Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Ricambi

Di

Editore: Garzanti Libri (Gli elefanti)

3.8
(169)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 375 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8811668921 | Isbn-13: 9788811668923 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gianni Pannofino

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Ricambi?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Non parlate di fortuna a Jack Randall. La sua scorta l'ha finita molto tempo fa. Veterano di una guerra selvaggia e dimenticata, ha passato gli ultimi cinque anni da solo, guardiano in una Fattoria per Ricambi. Sorveglia esseri umani di perfetta costituzione, nutriti e curati, ma che non parlano e non possono esprimere la loro sofferenza. Sono solo i "ricambi", ciascuno clonato con lo stesso corredo genetico e immunitario di qualcun altro che in caso di necessità avrà a disposizione organi e arti da trapiantare senza rischio di rigetto.
Ordina per
  • 4

    Pura letteratura di evasione.
    Divertente, scanzonato, scorretto ma non privo di una certa sua moralità.
    Un po’ Asimov, un po’ Tarantino, una puntina di Dick, un pizzico di filosofia presocratica; tutto condito con salsa nerd e miscelato all’insegna della follia.
    Siamo in un ex mega centro commer ...continua

    Pura letteratura di evasione. Divertente, scanzonato, scorretto ma non privo di una certa sua moralità. Un po’ Asimov, un po’ Tarantino, una puntina di Dick, un pizzico di filosofia presocratica; tutto condito con salsa nerd e miscelato all’insegna della follia. Siamo in un ex mega centro commerciale trasformato in città-mondo, col suo classismo e le sue mafie; droidi più umani del più umano degli uomini; elettrodomestici che ti parlano; hard disk che sono le anime dei loro proprietari; per i più ricchi, cloni che forniscono perfetti pezzi di ricambio e consentono di vivere nella più totale irresponsabilità. Nell’era lontana dell’internet, prima della saturazione del traffico in rete, si erano andate accumulando funzioni alternative, ambiguità, infiltrazioni che si depositavano in una matrice diversa che aveva creato un mondo parallelo, il subconscio del mondo. Gli umani avevano tentato di appropriarsene, ma era stata una guerra senza speranza che ha lasciato nei pochi sopravvissuti solo spasmi della memoria, distorsioni spazio temporali, lampi di Paura che riaffiorano con inaspettata frequenza. Questo il contesto in cui si svolge la storia.

    Già so che i puristi della fantascienza storceranno il naso, e i cyber grideranno al tradimento. Ma il libro va letto senza schemi mentali né preconcetti, perché è il risultato di una contaminazione di generi. In definitiva è avvincente e scritto bene, non gli si deve chiedere di più.

    L’Autore vorrebbe essere un furbacchione ma non ci riesce: troppe pagine, una tipica ingenuità.

    ha scritto il 

  • 4

    Comprato per regalarlo, ho letto dapprima il retro e temevo fosse troppo simile al film "The island". Invece la storia è tutt'altra, così come l'atmosfera.
    In alcuni punti sembra un po' troppo lento, ma si legge comunque con piacere, soprattutto verso la fine, quando le cose cominciano a farsi pi ...continua

    Comprato per regalarlo, ho letto dapprima il retro e temevo fosse troppo simile al film "The island". Invece la storia è tutt'altra, così come l'atmosfera. In alcuni punti sembra un po' troppo lento, ma si legge comunque con piacere, soprattutto verso la fine, quando le cose cominciano a farsi più chiare, grazie anche ai tanti flashback. Alcuni avvenimenti restano comunque velati di mistero. Ma d'altronde, non si può pretendere chiarezza nel Gap. Mi piacerebbe vedere un film non troppo "liberamente ispirato" al romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Voto 7

    Non mi sarei sorpreso se al posto di "Michael Marshall Smith", avessi letto "Stephen King" sulla copertina. Gran bella ambientazione, personaggi che ti restano dentro, soprattutto il protagonista Jack Randall, e Johnny Vinaldi il boss mafioso il cui destino è intrecciato indissolubilmente con que ...continua

    Non mi sarei sorpreso se al posto di "Michael Marshall Smith", avessi letto "Stephen King" sulla copertina. Gran bella ambientazione, personaggi che ti restano dentro, soprattutto il protagonista Jack Randall, e Johnny Vinaldi il boss mafioso il cui destino è intrecciato indissolubilmente con quello di Randall. Una stella in meno perché in alcuni punti l'ho trovato un po' difficile da immaginare, anche la storia, a mio avviso poteva essere sviluppata un po' meglio. Comunque il giudizio complessivo è sicuramente positivo.

    ha scritto il 

  • 3

    Jack Randall è un ex militare sfuggito a un conflitto di cui non ha compreso il motivo.
    E’ inoltre un poliziotto che ha abbandonato la megastruttura di New Richmond, un gigantesco centro commerciale volante “arenatosi” per motivi sconosciuti sulle rovine della vecchia Richmond, a seguito dell’omi ...continua

    Jack Randall è un ex militare sfuggito a un conflitto di cui non ha compreso il motivo. E’ inoltre un poliziotto che ha abbandonato la megastruttura di New Richmond, un gigantesco centro commerciale volante “arenatosi” per motivi sconosciuti sulle rovine della vecchia Richmond, a seguito dell’omicidio di sua moglie e di sua figlia. A Jack viene data una nuova identità e un posto di lavoro sicuro: diviene infatti il custode di una fabbrica di Ricambi ossia esseri umani “coltivati” al solo scopo di fornire pezzi di ricambio alle persone da cui sono state clonate. Jack e la sua spalla robotica Ratchet decidono di educare alcuni di essi e di fuggire dalla struttura. E fin qui la trama del libro è chiara, semplice, lineare. Il nostro eroe con al seguito i suoi “Ricambi” si introduce nella città per cercare vecchie conoscenze che possano aiutarlo nell’impresa di sfuggire alle grinfie della Sicurnet, la holding che detiene il controllo delle fattorie, finendo invece per incrociare la sua strada con un misterioso serial killer che uccide un suo ex collega. Da questo punto in poi il titolo del libro potrebbe tranquillamente cambiare e in alternativa a“Ricambi” un titolo azzeccato potrebbe essere “Sulle tracce dell’assassino”. Sì perché i fuggiaschi all’improvviso escono di scena e non se ne ha più traccia fino alla fine. Nel risvolto di copertina si parla dello scrittore Michale Marshall Smith, come di un autore di talento o addirittura “da tenere d’occhio”. Magari tutta questa attenzione è per evitare di leggerne altri di suoi libri. La trama di “Ricambi” se parte in maniera definita, magari anche semplice, ma comunque lineare, già dopo le prime pagine inizia a disperdersi dapprima in un’ altra trama, quella dell’assassino seriale, che finisce per riallacciarsi con altri intrecci quali: il passato del protagonista, la guerra del GAP (un non luogo successivo a internet, una metasfera (?), la solidificazione delle coscienze individuali (?)) le fabbriche, un mafioso e tante altre cose che trovano sì una giustificazione nel divenire nel racconto, ma che spesso si disperdono nella verbosità del protagonista che mentre si reca in un posto, non fa altro che rimuginare sul proprio passato, maledicendolo e maledicendosi e lamentadosi come la proverbiale pentola di fagioli, spesso per pagine e pagine appesantendone la narrazione. C’è poi un particolare che lascia perplessi: le fabbriche sono luoghi in cui i cloni degli umani dovrebbero essere conservati al meglio, in condizioni igieniche ottimali, e magari anche ben nutriti. Quelle descritti invece sono luoghi infernali: tunnel male illuminati in cui i poveri duplicati non fanno che vagare defecandosi addosso in attesa di essere mutilati. Ma nel futuro, una scelta più saggia e logica non sarebbe quella di clonare direttamente i “ricambi” necessari? E se proprio si deve perpetrare una simile visione si fabbriche di umani, costoro non sarebbero più al sicuro, anche da loro stessi, se tenuti magari in stati di sonno prolungato? Lo “sforzo della sospensione dell’incredulità” a mio avviso, decade già dalle prime battute ma se si riesce a chiudere un occhio su questo e altri particolari, dotandosi spesso di una certa dose pazienza, allora il libro si fa leggere abbastanza bene. Chi scrive lo ritiene un libro non pienamente godibile. E poi è sbagliata anche la sillabazione del titolo!

    ha scritto il 

  • 5

    Ottimo esempio di thriller fantascientifico. Di quelli che si scrivevano quando non era stato abusato il termine techno-triller e non inflazionata l'ambientazione "noir". Copiato e stracopiato da tantissimi

    ha scritto il 

  • 2

    troppo" rap" per i miei gusti...

    mamma mia che delusione!!! libro brutto, veramente brutto, che si è beccato le due stelline solo perchè ogni tanto coonteneva qualche bella riflessione..
    caotico, verboso, spesso incomprensibile ( e non sono comunque certa di averlo capito sino in fondo), inutilmente macabro e fuori dalle righe, ...continua

    mamma mia che delusione!!! libro brutto, veramente brutto, che si è beccato le due stelline solo perchè ogni tanto coonteneva qualche bella riflessione.. caotico, verboso, spesso incomprensibile ( e non sono comunque certa di averlo capito sino in fondo), inutilmente macabro e fuori dalle righe, sovrabbondante di esclamazioni scurrili e di bestemmie quanto mai inopportune. il protagonista è un drogato di " rap" una droga micidiale che gli sarebbe stata data quando è stato spedito a combattere nel "gap" un luogo impossibile e, dico io, talmente indefinito da risultare assolutamente incomprensibile. tante ma tante pagine di tedio sugli effetti del rap e sulla sua voglia incontenibile di continuare a farsi per sfuggire ad un mondo che ha un senso solo per lui.. i " ricambi" sono appena abbozzati, descritti e liquidati in poche pagine, come elementi di scarso rilievo della storia.ci sono i cattivi che inseguono un protagonista quasi sempre " fatto" all'inverosimile, ubriaco, bastardo e disperato che non ha la forza di far nulla. praticamente sono sempre gli altri intorno a lui aspianargli la strada e risolvergli i problemi. inconcludente sino alla fine. c'è qualcuno che ha osato paragonarlo al grandissimo blade runner, evidentemente sotto effetto dello stesso rap... insomma,un libro da NON leggere se non ci si vuole innervosire di aver buttato via soldi..

    ha scritto il 

  • 5

    Ma quanto...

    Ma quanta umanità trasuda dalle pagine di questo libro?
    Quanta struggente intesità c'è dietro alle parole?
    Quanto è "vivo" il personaggio di Jack Randall?


    Risposta unica per tutte queste domande retoriche: tantissimo.


    Il contesto particolare, l'ambientazione originale, la trama stes ...continua

    Ma quanta umanità trasuda dalle pagine di questo libro? Quanta struggente intesità c'è dietro alle parole? Quanto è "vivo" il personaggio di Jack Randall?

    Risposta unica per tutte queste domande retoriche: tantissimo.

    Il contesto particolare, l'ambientazione originale, la trama stessa fanno quasi da contorno ad uno dei protagonisti più autentici che abbia mai conosciuto. Leggendolo, vi sembrerà di essere accanto a lui, no di più, dentro alla sua testa. E soffrirete come lui, perchè è questo che vi porterà a fare Michael Marshall Smith.

    Durante la lettura, scherzando con una amica le ho detto di essermi JackRandallizzato. Ma la potenza evocativa del romanzo è talmente forte che l'immedesimazione è quasi inevitabile.

    Le poche note dissonanti (tra cui qualche piccola caduta di stile sinceramente evitabile) vengono ampiamente controbilanciate dai virtuosismi di un Marshall Smith decisamente sopra le righe.

    Se siete a caccia di emozioni a tinte noir, non potete assolutamente perdere questo romanzo. Non vi deluderà.

    ha scritto il 

  • 4

    Viscerale sanguigno diretto, dalle prime pagine prende forma un mondo futuribile ma molto vicino all'attuale, nell'egoismo e nella crudeltà del vivere quotidiano.
    Un modo di descrivere sintetico e cristallino, ed è meraviglioso come l'autore in poche pagine sia riuscito ad inserire piccole perle ...continua

    Viscerale sanguigno diretto, dalle prime pagine prende forma un mondo futuribile ma molto vicino all'attuale, nell'egoismo e nella crudeltà del vivere quotidiano. Un modo di descrivere sintetico e cristallino, ed è meraviglioso come l'autore in poche pagine sia riuscito ad inserire piccole perle di filosofia spicciola, che inducono a ragionare sui "colori offerti" e suggeriscono, di conseguenza, una visione con infinite personalissime sfumature.

    ha scritto il