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Rinascimento privato

Di

Editore: Mondadori

3.9
(1189)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 570 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804272619 | Isbn-13: 9788804272618 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Paperback , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Bel libro! gli eventi dei primi anni del '500 come vissuti dalla protagonista, Isabella d'Este, marchesa di Mantova.
    Entriamo nella vita, privata e pubblica, di questa grande donna e, grazie anche al ...continua

    Bel libro! gli eventi dei primi anni del '500 come vissuti dalla protagonista, Isabella d'Este, marchesa di Mantova.
    Entriamo nella vita, privata e pubblica, di questa grande donna e, grazie anche al modo di scrivere della Bellonci, ci sembra quasi di vivere in quell'epoca!

    ha scritto il 

  • 4

    Isabella d'Este, marchesa di Mantova, è l'io narrante del romanzo. Una scrittura ricchissima di particolari, un affresco storico di un'epoca lontana, la corte dei Gonzaga, la Roma pontificia, le corti ...continua

    Isabella d'Este, marchesa di Mantova, è l'io narrante del romanzo. Una scrittura ricchissima di particolari, un affresco storico di un'epoca lontana, la corte dei Gonzaga, la Roma pontificia, le corti di quel tempo e un romanzo di una freschezza atemporale per la descrizione della personalità di Isabella, la sua femminilità, l'intelligenza, la sua abilità politica tra gli intrighi di corte. E' davvero ben scritto, fedele alle vicende storiche, delicatissimo nella descrizione dell'animo femminile, ma ... non riesco a trovare il tempo di finirlo perché la ricchezza espressiva delle pagine richiede una concentrazione davvero alta che, in questo momento, mi manca!

    ha scritto il 

  • 4

    Stanza degli orologi
    anno 1533
    Il mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità. Isolata, immobile, sul punto di scattare, sto al centro di correnti vorticose che girano a spirali in qu
    ...continua

    Stanza degli orologi
    anno 1533
    Il mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità. Isolata, immobile, sul punto di scattare, sto al centro di correnti vorticose che girano a spirali in questa stanza dove i miei cento orologi sgranano battiti diversi in diversi timbri. Se alzo il capo li vedo fiammeggiare, e ad ogni tocco di fuoco corrisponde un'immagine. Sempre sono trascinata fuori di me dalla tempesta di vivere. Che cosa è il tempo, e perché deve considerarsi passato? Fino a quando viviamo esiste un solo tempo, il presente.

    Ultimo libro di Maria Bellonci, fondatrice del Premio Strega, stempera l'accuratezza storica che caratterizza l'Autrice, studiosa di altissimo livello, con una scrittura elegante ed opulenta, rinascimentale come le corti qui raffigurate.
    Isabella d'Este, marchesa di Mantova, è l'io narrante del proprio vissuto e dell'epoca che l'ha vista protagonista.
    La narrazione è un intreccio sottile e rapinoso di realtà e finzione, espressa attraverso la creazione di un linguaggio antico e modernissimo non forgiato a tavolino ma inventato e perciò fresco e vitale.
    Possiamo così percepire tutte le sfumature dell'ego di Isabella, la sua femminilità e la sua intelligenza, il genio che l'ha caratterizzata.
    Romanzo lo aveva definito la Bellonci e tale si configura, non opera romanzata, anche per la creazione di personaggi autentici, seppure inventati, come Robert de la Pole, il platonico amante della marchesa Gonzaga, funzionale ed autonomo al contempo, come tutte le figure, minori e non, che incontriamo tra le pagine.

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro che si presta a diverse prospettive di lettura. Ed estremamente attuale per tutte le trame, i trabocchetti e gli intrighi non così lontani dalla realtà quotidiana.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno stile raffinatissimo, un registro elegante, un lessico che sorprende il lettore per la scorrevolezza e il vago sapore di antico che trasmettono molti passaggi, si tratta di un libro che incanta pe ...continua

    Uno stile raffinatissimo, un registro elegante, un lessico che sorprende il lettore per la scorrevolezza e il vago sapore di antico che trasmettono molti passaggi, si tratta di un libro che incanta per la delicatezza dell'esposizione e la capacità di ricostruire l'ambiente culturale e la temperie storica del Cinquecento italiano. Un poco romanzo storico, un poco autobiografia, esso abbraccia un arco temporale di trentatré anni, dal 1500 al 1530, e ricostruisce la vicenda umana e politica di Isabella d'Este, diventata marchesa di Mantova dopo aver contratto matrimonio con Francesco Gongaza nel 1490. Diviso in sette capitoli narrati in prima persona dalla stessa protagonista, oltre alle vicende famigliari, racconta e scandaglia uno dei periodi più difficili e turbolenti dalla storia italiana, dalle lotte tra papato e signorie, ai tanti intrighi di corte, alle invasioni straniere. Vincitore del Premio Strega nel 1986, è un piccolo capolavoro della letteratura italiana della seconda metà del Novecento.

    ha scritto il 

  • 5

    Le donne, i cavalier, l'arme e gli amori

    Rinascimento Privato è un capolavoro che prende vita quando le gesta di una donna incontrano una scrittura stupefatta di femminile eleganza. Un libro magnetico e intenso, pervaso da una singolare fas ...continua

    Rinascimento Privato è un capolavoro che prende vita quando le gesta di una donna incontrano una scrittura stupefatta di femminile eleganza. Un libro magnetico e intenso, pervaso da una singolare fascinazione che sembra venuta da un movimento astrale a dettare parole di assoluta delicatezza. Attraverso una biografia romanzata, Maria Bellonci narra a ritroso nel tempo, propone una figura sulla quale ha meditato per anni e lo fa ricorrendo ad un barocco novecentesco grazie al quale non c’è frase che non lasci tracce di poesia. Ciò che rimane impressa, in maniera particolare, è la qualità della prosa con cui tutto è raccontato. Un linguaggio ricercato, suggestivo, scelto con la stessa cura di un collezionista che cerca per sé le cose rare e migliori.

    La vicenda, riportata in prima persona con una ritmica di salti tra presente e passato, ritrae Isabella D’Este, marchesa di Mantova, seduta in solitudine nella stanza degli orologi. Tra i lumi e l’ombra di questo incantevole posto evoca gli anni pieni o addirittura frenetici che le sono toccati in sorte. Ricorda le cause che l’hanno voluta sovrana di un regno, il percorso di moglie e madre, la saggezza che ha suggerito scelte importanti nelle imprese difficili. Con esemplare eloquenza espone l’epoca del Rinascimento italiano da un punto di vista privato. Lì, nel suo ritrovo notturno, popolato da ingegni meccanici che sgranano battiti diversi in diversi timbri, il pulsare del cuore e il flusso senza pause dei pensieri coincidono con i rintocchi dei cento orologi che hanno scandito il tempo della sua esistenza. Descrive ritratti di gente che ha frequentato la sua corte, personaggi di fiducia e insospettati traditori: le dame, i segretari, i papi che si sono avvicendati durante gli anni di un Vaticano di poteri e compromessi. Si concede parentesi nelle quali racchiude i suoi segreti, condividendo, con noi, la lettura di quelle lettere dai caratteri appuntiti di un ammiratore mai corrisposto, un uomo inserito nel romanzo per pura invenzione dell’autrice. Ma Isabella è raffigurata anche come una devota della cultura e amante dell’arte: presta attenzione alla pittura celebrando più di tutti Andrea Mantegna, un genio la cui mano era mossa da una forza del disegno senza rivali.

    E la data del 1533, che compare come intestazione quando fa rientro dai ricordi di luoghi sepolti e ardimenti dispersi, rappresenta il suo presente e la fine di tutto, come una Penelope che ha tessuto un arazzo, ha smesso di aspettare e si ritrova a cantare “ le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie ” di un poema cavalleresco. Bello, di una bellezza che non si spezza.

    ha scritto il 

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