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Rimini

Di

Editore: Bompiani

3.7
(949)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 293 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8845248399 | Isbn-13: 9788845248399 | Data di pubblicazione:  | Edizione 6

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Un giornalista milanese scende in riviera per il suo primo incarico importantee viene travolto da una girandola ossessiva di fatti e personaggi. Nellainfuocata estate riminese, dominata dal gusto frenetico del divertimento (emagari di perversi piaceri), le storie di un suonatore di sax, di unoscrittore in crisi, di un gruppo di travestiti giocosi e molte altre ancora siintrecciano con la vita quotidiana di chi popola i locali, i caffé, lespiagge, le discoteche.
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  • 3

    Marco Bauer lavora presso la redazione di un giornale milanese scrivendo piccoli articoli. Un giorno il direttore gli comunica che dovrà recarsi a Rimini per occuparsi del supplemento estivo nel quale dovrà parlare di cronaca, arte, spettacolo e di tutto ciò che accade nei luoghi di vacanza, cosi ...continua

    Marco Bauer lavora presso la redazione di un giornale milanese scrivendo piccoli articoli. Un giorno il direttore gli comunica che dovrà recarsi a Rimini per occuparsi del supplemento estivo nel quale dovrà parlare di cronaca, arte, spettacolo e di tutto ciò che accade nei luoghi di vacanza, cosicché i turisti siano sempre informati. Egli, convinto di aver avuto un avanzamento di carriera, parte con molto entusiasmo e organizza il lavoro nella nuova redazione. Rimini, meta di turismo postmoderno, è presa d’ assalto da quanti desiderano vivere esperienze diverse dal comune, ma, soprattutto, è teatro di un giallo che lascerà di stucco il povero Marco Bauer.

    “So cosa vuol dire fallire, sbagliare. Essere costretti a tornarsene indietro. So che non è mai un ricominciare. Si finge che sia così. Si dice: ora tutto riparte in una direzione nuova, e può anche essere vero. Ma tu certo non ricominci niente di niente. Continui proprio dal tuo vicolo cieco. Da nessun’altra parte se non da quel punto lì.”

    Il romanzo è uno spaccato delle vacanze nella riviera romagnola in pieni anni’80. Locali notturni, spiagge, alcool e sesso dominano la scena. Numerosi personaggi si recano nella celebre città marittima per svariati motivi: trovare finanziamenti per realizzare un film, ritrovare la sorella scomparsa, annunciare la fine del mondo… Le loro vicissitudini si alternano tra le righe susseguendosi, talora, troppo velocemente le une alle altre e generando, perciò, confusione nel lettore che non riesce più a seguire il filo della narrazione.

    Vicenda centrale è il caso del “suicidio” del senatore Lughi che farà comprendere al protagonista quanto egli sia stato usato per fare il gioco dei “grandi”.

    Decisamente ben riuscito è il personaggio di Marco Bauer. Giornalista col desiderio di emergere, non può far altro che ammettere la propria sconfitta.

    Altro personaggio degno di nota è quello di Susy, giovane, sensuale giornalista che Bauer incontrerà a Rimini e con la quale avrà una relazione, ambigua sin dall’inizio si rivelerà essere anch’ella pedina di questo gioco di potere e denaro.

    Lo stile è schietto, diretto, molto esplicito, il tipico stile tondelliano senza tabù.

    Il romanzo, letto nel nostro 2014, rappresenta un’eccellente occasione per conoscere un mondo e una società diversa da quella contemporanea solo in apparenza, ma praticamente identica nella sostanza.

    ha scritto il 

  • 3

    Un lavoro sconclusionato. Un racconto a più voci, che però hanno tra loro poco a che fare. Sullo sfondo rimane tuttavia la descrizione dei primi anni '80 nella atmosfera luccicante del vacanzificio romagnolo (con alcune puntate "Pensione Kelly" e "Hotel Kelly" nei decenni iniziali dello sviluppo ...continua

    Un lavoro sconclusionato. Un racconto a più voci, che però hanno tra loro poco a che fare. Sullo sfondo rimane tuttavia la descrizione dei primi anni '80 nella atmosfera luccicante del vacanzificio romagnolo (con alcune puntate "Pensione Kelly" e "Hotel Kelly" nei decenni iniziali dello sviluppo turistico della Riviera). Resta il fatto che Tondelli scriveva bene. Mi ha colpito un brano, quando l'immaginario regista tenta di convincere l'immaginario sceneggiatore alla raccolta fondi "ombrellone a ombrellone" per finanziare il loro film (che poi sembra avere successo): fai conto di sedderti ad un tavolo dove altri commensali hanno già mangiato, dove sono rimasti solo i piatti sporchi e i tovaglioli appallottolati: ecco noi siamo così, ci sono rimaste solo le briciole e dalle briciole dobbiamo iniziare. È possibile che già nei fantasmagorici anni '80 ai giovani fossero rimaste solo le briciole?

    ha scritto il 

  • 3

    Sei volte Rimini

    Un romanzo corale, con diverse voci che steccano nel coro. Rimini appare così, ritratto di un'Italia di trent'anni fa, dalle spalline larghe e dalle canotte a vista, che già non si riconosce più.


    Ci sono sei storie, intrecciate dentro. Ci sono il giornalista rampante di provincia, lo scrit ...continua

    Un romanzo corale, con diverse voci che steccano nel coro. Rimini appare così, ritratto di un'Italia di trent'anni fa, dalle spalline larghe e dalle canotte a vista, che già non si riconosce più.

    Ci sono sei storie, intrecciate dentro. Ci sono il giornalista rampante di provincia, lo scrittore omosessuale al noto premio letterario, i due cinematografari arruffoni, il sassofonista tombeur de femmes, la tedescona che cerca la sorella scomparsa, la parabola della pensione Kelly. Non tutte mi sembrano ugualmente riuscite, non tutte mi sembrano amalgamate: la vicenda del giornalista non sempre è verosimile, quella della tedesca sembra c'entrare poco col resto. Alcune sì, e penso alle pagine sulla pensione o sull'amore omosessuale di Bruno May.

    Nel complesso rimane la sensazione strana che si ha di fronte a un romanzo moderno ma già di un'altra epoca. Un romanzo che non è perfetto ma che scorre veloce e sa essere caustico.

    ha scritto il 

  • 4

    Ultimamente mi sono intrippato coi libri su/degli anni '80, questo rientra perfettamente nella categoria, con la sua rappresentazione dolceamara di una Riviera romagnola ancora in boom.

    ha scritto il 

  • 3

    La critica più spietata, shockata e tradita al lancio di Rimini, non ha esitato a definirlo un prodotto commerciale, scivolata forse inevitabile di uno scrittore fuori dal coro in cerca di un pubblico più vasto.
    Letto anch'io Rimini, trovo difficile smentire la scomunica del ...continua

    La critica più spietata, shockata e tradita al lancio di Rimini, non ha esitato a definirlo un prodotto commerciale, scivolata forse inevitabile di uno scrittore fuori dal coro in cerca di un pubblico più vasto.
    Letto anch'io Rimini, trovo difficile smentire la scomunica della critica, perché ho trovato un Tondelli travestito, imborghesito, commerciale, e che pure, ogni tanto, fa uscire fuori allo scoperto, tra le righe, il suo vero volto.
    Ma Tondelli è Tondelli, e verrebbe da pensare a un'operazione altamente subdola, di un genio sottile, quasi evanescente, come se Rimini fosse l'azzeccato compromesso tra il bisogno di un riconoscimento di massa e una ben celata presa per i fondelli. Rimini romanzo-parodia? Chissà. Certo è che Tondelli, nel costruire un romanzo che fa tanto anni Ottanta, ha dato il meglio nell'aver dato il peggio di sé. Che forse è quello che chiede il largo pubblico provincialotto italiano. Un romanzo pessimo, che però venda oltre centomila copie. Il piacere del brutto all'italiana. Il mondo rovesciato della Riviera e l'inversa morale: parlare male di Riviera e di Rimini, dei suoi frequentatori, fuggire via, e poi, a libro concluso, pensare: però, che bel viaggio, quasi quasi lo rifarei.
    Smettiamola ora di fantasticare sulle intenzioni ignote di un autore e vediamo il testo: uno stile realistico, insensibile e indifferente, per un intreccio male assortito di vicende sullo sfondo della Riviera. Una punta di denuncia sociale, con l'ipocrisia a buon mercato di una terra Rossa per tradizione e votata al dio Pluto di fatto; una punta di inquietudine italiana, con il protagonista allo sbando tra arrivismo, ambizione e onestà intellettuale; una punta di mistero e il gioco è fatto. Un piatto gustoso per l'italiano medio, ma non per chi, come il sottoscritto, ha amato Tondelli nelle pagine che hanno il sapore del vomito sull'asfalto. Personaggi abbozzati, caricaturali, puramente funzionali, intreccio scontato, finale più che scontato e indigesto, per non parlare della pessima coesione tra le diverse storie. Se la brevissima vicenda di Bruno May, candidato a un premio letterario (ma quanto piacciono i premi e i concorsi agli italiani?), è una vaga anticipazione di quel che sarà Camere separate, la storia della tedesca è del tutto inappetibile, fuori luogo, sconnessa completamente da quel che è il tono e lo stile del filone principale del romanzo.
    Un romanzo strano, Rimini. Un esperimento che si autosabota, e forse proprio in questo sta il suo genio.

    ha scritto il 

  • 3

    C'è un preciso momento in cui, venendoci di notte da Pesaro con l'autostrada, superata l'ultima collina, la Romagna ti appare, all'improvviso, come una distesa di luci gialle e di infinite possibilità. Pier Vittorio Tondelli, ultimo grande scrittore italiano del novecento, subiva il fascino di po ...continua

    C'è un preciso momento in cui, venendoci di notte da Pesaro con l'autostrada, superata l'ultima collina, la Romagna ti appare, all'improvviso, come una distesa di luci gialle e di infinite possibilità. Pier Vittorio Tondelli, ultimo grande scrittore italiano del novecento, subiva il fascino di posti come Riccione e Rimini e, forse, sulle spiagge di Bellaria o in un qualche locale di Misano o Marebello meditava già la sua personale rivoluzione sessuale.
    Ho lavorato per quattro stagioni a Riccione anche se i miei non erano, certo, gli anni ruggenti delle svedesi nè quelli della capitale gay dei primissimi anni ottanta. Credete a me: la Romagna è un falso, una terra ignorante e contadina, posticcia come Gardaland, votata al solo Dio denaro nonostante la ferrea tradizione comunista: "il PCI, Berlinguer ed i soldi nascosti a San Marino perchè qui, ragazzo, si lavora, si lavora tanto e mica si è coglioni..."
    Il libro di Tondelli non è un capolavoro, a tratti è ben scritto perchè Tondelli di talento ne aveva da vendere ma la storia risente, anch'essa, di questa illusione generazionale che è stata la riviera romagnola. Smaltita l'ebbrezza delle prime venti pagine il libro si spegne come un qualsiasi mercoledì di settembre. Abbastanza inutile la parentesi delle sorelle tedesche, tirata un po' via la storia del senatore – chi crederebbe, oggi, ad un politico redento ? - di maniera la storia d'amore tra lo scrittore ed il suo giovane toy boy. Alla fine Rimini è solo un posto come un altro per raccontare la propria infelicità, un posto non migliore di tanti altri: Ibiza, Playa del Desiderio, Berlino, Forlì. Non è un limite di Tondelli è un limite della riviera romagnola ma questa cosa la si capisce solo quando si è dall'altra parte del bancone del bar. Per tutti voi c'è un mojito a sette euro e la illusione che, questa notte, tutto possa accadere.

    ha scritto il 

  • 4

    Deciso a leggerlo dopo anni, dietro un consiglio che non potevo rifiutare, mi sono sorpreso (e non avrei dovuto) nel trovare nella prosa giovanile di Tondelli la lingua che mi è più comune. Non c'è la pretesa di insegnare niente, solo raccontare una storia, che, forse, sarebbe potuta accadere. ...continua

    Deciso a leggerlo dopo anni, dietro un consiglio che non potevo rifiutare, mi sono sorpreso (e non avrei dovuto) nel trovare nella prosa giovanile di Tondelli la lingua che mi è più comune. Non c'è la pretesa di insegnare niente, solo raccontare una storia, che, forse, sarebbe potuta accadere.

    ha scritto il 

  • 4

    bello. mi è piaciuta la scrittura, così diretta e senza fronzoli. la storia è ben articolata. uno spaccato dell'italia degli anni '80. tanti personaggi che si incontrano nell'estate caotica di rimini. tante storie diverse dove dolore, sesso, feste, paura, disincanto creano un mosaico ancora oggi ...continua

    bello. mi è piaciuta la scrittura, così diretta e senza fronzoli. la storia è ben articolata. uno spaccato dell'italia degli anni '80. tanti personaggi che si incontrano nell'estate caotica di rimini. tante storie diverse dove dolore, sesso, feste, paura, disincanto creano un mosaico ancora oggi assolutamente attuale.

    ha scritto il 

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