Rey, dama, valet

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Publisher: Noguer y Caralt Editores

4.1
(113)

Language: Español | Number of Pages: 255 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian

Isbn-10: 8421742388 | Isbn-13: 9788421742389 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature

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Book Description
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  • 5

    L’argomento è tutto sommato convenzionale , cioè il classico triangolo amoroso, ma Nabokov ha saputo dare una impronta personale molto incisiva. I personaggi, e non solo i tre protagonisti , assumono ...continue

    L’argomento è tutto sommato convenzionale , cioè il classico triangolo amoroso, ma Nabokov ha saputo dare una impronta personale molto incisiva. I personaggi, e non solo i tre protagonisti , assumono un doppio ruolo nell’azione : ruolo esterno o mimetico, ruolo interno o autoreferenziale. Ma anche nella narrazione si possono individuare più livelli narrativi : uno naturalmente letterario, uno metaletterario e uno simbolico. Quello letterario è chiaro naturalmente, quello meta letterario si basa su più elementi che man mano che leggevo mi facevano sorridere di piacere. Esempio ne è l’omicidio tramato da Martha che, come un Nabokov in gonnella, elabora una trama da scrittore; l’apparizione della coppia dei Nabokov stessi, quasi come mediatori autoriali alla Hitchcock ; il titolo del romanzo che coincide con il titolo del testo teatrale rappresentato e via così. Interessante è anche la caratterizzazione dei personaggi : non si sa nulla del loro passato ma essi sono proiettati verso il presente e soprattutto il futuro; Franz non soffre solamente di una miopia fisica ma anche mentale tale da non vedere le insidie che gli si parano davanti. Martha è un essere freddo e tutto sommato volgare. Il solo forse che riscuote una qualche simpatia è Dreyer , di cui si apprezza l’istinto creativo che ne fa un artista mancato. L’amore descritto è ossessivo, conturbante, spesso sensuale come può essere un amore proibito.!! Stile perfetto, attenzione ai dettagli, descrizione di una realtà, resa chiara, dalla rifrazione e dal riverbero di mille particolari.

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  • 5

    Mi chiedo sbalordito come è possibile, maledizione, che Nabokov al suo secondo (secondo) romanzo russo, citato poco come gran parte della sua produzione giovanile e in generale pre-Lolita, componga un ...continue

    Mi chiedo sbalordito come è possibile, maledizione, che Nabokov al suo secondo (secondo) romanzo russo, citato poco come gran parte della sua produzione giovanile e in generale pre-Lolita, componga un romanzo strabiliante, passionale, pieno di situazioni grottesche e divertenti oltre che di una dose di suspance considerevole specie dalla metà in poi. Il resto lo si può immaginare: diabolico l'autore, diabolici i personaggi, colori e psicologie esuberanti, doppelganger, coup de theatre, il sesso per una volta esplicito (ma mai volgare), i capricci del Caso. Siamo di fronte a un romanzo gustoso, tutt'altro che minore.

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  • 4

    Dimentichiamoci per un attimo il nome dell'autore.
    Pensiamo a un giovane espatriato russo a Berlino che sta scrivendo il suo secondo libro. Quanta sicurezza deve avere per presentare i suoi tre caratt ...continue

    Dimentichiamoci per un attimo il nome dell'autore.
    Pensiamo a un giovane espatriato russo a Berlino che sta scrivendo il suo secondo libro. Quanta sicurezza deve avere per presentare i suoi tre caratteri principali in un vagone di treno?

    Il libro è un raffinato manierismo, il ragazzo ha talento e lo sa.
    Il rimaneggiamento degli anni successivi potrebbe aver limato eventuali grossolanità e aggiunto un poco di autocompiacimento, io ho letto una versione tradotta dall'inglese, non la traduzione dell'originale russo.

    I ritratti dei personaggi marginali sono fenomenali: mi ricordo il ritratto “impressionista” di un ragazzo e del suo bagaglio spigoloso sul treno.

    Già a ventotto anni Nabokov è un maestro nell'usarle gli aggettivi. Purtroppo lo sa benissimo e talvolta ne abusa (sto pensando al primo incontro tra Kurt Dreyer e l'inventore, appesantito dagli aggettivi)

    Si ha (o forse solo io ho avuto) la chiara impressione di qualcuno che stia esercitandosi, in attesa di trovare una storia sua da raccontare. Mi piacerebbe potregli dare “4-” stelline.

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  • 5

    Non ho ancora detto nulla dell'intreccio di Re, Donna, Fante. Sostanzialmente non è molto nuovo. Sospetto anzi che quei due valentuomini, Balzac e Dreisler, mi accuseranno di parodia grossolana, ma gi ...continue

    Non ho ancora detto nulla dell'intreccio di Re, Donna, Fante. Sostanzialmente non è molto nuovo. Sospetto anzi che quei due valentuomini, Balzac e Dreisler, mi accuseranno di parodia grossolana, ma giuro che a quel tempo non avevo letto la loro strampalata robaccia e che anche adesso non so molto bene di che cosa stiano parlando sotto i loro cipressi. In fondo nemmeno il marito di Charlotte Humbert era del tutto innocente.[...]

    Vladimir Nabokov, Montreux, 28 marzo 1967

    Come detto dall'autore nell'introduzione a "Re, Donna, Fante", la trama non è originale, si tratta del classico triangolo amoroso tra lei, lui, l'altro.
    Ma la scrittura, quella sì che rende il libro unico: lo stile elevatissimo dell'autore, le descrizioni magistrali e la delicata psicologia dei personaggi rendono quest'opera magnetica, è il trionfo della lettura per il puro piacere (anche un po' narcisista) di leggere.
    Una tappa obbligatoria per chi fosse intenzionato a conoscere l'autore, e, forse, più consigliata (e bella) per un esordio con Nabokov di altri suoi romanzi più famosi.

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  • 3

    "Don't you draw the queen of diamonds, boy / She'll beat you if she's able / You know the queen of hearts is always your best bet" *

    Dove se ne sono andati, gli eroi positivi? Dove li hai esiliati, Vladimir, affinché in tutti i territori penetrati, spolpati dagli sguardi spesso cattivi dei tuoi cento occhi, non se ne incontrasse ne ...continue

    Dove se ne sono andati, gli eroi positivi? Dove li hai esiliati, Vladimir, affinché in tutti i territori penetrati, spolpati dagli sguardi spesso cattivi dei tuoi cento occhi, non se ne incontrasse nemmeno uno? Le miserie, la codardia e le piccolezze di Martha e di Franz, diverse seppur gemelle, non lasciano spazio ad alcuna generosità, ad alcuna grandezza. Ma allora, se tutto risulta futile e meschino, perché prendersela?
    In fondo, mi dico, ho sempre saputo che sarebbe andata a finire così e non c'è alcuna amarezza (in più tuoi personaggi, Vladimir, non mendicano né comprensione né pietà): il re vale sempre più della donna e del fante, ed è condannato a vincere, almeno nel fragile mondo delle carte (nel quale anche tu, Vladimir, sei entrato, anche se solo per poco, bello e danzante, con uno smoking fuori moda, un retino per farfalle, affiancato da un'affascinante compagna, proferendo parole in una lingua esotica e sconosciuta).

    * Eagles - "Desperado"
    https://www.youtube.com/watch?v=rE-U5e78WHc

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  • 4

    "Maghi di questa sorta dovrebbero essere eletti imperatori"

    E sì, in questo romanzo Nabokov si diverte a fare il bravo prestigiatore.
    Sul palmo della sua mano, elegantemente guantata di bianco, ci mostra tre carte, le apre a ventaglio sul tavolo davanti a noi, ...continue

    E sì, in questo romanzo Nabokov si diverte a fare il bravo prestigiatore.
    Sul palmo della sua mano, elegantemente guantata di bianco, ci mostra tre carte, le apre a ventaglio sul tavolo davanti a noi, le sfiora, le gira (un re, un fante e una donna, come da titolo). Ma è un lampo. Subito le ricopre.
    Le manipola, le fa passare da una mano all'altra, e intanto ci guarda negli occhi. È un raffinato gioco psicologico il suo. Perché noi conosciamo le carte, sono tre e sappiamo anche quali. Ce le aveva mostrate all'inizio dello spettacolino di cartomagia. E allora dove sta la magia? Non sembra esserci magia in questo gioco, seppur condotto con tanta eleganza. Eppure...
    Eppure ad un tratto ci coglie un vago timore (o è speranza?)
    Perché una delle tre carte è destinata a sparire fra le mani del mago, a sparire per sempre, e sotto i nostri occhi. Ma quale delle tre?

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  • 5

    Il re - soddisfatto, tronfio, narciso, iperattivo, egocentrico al punto da non considerare neppure l’altrui personalità, borioso, sicuro di sé, diciamo ottuso, non sente nell’aria la crisi, né quella ...continue

    Il re - soddisfatto, tronfio, narciso, iperattivo, egocentrico al punto da non considerare neppure l’altrui personalità, borioso, sicuro di sé, diciamo ottuso, non sente nell’aria la crisi, né quella della moglie né i primi accenni di quella finanziaria, e comunque infantile -
    La donna - eburnea, corvina, elegantissima, buona teatrante, ha imparato bene la parte di abbiente ma la classe non si compra: a volte il suo parlato perde il giusto accento, l’impostazione della voce per qualche secondo diventa dozzinale come il pensiero del soldino che sempre l’assilla, il costo dei mezzi pubblici, della stanza in affitto e il contrattare del suo prezzo, dell’hotel al mare. Capricciosa, opprimente e manipolatrice, fredda ma assolutamente non frigida, avida, di intelletto limitato – l’elaborazione del piano per raggiungere la libertà è veramente ridicola - anche se a modo suo brillante, comunque infantile –
    Il fante – di diritto infantile, giovane uomo in formazione, prende la via sbagliata inseguendo il luccichio della bella vita e facendosi plagiare da una donna anagraficamente più matura, in una sola stagione salta dieci anni di vita, esaltato all’inizio, abbattuto e svuotato alla fine, incapace di reagire, goffo, inetto, rinuncia a migliorarsi, anche se progressivamente si rende conto della vacuità del mondo che si è scelto ripensando con nostalgia a certi episodi della sua vita passata, che prima disprezzava.
    A due delle carte di cui sopra, tutto sommato, va bene, una viene scartata.

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  • 5

    “ La lancetta nera è ancora immobile , ma s’accinge a compiere il gesto di ogni minuto : quel sobbalzo elastico metterà in moto tutto un mondo .”

    Mi è rimasta impressa la frase detta in un film di cui non ricordo il titolo , mi pare riferita alla Sinfonia n.5 di Mahler , che diceva :
    “ Non servono più di tre battute per capire che si tratta di ...continue

    Mi è rimasta impressa la frase detta in un film di cui non ricordo il titolo , mi pare riferita alla Sinfonia n.5 di Mahler , che diceva :
    “ Non servono più di tre battute per capire che si tratta di un capolavoro” .
    Parafrasando la stessa per riferirmi a questo mio primo e splendido romanzo di Nabokov potrei affermare che basta la prima pagina per rendersi conto che siamo di fronte ad uno scrittore fuori del comune .
    La storia è quella trita , assolutamente normale nella sua banalità , della bella signora sposata che dopo otto anni di matrimonio si accorge di aver già speso tutto il suo già modesto patrimonio affettivo per il proprio marito più anziano , ricco ma ormai troppo ingombrante , e che sentendo gli anni trascorrere troppo velocemente ed i piaceri farsi sempre più rari si rifugia fra le braccia esuberanti e focose di un giovane ed impacciato nipote del marito stesso, comparso improvvisamente nella sua vita , giungendo persino ad organizzare con lui una prematura quanto provvidenziale eliminazione del terzo incomodo.
    Ma la trattazione di un tema così scontato e tale da fornire il canovaccio a numerose altre opere , letterarie e non, qui assurge ad un tono elevato in virtù di uno stile espressivo sontuosamente ricco, elegante ed ironico allo stesso tempo . Ed è veramente straordinaria la capacità dell’autore nell’affascinare il lettore sia che egli si addentri nell’analisi delle differenze sociali , negli stati d’animo dei personaggi (meravigliosi i momenti “onirici”) che, più semplicemente , nella descrizione di avvenimenti del tutto banali con gustosissime costruzioni verbali che , come note di accordi musicali, si rincorrono armonicamente e si intrecciano con spettacolare vivezza anche quando la vicenda perde i contorni della commedia nel suo imprevedibile finale .
    Reso un dovuto omaggio al traduttore , che altro aggiungere su questo romanzo ?
    Niente , salvo il consiglio di leggerlo assolutamente.

    said on