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Rilla of Ingleside

(Anne of Green Gables, No. 8)

By

Publisher: Starfire

4.1
(27)

Language:English | Number of Pages: 277 | Format: Paperback

Isbn-10: 0553269224 | Isbn-13: 9780553269222 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , School & Library Binding , Unbound , eBook , Others

Category: Non-fiction

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Book Description
"Very good friends, believe me," said Miss Cornelia emphatically. "I hear all about the doings of the young fry." "I have no doubt that Mary Vance sees that you do, Mrs. Marshall Elliott," said Susan significantly, "but I think it is a shame to talk about children making matches." "Children! Jem is twenty-one and Faith is nineteen," retorted Miss Cornelia. "You must not forget, Susan, that we old folks are not the only grown-up people in the world." Outraged Susan, who detested any reference to her age - not from vanity but from a haunting dread that people might come to think her too old to work - returned to her "Notes." "'Carl Meredith and Shirley Blythe came home last Friday evening from Queen's Academy. We understand that Carl will be in charge of the school at Harbour Head next year and we are sure he will be a popular and successful teacher.'" "He will teach the children all there is to know about bugs, anyhow," said Miss Cornelia. "He is through with Queen's now and Mr. Meredith and Rosemary wanted him to go right on to Redmond in the fall, but Carl has a very independent streak in him and means to earn part of his own way through college. He'll be all the better for it." "'Walter Blythe, who has been teaching for the past two years at Lowbridge, has resigned,'" read Susan. "'He intends going to Redmond this fall.'" "Is Walter quite strong enough for Redmond yet?" queried Miss Cornelia anxiously. "We hope that he will be by the fall," said Mrs. Blythe. "An idle summer in the open air and sunshine will do a great deal for him." "Typhoid is a hard thing to get over," said Miss Cornelia emphatically, "especially when one has had such a close shave as Walter had. I think he'd do well to stay out of college another year. But then he's so ambitious. Are Di and Nan going too?"
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Lucy Maud Montgomery ha sempre considerato “Rilla” il suo miglior romanzo, sia per la maturità stilistica che riteneva di aver raggiunto quando lo ha scritto, sia per il coinvolgimento emotivo nei confronti della prima guerra mondiale, evento quasi contemporaneo alla stesura del libro, che usa co ...continue

    Lucy Maud Montgomery ha sempre considerato “Rilla” il suo miglior romanzo, sia per la maturità stilistica che riteneva di aver raggiunto quando lo ha scritto, sia per il coinvolgimento emotivo nei confronti della prima guerra mondiale, evento quasi contemporaneo alla stesura del libro, che usa come sfondo per le vicende fittizie da lei create.

    La storia si concentra sulle vicende quotidiane delle persone che sono rimaste a casa, in particolar modo sulle donne, che diventano la forza incrollabile e l’ancora di salvezza che spinge chi è partito ad affrontare l’orrore. Nei quattro anni che abbracciano lo scoppio del conflitto e la sua durata, assistiamo quindi al cambiamento delle abitudini, del pensare comune, delle opportunità di un mondo fino a quel momento chiuso in se stesso, che viene distrutto, cambiato e rinnovato da un’onda inarrestabile, come rappresentato dal sogno profetico di una delle protagoniste, Miss Oliver.

    Rilla of Ingleside diventa quindi una testimonianza diretta del la condizione femminile canadese durante il primo conflitto mondiale. E’ un libro sulle donne e per le donne, estremamente commovente, che alterna aneddoti di patriottismo quasi propagandistico a momenti di lacerante tristezza.

    Ed è proprio il mondo descritto nella maggior parte degli altri romanzi della Montgomery a venire distrutto. Un mondo semplice, bucolico, ingenuo, dove i protagonisti vivono a stretto contatto con la natura, e di cui il volume precedente a questo, Rainbow Valley, è quasi il canto del cigno. Dopo la guerra nulla sarà mai più come prima, e l’autrice sembra quasi, in molti punti del romanzo, lamentarne la perdita con straziante rimpianto.

    Forse è la cupezza, e il cambiamento di tematiche che subentra in questo libro a far storcere il naso ai lettori che avevano amato quelli precedenti, non felici della sostituzione dei personaggi storici con nuovi comprimari, che con il tempo diventano assoluti protagonisti.

    Le recensioni contrastanti, estreme nei commenti sia positivi sia negativi, mi lasciavano incerta su cosa aspettarmi da questo libro, l’unico che ancora mi mancava della serie. Ma alla fine l’ho amato moltissimo.

    E’ interessante per il lettore moderno assistere allo svolgersi degli eventi come se stessero accadendo in quel momento (la Montgomery per le reazioni a ogni singolo fatto di cronaca aveva attinto ai suoi diari), non ancora filtrati dalle analisi retrospettive degli anni a venire.

    E'inoltre straniante osservare il nazionalismo esasperato che emerge da queste pagine, che a quel tempo non era una prerogativa esclusivamente europea ma un sentire comune a livello globale. Nonostante le morti, le atrocità, i sacrifici dovuti alla guerra, le famiglie canadesi consideravano un dovere e un motivo d’orgoglio avere un membro della propria famiglia tra le file dei combattenti. Il Canada faceva parte, e si sentiva parte dell’Impero Britannico, e come afferma laconicamente Ken, i ragazzi che hanno l’età per poterlo fare si arruolano volontari perché “sono affari di famiglia”.

    Era politicamente scorretto essere pacifisti, e nel momento in cui qualcuno si esprimeva contro la guerra, incorreva nella disapprovazione generale. L’attempato ed eccentrico Signor Pryor viene tacciato di essere filo-tedesco e rischia il linciaggio dopo avere fatto in chiesa un discorso antimilitarista.

    Walter, le cui opinioni sono meno ostentate ma non per questo meno palesi, si vede recapitare lettere minatorie, e piume bianche simbolo di codardia. Detesta la violenza, la follia omicida e il delirio collettivo che pervadono il mondo a lui contemporaneo, in cui fatica ad inserirsi. Walter è un visionario, un anima inquieta che precorre i tempi e per questo non viene capito completamente da chi non condivide la sua sensibilità quasi trascendentale. Non è un caso quindi se è anche l'unico personaggio maschile a cui la Montgomery dà la stessa rilevanza di quelli femminili.

    Sarà lui a morire, dopo avere finalmente compreso le visioni avute da bambino e vinto le sue paure. Mentre gli altri, i suoi amici Jem, Jerry, Carl, e Ken, così temerari e baldanzosi all’inizio, sopravvivranno ma torneranno cambiati, realizzando la profezia del pifferaio magico della loro infanzia.

    Ci sono tanti momenti di questa storia che mi hanno toccato profondamente, e che sono sicura mi resteranno addosso per giorni, ma ce n’è uno in particolare che credo li riassuma tutti.

    Dog Monday non si può dimenticare.

    said on 

  • 3

    There is something of Rose in Bloom, in this novel; and - though it is far better than Rainbow Valley - somehow it confirms that Montgomery is much less clever than Alcott in writing sequels. Probably it is the fact that everything is already set and announced, and no surprise comes to reader out ...continue

    There is something of Rose in Bloom, in this novel; and - though it is far better than Rainbow Valley - somehow it confirms that Montgomery is much less clever than Alcott in writing sequels. Probably it is the fact that everything is already set and announced, and no surprise comes to reader out of the developing of the plot, since both Jem's and Walter's destinies have been clearly enough foreshadowed in Anne of Ingleside. However, if on the one hand one can enjoy Montgomery's usual sharp way of writing, on the other hand, all Rilla's adventures finally reaveal themselves as pale shadows of her mother's ones, which the reader has already been acquainted with in much more colourful details in the first two books of the Anne's series. A good entertaining book, but nothing more.

    said on 

  • 5

    In my opinion, one of the best of the Anne books. The story of Anne & Gilbert's youngest daughter and her trials and triumphs during WWI. A superb, touching novel.

    said on