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Rinascimento privato

Di

Editore: Mondadori

3.9
(1178)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 576 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 880440826X | Isbn-13: 9788804408260 | Data di pubblicazione:  | Edizione 9

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Bel libro! gli eventi dei primi anni del '500 come vissuti dalla protagonista, Isabella d'Este, marchesa di Mantova.
    Entriamo nella vita, privata e pubblica, di questa grande donna e, grazie anche al ...continua

    Bel libro! gli eventi dei primi anni del '500 come vissuti dalla protagonista, Isabella d'Este, marchesa di Mantova.
    Entriamo nella vita, privata e pubblica, di questa grande donna e, grazie anche al modo di scrivere della Bellonci, ci sembra quasi di vivere in quell'epoca!

    ha scritto il 

  • 4

    Isabella d'Este, marchesa di Mantova, è l'io narrante del romanzo. Una scrittura ricchissima di particolari, un affresco storico di un'epoca lontana, la corte dei Gonzaga, la Roma pontificia, le corti ...continua

    Isabella d'Este, marchesa di Mantova, è l'io narrante del romanzo. Una scrittura ricchissima di particolari, un affresco storico di un'epoca lontana, la corte dei Gonzaga, la Roma pontificia, le corti di quel tempo e un romanzo di una freschezza atemporale per la descrizione della personalità di Isabella, la sua femminilità, l'intelligenza, la sua abilità politica tra gli intrighi di corte. E' davvero ben scritto, fedele alle vicende storiche, delicatissimo nella descrizione dell'animo femminile, ma ... non riesco a trovare il tempo di finirlo perché la ricchezza espressiva delle pagine richiede una concentrazione davvero alta che, in questo momento, mi manca!

    ha scritto il 

  • 4

    Stanza degli orologi
    anno 1533
    Il mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità. Isolata, immobile, sul punto di scattare, sto al centro di correnti vorticose che girano a spirali in qu
    ...continua

    Stanza degli orologi
    anno 1533
    Il mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità. Isolata, immobile, sul punto di scattare, sto al centro di correnti vorticose che girano a spirali in questa stanza dove i miei cento orologi sgranano battiti diversi in diversi timbri. Se alzo il capo li vedo fiammeggiare, e ad ogni tocco di fuoco corrisponde un'immagine. Sempre sono trascinata fuori di me dalla tempesta di vivere. Che cosa è il tempo, e perché deve considerarsi passato? Fino a quando viviamo esiste un solo tempo, il presente.

    Ultimo libro di Maria Bellonci, fondatrice del Premio Strega, stempera l'accuratezza storica che caratterizza l'Autrice, studiosa di altissimo livello, con una scrittura elegante ed opulenta, rinascimentale come le corti qui raffigurate.
    Isabella d'Este, marchesa di Mantova, è l'io narrante del proprio vissuto e dell'epoca che l'ha vista protagonista.
    La narrazione è un intreccio sottile e rapinoso di realtà e finzione, espressa attraverso la creazione di un linguaggio antico e modernissimo non forgiato a tavolino ma inventato e perciò fresco e vitale.
    Possiamo così percepire tutte le sfumature dell'ego di Isabella, la sua femminilità e la sua intelligenza, il genio che l'ha caratterizzata.
    Romanzo lo aveva definito la Bellonci e tale si configura, non opera romanzata, anche per la creazione di personaggi autentici, seppure inventati, come Robert de la Pole, il platonico amante della marchesa Gonzaga, funzionale ed autonomo al contempo, come tutte le figure, minori e non, che incontriamo tra le pagine.

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro che si presta a diverse prospettive di lettura. Ed estremamente attuale per tutte le trame, i trabocchetti e gli intrighi non così lontani dalla realtà quotidiana.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno stile raffinatissimo, un registro elegante, un lessico che sorprende il lettore per la scorrevolezza e il vago sapore di antico che trasmettono molti passaggi, si tratta di un libro che incanta pe ...continua

    Uno stile raffinatissimo, un registro elegante, un lessico che sorprende il lettore per la scorrevolezza e il vago sapore di antico che trasmettono molti passaggi, si tratta di un libro che incanta per la delicatezza dell'esposizione e la capacità di ricostruire l'ambiente culturale e la temperie storica del Cinquecento italiano. Un poco romanzo storico, un poco autobiografia, esso abbraccia un arco temporale di trentatré anni, dal 1500 al 1530, e ricostruisce la vicenda umana e politica di Isabella d'Este, diventata marchesa di Mantova dopo aver contratto matrimonio con Francesco Gongaza nel 1490. Diviso in sette capitoli narrati in prima persona dalla stessa protagonista, oltre alle vicende famigliari, racconta e scandaglia uno dei periodi più difficili e turbolenti dalla storia italiana, dalle lotte tra papato e signorie, ai tanti intrighi di corte, alle invasioni straniere. Vincitore del Premio Strega nel 1986, è un piccolo capolavoro della letteratura italiana della seconda metà del Novecento.

    ha scritto il 

  • 5

    Le donne, i cavalier, l'arme e gli amori

    Rinascimento Privato è un capolavoro che prende vita quando le gesta di una donna incontrano una scrittura stupefatta di femminile eleganza. Un libro magnetico e intenso, pervaso da una singolare fas ...continua

    Rinascimento Privato è un capolavoro che prende vita quando le gesta di una donna incontrano una scrittura stupefatta di femminile eleganza. Un libro magnetico e intenso, pervaso da una singolare fascinazione che sembra venuta da un movimento astrale a dettare parole di assoluta delicatezza. Attraverso una biografia romanzata, Maria Bellonci narra a ritroso nel tempo, propone una figura sulla quale ha meditato per anni e lo fa ricorrendo ad un barocco novecentesco grazie al quale non c’è frase che non lasci tracce di poesia. Ciò che rimane impressa, in maniera particolare, è la qualità della prosa con cui tutto è raccontato. Un linguaggio ricercato, suggestivo, scelto con la stessa cura di un collezionista che cerca per sé le cose rare e migliori.

    La vicenda, riportata in prima persona con una ritmica di salti tra presente e passato, ritrae Isabella D’Este, marchesa di Mantova, seduta in solitudine nella stanza degli orologi. Tra i lumi e l’ombra di questo incantevole posto evoca gli anni pieni o addirittura frenetici che le sono toccati in sorte. Ricorda le cause che l’hanno voluta sovrana di un regno, il percorso di moglie e madre, la saggezza che ha suggerito scelte importanti nelle imprese difficili. Con esemplare eloquenza espone l’epoca del Rinascimento italiano da un punto di vista privato. Lì, nel suo ritrovo notturno, popolato da ingegni meccanici che sgranano battiti diversi in diversi timbri, il pulsare del cuore e il flusso senza pause dei pensieri coincidono con i rintocchi dei cento orologi che hanno scandito il tempo della sua esistenza. Descrive ritratti di gente che ha frequentato la sua corte, personaggi di fiducia e insospettati traditori: le dame, i segretari, i papi che si sono avvicendati durante gli anni di un Vaticano di poteri e compromessi. Si concede parentesi nelle quali racchiude i suoi segreti, condividendo, con noi, la lettura di quelle lettere dai caratteri appuntiti di un ammiratore mai corrisposto, un uomo inserito nel romanzo per pura invenzione dell’autrice. Ma Isabella è raffigurata anche come una devota della cultura e amante dell’arte: presta attenzione alla pittura celebrando più di tutti Andrea Mantegna, un genio la cui mano era mossa da una forza del disegno senza rivali.

    E la data del 1533, che compare come intestazione quando fa rientro dai ricordi di luoghi sepolti e ardimenti dispersi, rappresenta il suo presente e la fine di tutto, come una Penelope che ha tessuto un arazzo, ha smesso di aspettare e si ritrova a cantare “ le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie ” di un poema cavalleresco. Bello, di una bellezza che non si spezza.

    ha scritto il 

  • 3

    Nato a partire dalle ricerche effettuate per una sceneggiatura Rai mai trasmessa su Isabella d'Este, Rinascimento privato ricostruisce in una finta autobiografia la vita della marchesa di Mantova, pro ...continua

    Nato a partire dalle ricerche effettuate per una sceneggiatura Rai mai trasmessa su Isabella d'Este, Rinascimento privato ricostruisce in una finta autobiografia la vita della marchesa di Mantova, probabilmente la seconda figura femminile più celebre e autorevole del Rinascimento italiano dopo Lucrezia Borgia.

    In un lungo flashback dal narratore un po' incerto - talvolta vi si descrivono scene a cui la protagonista non era presente come se lo fosse stata -, Isabella d'Este ripercorre gli eventi salienti della propria vita tra il 1500 e il 1533, in una linea temporale altalenante che ora si concentra sugli avvenimenti di un mese, ora salta avanti di qualche anno. La continuità del romanzo è spezzata dalle lettere del fittizio ecclesiastico inglese Robert de la Pole, platonicamente innamorato di Isabella, e probabilmente creato dalla Bellonci sia per restituire almeno in parte una visione del personaggio dall'esterno che per descrivere avvenimenti e personaggi a lei lontani.
    Gli oltre trent'anni trattati sono densi di personaggi e avvenimenti: personalità artistiche che transitano dalla corte dei Gonzaga - Raffaello, Castiglione, Mantegna, Ariosto, Pico della Mirandola -, ben cinque papi che si succedono tra intrighi e giochi di potere - Alessandro VI, Giulio II, Leone X, Adriano VI, Clemente VII -, oltre a regnanti, condottieri e strateghi che con i Gonzaga intrecciano effimere alleanze e altrettanto temporanee inimicizie - Cesare Borgia, Machiavelli, Francesco I e Carlo V.

    L'importanza dei romanzi storico-biografici di Maria Bellonci, si legge da qualche parte, risiede nel loro valore divulgativo. Si fatica a crederlo, perché Rinascimento privato è tutto fuorché divulgativo: i preziosismi lessicali e sintattici rendono la lettura un'impresa piacevole eppure impegnativa, senonché il difetto principale dell'opera – se la leggiamo in questi termini – è che oscilla continuamente tra saggio e romanzo senza sbilanciarsi né in un senso né nell'altro.
    Manca del tutto la cornice storica: ogni avvenimento è filtrato in prima persona dagli occhi di Isabella d'Este, come se il libro fosse uno splendido ritratto a cui è stato ritagliato via lo sfondo: il lettore poco esperto di storia rinascimentale italiana faticherà parecchio ad abbracciare una panoramica d'insieme. Isabella si riferisce a “Giulio”, al “fratello”, al “padre”, a “Ippolito”, ai “francesi”, alla “rivolta dei veneziani”, al “nipote Sforza”, e al lettore all'oscuro delle coordinate storiche entro cui si mosse Isabella d'Este è difficile seguire il filo del discorso senza un motore di ricerca aperto sottomano.

    Né saggio, dunque – perché scivola nell'invenzione -, né romanzo – poiché è difficile lasciarsi intrattenere da una lettura continuamente spezzata da rimandi oscuri: alla puntualissima introspezione psicologica non si accompagna purtroppo una struttura equilibrata che consenta di far luce sull'esterno della protagonista, oltre che sull'interno. Alla Bellonci va comunque il merito di aver spogliato figure femminili come Isabella d'Este e Lucrezia Borgia da pettegolezzi e leggende, scegliendo di renderle personaggi umanissimi.
    Rinascimento privato è insomma una biografia barocchissima, un virtuosismo linguistico che perfettamente ricalca l'italiano cinquecentesco rendendolo al contempo fruibile al lettore moderno. Esperimento interessante e notevole, ma lascia il tempo che trova: il lettore si perde tra le morbide e lussuose coltri dell'italiano forbito della Bellonci, letteralmente, e la tentazione di svanire tra i loro flutti chiudendo il libro e abbandonando la lettura per altre meno elevate ma dai contenuti più concreti è forte.

    Recensione pubblicata anche sulla Stamberga insieme alle note biografiche sull'autrice:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/03/speciale-grandi-scrittrici-rinascimento.html

    ha scritto il 

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