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Riccardo III

By William Shakespeare

(57)

| Others | 9788806073855

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Book Description

Riccardo, fratello di Edoardo IV, aspira alla corona. Uccide il duca di Clarence, suo fratello e ne sposa la vedova Anna. Morto Edoardo IV, diventa reggente in attesa che il figlio e successore del re, compia la maggiore età. Faperò sub Continue

Riccardo, fratello di Edoardo IV, aspira alla corona. Uccide il duca di Clarence, suo fratello e ne sposa la vedova Anna. Morto Edoardo IV, diventa reggente in attesa che il figlio e successore del re, compia la maggiore età. Faperò subito rinchiudere il ragazzo con il fratello, duca di York, nella Torredi Londra. Ottiene così il trono e fa uccidere i figli di Edoardo IV. Ripudiata Anna, vuole sposare la nipote Elisabetta, ma il duca di Buckingham si ribella e si schiera col duca di Richmond che muove contro Riccardo. Il duca diBuckingham viene ucciso, ma il duca di Richmond vince in battaglia e Riccardomuore combattendo.

66 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ma proprio cattivo!

    E con questo ho finito la tetralogia dei drammi storici sulla Guerra delle Due Rose che mi ha impegnato due mesi e mezzo.
    La differenza tra l'ultima parte dell'Enrico VI, della quale Shakespeare non è l'unico autore, e questo è palese per la compatt ...(continue)

    E con questo ho finito la tetralogia dei drammi storici sulla Guerra delle Due Rose che mi ha impegnato due mesi e mezzo.
    La differenza tra l'ultima parte dell'Enrico VI, della quale Shakespeare non è l'unico autore, e questo è palese per la compattezza della trama e la profondità del personaggio.
    Adesso sono pronta a vederne qualche versione.

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    mafalda0250 said on Jun 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Il mio regno per un cavallo!"

    Capolavoro letto in pochissimo tempo, antesignano di "House of Cards"! Di grande aiuto nel barcamenarmi tra i personaggi è stata la visione (qualche mese fa) del film "Riccardo III - un uomo, un re", diretto e interpretato da Al Pacino, con la parte ...(continue)

    Capolavoro letto in pochissimo tempo, antesignano di "House of Cards"! Di grande aiuto nel barcamenarmi tra i personaggi è stata la visione (qualche mese fa) del film "Riccardo III - un uomo, un re", diretto e interpretato da Al Pacino, con la partecipazione del mio attore preferito (Kevin Spacey) nel ruolo di Buckingham.

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    Valentina said on May 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    "Now is the winter of our discontent, Made glorious summer by this sun of York."

    Il ritratto shakespeariano di Re Riccardo III è sicuramente abbastanza ingeneroso ed unilaterale, in quanto nella tragedia viene dipinto come un personaggio totalmente negativo, ma dopotutto questa è una scelta dell'autore stesso che enfatizzando l'i ...(continue)

    Il ritratto shakespeariano di Re Riccardo III è sicuramente abbastanza ingeneroso ed unilaterale, in quanto nella tragedia viene dipinto come un personaggio totalmente negativo, ma dopotutto questa è una scelta dell'autore stesso che enfatizzando l'infamia di Riccardo ne rende un archetipo allo scopo di aumentare l'effetto drammatico. Ma al di la della verità storica questo personaggio è di una potenza sconvolgente. Non so come non si possa amare questo dramma che tocca livelli altissimi non solo attraverso Riccardo stesso ma anche con personaggi "secondari". Per esempio il toccante monologo che recita Tyrrel dopo aver assassinato i giovani principi nella torre, o il dialogo tra il Duca di Clarence e i due sicari mandati da Riccardo per ucciderlo. Inoltre anche in questa tragedia "storica" Shakespeare non rinuncia all'elemento soprannaturale inserendo le maledizioni di Margherita, ed i fantasmi delle vittime di Riccardo rispettivamente all' inizio ed alla fine della tragedy.
    La controversa figura di Riccardo infine è costretta a cedere sotto il peso dei misfatti compiuti per afferrare quella tanto agognata corona.
    "A horse! a horse! my kingdom for a horse!"

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    Pris said on Apr 25, 2014 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Un cattivo, veramente cattivo Riccardo, senza nessuna riserva, senza nessuna remora e disposto ad eliminare chiunque sia sul suo cammino. E talmente odioso che al famoso verso: "Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!" ci godi a ...(continue)

    Un cattivo, veramente cattivo Riccardo, senza nessuna riserva, senza nessuna remora e disposto ad eliminare chiunque sia sul suo cammino. E talmente odioso che al famoso verso: "Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!" ci godi a vederlo appiedato!
    Di recente ho visto una bellissima trasposizione, a teatro, con il gigantesco (in tutti i sensi) Alessandro Gassman consigliatissima.

    http://www.teatrocomunaleferrara.it/navigations/view/1/…

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    Chiara White said on Apr 3, 2014 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Ho capito che io e questo libro saremmo andati molto d'accordo nel momento in cui ho realizzato che il cattivo era al centro dell'attenzione: non ci sono degli eroi che lo combattono o che gli rubano la scena (tranne Enrico, e lui è il classico perso ...(continue)

    Ho capito che io e questo libro saremmo andati molto d'accordo nel momento in cui ho realizzato che il cattivo era al centro dell'attenzione: non ci sono degli eroi che lo combattono o che gli rubano la scena (tranne Enrico, e lui è il classico personaggio finale da tragedia di Shakespeare, quello che dopo la strage eredita un regno più una morale di vita).
    Riccardo è il protagonista assoluto, come se facessero Il Re Leone completamente dal punto di vista di Scar. E a me, che ho imparato ad amare i cattivi, questo piace da morire. In particolare perchè non solo Riccardo è il protagonista indiscusso (oltre che unico essere umano dotato di raziocinio dell'opera) ma perchè è indiscutibilmente cattivo. Non ha scuse. Non ha remore. Non si giustifica mai.
    È stronzo, lo sa e gli piace. Il suo aspetto fisico non è una giustificazione: se anche ha deciso di far combaciare le sue azioni contorte con l'apparenza del suo corpo, l'impressione generale è che non sarebbe cambiato niente neanche se fosse stato il più figo dei fighi. Anzi, forse si sarebbe divertito ancora di più.
    E l'altra cosa che mi piace di Riccardo è che si diverte un sacco ad complottare, a manipolare, a portare la morte senza macchiarsi le mani in prima persona (non che sia contrario a faro, eh, se è proprio necessario)... forse la cosa che gli dispiace di più è che gli avversari non siano alla sua altezza: nonostante compia le peggiori nefandezze, è sempre in grado di giocarsela con le parole. Tutti gli credono, al punto che lui stesso è sorpreso: ci sono momenti in cui sembra credere non tanto sé stesso molto intelligente, ma gli altri completamente imbecilli. Soprattutto nel caso di Anna: le ha ammazzato il marito, le dice in faccia che l'ha ammazzato, poi con due paroline dolci la conquista.
    Mi dispiace, William, ma per quello che mi riguarda non è un personaggio verso cui provare pena: è un'idiota.

    Forse è una scena che cambia quando viene interpretata... a leggerla, mi è sembrata veramente surreale: senza un supporto uditivo e visivo di come Riccardo possa passare dal "Sì, ti ho resa vedova" al "Ma l'ho fatto perchè ti amo" senza sembrare ridicolo, il mio cervello si è rifiutato di accettare la scena come credibile.

    Riccardo, ad ogni modo, ha un'evoluzione interessante: mosso dall'ambizione sfrenata, la sua crudeltà è in crescendo per tutto il libro. E considerate che il libro comincia con lui che promette al fratello di aiutarlo ad uscire di galera e tre secondi netti dopo arruola due sicari per farlo fuori. L'apice della sua furia è, ovviamente, la morte dei due principi nella torre, due bambini odiosi a livelli inimmaginabili perchè poche cose sono insopportabili come i ragazzini scritti per essere perfettissimi e sveglissimi e adorabilissimi. Personalmente quando me li trovo tra i piedi nei media spero sempre che muoiano, e qui succede. Poi ti senti una merda perchè erano due bambini veri che sono stati ammazzati per davvero.
    Da lì, comunque, è ovvio che Riccardo inizierà la sua caduta: la razionalità che lascia il posto all'istinto, gli alleati che fuggono (rendendosi conto di cosa hanno fatto esattamente mettendolo sul trono). Non cambia la sua violenza, cambia il modo in cui viene applicata: non più calcolata, fredda, ambiziosa. È istintiva, rabbiosa, vendicativa. Eppure... eppure vedere che Riccardo non cede all'ultima umiliazione del cattivo, ossia la codardia pura, scalda il cuore: perchè alla fine Riccardo non prova mai a salvarsi, prova sempre a vincere. In nessun momento rinnega la condotta per cui ha ucciso parenti, bambini, innocenti e portato dolore a chiunque potesse essergli caro. E questo in un cattivo io lo rispetto.

    Ho trovato particolarmente interessanti le figure femminili del libro: a parte la figuraccia immane di Anna, ho trovato molto interessante che le uniche a rendersi conto della natura di Riccardo fossero le donne. Gli uomini, i razionali uomini, gli intelligenti uomini, che ascoltano le parole e ne sono vittime. E le donne, irrazionali, relegate in un angolo, capaci di vedere la trappola sotto il miele, di non fidarsi anche se le prove non ci sono.
    Elisabetta, che per colpa sua ha perso tutto, che si piega a lui non per stupidità (come Riccardo ottusamente crede) ma per salvare la vita di sua figlia. La madre di Riccardo, incapace di provare per il figlio un qualsivoglia amore perchè consapevole del dolore da lui causato.
    E Margherita, la vecchia regina, quella uscita sconfitta dalla lotta tra York e Lancaster, che gioisce della distruzione dei suoi nemici, nel vederli perdere tutto, come tutto ha perso lei.

    Neanche la morte di due bambini riesce a farle vedere l'inutilità di tutto questo sangue: la morte di Re Edoardo per la morte di suo marito, la morte del figlio maggiore di Elisabetta per la morte del suo. E il secondogenito... be', lui è gli interessi.
    Logico, no?

    Insomma, io l'ho adorato. Non sono mai parziale con i cattivi protagonisti.

    Quando fatti bene.

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    Katerina said on Sep 27, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Come tutti drammi di Shakespeare, anche Riccardo III è bellissimo. La figura del tiranno machiavellico che fa di tutto per ottenere il potere è delineata magnificamente. Un protagonista dalle molteplici facce, diventa però veramente tale alla fine, q ...(continue)

    Come tutti drammi di Shakespeare, anche Riccardo III è bellissimo. La figura del tiranno machiavellico che fa di tutto per ottenere il potere è delineata magnificamente. Un protagonista dalle molteplici facce, diventa però veramente tale alla fine, quando il terrore di quello che sta per accadere e la realizzazione delle sue turpi azioni lo colpiscono in pieno.
    Magnifica la scena in cui i fantasmi delle persone uccise da Riccardo compaiono in sogno al tirannico re e a Richmond, maledicendo l'uno ed esaltando l'altro.
    A teatro deve essere spettacolare.

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    livs said on Aug 29, 2013 | Add your feedback

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