Rinascimento privato

Di

Editore: Mondadori

3.9
(1214)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 488 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804509880 | Isbn-13: 9788804509882 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Questa «autobiografia» di Isabella d'Este, marchesa di Mantova, Maria Belloncivolle definirla romanzo. E tale è questo scritto, per la creazione letterariadel linguaggio a un tempo antico e modernissimo, per la sceltadell'autrice di fare di Isabella l'io narrante, sovrapponendo così alpersonaggio storico quello romanzesco e infine per la creazione di unpersonaggio totalmente inventato, l'inglese Robert de la Pole. Questa edizionedi «Rinascimento privato» è arricchita dalle pagine del «Diario» di MariaBellonci che si riferiscono alla composizione del romanzo.
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  • 3

    "La perfetta bellezza in qualunque momento si mostri interrompe almeno per qualche istante il corso del tempo fissandolo in un momento unico e immutabile."

    Da questo romanzo emerge in pieno la vera e più spontanea attitudine della Bellonci: l'attitudine di un'osservatrice, una chirurga del mondo, una scienziata alle prese con l'homo sapiens immerso nella ...continua

    Da questo romanzo emerge in pieno la vera e più spontanea attitudine della Bellonci: l'attitudine di un'osservatrice, una chirurga del mondo, una scienziata alle prese con l'homo sapiens immerso nella spietata realtà, suo habitat naturale. Le sue analisi delle dinamiche interpersonali e l'evidentissima cura usata nella costruzione della personalità protagonista e voce narrante, Isabella d'Este, sono di un'acutezza sconcertante.
    Se solo si fosse concentrata su quelle.

    La ricostruzione storica è impressionante, ma l'ambientazione da sola, per quanto solida, non fa un romanzo. A volte avevo l'impressione di star leggendo un saggio. Se il mio unico intento fosse stato quello di documentarmi sul periodo storico, naturalmente sarebbe stato quello il genere che avrei scelto; ma avevo tra le mani un romanzo, ma quel che ne ho ricavato è stata solo Storia e nessuna storia. L'abilità della Bellonci di trasformare le parole in racconto si mostra solo al livello microscopico del dettaglio, delle rivelazioni di poche secondi, dei motti di quattro righe, ma tutte le sue incantevoli sottigliezze non sono state capaci di delineare ai miei occhi un quadro d'insieme che fosse in grado di toccare in me una qualche vera corda.

    Accademicamente esemplare; narrativamente deludente.

    ha scritto il 

  • 0

    la noia rinascimentale

    nonostante sia un'amante del romanzo storico, ho dovuto abbandonare questo libro, vincitore del premio Strega in anni passati, perché non reggevo la noia che mi suscitavano le pagine di un bel persona ...continua

    nonostante sia un'amante del romanzo storico, ho dovuto abbandonare questo libro, vincitore del premio Strega in anni passati, perché non reggevo la noia che mi suscitavano le pagine di un bel personaggio storico, reso secondo me scialbo e privo assolutamente di fascino. Una scrittura accurata ed elegante, che ricalca probabilmente una corrispondenza epistolare di corte, ma faticosa e ripetitiva.

    ha scritto il 

  • 5

    Bel libro! gli eventi dei primi anni del '500 come vissuti dalla protagonista, Isabella d'Este, marchesa di Mantova.
    Entriamo nella vita, privata e pubblica, di questa grande donna e, grazie anche al ...continua

    Bel libro! gli eventi dei primi anni del '500 come vissuti dalla protagonista, Isabella d'Este, marchesa di Mantova.
    Entriamo nella vita, privata e pubblica, di questa grande donna e, grazie anche al modo di scrivere della Bellonci, ci sembra quasi di vivere in quell'epoca!

    ha scritto il 

  • 4

    Isabella d'Este, marchesa di Mantova, è l'io narrante del romanzo. Una scrittura ricchissima di particolari, un affresco storico di un'epoca lontana, la corte dei Gonzaga, la Roma pontificia, le corti ...continua

    Isabella d'Este, marchesa di Mantova, è l'io narrante del romanzo. Una scrittura ricchissima di particolari, un affresco storico di un'epoca lontana, la corte dei Gonzaga, la Roma pontificia, le corti di quel tempo e un romanzo di una freschezza atemporale per la descrizione della personalità di Isabella, la sua femminilità, l'intelligenza, la sua abilità politica tra gli intrighi di corte. E' davvero ben scritto, fedele alle vicende storiche, delicatissimo nella descrizione dell'animo femminile, ma ... non riesco a trovare il tempo di finirlo perché la ricchezza espressiva delle pagine richiede una concentrazione davvero alta che, in questo momento, mi manca!

    ha scritto il 

  • 4

    Stanza degli orologi
    anno 1533
    Il mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità. Isolata, immobile, sul punto di scattare, sto al centro di correnti vorticose che girano a spirali in qu
    ...continua

    Stanza degli orologi
    anno 1533
    Il mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità. Isolata, immobile, sul punto di scattare, sto al centro di correnti vorticose che girano a spirali in questa stanza dove i miei cento orologi sgranano battiti diversi in diversi timbri. Se alzo il capo li vedo fiammeggiare, e ad ogni tocco di fuoco corrisponde un'immagine. Sempre sono trascinata fuori di me dalla tempesta di vivere. Che cosa è il tempo, e perché deve considerarsi passato? Fino a quando viviamo esiste un solo tempo, il presente.

    Ultimo libro di Maria Bellonci, fondatrice del Premio Strega, stempera l'accuratezza storica che caratterizza l'Autrice, studiosa di altissimo livello, con una scrittura elegante ed opulenta, rinascimentale come le corti qui raffigurate.
    Isabella d'Este, marchesa di Mantova, è l'io narrante del proprio vissuto e dell'epoca che l'ha vista protagonista.
    La narrazione è un intreccio sottile e rapinoso di realtà e finzione, espressa attraverso la creazione di un linguaggio antico e modernissimo non forgiato a tavolino ma inventato e perciò fresco e vitale.
    Possiamo così percepire tutte le sfumature dell'ego di Isabella, la sua femminilità e la sua intelligenza, il genio che l'ha caratterizzata.
    Romanzo lo aveva definito la Bellonci e tale si configura, non opera romanzata, anche per la creazione di personaggi autentici, seppure inventati, come Robert de la Pole, il platonico amante della marchesa Gonzaga, funzionale ed autonomo al contempo, come tutte le figure, minori e non, che incontriamo tra le pagine.

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro che si presta a diverse prospettive di lettura. Ed estremamente attuale per tutte le trame, i trabocchetti e gli intrighi non così lontani dalla realtà quotidiana.

    ha scritto il 

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