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Rey, dama, valet

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Publisher: Noguer y Caralt Editores

4.1
(103)

Language:Español | Number of Pages: 255 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian

Isbn-10: 8421742388 | Isbn-13: 9788421742389 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature

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Book Description
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  • 4

    Dimentichiamoci per un attimo il nome dell'autore.
    Pensiamo a un giovane espatriato russo a Berlino che sta scrivendo il suo secondo libro. Quanta sicurezza deve avere per presentare i suoi tre caratteri principali in un vagone di treno?


    Il libro è un raffinato manierismo, il ragazzo ha t ...continue

    Dimentichiamoci per un attimo il nome dell'autore. Pensiamo a un giovane espatriato russo a Berlino che sta scrivendo il suo secondo libro. Quanta sicurezza deve avere per presentare i suoi tre caratteri principali in un vagone di treno?

    Il libro è un raffinato manierismo, il ragazzo ha talento e lo sa. Il rimaneggiamento degli anni successivi potrebbe aver limato eventuali grossolanità e aggiunto un poco di autocompiacimento, io ho letto una versione tradotta dall'inglese, non la traduzione dell'originale russo.

    I ritratti dei personaggi marginali sono fenomenali: mi ricordo il ritratto “impressionista” di un ragazzo e del suo bagaglio spigoloso sul treno.

    Già a ventotto anni Nabokov è un maestro nell'usarle gli aggettivi. Purtroppo lo sa benissimo e talvolta ne abusa (sto pensando al primo incontro tra Kurt Dreyer e l'inventore, appesantito dagli aggettivi)

    Si ha (o forse solo io ho avuto) la chiara impressione di qualcuno che stia esercitandosi, in attesa di trovare una storia sua da raccontare. Mi piacerebbe potregli dare “4-” stelline.

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  • 5

    Non ho ancora detto nulla dell'intreccio di Re, Donna, Fante. Sostanzialmente non è molto nuovo. Sospetto anzi che quei due valentuomini, Balzac e Dreisler, mi accuseranno di parodia grossolana, ma giuro che a quel tempo non avevo letto la loro strampalata robaccia e che anche adesso no ...continue

    Non ho ancora detto nulla dell'intreccio di Re, Donna, Fante. Sostanzialmente non è molto nuovo. Sospetto anzi che quei due valentuomini, Balzac e Dreisler, mi accuseranno di parodia grossolana, ma giuro che a quel tempo non avevo letto la loro strampalata robaccia e che anche adesso non so molto bene di che cosa stiano parlando sotto i loro cipressi. In fondo nemmeno il marito di Charlotte Humbert era del tutto innocente.[...]

    Vladimir Nabokov, Montreux, 28 marzo 1967

    Come detto dall'autore nell'introduzione a "Re, Donna, Fante", la trama non è originale, si tratta del classico triangolo amoroso tra lei, lui, l'altro. Ma la scrittura, quella sì che rende il libro unico: lo stile elevatissimo dell'autore, le descrizioni magistrali e la delicata psicologia dei personaggi rendono quest'opera magnetica, è il trionfo della lettura per il puro piacere (anche un po' narcisista) di leggere. Una tappa obbligatoria per chi fosse intenzionato a conoscere l'autore, e, forse, più consigliata (e bella) per un esordio con Nabokov di altri suoi romanzi più famosi.

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  • 3

    "Don't you draw the queen of diamonds, boy / She'll beat you if she's able / You know the queen of hearts is always your best bet" *

    Dove se ne sono andati, gli eroi positivi? Dove li hai esiliati, Vladimir, affinché in tutti i territori penetrati, spolpati dagli sguardi spesso cattivi dei tuoi cento occhi, non se ne incontrasse nemmeno uno? Le miserie, la codardia e le piccolezze di Martha e di Franz, diverse seppur gemelle, ...continue

    Dove se ne sono andati, gli eroi positivi? Dove li hai esiliati, Vladimir, affinché in tutti i territori penetrati, spolpati dagli sguardi spesso cattivi dei tuoi cento occhi, non se ne incontrasse nemmeno uno? Le miserie, la codardia e le piccolezze di Martha e di Franz, diverse seppur gemelle, non lasciano spazio ad alcuna generosità, ad alcuna grandezza. Ma allora, se tutto risulta futile e meschino, perché prendersela? In fondo, mi dico, ho sempre saputo che sarebbe andata a finire così e non c'è alcuna amarezza (in più tuoi personaggi, Vladimir, non mendicano né comprensione né pietà): il re vale sempre più della donna e del fante, ed è condannato a vincere, almeno nel fragile mondo delle carte (nel quale anche tu, Vladimir, sei entrato, anche se solo per poco, bello e danzante, con uno smoking fuori moda, un retino per farfalle, affiancato da un'affascinante compagna, proferendo parole in una lingua esotica e sconosciuta).

    * Eagles - "Desperado" https://www.youtube.com/watch?v=rE-U5e78WHc

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  • 4

    "Maghi di questa sorta dovrebbero essere eletti imperatori"

    E sì, in questo romanzo Nabokov si diverte a fare il bravo prestigiatore.
    Sul palmo della sua mano, elegantemente guantata di bianco, ci mostra tre carte, le apre a ventaglio sul tavolo davanti a noi, le sfiora, le gira (un re, un fante e una donna, come da titolo). Ma è un lampo. Subito le rico ...continue

    E sì, in questo romanzo Nabokov si diverte a fare il bravo prestigiatore. Sul palmo della sua mano, elegantemente guantata di bianco, ci mostra tre carte, le apre a ventaglio sul tavolo davanti a noi, le sfiora, le gira (un re, un fante e una donna, come da titolo). Ma è un lampo. Subito le ricopre. Le manipola, le fa passare da una mano all'altra, e intanto ci guarda negli occhi. È un raffinato gioco psicologico il suo. Perché noi conosciamo le carte, sono tre e sappiamo anche quali. Ce le aveva mostrate all'inizio dello spettacolino di cartomagia. E allora dove sta la magia? Non sembra esserci magia in questo gioco, seppur condotto con tanta eleganza. Eppure... Eppure ad un tratto ci coglie un vago timore (o è speranza?) Perché una delle tre carte è destinata a sparire fra le mani del mago, a sparire per sempre, e sotto i nostri occhi. Ma quale delle tre?

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  • 5

    Il re - soddisfatto, tronfio, narciso, iperattivo, egocentrico al punto da non considerare neppure l’altrui personalità, borioso, sicuro di sé, diciamo ottuso, non sente nell’aria la crisi, né quella della moglie né i primi accenni di quella finanziaria, e comunque infantile -
    La donna ...continue

    Il re - soddisfatto, tronfio, narciso, iperattivo, egocentrico al punto da non considerare neppure l’altrui personalità, borioso, sicuro di sé, diciamo ottuso, non sente nell’aria la crisi, né quella della moglie né i primi accenni di quella finanziaria, e comunque infantile - La donna - eburnea, corvina, elegantissima, buona teatrante, ha imparato bene la parte di abbiente ma la classe non si compra: a volte il suo parlato perde il giusto accento, l’impostazione della voce per qualche secondo diventa dozzinale come il pensiero del soldino che sempre l’assilla, il costo dei mezzi pubblici, della stanza in affitto e il contrattare del suo prezzo, dell’hotel al mare. Capricciosa, opprimente e manipolatrice, fredda ma assolutamente non frigida, avida, di intelletto limitato – l’elaborazione del piano per raggiungere la libertà è veramente ridicola - anche se a modo suo brillante, comunque infantile – Il fante – di diritto infantile, giovane uomo in formazione, prende la via sbagliata inseguendo il luccichio della bella vita e facendosi plagiare da una donna anagraficamente più matura, in una sola stagione salta dieci anni di vita, esaltato all’inizio, abbattuto e svuotato alla fine, incapace di reagire, goffo, inetto, rinuncia a migliorarsi, anche se progressivamente si rende conto della vacuità del mondo che si è scelto ripensando con nostalgia a certi episodi della sua vita passata, che prima disprezzava. A due delle carte di cui sopra, tutto sommato, va bene, una viene scartata.

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  • 5

    “ La lancetta nera è ancora immobile , ma s’accinge a compiere il gesto di ogni minuto : quel sobbalzo elastico metterà in moto tutto un mondo .”

    Mi è rimasta impressa la frase detta in un film di cui non ricordo il titolo , mi pare riferita alla Sinfonia n.5 di Mahler , che diceva :
    “ Non servono più di tre battute per capire che si tratta di un capolavoro” .
    Parafrasando la stessa per riferirmi a questo mio primo e splendido romanzo di ...continue

    Mi è rimasta impressa la frase detta in un film di cui non ricordo il titolo , mi pare riferita alla Sinfonia n.5 di Mahler , che diceva : “ Non servono più di tre battute per capire che si tratta di un capolavoro” . Parafrasando la stessa per riferirmi a questo mio primo e splendido romanzo di Nabokov potrei affermare che basta la prima pagina per rendersi conto che siamo di fronte ad uno scrittore fuori del comune . La storia è quella trita , assolutamente normale nella sua banalità , della bella signora sposata che dopo otto anni di matrimonio si accorge di aver già speso tutto il suo già modesto patrimonio affettivo per il proprio marito più anziano , ricco ma ormai troppo ingombrante , e che sentendo gli anni trascorrere troppo velocemente ed i piaceri farsi sempre più rari si rifugia fra le braccia esuberanti e focose di un giovane ed impacciato nipote del marito stesso, comparso improvvisamente nella sua vita , giungendo persino ad organizzare con lui una prematura quanto provvidenziale eliminazione del terzo incomodo. Ma la trattazione di un tema così scontato e tale da fornire il canovaccio a numerose altre opere , letterarie e non, qui assurge ad un tono elevato in virtù di uno stile espressivo sontuosamente ricco, elegante ed ironico allo stesso tempo . Ed è veramente straordinaria la capacità dell’autore nell’affascinare il lettore sia che egli si addentri nell’analisi delle differenze sociali , negli stati d’animo dei personaggi (meravigliosi i momenti “onirici”) che, più semplicemente , nella descrizione di avvenimenti del tutto banali con gustosissime costruzioni verbali che , come note di accordi musicali, si rincorrono armonicamente e si intrecciano con spettacolare vivezza anche quando la vicenda perde i contorni della commedia nel suo imprevedibile finale . Reso un dovuto omaggio al traduttore , che altro aggiungere su questo romanzo ? Niente , salvo il consiglio di leggerlo assolutamente.

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  • 5

    Re, Regina, Fante. Come lui, lei, l'altro. Come zio, zia, nipote. Come Kurt Dreyer, Martha, Franz. Che sono i tre protagonisti. Via, si dirà, è il solito eterno triangolo! L'adulterio ottocentesco riproposto in salsa berlinese nel 1928: il giovane e sprovveduto Franz arriva dalla provincia a Berl ...continue

    Re, Regina, Fante. Come lui, lei, l'altro. Come zio, zia, nipote. Come Kurt Dreyer, Martha, Franz. Che sono i tre protagonisti. Via, si dirà, è il solito eterno triangolo! L'adulterio ottocentesco riproposto in salsa berlinese nel 1928: il giovane e sprovveduto Franz arriva dalla provincia a Berlino per fare il commesso nel grande emporio dello zio Kurt e ben presto diviene l'amante della moglie Martha. Tutto lì? Ci sarebbe ancora da sottolineare l'escalation dei sentimenti tra i due amanti sotto gli occhi dell'ignaro (e contento) cornuto e poi la nascita della folle idea di sopprimerlo, con un crescendo di proposte elaborate e poi accantonate. E con un'ultima sorpresa finale, quasi fosse un thriller quale in effetti non è. Ma come è scritto bene! Che lettura! Da andare in sollucchero. Estrapolo alcune frasi dalle pagine finali che, secondo me, anticipano di mezzo secolo il Paolo Conte di "Dancing" e "Boogie". "Il tocco leggero della seta sui polpacci e la striscia della giarrettiera sulla coscia nuda erano contatti infernali". "Le bollicine effervescenti dello champagne pizzicavano una lingua sconosciuta..." "Per un delizioso istante la musica riuscì a perforare la sua nebbia privata...." "Il suo cavaliere le stava facendo una dichiarazione d'amore fatta di frasi ansimanti trovate in qualche libro osceno...." L'ho letto in una edizione del 1974 con la splendida traduzione di Ettore Capriolo, riproposta da Adelphi nel 1996 ma con il titolo "Re, donna, fante".

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