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Rifondazione della fede

Di

Editore: Mondadori

4.1
(36)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8804579935 | Isbn-13: 9788804579939 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Genere: Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
"Una rivoluzione copernicana. Finora per parlare di Dio si mettevano in campo argomenti molteplici, questo libro ne fa piazza pulita. Finora per parlare di Dio c'era bisogno di punti d'appoggio, questo libro non ne ha. Finora per parlare di Dio si pensava al plurale, questo libro pensa al singolare. La fede, finora fondata su motivazioni esteriori, assume un volto nuovo. Il lettore si ritrova al centro di una rivoluzione che lo libera dalle protezioni e dai legami che lungo i secoli gli sono stati posti lungo il cammino. Il libro è un invito alla solitudine dell'anima e ai misteri che vi sono nascosti."
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  • 4

    Il libro più bello di Mancuso, e forse l'unico veramente necessario. Il suo nocciolo è: un cristianesimo senza una seria libertà individuale non è cristianesimo. E Dio essenzialmente come Bene/Amore verso cui tutti tendiamo, contro e oltre i "naturali" orrori della Vita e della Storia.

    ha scritto il 

  • 4

    letto più di un anno fa. Importante. Testo che tenta, ben riuscendovi, di formulare una costruzione filosofica coerente della fede, scrostando espressioni dogmatiche sino a rasentare l'eresia.

    ha scritto il 

  • 3

    Avevo trovato più mature le sue chiacchierate su temi simili a "Damasco": in questo testo i temi (e le figure di riferimento) sono le stesse (Weil, Flowrensky, Bonhoffer, Teilhard de Chardin), ma le idee di fondo mi sembrano più acerbe, in qualche modo forse ancora solo abbozzate.


    La part ...continua

    Avevo trovato più mature le sue chiacchierate su temi simili a "Damasco": in questo testo i temi (e le figure di riferimento) sono le stesse (Weil, Flowrensky, Bonhoffer, Teilhard de Chardin), ma le idee di fondo mi sembrano più acerbe, in qualche modo forse ancora solo abbozzate.

    La parte "destruens" è certamente convincente e condivisibile, la parte "construens" a volte mi lascia tiepido. Deve essere probabilmente il ricorso (forzato) alle metafore scientifiche (la relatività generale come figura del relativismo, la gravità newtoniana come riflesso della "forza" di S. Weil, l'equivalenza tra materia ed energia come chiave di lettura del dualismo tra corpo e anima) che mi ha in qualche modo deluso di più.

    Mancuso a suo modo percorre con coraggio la faticosa strada dell'«etsi deus non daretur» di Bonhoffer e della ricerca di una fede moderna, adulta, non magica. In questo cammino farebbe bene avere il coraggio di abbandonare veramente ogni tentativo, anche solo metaforico, di giustificazione scientifica. Il salto sarà più pauroso ancora, ovviamente, ma rimane probabilmente la sola strada percorribile onestamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto efficace la parte destruens e la impostazione dei problemi.
    La parte construens,per quanto letto finora,fa molta fatica ad assumere contorni convincenti.
    Una rifondazione di tale portata, del resto, non è cosa da poco: roba da far tremare le vene ed i polsi.
    Vedremo...megl ...continua

    Molto efficace la parte destruens e la impostazione dei problemi.
    La parte construens,per quanto letto finora,fa molta fatica ad assumere contorni convincenti.
    Una rifondazione di tale portata, del resto, non è cosa da poco: roba da far tremare le vene ed i polsi.
    Vedremo...meglio....
    Le citazioni ricorrenti di S.Weil sono un segnale di ricerca aperta a fonti spirituali nuove ed extra ecclesia.
    Citato molto anche Wittgenstein.Un caso di santità laica !?
    A pag.148 ricorda che al Termine del TLP, quest'ultimo afferma:
    "la risoluzione dell'enigma della vita nello spazio e nel tempo, è fuori dello spazio e del tempo."
    Quasi una trasposizione teologica del teorema di Gödel !

    ha scritto il 

  • 3

    Un atto di passione

    Queste riflessioni di <del>Angelo</del>Vito Mancuso cercano di argomentare, alla luce della filosofia moderna e delle critiche del novecento, una esposizione coerente e piena di significato vitale delle verità di fede (cattolica). Tuttavia non mi sembra che le argomentazioni siano ciò ...continua

    Queste riflessioni di <del>Angelo</del>Vito Mancuso cercano di argomentare, alla luce della filosofia moderna e delle critiche del novecento, una esposizione coerente e piena di significato vitale delle verità di fede (cattolica). Tuttavia non mi sembra che le argomentazioni siano ciò che rimane del libro. Ovvero non si rimane colpiti dalla logica o da qualche ragionamento perchè sembra che la maggior parte delle proposizioni siano affermazioni che l'autore espone con passione e che a volte ripete in più luoghi del libro. Questo lo trasforma più in una specie di diario filosofico che in un libro di riflessione argomentata.

    ha scritto il