da renderlo manifesto a chi legge, perchè tre pagine fitte fitte di frasi che, nell’ipotesi migliore, sono formate da soggetto - predicato - complemento oggetto e, nel peggiore, constano di una sola parola preceduta e seguita da un punto, sfinirebbero chiunque; forse a lei saranno servite per crearsi una originalità di prosa tutta sua che la distingue da altri scrittori, ma al lettore poco giovano.

    Casualmente, non so perché, ho voluto curiosare in google immagini per vedere che viso avesse questo novello talento di narrativa italiana e mi si è presentata una dark lady pallida, vestita di nero, nuova Morticia della famiglia Adams in atteggiamenti discinti e ammalianti, mah!

    ha scritto il 

  • 5

    "Io volevo il sogno stesso"

    Il primo impatto è già con la copertina, un capolavoro! La storia è un pugno continuo nello stomaco, una bambina a cui hanno rubato l'infanzia, che per lavoro attacca gli occhi alle bambole. Il ritmo è serrato, delirante, anche per il suo stile unico, diretto, devastante, frasi corte, niente virg ...continua

    Il primo impatto è già con la copertina, un capolavoro! La storia è un pugno continuo nello stomaco, una bambina a cui hanno rubato l'infanzia, che per lavoro attacca gli occhi alle bambole. Il ritmo è serrato, delirante, anche per il suo stile unico, diretto, devastante, frasi corte, niente virgole. Tristezza che tocca direttamente il cuore, una pena infinita per la sua ricerca di 'normalità'. È un romanzo 'denso', ogni poche righe una nuova immagine, una nuova situazione, una nuova tristezza. Una favola nera.

    ha scritto il 

  • 5

    "Siete in quell'inizio mai assaggiato. Non sapete nulla della fine che conosco."

    Centoventi volte tu risorgi e spari. Centoventi volte tu non crolli e avanzi. Potresti odiare questo sole che si mostra. Questa estate esuberante. Foglie verdi e coleotteri. Le cannucce variopinte. Le passioni maledette. Tutto il sangue che ti scorre. Tutto il tempo che ti è dato. Potresti odi ...continua

    Centoventi volte tu risorgi e spari. Centoventi volte tu non crolli e avanzi. Potresti odiare questo sole che si mostra. Questa estate esuberante. Foglie verdi e coleotteri. Le cannucce variopinte. Le passioni maledette. Tutto il sangue che ti scorre. Tutto il tempo che ti è dato. Potresti odiare e fare a botte. Scavarti con le mani una caverna. Invece il lancio. Riprovi ancora. L'incoscienza in dotazione l'utilizzi fino al termine. Sei la bambola-pelle di plastica scaraventata in un parcheggio. Impermeabile. La tempesta non ti bagna. Sai affrontarla a meraviglia. A testa alta. Avanti in marcia.

    ha scritto il 

  • 3

    Adolescenze distrutte

    A mio avviso il più autobiografico dei romanzi dell'autrice, dove il grido disperato di una donna si leva contro la mediocrità della vita, dell'amore, dei desideri repressi. Dell'adolescenza che non ha mai vissuto, degli abbandoni dai quali è stata lacerata, Angelica - la protagonista di "Revolve ...continua

    A mio avviso il più autobiografico dei romanzi dell'autrice, dove il grido disperato di una donna si leva contro la mediocrità della vita, dell'amore, dei desideri repressi. Dell'adolescenza che non ha mai vissuto, degli abbandoni dai quali è stata lacerata, Angelica - la protagonista di "Revolver" - ci conduce in un mondo allucinato, fatto di estremizzazioni nel tentativo di sentirsi viva. Di sentirsi ancora a posto nella propria pelle. Uno dei personaggi meglio riusciti della Santacroce che grida dalle pagine di un romanzo intenso, in cui la richiesta di aiuto nella speranza di essere salvati supera ogni cosa. Persino il disgusto per le follie di una donna spezzata, distrutta. Di una donna che non è mai stata bambina e che vive a metà da sempre, in attesa che qualcuno l'accolga senza chiederle nulla in cambio. Accettandola per ciò che è, facendole vivere - per la prima volta - la bellezza di un'età che le è stata rubata.

    ha scritto il 

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