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Rimini

By Pier Vittorio Tondelli

(811)

| Mass Market Paperback | 9788845248399

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Book Description

Un giornalista milanese scende in riviera per il suo primo incarico importantee viene travolto da una girandola ossessiva di fatti e personaggi. Nellainfuocata estate riminese, dominata dal gusto frenetico del divertimento (emagari di perversi piacer Continue

Un giornalista milanese scende in riviera per il suo primo incarico importantee viene travolto da una girandola ossessiva di fatti e personaggi. Nellainfuocata estate riminese, dominata dal gusto frenetico del divertimento (emagari di perversi piaceri), le storie di un suonatore di sax, di unoscrittore in crisi, di un gruppo di travestiti giocosi e molte altre ancora siintrecciano con la vita quotidiana di chi popola i locali, i caffé, lespiagge, le discoteche.

100 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non il più bello di Tondelli. Ma Tondelli vale sempre la pena.

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    Ledaula said on Mar 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sei volte Rimini

    Un romanzo corale, con diverse voci che steccano nel coro. Rimini appare così, ritratto di un'Italia di trent'anni fa, dalle spalline larghe e dalle canotte a vista, che già non si riconosce più.

    Ci sono sei storie, intrecciate dentro. Ci sono il gi ...(continue)

    Un romanzo corale, con diverse voci che steccano nel coro. Rimini appare così, ritratto di un'Italia di trent'anni fa, dalle spalline larghe e dalle canotte a vista, che già non si riconosce più.

    Ci sono sei storie, intrecciate dentro. Ci sono il giornalista rampante di provincia, lo scrittore omosessuale al noto premio letterario, i due cinematografari arruffoni, il sassofonista tombeur de femmes, la tedescona che cerca la sorella scomparsa, la parabola della pensione Kelly. Non tutte mi sembrano ugualmente riuscite, non tutte mi sembrano amalgamate: la vicenda del giornalista non sempre è verosimile, quella della tedesca sembra c'entrare poco col resto. Alcune sì, e penso alle pagine sulla pensione o sull'amore omosessuale di Bruno May.

    Nel complesso rimane la sensazione strana che si ha di fronte a un romanzo moderno ma già di un'altra epoca. Un romanzo che non è perfetto ma che scorre veloce e sa essere caustico.

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    Diego said on Oct 21, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ultimamente mi sono intrippato coi libri su/degli anni '80, questo rientra perfettamente nella categoria, con la sua rappresentazione dolceamara di una Riviera romagnola ancora in boom.

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    Qbert said on Oct 10, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La critica più spietata, shockata e tradita al lancio di Rimini, non ha esitato a definirlo un prodotto commerciale, scivolata forse inevitabile di uno scrittore fuori dal coro in cerca di un pubblico più vasto.
    Letto anch'io Rimini, ...(continue)

    La critica più spietata, shockata e tradita al lancio di Rimini, non ha esitato a definirlo un prodotto commerciale, scivolata forse inevitabile di uno scrittore fuori dal coro in cerca di un pubblico più vasto.
    Letto anch'io Rimini, trovo difficile smentire la scomunica della critica, perché ho trovato un Tondelli travestito, imborghesito, commerciale, e che pure, ogni tanto, fa uscire fuori allo scoperto, tra le righe, il suo vero volto.
    Ma Tondelli è Tondelli, e verrebbe da pensare a un'operazione altamente subdola, di un genio sottile, quasi evanescente, come se Rimini fosse l'azzeccato compromesso tra il bisogno di un riconoscimento di massa e una ben celata presa per i fondelli. Rimini romanzo-parodia? Chissà. Certo è che Tondelli, nel costruire un romanzo che fa tanto anni Ottanta, ha dato il meglio nell'aver dato il peggio di sé. Che forse è quello che chiede il largo pubblico provincialotto italiano. Un romanzo pessimo, che però venda oltre centomila copie. Il piacere del brutto all'italiana. Il mondo rovesciato della Riviera e l'inversa morale: parlare male di Riviera e di Rimini, dei suoi frequentatori, fuggire via, e poi, a libro concluso, pensare: però, che bel viaggio, quasi quasi lo rifarei.
    Smettiamola ora di fantasticare sulle intenzioni ignote di un autore e vediamo il testo: uno stile realistico, insensibile e indifferente, per un intreccio male assortito di vicende sullo sfondo della Riviera. Una punta di denuncia sociale, con l'ipocrisia a buon mercato di una terra Rossa per tradizione e votata al dio Pluto di fatto; una punta di inquietudine italiana, con il protagonista allo sbando tra arrivismo, ambizione e onestà intellettuale; una punta di mistero e il gioco è fatto. Un piatto gustoso per l'italiano medio, ma non per chi, come il sottoscritto, ha amato Tondelli nelle pagine che hanno il sapore del vomito sull'asfalto. Personaggi abbozzati, caricaturali, puramente funzionali, intreccio scontato, finale più che scontato e indigesto, per non parlare della pessima coesione tra le diverse storie. Se la brevissima vicenda di Bruno May, candidato a un premio letterario (ma quanto piacciono i premi e i concorsi agli italiani?), è una vaga anticipazione di quel che sarà Camere separate, la storia della tedesca è del tutto inappetibile, fuori luogo, sconnessa completamente da quel che è il tono e lo stile del filone principale del romanzo.
    Un romanzo strano, Rimini. Un esperimento che si autosabota, e forse proprio in questo sta il suo genio.

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    Tancredi said on Aug 24, 2013 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    C'è un preciso momento in cui, venendoci di notte da Pesaro con l'autostrada, superata l'ultima collina, la Romagna ti appare, all'improvviso, come una distesa di luci gialle e di infinite possibilità. Pier Vittorio Tondelli, ultimo grande scrittore ...(continue)

    C'è un preciso momento in cui, venendoci di notte da Pesaro con l'autostrada, superata l'ultima collina, la Romagna ti appare, all'improvviso, come una distesa di luci gialle e di infinite possibilità. Pier Vittorio Tondelli, ultimo grande scrittore italiano del novecento, subiva il fascino di posti come Riccione e Rimini e, forse, sulle spiagge di Bellaria o in un qualche locale di Misano o Marebello meditava già la sua personale rivoluzione sessuale.
    Ho lavorato per quattro stagioni a Riccione anche se i miei non erano, certo, gli anni ruggenti delle svedesi nè quelli della capitale gay dei primissimi anni ottanta. Credete a me: la Romagna è un falso, una terra ignorante e contadina, posticcia come Gardaland, votata al solo Dio denaro nonostante la ferrea tradizione comunista: "il PCI, Berlinguer ed i soldi nascosti a San Marino perchè qui, ragazzo, si lavora, si lavora tanto e mica si è coglioni..."
    Il libro di Tondelli non è un capolavoro, a tratti è ben scritto perchè Tondelli di talento ne aveva da vendere ma la storia risente, anch'essa, di questa illusione generazionale che è stata la riviera romagnola. Smaltita l'ebbrezza delle prime venti pagine il libro si spegne come un qualsiasi mercoledì di settembre. Abbastanza inutile la parentesi delle sorelle tedesche, tirata un po' via la storia del senatore – chi crederebbe, oggi, ad un politico redento ? - di maniera la storia d'amore tra lo scrittore ed il suo giovane toy boy. Alla fine Rimini è solo un posto come un altro per raccontare la propria infelicità, un posto non migliore di tanti altri: Ibiza, Playa del Desiderio, Berlino, Forlì. Non è un limite di Tondelli è un limite della riviera romagnola ma questa cosa la si capisce solo quando si è dall'altra parte del bancone del bar. Per tutti voi c'è un mojito a sette euro e la illusione che, questa notte, tutto possa accadere.

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    Monsa said on Mar 7, 2013 | 2 feedbacks

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