Ricordi dal sottosuolo

Voto medio di 5780
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Con questo libro, apparso nel 1864, affiora e si disegna uno spazio innominato della letteratura e dell'anima: il sottosuolo, luogo di tutto ciò che la coscienza tenta vanamente di accantonare. Ed è come l'improvviso emergere di un continente: nessun ...Continua
Alfredo Animale...
Ha scritto il 20/02/18
siamo fregati
Siamo tutti fregati dalla vita, e Dostoevskij l'aveva capito tanto tempo fa. Siamo così fregati che non si riesce nemmeno ad essere empatici con il disgraziato protagonista, che comunque non è empatico con nessuno e si rende conto della sua terribile...Continua
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Roberto
Ha scritto il 05/01/18
Due più due fa quattro, mannaggia
“L'uomo è creatura frivola e disordinata e, forse, come il giocatore di scacchi, ama soltanto il processo del raggiungimento del fine, e non il fine in sé. E, chissà, forse tutto il fine a cui tende l'umanità sulla terra consiste solo in questa conti...Continua
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Mau
Ha scritto il 13/11/17
Servendosi di un omuncolo che consuma la sua esistenza in preda a ossessioni sballate che lo portano a compiere nefandezze di ogni tipo, raccontate nella seconda parte del romanzo, ci viene proposto, nella prima parte, mediante un monologo del protag...Continua
Grimilde
Ha scritto il 26/07/17
Dostoevskij ci parla del "sottosuolo" quando ancora nessuno aveva iniziato a circoscriverlo e a fare speculazioni o meglio a scrivere teorie. Non si tratta di un romanzo con una storia, ma della riflessione sul "sottosuolo": che cos'è? È qualcosa di...Continua
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Dany
Ha scritto il 23/07/17

Inutile, io adoro Dostoevskij e il suo modo ipnotizzante di scrivere.
Le riflessioni dal sottosuolo non possono che essere sublimi.

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Sullamiastrada
Ha scritto il Dec 21, 2017, 18:38
Mi tormentava allora anche una circostanza: proprio il fatto che nessuno mi assomigliasse. "Io sono solo e loro sono tutti" pensavo e restavo assorto a lungo.
Pag. 66
Sullamiastrada
Ha scritto il Dec 21, 2017, 18:34
Ci sono nella memoria di un essere umano cose che egli non rivela a tutti, ma solo agli amici. Ci sono cose che egli non rivela neanche agli amici, ma solo a se stesso, e in gran segreto. E infine ci sono cose che teme di rivelare perfino a se stesso...Continua
Pag. 62
Sullamiastrada
Ha scritto il Dec 21, 2017, 18:29
Io non solo non ho saputo diventare cattivo, ma non ho saputo diventare niente: né cattivo né buono, né furfante né onesto, né eroe né insetto. E ora vivo nella mia tana facendomi beffe di me stesso, con la maligna e vana consolazione che d'altronde...Continua
Pag. 29
an.i.ta_
Ha scritto il Aug 22, 2017, 10:17
A parte la lettura non avevo niente - ovvero non c'era nulla in quelli che mi circondava, che io potessi allora rispettare o da cui potessi sentirmi attratto.
an.i.ta_
Ha scritto il Aug 20, 2017, 15:19
Non soltanto non ho saputo essere cattivo, ma non ho saputo essere niente di niente: né cattivo né buono, né canaglia né galantuomo, né eroe né insetto. E adesso passo i miei giorni qui nel mio cantuccio, burlando me stesso con la maligna e del tutto...Continua

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