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Rey, dama, valet

By Vladimir Nabokov

(2)

| Paperback | 9788421742389

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Book Description

16 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non ho ancora detto nulla dell'intreccio di Re, Donna, Fante. Sostanzialmente non è molto nuovo. Sospetto anzi che quei due valentuomini, Balzac e Dreisler, mi accuseranno di parodia grossolana, ma giuro che a quel tempo non avevo letto la ...(continue)

    Non ho ancora detto nulla dell'intreccio di Re, Donna, Fante. Sostanzialmente non è molto nuovo. Sospetto anzi che quei due valentuomini, Balzac e Dreisler, mi accuseranno di parodia grossolana, ma giuro che a quel tempo non avevo letto la loro strampalata robaccia e che anche adesso non so molto bene di che cosa stiano parlando sotto i loro cipressi. In fondo nemmeno il marito di Charlotte Humbert era del tutto innocente.[...]

    Vladimir Nabokov, Montreux, 28 marzo 1967

    Come detto dall'autore nell'introduzione a "Re, Donna, Fante", la trama non è originale, si tratta del classico triangolo amoroso tra lei, lui, l'altro.
    Ma la scrittura, quella sì che rende il libro unico: lo stile elevatissimo dell'autore, le descrizioni magistrali e la delicata psicologia dei personaggi rendono quest'opera magnetica, è il trionfo della lettura per il puro piacere (anche un po' narcisista) di leggere.
    Una tappa obbligatoria per chi fosse intenzionato a conoscere l'autore, e, forse, più consigliata (e bella) per un esordio con Nabokov di altri suoi romanzi più famosi.

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    Eugen said on Jul 20, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    "Don't you draw the queen of diamonds, boy / She'll beat you if she's able / You know the queen of hearts is always your best bet" *

    Dove se ne sono andati, gli eroi positivi? Dove li hai esiliati, Vladimir, affinché in tutti i territori penetrati, spolpati dagli sguardi spesso cattivi dei tuoi cento occhi, non se ne incontrasse nemmeno uno? Le miserie, la codardia e le piccolezze ...(continue)

    Dove se ne sono andati, gli eroi positivi? Dove li hai esiliati, Vladimir, affinché in tutti i territori penetrati, spolpati dagli sguardi spesso cattivi dei tuoi cento occhi, non se ne incontrasse nemmeno uno? Le miserie, la codardia e le piccolezze di Martha e di Franz, diverse seppur gemelle, non lasciano spazio ad alcuna generosità, ad alcuna grandezza. Ma allora, se tutto risulta futile e meschino, perché prendersela?
    In fondo, mi dico, ho sempre saputo che sarebbe andata a finire così e non c'è alcuna amarezza (in più tuoi personaggi, Vladimir, non mendicano né comprensione né pietà): il re vale sempre più della donna e del fante, ed è condannato a vincere, almeno nel fragile mondo delle carte (nel quale anche tu, Vladimir, sei entrato, anche se solo per poco, bello e danzante, con uno smoking fuori moda, un retino per farfalle, affiancato da un'affascinante compagna, proferendo parole in una lingua esotica e sconosciuta).

    * Eagles - "Desperado"
    https://www.youtube.com/watch?v=rE-U5e78WHc

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    alice said on Jul 10, 2013 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Nei libri di Nabokov non mancano mai tre elementi: genio, ironia e bella scrittura.

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    I Am Vertical said on Aug 14, 2012 | 1 feedback

  • 12 people find this helpful

    Il piacere della lettura. Allo stato quasi puro.
     
    Nabokov, uno dei geni assoluti dell'architettura delle parole.
     

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    #Gil D. said on Jul 12, 2012 | 4 feedbacks

  • 8 people find this helpful

    "Maghi di questa sorta dovrebbero essere eletti imperatori"

    E sì, in questo romanzo Nabokov si diverte a fare il bravo prestigiatore.
    Sul palmo della sua mano, elegantemente guantata di bianco, ci mostra tre carte, le apre a ventaglio sul tavolo davanti a noi, le sfiora, le gira (un re, un fante e una donna, ...(continue)

    E sì, in questo romanzo Nabokov si diverte a fare il bravo prestigiatore.
    Sul palmo della sua mano, elegantemente guantata di bianco, ci mostra tre carte, le apre a ventaglio sul tavolo davanti a noi, le sfiora, le gira (un re, un fante e una donna, come da titolo). Ma è un lampo. Subito le ricopre.
    Le manipola, le fa passare da una mano all'altra, e intanto ci guarda negli occhi. È un raffinato gioco psicologico il suo. Perché noi conosciamo le carte, sono tre e sappiamo anche quali. Ce le aveva mostrate all'inizio dello spettacolino di cartomagia. E allora dove sta la magia? Non sembra esserci magia in questo gioco, seppur condotto con tanta eleganza. Eppure...
    Eppure ad un tratto ci coglie un vago timore (o è speranza?)
    Perché una delle tre carte è destinata a sparire fra le mani del mago, a sparire per sempre, e sotto i nostri occhi. Ma quale delle tre?

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    Daisy (in perpetuo volo) said on Jun 20, 2012 | 3 feedbacks

  • 31 people find this helpful

    Il re - soddisfatto, tronfio, narciso, iperattivo, egocentrico al punto da non considerare neppure l’altrui personalità, borioso, sicuro di sé, diciamo ottuso, non sente nell’aria la crisi, né quella della moglie né i primi accenni di quella f ...(continue)

    Il re - soddisfatto, tronfio, narciso, iperattivo, egocentrico al punto da non considerare neppure l’altrui personalità, borioso, sicuro di sé, diciamo ottuso, non sente nell’aria la crisi, né quella della moglie né i primi accenni di quella finanziaria, e comunque infantile -
    La donna - eburnea, corvina, elegantissima, buona teatrante, ha imparato bene la parte di abbiente ma la classe non si compra: a volte il suo parlato perde il giusto accento, l’impostazione della voce per qualche secondo diventa dozzinale come il pensiero del soldino che sempre l’assilla, il costo dei mezzi pubblici, della stanza in affitto e il contrattare del suo prezzo, dell’hotel al mare. Capricciosa, opprimente e manipolatrice, fredda ma assolutamente non frigida, avida, di intelletto limitato – l’elaborazione del piano per raggiungere la libertà è veramente ridicola - anche se a modo suo brillante, comunque infantile –
    Il fante – di diritto infantile, giovane uomo in formazione, prende la via sbagliata inseguendo il luccichio della bella vita e facendosi plagiare da una donna anagraficamente più matura, in una sola stagione salta dieci anni di vita, esaltato all’inizio, abbattuto e svuotato alla fine, incapace di reagire, goffo, inetto, rinuncia a migliorarsi, anche se progressivamente si rende conto della vacuità del mondo che si è scelto ripensando con nostalgia a certi episodi della sua vita passata, che prima disprezzava.
    A due delle carte di cui sopra, tutto sommato, va bene, una viene scartata.

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    Aprile said on Jan 24, 2012 | 7 feedbacks

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