Rigodon

Di

Editore: Garzanti (I Garzanti, 511)

3.8
(108)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000098570 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ginevra Bompiani

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 4

    … sempre proprio avuto il sentimento che avrei mai dovuto esistere … (p. 65)

    "… per quello che mi riguarda, io rifletto, sterilizzato da diecimila odî, tranquillo che non darò fastidio a nessuno, ancora per un pezzo dopo morto, la mia umilissima messa ai vermi, i miei veri sol ...continua

    "… per quello che mi riguarda, io rifletto, sterilizzato da diecimila odî, tranquillo che non darò fastidio a nessuno, ancora per un pezzo dopo morto, la mia umilissima messa ai vermi, i miei veri soli seri amatori..." (p. 207)

    ha scritto il 

  • 4

    "Non ha nè sintassi, nè stile! Non scrive più niente! Non osa più!
    Ah, infamia! bugiarderia sfrontata!... pieno di stile sono! e si! e peggio!... che addirittura li renderò tutti illeggibili!...
    tutti ...continua

    "Non ha nè sintassi, nè stile! Non scrive più niente! Non osa più!
    Ah, infamia! bugiarderia sfrontata!... pieno di stile sono! e si! e peggio!... che addirittura li renderò tutti illeggibili!...
    tutti gli altri! avvizziti impotenti! fradici di premi e manifessi! che posso complottare bello tranquillo, l'epoca è mia!
    sono il benedetto delle lettere! chi non mi imita non esiste!"

    "Com'è divertente Céline!... suo malgrado!"

    "...io che non devo niente a nessuno, nè a Achille, nè a Hitler, né a Nobel, nè a Stalin, nè al Papa!
    lo dimostro, sto crepando assolutamente a mie spese...
    Niente di nuovo... essere lebbrosi ha i suoi vantaggi, non hai da essere gentile con nessuno, ti sbattono fuori da ogni posto e non chiedi di meglio! ...
    ...non fosse che ho un gran melditesta, sarei portato a ridere!..."

    "Andiamo Céline!... i suoi lettori hanno pure il diritto che la smetta di fare il pagliaccio... "

    "Non vi voglio impietosire, vi segnalo, semplicemente...
    ...Vedete se sono imparziale, veramente storico...
    erano altrettanto sadici di qua, e di là...
    il rigodone è tutto! saltare perdinci! "

    Il titolo rimanda a due diversi significati:
    nel linguaggio della balistica, corrisponde a un colpo andato a segno;
    in quello della danza, a un passo tradizionale con il quale non si procede né avanti, né indietro.

    paranoico, nichilista, ambiguo, senza speranza, delirante, scacciato da tutte le parti,
    umiliato, offeso, odiato e amato, folle, maledetto,
    con alcune idee assolutamente deprecabili,
    ma che prosa, gente. E che senso dell'umorismo.

    ha scritto il 

  • 5

    Non è una lettura facile, per la forma scomposta, per la frammentarietà della narrazione, per i continui passaggi repentini dalla cronaca alle riflessioni personali e viceversa. Nonostante ciò, dal ro ...continua

    Non è una lettura facile, per la forma scomposta, per la frammentarietà della narrazione, per i continui passaggi repentini dalla cronaca alle riflessioni personali e viceversa. Nonostante ciò, dal romanzo emerge prepotentemente la genialità del Celine scrittore che dal groviglio del testo tira fuori "la guerra", nella sua versione più vera e più cruda, senza ricorrere a effetti speciali o espedienti narrativi. Alberto Arbasino scrive di questo libro: "... nessun film di guerra o di orrore riuscirà mai a rappresentare gli orrori della guerra con la terrificante potenza espressiva di questo non-romanzo." Concordo in pieno. Indimenticabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Qui come al solito Cèline dice di essere scafato e di non essere di destra e di sinistra, se la prende con gli intellettuali del tempo, sopratutto Sartre, ma il vizietto della razza lo mantiene tutto, ...continua

    Qui come al solito Cèline dice di essere scafato e di non essere di destra e di sinistra, se la prende con gli intellettuali del tempo, sopratutto Sartre, ma il vizietto della razza lo mantiene tutto, assieme al nihilismo estremo, penso dovuto alla sua esperienza esistenziale. Dice che la razza bianca è destinata a soccombere sotto la nera e la gialla, ma come fa a non capire che pura la bianca non è un in se dato all'origine ma il prodotto di millenni se non di milioni di anni? Vabbè siamo giunti a questo punto ma voler eternare un periodo storico mi sembra talmente infantile che non vale la pena di ribattere. Del resto già i greci dicevano che tutto scorre e non esiste nessun punto della storia destinato a durare. A parte questi dettagli e una psicopatologia di fondo, il diario-romanzo contiene la solita scrittura innovativa, quasi come una musica sincopata del jazz.

    ha scritto il 

  • 0

    Volevo chiudere con questa Trilogia del Nord... Céline astemio non fumatore nemico delle religioni... e questo nome di ballo per titolo... e ci trovo un volume restituito alla biblioteca l'ultima volt ...continua

    Volevo chiudere con questa Trilogia del Nord... Céline astemio non fumatore nemico delle religioni... e questo nome di ballo per titolo... e ci trovo un volume restituito alla biblioteca l'ultima volta due giorni prima della mia nascita... ed è un peccato che nessuno in questi anni non lo abbia preso in considerazione... Céline e la sua scrittura con quegli indisponenti puntini... la pretesa di trovare un ritmo... confondere con la musica... a rivendicare ancora una volta la sua presunta anarchia... Céline che parla in modo odioso di un gruppo di bambini sfortunati incontrati sul suo cammino... amico di Restif il fascista francese liquidatore degli antifascisti... che ha ucciso le Sorelle Roselli sic!... e poi si domanda ancora perchè stia sul cazzo alla gente... Troppo comodo dire che gli altri non sono meglio... anche chi giustifica Stalin... anche una democrazia corrotta e opportunista... non divide per niente la colpa non la cancella... Il rigodone è il ballo dei bombardamenti... quelli che Céline auspica ad saecula saeculorum... perchè l'Europa è morta a Stalingrado... e il destino dell'uomo bianco è scomparire sotto i colpi biologici di neri e gialli... Céline percorre l'Europa... non per un'idea una battaglia... solo per andare a recuperare i suoi soldi... alti ideali in biglietti di banca...

    A conclusione di questo ciclo, complice un momento un cui sono abbastanza lapidario nei giudizi, mi sono fatto l'idea che in qualsiasi altra circostanza Céline sarebbe stato semplicemente uno stronzo, anarchico di destra, razzista, cinico, tutte le definizioni. Ma inoffensivo. Quando però la storia del Novecento ha espresso il peggio di sè, Céline ha aderito. E' stato sostenitore, spesso frequentatore, forse amico se ne era capace, dei peggiori. Ha pensato di combattere il male con il male. E il suo modo di essere, che in altri momenti avrebbe potuto essere considerato patetico o antipatico, ha trovato la sua ragione di essere e lo ha reso complice. Per questo, pur riconoscendo fondamento alle sue invettive, agli eccessi con cui è stato colpito, non riesco a cascare nel suo gioco del povero perseguitato. Céline le sue colpe le ha avute davvero. Purtroppo, o per fortuna, è stato anche un geniale scrittore. E credo che vada letto, oltre che per il piacere letterario, per un motivo vitale: leggere Céline, per imparare a non essere Céline.

    ha scritto il 

  • 5

    Il pappagallo Toto non ha atteso in vano l'arrivo dei cinesi a Brest! L'unica diiferenza, non hanno invaso l'Europa come predetto da Céline, la stanno semplicemente acquisendo...
    A proposito dello stl ...continua

    Il pappagallo Toto non ha atteso in vano l'arrivo dei cinesi a Brest! L'unica diiferenza, non hanno invaso l'Europa come predetto da Céline, la stanno semplicemente acquisendo...
    A proposito dello stle e delle immagini presentate al lettore, si può tranquillamente affermare che Grass e la Kristof non hanno inventato nulla, forse addirittuta limato (lui preferirrebbe un bel termine come castrato, evirato, eonunchizzato..) la potenza céliniana.

    ha scritto il 

  • 3

    un flusso di coscienza ininterrotto senza capitoli, con solo qualche breve pausa. Un vocabolario molto vivace e colorito che ricorda molto il parlato. Nel libro si intersecano le vicende di Céline rel ...continua

    un flusso di coscienza ininterrotto senza capitoli, con solo qualche breve pausa. Un vocabolario molto vivace e colorito che ricorda molto il parlato. Nel libro si intersecano le vicende di Céline relative alla sua fuga in Danimarca alla fine della Seconda Guerra Mondiale con l'attualità francese dei primi anni '60.
    Un libro che sorprende per la genuinità, priva di peli sulla lingua.

    ha scritto il 

  • 5

    “per essere autentici occorre sporcare e sporcarsi”

    Il primo luglio alla mattina Céline informa moglie ed editore che il libro dopo tanti ripensamenti e modifiche è finito. Nel pomeriggio muore per una emorragia celebrale.
    Ultimo libro quindi ma non po ...continua

    Il primo luglio alla mattina Céline informa moglie ed editore che il libro dopo tanti ripensamenti e modifiche è finito. Nel pomeriggio muore per una emorragia celebrale.
    Ultimo libro quindi ma non poteva che essere così …. credo che non poteva scrivere altro, era arrivato alla fine del suo processo creativo …più avanti non poteva andare … avrebbe solo potuto tornare indietro.
    Per chi deve imparare ad amare Céline questo non è il libro più adatto ….siamo alla totale esasperazione del suo stile, non esiste più una frase ma solo brandelli, non c’è una trama ma solo piccoli pezzettini da dover ricucire con fatica (la storia del suo viaggio in treno con moglie e gatto Bébert scappando dalla Germania distrutta dalla guerra del 44-45 per cercare rifugio in Danimarca) tra improperi, bestemmie, imprecazioni, divagazioni … una lettura difficilissima ma se conosci, se ti abitui, stupenda. Una scrittura solo in apparenza immediata ma invece frutto di cancellature, ripensamenti, …poche righe al giorno, …anni per finirlo .. frasi che sembrano sconnesse, ripetute, dette a voce alta, con rancore, disprezzo per il resto del mondo, quasi urlate sputacchiando, frasi dette in uno stato di delirio, paranoia e di lucida follia..…credo che se uno non conosce l’autore dopo trenta pagine chiude il libro che invece è un libro bellissimo. I suoi capolavori sono altri “Morte a credito” e “Viaggio al termine della notte”, per chi comincia consiglierei invece “Colloqui col professor Y” un libro più leggero anche se in questo libro c’è tutto il Céline solito.
    Per spiegarmi vorrei fare un paragone con “Meditations” di John Coltrane col suo quartetto classico, un cd bellissimo ma durissimo dove non esiste più un minimo di forma o di frase musicale, siamo davanti all’anarchia pura almeno in apparenza. Se uno non conosce Coltrane dopo due minuti toglie via il cd. Per amarlo deve prima ascoltare i suoi capolavori, primo assoluto “A love supreme” e poi “Ballads” e passare ancora prima per “My favorite Things” e allora poi ascolterà Meditations con somma soddisfazione.
    Rigodon è un libro bellissimo che dovete sudarvi, a lui non interessa le difficoltà che voi dovete incontrare per amarlo. Nelle ultime pagine parla della consegna alle stampe di questo libro ”Ducourneau! Lui, è un fatto serio….viene mica per niente..ci troviamo subito d’accordo….ah, ancora qualche piccolo dubbio…ci siamo!...appena un accento…una virgola…bisogna mica fidarsi dei correttori, hanno, vero, il solito buon gusto…il solito buon senso, morte del ritmo!..tutti scopatori di donne mal compiute, so quello che affermo….” (i puntini sono suoi stavolta, è lui l’inventore dei …..)

    ha scritto il 

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