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Ring

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Publisher: Vertical

3.8
(913)

Language:English | Number of Pages: 288 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) German , Japanese , Chi traditional , Italian , Spanish , Czech , Dutch , French , Polish

Isbn-10: 1932234004 | Isbn-13: 9781932234008 | Publish date: 

Translator: Robert B. Rohmer , Glynne Walley

Also available as: Paperback , Softcover and Stapled , eBook

Category: Horror , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
A chillingly told horror story but also a shrewdly intelligent and subversive commentary on the power of imagery and contagious consumerism.
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  • 4

    Bello! Una storia di ricerca scorrevole e coinvolgente, certo in originale la storia della riproduzione della cassetta... e della cassetta stessa hanno più senso ma sarebbe stato impossibile vedere tr ...continue

    Bello! Una storia di ricerca scorrevole e coinvolgente, certo in originale la storia della riproduzione della cassetta... e della cassetta stessa hanno più senso ma sarebbe stato impossibile vedere trasposta in occidente la storia così com'è

    said on 

  • 4

    Qual è il miglior genere che si possa leggere durante la sezione di esami? Ovviamente l’horror.
    Nonostante abbia visto centinaia di film, divagando dallo splatter al psicologico, non ho letto molti li ...continue

    Qual è il miglior genere che si possa leggere durante la sezione di esami? Ovviamente l’horror.
    Nonostante abbia visto centinaia di film, divagando dallo splatter al psicologico, non ho letto molti libri del genere. In primo luogo, perché non mi spavento nemmeno con i film alle 3 del mattino, e in secondo luogo, perché non ne conosco molti. Quindi, per divergere su qualcosa di diverso dai romanzi porno per adolescenti, ho deciso di andare sul sicuro con Ring.
    Chi non ha visto The Ring? Ringrazio ancora una mia vecchia amica paurosa che mi ha regalato la cassetta ai suoi tempi. Ah, che soddisfazione.
    Ad ogni modo, sia questo libro che il film americano sono belli. A modo loro. Perché ovviamente qualsiasi cosa gli americani producano, è densa del loro spirito di ‘murica.
    Comunque, il libro si discosta abbastanza dalla versione cinematografica (che mantiene le basi), e lo spirito di fondo è completamente diverso.
    Devo ammettere che man mano che i nodi venivano al pettine, sono rimasta sempre più shockata o schifata, una delle due insomma. Sebbene inizialmente possa risultare noioso, a mio avviso merita per la fine. Sadako è una stronza con un suo perché e gli eventi si evolvono in modo esponenziale fino a un climax che ti fa dire: Ma perché i morti non possono godersi le gioie di non dover più pagare l’affitto e di andare a lavoro invece di rompere le scatole?

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  • 3

    Hay varias diferencias con respecto a las versiones cinematográficas. La principal es que el protagonista es un periodista luchando a contrarreloj para salvar su vida, la de su mujer y la de su hija. ...continue

    Hay varias diferencias con respecto a las versiones cinematográficas. La principal es que el protagonista es un periodista luchando a contrarreloj para salvar su vida, la de su mujer y la de su hija. Para ello le ayuda un profesor de universidad que le confiesa que la primera vez que violó a una mujer fue cuando estaba terminando el instituto. El profesor es el único con capacidad de seguir las pistas para dar con la fórmula para eludir la maldición de la cinta de vídeo. Entremedias, se conoce con más detalle la vida de Sadako y de su familia.

    La novela en sí es entretenida pero no da miedo ninguno salvo la parte en la que el protagonista visualiza la cinta de vídeo. La descripción que se hace de las imágenes y de las sensaciones que despierta resulta bastante inquietante. Sin embargo, el resto de la historia no deja de ser un "resuelve el misterio" a la japonesa, con pensamientos filosóficos que la mayoría de las veces son un tanto peregrinos. Por otro lado, las interacciones entre el periodista y el profesor recuerdan más a una comedia que a una historia de suspense.

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  • 5

    Arrivo in ritardo sulla lettura di un libro che è stato pubblicato ormai più di dieci anni fa, anche se avevo apprezzato sia i film americani che i giapponesi.
    In ogni caso, devo ammettere che non ho ...continue

    Arrivo in ritardo sulla lettura di un libro che è stato pubblicato ormai più di dieci anni fa, anche se avevo apprezzato sia i film americani che i giapponesi.
    In ogni caso, devo ammettere che non ho mai letto niente di simile: un libro dal linguaggio semplice (mi pare che la traduzione italiana sia stata fatta da quella inglese e non dell'originale giapponese) ma evocativo, che ha fatto calare uno strato denso di angoscia durante tutti i giorni che occupati dalla sua lettura.
    Un piccolo capolavoro il racconto delle immagini della videocassetta, in un alternarsi di immagini reali e astratte che coinvolge tutti i sensi dell'osservatore (nel libro) e del lettore che, ipnotizzato, non riesce a staccarsi dalle pagine.
    Consigliatissimo per gli amanti del genere, proseguirò con gli altri due capitoli della serie.

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  • 4

    Mi sono avvicinato al libro, immagino come molti altri, avendo apprezzato l'omonimo film (quello giapponese, non il remake americano, secondo me superfluo e patinato). Come nella stragrande maggioranz ...continue

    Mi sono avvicinato al libro, immagino come molti altri, avendo apprezzato l'omonimo film (quello giapponese, non il remake americano, secondo me superfluo e patinato). Come nella stragrande maggioranza dei casi, l'opera cartacea è risultata superiore a quella su pellicola. Senza fare spoiler, il romanzo di Koji fornisce delle spiegazioni dietro alla maledizione di Sadako interessanti e non banali. Attingendo un po' dal folclore e dal soprannaturale, un po' dalla biologia..
    Alcuni passaggi del libro sono molto suggestivi, dalle morti iniziali da cui si apre la vicenda, alla prima visita del protagonista al lussuoso resort di montagna.
    Veramente un bel romanzo, per il suo genere merita quasi il massimo, le mie quattro stelle sarebbero quattro e mezzo...

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  • 3

    In tutta sincerità mi trovo in difficoltà a dare un’opinione precisa su questo libro e questo grazie al fatto di aver visto, ai suoi tempi, il film, il quale tuttavia si discosta dalla trama del roman ...continue

    In tutta sincerità mi trovo in difficoltà a dare un’opinione precisa su questo libro e questo grazie al fatto di aver visto, ai suoi tempi, il film, il quale tuttavia si discosta dalla trama del romanzo (perlomeno per la versione americana, per quella giapponese non so). Fino a poco tempo fa non sapevo che tale storia fosse stata tratta da un libro (che fa parte addirittura di una trilogia!) e naturalmente, appena avvenuta la scoperta, non ho potuto fare a meno di recuperarlo, con l’intenzione di fare un raffronto tra il libro e la trasposizione cinematografica. Di una cosa sono certa; sicuramente mi è piaciuto molto di più del film che comunque all’epoca mi aveva lasciato abbastanza soddisfatta. La componente horror, legata a doppio filo all’indagine investigativa propria dei thriller, tiene alta la curiosità e l’attenzione del lettore, dando come risultato finale un buon libro che mi sento di consigliare. Il finale è riuscito anche a trasmettermi un certo senso di inquietudine e adesso sto letteralmente morendo dalla voglia di leggere il seguito della storia al quale senz'altro riuscirò ad attribuire un giudizio più deciso e sincero in quanto non più influenzata dal film.

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  • 4

    Ci sono tre condizioni che devono verificarsi perché nel mondo permanga oltre la morte una volontà maligna. Uno spazio chiuso, l'acqua e una morte lenta. Uno, due, tre. In altre parole, se qualcuno mu ...continue

    Ci sono tre condizioni che devono verificarsi perché nel mondo permanga oltre la morte una volontà maligna. Uno spazio chiuso, l'acqua e una morte lenta. Uno, due, tre. In altre parole, se qualcuno muore lentamente, in uno spazio chiuso e in presenza dell'acqua, di solito lo spirito vendicativo di quella persona continua a infestare il luogo. [Dal capitolo 12]

    Ammetto di averlo letto solo di giorno e di essermene tenuta alla larga nelle ore buie, più per precauzione che altro: la storia in sé infatti non fa così tanta paura, è più una cosa psicologica e subdola, che si insinua sotto la pelle e striscia fino al nucleo delle nostre paure più istintive - diverso dall'horror più crudo di, tanto per citare un autore del genere, Stephen King.
    Sono partita prevenuta perché, avendo in mente il film (che non ho visto) mi immaginavo davvero qualcosa di inquietante che non fa dormire la notte, e se da questo punto di vista sono rimasta un po' delusa, d'altra parte non posso dire che non mi sia piaciuto. Ho apprezzato davvero lo stile narrativo e anche il modo scientifico in cui è stata gestita la storia, che in certi punti sembrava un articolo di giornale e in altri lo svolgimento dell'indagine di un omicidio: un modo originale di gestire un horror, dato che con questi accorgimenti l'autore è riuscito a rendere i vari fattori soprannaturali così realistici da far sperare davvero a chi legge di non incappare mai nella videocassetta di Sadako.
    E, a proposito di lei, dico solo una cosa: che ragazza (fantasma?) geniale e stronza. Geniale perché, contrariamente a quanto si possa pensare, non uccide indiscriminatamente e senza motivo - motivo che non svelo per non rovinare la lettura - e stronza perché, dai, capisco che tu possa avere i tuoi problemi e che possa anche avercela con quelli che hanno fatto male alla tua famiglia, ma ora comunque sei morta, che te frega? E il senso di prendersela con tutto il genere umano qual è? [Indi per cui, se ce l'avessi davanti, le esclamerei un sonoro "mavvaiacagare". Sì, poi forse morirei, ma vogliamo mettere la soddisfazione?]
    Comunque, scherzi a parte, bel libro. La fine, forse gli ultimi capitoli, fanno davvero venire i brividi - odio i finali aperti - e mi fanno inevitabilmente venire voglia di leggere i due libri seguenti. Sì, al diavolo, leggerò anche quelli. Voglio sperare che prima o poi Sadako possa riposare in pace - non per pace sua, per pace nostra! :D
    Quattro stelline, perché sì.

    said on 

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