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Ricerche filosofiche

By Ludwig Wittgenstein

(39)

| Mass Market Paperback

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Book Description

17 Reviews

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    Il W. reale, non lo stereotipo del "...bisogna tacere".
    L'uomo, non la brain machine. Bello.

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    Piega27 said on Nov 11, 2013 | Add your feedback

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    Con invidiabile chiarezza, distinzione e precisione Ludwig Wittgenstein conduce le sue Ricerche filosofiche nel tentativo di superare un modello e una rappresentazione classici ma primitivi del modo e della maniera in cui funziona il linguaggio, che ...(continue)

    Con invidiabile chiarezza, distinzione e precisione Ludwig Wittgenstein conduce le sue Ricerche filosofiche nel tentativo di superare un modello e una rappresentazione classici ma primitivi del modo e della maniera in cui funziona il linguaggio, che non è un mero sistema di comunicazione ma un gioco linguistico costituito e intessuto da un'insieme di attività imparentate, legate da affinità e somiglianze di famiglia, come gli strumenti che si trovano in una cassetta di utensili, come nel tessere un filo si intreccia fibra con fibra così che esso è l'ininterrotto sovrapporsi di queste. Un gioco e una famiglia dai contorni forse sfocati, irregolari, ma la purezza cristallina della logica, il suo rigore, sono esigenze che minacciano di trasformarsi in qualcosa di vacuo: "non c'è alcun fuori; fuori manca l'aria per respirare" e si finisce "su una lastra di ghiaccio dove manca l'attrito e perciò le condizioni sono in un certo senso ideali, ma appunto per questo non possiamo muoverci. Vogliamo camminare; dunque abbiamo bisogno dell'attrito. Torniamo sul terreno scabro!"
    Il testo prova anche a dare una risposta alla domanda 'che cos'è la filosofia'. Su questo 'terreno scabro' dove camminiamo incontrando 'attrito', "la filosofia è una battaglia contro l'incantamento del nostro intelletto, per mezzo del nostro linguaggio", contro i pregiudizi, le forme e le immagini che ci tengono prigionieri e attraverso cui ripetutamente e inesorabilmente - "come un paio di occhiali posati sul naso" - seguiamo e guardiamo la natura. La filosofia lascia dietro di sé "rottami e calcinacci" degli "edifici di cartapesta" che ha distrutto, e su di noi lascia gli schietti "bernoccoli" che ci siamo fatti cozzando contro i limiti e gli errori in cui eravamo impigliati quando non ci raccapezzavamo. Lo scopo della filosofia, insomma, è "indicare alla mosca la via d'uscita dalla trappola".

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    nicce said on Sep 28, 2013 | Add your feedback

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    in realtà l'ho letto tutto, ma non capisco cosa dice

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    dhalgren said on Oct 7, 2012 | 3 feedbacks

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    Recensione.

    Quando la quarta di copertina vi annuncia pomposamente che "questo libro rappresenta un vertice del pensiero del Novecento", bisogna cominciare con un paio di premesse doverose: dovete evitare sempre di leggere le quarte di copertina, e dovete prende ...(continue)

    Quando la quarta di copertina vi annuncia pomposamente che "questo libro rappresenta un vertice del pensiero del Novecento", bisogna cominciare con un paio di premesse doverose: dovete evitare sempre di leggere le quarte di copertina, e dovete prendere l'abitudine di confrontarvi con i filosofi leggendo direttamente quello che hanno scritto, invece di manuali e introduzioni.

    Scoprirete così che, tra le cose straordinarie alle quali questo libro riuscirà a portarvi, ci sarà anche una interessante immagine di come il saggismo si sia introdotto nel romanzo fin dalla sua prima comparsa. Mentre Wittgestein compie, e noi con lui leggendo, le sue esplorazioni sul linguaggio naturale, vediamo dispiegarsi davanti a noi anche il tentativo di parlare del linguaggio naturale, cioè un esercizio di metalinguaggio. Ed è quindi naturale che in questo esercizio l'autore ci chieda continuamente di creare storie, e di prendere ad esempio storie e situazioni; di "pensa..." e "immagina..." è piena ogni pagina. Mentre lui indaga lentamente e inesorabilmente il legame tra mondo, linguaggio e pensiero - tra le tante altre cose illuminanti - dice anche qualcosa sul romanzo, e su cosa vuol dire comprendere un romanzo, e perché è necessario comprendere un romanzo, e in che modo dobbiamo intendere al questione del "comprendere un romanzo".

    Per esempio, il paragrafo 531: "Noi parliamo del comprendere una proposizione, nel senso che essa può essere sostituita da un'altra che dice la stessa cosa; ma anche nel senso che non può essere sostituita da nessun'altra. [...] Nel primo caso il pensiero della proposizione è qualcosa che è comune a differenti proposizioni; nel secondo, qualcosa che soltanto queste parole, in queste posizioni, possono esprimere". Ebbene: che cosa capiamo di un romanzo, quello che riusciamo a formulare in un altro modo o quello che, per forza di cose, siamo costretti a citare? E queste due comprensioni sono veramente così diverse?

    Ricerche filosofiche indaga il funzionamento del linguaggio naturale, quindi dice qualcosa anche sulla costruzione romanzesca, e precisamente quando si sofferma sui problemi di rappresentazione delle sensazioni, del rapporto tra linguaggio e comportamento, del legame tra grammatica ed esperienza. Questi sono anche i problemi del romanziere, e questo straordinario libro, per certi versi, non fa che illustrare il motivo per cui ogni romanzo è una scommessa sul linguaggio e una sua ri-creazione. Esattamente come ogni romanzo è un modo possibile di risolvere quei problemi e quelle intricate situazioni linguistiche per cui la comprensione di un testo scritto può essere in rapporto con la realtà. Se c'è un modo per tentare di spiegare non tanto 'come' i romanzi ci insegnino qualcosa sull'esperienza del mondo, ma il fatto 'che' i romanzi ci riescano così bene da secoli, io credo che Wittgenstein abbia fatto anche questo, nel suo libro.

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    Lorenzo Gasparrini said on Jul 17, 2012 | 2 feedbacks

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    scivoloso come una saponetta

    studiato limitatamente ad alcuni paragrafi, la speranza è di tornarci con più calma un domani, tempo permettendo...Wittgenstein è fastidiosamente illuminante, e la sensazione di aver colto il suo pensiero si alterna a momenti di sconforto tra banchi ...(continue)

    studiato limitatamente ad alcuni paragrafi, la speranza è di tornarci con più calma un domani, tempo permettendo...Wittgenstein è fastidiosamente illuminante, e la sensazione di aver colto il suo pensiero si alterna a momenti di sconforto tra banchi della frutta e partite al solitario. Nelle ricerche W. rivede completamente la sua teoria esposta nel Tractatus Logico-Philosophicus, ovvero che la logica costituisce l'essenza del linguaggio e che il significato delle parole sia l'oggetto denotato dalla parola stessa. Qui invece W. paragona il linguaggio, pura attività, a dei giochi, che non sono percorsi da un filo rosso e quindi non hanno un'essenza unitaria. Allo stesso modo il significato delle parole non sta nell'oggetto per il quale esse stanno (per cosa stanno le parole "là", "questo", oppure i numerali?) bensì nell'uso che facciamo di esse..

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    Emanuele de Vito said on May 16, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (39)
    • 5 stars
    • 4 stars
  • Mass Market Paperback
  • ISBN-10: A000049899
  • Publisher: Einaudi
  • Publish date: 1980-09-13
  • Also available as: Paperback , Hardcover , Others
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